Sinistra (politica)

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Con il termine sinistra, utilizzato nel campo della politica, si indica la componente del Parlamento che siede alla sinistra del Presidente dell'assemblea e, in generale, l'insieme delle posizioni politiche qualificate come egualitariste e progressiste, diametralmente opposte rispetto a quelle della destra[1][2][3].

Storia del termine[modifica | modifica wikitesto]

Le denominazioni "destra" e "sinistra" delle due parti opposte nell'arena politica nascono in Francia poco prima della Rivoluzione francese. Nel maggio 1789 furono convocati gli Stati generali dal Re di Francia, un'assemblea che doveva rappresentare i tre ordini allora istituiti: il clero, la nobiltà e il terzo Stato. Quest'ultimo si ordinò all'interno dell'emiciclo con gli esponenti conservatori capeggiati da Pierre Victor de Malouet che presero i posti alla destra del Presidente, i radicali di Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau quelli alla sinistra. Questa divisione si ripresentò anche in seguito, quando si formò l'Assemblea nazionale. A destra prevaleva una corrente volta a mantenere i poteri monarchici, a sinistra stava la componente più rivoluzionaria.

Quando, a fine agosto, si discusse l'articolo della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino che riguarda la libertà religiosa, "coloro i quali tenevano alla religione e al re si erano messi alla destra del presidente, per sfuggire alle urla, ai discorsi e alle indecenze che avevano luogo nella parte opposta", dove stava la componente più rivoluzionaria (Marcel Gauchet). La denominazione si consolidò durante l'Assemblea legislativa e la Convenzione Nazionale. Con Restaurazione la distinzione si conferma come una caratteristica costante del sistema parlamentare, destinata a durare. Dalla Francia si estese rapidamente a tutta l'Europa. Nel periodo della Restaurazione, la sinistra era occupata dai settori rivoluzionari.

Nel corso del Novecento, la sinistra ha compreso posizioni ideologiche come il progressismo, la socialdemocrazia, il socialismo, il comunismo e, sotto certi profili, il liberalismo sociale. Il termine left è stato utilizzato nel Regno Unito per indicare le componenti liberale (erede degli Whig) e laburista, il termine linke in Germania per indicare prevalentemente i socialdemocratici.

Posizioni[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Le posizioni di sinistra relative all'ambito economico spaziano dall'economia keynesiana e il welfare state attraverso la democrazia industriale e l'economia sociale di mercato alla nazionalizzazione dell'economia e all'economia pianificata[4]. Durante la rivoluzione industriale, la sinistra sostenne i sindacati. Nei primi anni del '900 essa fu associata alle politiche che sostengono un esteso intervento governativo in ambito economico[5]. I sostenitori della sinistra criticano ciò che percepiscono come il carattere sfruttante della globalizzazione, la race to the bottom e i licenziamenti ingiusti. Nell'ultimo quarto del XX secolo, l'idea che un governo (governando in accordo con gli interessi del popolo) dovrebbe coinvolgere direttamente se stesso nelle attività giornaliere di un'economia ha perso popolarità presso il centrosinistra, specialmente tra i socialdemocratici che furono influenzati dall'ideologia della terza via.

Vi sono altri, poi, che credono nell'economia marxista, basata sulle teorie economiche di Karl Marx. Alcuni distinguono le teorie economiche di Marx dalla sua filosofia politica, sostenendo che l'approccio del filosofo alla comprensione dell'economia è indipendente dalla sua difesa del socialismo rivoluzionario e dalla sua fede nell'inevitabilità della rivoluzione proletaria[6].

I libertari di sinistra, i libertari socialisti, insieme agli anarco comunisti , credono in un'economia decentralizzata retta dai sindacati, i consigli dei lavoratori, le cooperative, i comuni e le comuni e si oppongono al controllo privato e governativo dell'economia, preferendo il controllo locale, in cui una nazione di regioni decentalizzate siano unite in una confederazione.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

L'originale sinistra francese era anticlericale, si opponeva all'influenza della Chiesa cattolica e sosteneva la separazione fra Stato e Chiesa[7]. In seguito, Marx sostenne che «La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli.»[8] Nella Russia sovietica i bolscevichi abbracciarono inizialmente «un credo ideologico che professava che tutta la religione si sarebbe atrofizzata» e «deciso a sdradicare il cristianesimo in quanto tale». Nel 1918, «Dieci alti prelati furono sommariamente fucilati con la spiegazione: "Il potere sovietico continuerà a sparare a questi signori fino a quando manderemo in frantumi e schiacceremo la criminale attività controrivoluzionaria dei capi della Chiesa."» e «i bambini furono privati di qualsiasi istruzione religiosa fuori di casa»[9]. Oggi, nel mondo occidentale, i sostenitori della sinistra appoggiano solitamente la secolarizzazione e la separazione tra Stato e Chiesa.

Tuttavia, le credenze religiose hanno trovato spazio anche all'interno di alcune realtà di sinistra, come il movimento abolizionista americano e il movimento contro la pena di morte. Inoltre, i primi pensatori socialisti, come Robert Owen, Charles Fourier e Saint-Simon, basarono le proprie teorie del socialismo su principi cristiani. D'altra parte, da La città di Dio di Agostino passando per L'Utopia di Tommaso Moro, i maggiori scrittori cristiani difesero le idee ritenute dai socialisti accettabili. In ambito biblico sono riscontrabili diverse preoccupazioni comuni della sinistra, come il pacifismo, la giustizia sociale, l'uguaglianza razziale, i diritti umani e il rifiuto di un'eccessiva ricchezza[10]. Alla fine del XIX secolo sorse il movimento Social Gospel (in particolare tra gli anglo-cattolici, i luterani, i metodisti, i battisti in America del Nord e in Gran Bretagna), che tentò di integrare il pensiero progressista e socialista con il cristianesimo nell'attivismo sociale basato sulla fede, promosso da movimenti come il socialismo cristiano. Nel XX secolo, la teologia della liberazione e la spiritualità della creazione fu sostenuta da alcuni scrittori come Gustavo Gutierrez e Matthew Fox.

Esistono anche movimenti di sinistra come il socialismo islamico e il socialismo buddhista. Vi sono anche state alleanze tra la sinistra e i musulmani contrari alla guerra; ad esempio quella tra il Partito del Rispetto e la Stop the War Coalition, in Gran Bretagna. In Francia, la sinistra si è divisa sulle azioni per bandire il hijab dalle scuole, con alcuni che sostenevano il divieto sulla base della separazione tra Stato e autorità religiose ed altri che a tale divieto si opponevano invocando la libertà personale.

La sinistra in Italia[modifica | modifica wikitesto]

La prima volta che in Italia entrò in uso il termine "sinistra" fu in riferimento della Sinistra storica, che governò il Paese dal 1876 per vent'anni con Agostino Depretis. La matrice ideologica del raggruppamento era liberale progressista, e si rifaceva alle idee mazziniane, garibaldine e dunque democratiche. Negli anni di governo della Sinistra storica, si fecero strada alcune forze politiche allora catalogate come "estrema sinistra": il Partito Repubblicano Italiano e il Partito Radicale storico. La Sinistra storica venne poi succeduta al governo del Paese dalla cosiddetta Sinistra liberale, cioè dall'ala più progressista dello schieramento liberal-conservatore.

Nel Novecento maggiori partiti di sinistra attivi sono stati il Partito Socialista Italiano (il partito più antico, poi Socialisti Italiani e Socialisti Democratici Italiani, oggi di nuovo Partito Socialista Italiano), il Partito Comunista Italiano (in seguito Partito Democratico della Sinistra e Democratici di Sinistra) e il Partito Socialista Democratico Italiano, entrambi nati da scissioni del primo. Non mancarono poi partiti più moderati, ma comunque ascrivibili alla sinistra sotto certi profili: il Partito Radicale e lo stesso Partito Repubblicano Italiano.

Oggi all'area "moderata" o "riformista" della sinistra (detta anche centro-sinistra) appartengono il Partito Democratico, che tuttavia ha al suo interno significative componenti centriste, il già citato Partito Socialista Italiano, che presidia la sinistra tradizionale, i Radicali Italiani (che si considerano, però, una forza politica che va al di là dei tradizionali schieramenti di destra e sinistra), l'Italia dei Valori e il Partito Repubblicano Italiano, entrambi di impronta socio-liberale; all'area della sinistra aderiscono a diverso titolo: la Federazione dei Verdi, Sinistra Ecologia Libertà, il Movimento RadicalSocialista, il Nuovo Partito d'Azione, il Partito Umanista, e i cosiddetti partiti di sinistra radicale (il Partito dei Comunisti Italiani e il Partito della Rifondazione Comunista, che fanno parte, con forze minori, della Federazione della Sinistra). Altre formazioni, denominate di estrema sinistra, ma che comunque partecipano alle elezioni, sono il Partito Comunista dei Lavoratori e Partito di Alternativa Comunista.

La sinistra extraparlamentare è stata rappresentata, in passato, da diverse formazioni. Le più importanti furono Potere Operaio, Lotta Continua, Avanguardia Operaia, Movimento Lavoratori per il Socialismo, Autonomia Operaia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ T. Alexander Smith, Raymond Tatalovich. Cultures at war: moral conflicts in western democracies. Toronto, Canada: Broadview Press, Ltd, 2003. Pp 30.
  2. ^ Left and right: the significance of a political distinction, Norberto Bobbio and Allan Cameron, pg. 37, University of Chicago Press, 1997.
  3. ^ N. Bobbio Destra e Sinistra 1994
  4. ^ Andrew Glyn, Social Democracy in Neoliberal Times: The Left and Economic Policy since 1980, Oxford University Press, 2001, ISBN 978-0-19-924138-5.
  5. ^ Eric D. Beinhocker, The origin of wealth, Harvard Business Press, 2006, p. 416, ISBN 978-1-57851-777-0.
  6. ^ John Munro, "Some Basic Principles of Marxian Economics", University of Toronto
  7. ^ Andrew Knapp; Vincent Wright, The Government and Politics of France, Routledge, 2006, ISBN 978-0-415-35732-6.
  8. ^ "Religion is the sigh of the oppressed creature, the heart of a heartless world, and the soul of soulless conditions. It is the opium of the people." in Marx, K. 1976. Introduction to A Contribution to the Critique of Hegel’s Philosophy of Right. Collected Works, v. 3. New York.
  9. ^ Michael Burleigh, Sacred Causes, HarperCollins, 2006, pp. 41-43.
  10. ^ David van Biema; Jeff Chu, Does God Want You To Be Rich? in Time, 10 settembre 2006. URL consultato il 4 novembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antiseri, Dario e Infantino, Lorenzo (a cura di), Destra e Sinistra due parole ormai inutili, Messina, 1999
  • Bobbio, Norberto, Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica, Roma, 1994
  • Carocci, Giampiero, Destra e sinistra nella storia d'Italia, Roma, 2004
  • Gauchet, Marcel, Storia di una dicotomia. La destra e la sinistra, Milano, 1994
  • Salvadori, Massimo, La Sinistra nella storia italiana, Roma-Bari, 2001

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]