Luigi Silori
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Luigi Silori (Roma, 19 novembre 1921 – Roma, 9 luglio 1983) è stato uno scrittore, critico letterario, accademico, personaggio televisivo, autore radiofonico e teatrale italiano.
| « (...) Silori è, sì, una maschera del video, una voce radiofonica, uno dei pochi caseurs acuti e arguti della nostra società letteraria, ma è anche un uomo (...) che ha molto sofferto, il reduce da un tristo lager, lo scampato alla morte per poco, un uomo di studi che si porta appresso come riserva un homo ludens, un amatore competente di jazz, un pianista e un intellettuale fine, un padre ansioso e tenero. » | |
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(Libero Bigiaretti, dalla prefazione al romanzo La gran vecchia, op. cit.)
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[modifica] Biografia
Luigi Silori nacque a Roma, da un'antica stirpe umbra, nel 1921. Trascorse l'infanzia e l'adolescenza nel quartiere Trieste, dapprima a via Clitumno, poi a viale Gorizia, in una grande casa - biblioteca dove visse per quasi cinquanta anni. Nel luglio 1940, appena iscrittosi alla Facoltà di Lettere dell'Università La Sapienza, dopo aver conseguito la Maturità classica al Liceo "Torquato Tasso", il richiamo alle armi lo costrinse a sospendere di fatto gli studi e a vivere cinque anni di guerra, da giovane ufficiale.
Fu inviato in Grecia, con la Divisione Acqui, protagonista sventurata di quella dolorosissima pagina della Guerra che è nota come eccidio di Cefalonia e che in seguito fu considerata come il primo atto di "resistenza militare" italiana ai tedeschi. Silori fu uno dei sopravvissuti al massacro che, una volta catturati, poiché si rifiutarono di collaborare con il Terzo Reich, furono deportati in Germania come prigionieri "traditori badogliani". In questa condizione, trascorse quasi due anni nel campo di prigionia di Fullen, in quella che allora era la Westfalia, vicino al confine con l'Olanda, dove venne liberato - alla fine della guerra - dalle truppe canadesi che scoprirono un lager abbandonato dai tedeschi e occupato ormai da qualche centinaio di relitti umani, in prevalenza italiani e sovietici.
Tornato in Italia verso la fine del 1945, si sposò con la giovane fidanzata Daisy, che lo aveva atteso per tutti gli anni della guerra, e, ripresi gli studi, si laureò in Lettere a Roma, iniziando poi un impegno universitario come assistente di Giuseppe Ungaretti, intorno al quale iniziarono a muovere i loro primi passi nel mondo della cultura personalità come Leone Piccioni, Antonio Santoni Rugiu, Mario Petrucciani, Elio Filippo Accrocca.
In quegli anni, tra il 1949 e il 1954, dà corpo alle sue qualità di pianista, che si erano manifestate sin dall'adolescenza, avvicinandosi al Jazz. Entra anche timidamente nel mondo del cinema, frequentando i circoli intellettuali dell’Italia liberata, in particolare i gruppi di giovani intorno al cinema neorealista e al teatro “verista”.
Scrive in quegli anni alcuni importanti testi teatrali, il più famoso dei quali, “Stagione sulle baracche”, adattato a radiodramma, pluripremiato, venne replicato decine di volta in vari paesi europei. Scrive anche un paio di importanti saggi critici su Eduardo De Filippo, uno studio filologico sulla poesia del Belli e collabora con regolarità alla rivista Belfagor.
Nel 1954, con un piccolo gruppo di giovani professori, tra cui Umberto Eco, Furio Colombo, Leone Piccioni ed Emilio Garroni, venne notato dall’allora presidente della RAI Filiberto Guala (che anni dopo si ritirerà a vita religiosa come trappista) e trasportato nell’allora nascente agone televisivo, dove resterà per oltre un ventennio curando e conducendo in video quasi settecento programmi, di cui spesso fu anche regista. Con il suo modo di presentare libri in TV fece scuola e il suo nome fu spesso richiamato dai critici come il Bernard Pivot, l'autore del celeberrimo francese "Apostrophe", italiano, nonostante Silori avesse realizzato le sue trasmissioni culturali vent'anni prima dell'epigono francese. Ebbe anche un'intensa attività di autore di narrativa, cimentandosi con il romanzo e con la forma del racconto breve[1]. Nel 1976 pubblicò la prima traduzione in italiano di un'opera di Monsignor Della Casa, scritta a Venezia tra il 1544 e il 1548 dal titolo "Quaestio lepidissima: an sit uxor ducenda" ove il letterato e religioso toscano si interrogava sul valore del matrimonio.
Si spense a Roma nel 1983, per una polmonite acuta complicata, lasciando un figlio ventisettenne, Fernando.
[modifica] Programmi RAI TV
- Decimo Migliaio (1954-1955)
- Uomini e Libri (1958-1961)
- Libri per tutti (1962-1963)
- L'Approdo (1963-1965)
- Segnalibro (1966-1968)
- Sapere[2] (1969-1972)
[modifica] Programmi RAI radiofonici
- Il programmista (1956-1967)
- Dito puntato (1960-1965)
- Punto interrogativo (1967-1973)
- La biennale di Venezia (1976)
[modifica] Opere teatrali
- Terremoti per Erasmo (radiodramma), un testo surreale e satirico sulla burocrazia, andato in onda per la prima volta il 20 giugno 1953 sul Programma Nazionale, per la regia di Alberto Casella.
- Il pigro Orfeo (radiodramma), scritto con Antonio Santoni Rugiu, andato in onda per la prima volta il 27 maggio 1954 sul Terzo Programma, per la regia di Enzo Convalli.
- Stagione sulle baracche (opera in prosa, adattata a radiodramma), andato in onda per la prima volta il 23 ottobre 1954 sul Programma Nazionale, per la regia di Guglielmo Morandi. L’opera, pluripremiata, scritta originariamente per il teatro e successivamente adattata per la Radio, narra una sofferta storia d'amore ambientata in una delle baraccopoli del dopoguerra italiano.
- Avventure di viaggio (radiodramma), andato in onda per la prima volta il 10 novembre 1954 sul Secondo Programma, per la regia di Luchino Visconti.
- L'eredità (radiodramma), andato in onda per la prima volta l’11 dicembre 1954 sul Programma Nazionale, per la regia di Eugenio Salussolia. All’opera fu assegnato il Premio nazionale radiodrammatico Sinart per il biennio ’53 - ‘54.
- L’Imperatore (opera musicale), messo in scena per la prima volta il 19 ottobre 1958 al Teatro Donizetti di Bergamo, sotto la direzione dello stesso compositore della musica, Carlo Franci.
[modifica] Opere letterarie
- Studi sulla poesia del Belli (Gismondi, 1957)
- (con L. de Libero, E. Sanguineti, P.P. Pasolini) A Giuseppe Ungaretti per il Suo 70º compleanno (De Luca, 1958)
- (con E. Montale, G. Petroni, N. Risi) Critici lettori e complessi (Segnacolo, 1960)
- (con C. Zavattini, G. Vigolo) Note allo Zibaldone leopardiano (Segnacolo, 1961)
- (con Ugo Carlotti) Le Bucoliche di Virgilio (Zanichelli, 1963)
- (con A. Baldini) Nuovi Racconti italiani (Nuova Accademia, 1963)
- (con Giancarlo Fusco) Quando l'Italia tollerava (Canesi, 1966, Neri Pozza, 2001, Sellerio 2005)
- La gran vecchia (Bietti, 1968), con una lunga prefazione di Libero Bigiaretti
- Vent'anni di narrativa italiana 1945 - 1965 (Edindustria, 1967)
- (con Berenice, I. Calvino, R. Alberti, C. Bernari) Omaggio a Ungaretti nel Suo 80º compleanno (Sciascia, 1968)
- (con altri) Racconti dello Sport (Mondadori, 1970)
- (con altri) Storie di sport (Garzanti, 1972)
- (curatore di) Il Modulo[3] (Encyclopaedia Britannica, 1973)
- Parliamoci chiaro! (Bietti, 1976)
- Prendine mille e una (Guida, 1976)
- Invito alla lettura di Bigiaretti (Mursia, 1977)
- Prospettive ideologiche e spunti polemici nello Zibaldone leopardiano (Adriatica, 1978)
- Gli Amori pastorali di Dafne e Cloe (Salerno, 1980) ISBN 88-85026-51-6
- Il fatale Monstrum nella letteratura romantica (Milella, 1981)
- (con A. Asor Rosa, L. De Nardis, L. Piccioni) Ungaretti e la cultura romana (Bulzoni, 1983)
[modifica] Bibliografia
Luigi Silori è citato, tra l'altro, in:
- Ennio Bonea, Romanzi e Critica, Milella 1972
- Giorgio Luti, Invito alla lettura di Ungaretti, Mursia 1974
- Maria Bellonci, Il Premio Strega, Mondadori 1982
- Achille Campanile, La televisione spiegata al popolo, Bompiani 1989
- Walter Mauro, Vita di Giuseppe Ungaretti, Camunia 1990
- Aldo Grasso - Beniamino Placido, Storia della televisione, Garzanti 1992
- Franco Monteleone, Storia della Radio e della Televisione italiana, Marsilio Editori 1992
- Aldo Grasso, Enciclopedia della Televisione, Garzanti 1998, 2001 e 2005
- Peppino Ortoleva e Barbara Scaramucci, Enciclopedia della Radio, Garzanti 2003[4]
- Arnoldo Mondadori, Alberto Mondadori, Aldo Palazzeschi, Carteggio 1938 - 1974, Edizioni di Storia e Letteratura 2007
[modifica] Premi letterari come giurato
- Premio Strega (1964-1983)[5]
- Premio Lerici-Pea (1961-1975)
- Premio Bonfiglio (1963-1978)
- Premio Rapallo Prove (1964-1983)
- Premio Il libro dell'anno (1967-1983)
[modifica] Note
- ^ Il sito del "Sistema bibliotecario nazionale" nella pagina dedicata alle opere di Luigi Silori
- ^ Sigla di Sapere
- ^ Prima opera enciclopedica in lingua italiana della Encyclopaedia Britannica
- ^ Recensione sull'Enciclopedia della Radio
- ^ Elenco dei giurati del Premio Strega 1947-2010
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Luigi Silori
[modifica] Collegamenti esterni
- Istituto Luce; filmato d'archivio con Luigi Silori (1969)
- Istituto Luce; filmato d'archivio con Luigi Silori (1970)