Estrema sinistra

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Con estrema sinistra si intende la posizione di un soggetto, gruppo, movimento o partito politico che si caratterizza per una interpretazione radicale e massimalista delle posizioni tipiche della sinistra, come progressismo, socialismo e comunismo. Un movimento di estrema sinistra può appartenere allo spettro politico parlamentare oppure rimanerne al di fuori (Sinistra extraparlamentare). Movimenti di ispirazione marxista si identificano spesso con questa definizione.

Può assumere diverso significato a secondo del luogo in cui viene usato. In Italia l'uso riguarda l'identificazione di movimenti del recente passato che si trovavano a sinistra del Partito Comunista Italiano (come i gruppi della sinistra extraparlamentare). Nel gergo politico odierno con estrema sinistra viene talvolta identificata quell'area politica parlamentare composta dai partiti che si richiamano al marxismo, come il Partito della Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani (per questi due partiti la terminologia è stata oggetto di battaglia linguistica da parte dell'ex-segretario del PRC ed ex-presidente della Camera dei deputati Fausto Bertinotti che non ha mai nascosto di preferirle la definizione di Sinistra radicale)[senza fonte].

Oggi con estrema sinistra si indicano perlopiù le aree della sinistra antagonista, l'attivismo politico dei Centri sociali e le soggettività comuniste fuoriuscite dal PRC come Sinistra Critica, il Partito Comunista dei Lavoratori, Partito di Alternativa Comunista e il movimento Comunisti Sinistra Popolare-Partito Comunista. In Francia vengono indicate con tale termine i partiti politici a sinistra del Partito Comunista Francese (PCF), fra cui i principali sono Lutte Ouvriere, (LO), e Ligue Communiste Révolutionnaire (LCR). La definizione di "estrema sinistra" è comunque generica e include tutte le posizioni più radicali.

Molto critico nei confronti del comunismo di sinistra o estremismo è stato Lenin, il quale nel 1920 dedicò un'opera a tale corrente di pensiero, intitolandola "L'estremismo malattia infantile del comunismo". In questo testo, bersaglio della polemica di Lenin furono soprattutto la Lega di Spartaco, e quattro organizzazioni politiche britanniche, il Partito socialista britannico, il Partito socialista laburista, la Lega socialista del Galles del sud e la Federazione operaia socialista. In particolare, il leader dei bolscevichi criticava la tattica di tali partiti, i quali rifiutavano ogni forma di collaborazione con la borghesia liberale, qualsiasi compromesso politico, ed erano fieramente nemici del parlamentarismo. Al contrario, Lenin sosteneva che in una fase pre-rivoluzionaria costituisse una corretta tattica politica la partecipazione dei partiti comunisti alle elezioni borghesi, senza escludere un'eventuale alleanza con i partiti Socialdemocratici e Liberal-borghesi, con il duplice fine di battere i Conservatori dei diversi paesi europei e di conquistare un posto nel parlamento, necessario, quest'ultimo punto, per mostrare alla classe operaia come esso non fosse un organo istituito per rappresentare gli interessi della maggioranza della popolazione, ma solo uno strumento atto a garantire il dominio della borghesia.

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