Andalusia

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Andalusia
comunità autonoma
Comunidad Autónoma de Andalucía
Andalusia – Stemma Andalusia – Bandiera
(dettagli)
Alhambra di Granada
Alhambra di Granada
Localizzazione
Stato Spagna Spagna
Amministrazione
Capoluogo Siviglia
Presidente Susana Díaz (PSOE)
Data di istituzione 11 gennaio 1982
Territorio
Coordinate
del capoluogo
37°22′58.8″N 5°59′45.6″W / 37.383°N 5.996°W37.383; -5.996 (Andalusia)Coordinate: 37°22′58.8″N 5°59′45.6″W / 37.383°N 5.996°W37.383; -5.996 (Andalusia)
Superficie 87 268 km²
Abitanti 8 285 692 (2009)
Densità 94,95 ab./km²
Comuni 772
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 AN
Nome abitanti andalusi (andaluz, andaluza; andaluces)
PIL procapite (nominale) 18 507 €
Rappresentanza parlamentare 62 congressisti, 40 senatori
Inno Himno de Andalucía
Cartografia

Andalusia – Localizzazione

Sito istituzionale

L'Andalusìa è una delle diciassette comunità autonome della Spagna. È composta da otto province: Almería, Cadice, Cordova, Granada, Huelva, Jaén, Málaga e Siviglia, dove si trova il capoluogo della comunità autonoma dell'Andalusia.

È la più popolosa comunità autonoma della Spagna con 8.202.220 abitanti e la seconda più estesa, il che unito alla sua storia e alla sua cultura le conferiscono un peso significativo all'interno del Paese iberico. Situata nel sud-ovest dell'Europa, è delimitata a ovest dalla Repubblica del Portogallo a sud dall'Oceano Atlantico, dal Mar Mediterraneo (Mare di Alborán e dal territorio d'oltremare britannico di Gibilterra), a nord dall'Estremadura e dalla Castiglia-La Mancia e a est dalla Comunità Autonoma di Murcia.

Si costituì in comunità autonoma in conformità del secondo articolo della Costituzione spagnola del 1978, che riconosce e garantisce il diritto all'autonomia delle nazionalità e delle regioni della Spagna. Il processo di autonomia politica si estende attraverso la procedura restrittiva di cui all'articolo 151 della Costituzione, il che fa dell'Andalusia la sola comunità spagnola ad aver acceduto all'autonomia attraverso questa procedura.

La configurazione geografica è uno degli elementi che conferisce unicità all'Andalusia. Dal punto di vista geografico, si possono distinguere tre grandi aree ambientali, formate dall'interazione di diversi fattori che influenzano l'ambiente fisico: la Sierra Morena (che separa l'Andalusia dalla Meseta), la Cordigliera Betica e la Depressione Betica che distingue l'Alta Andalusia dalla Bassa Andalusia.

La storia dell'Andalusia è il risultato di un processo complesso che raccoglie nell'arco del tempo popoli e culture diverse, nonché diverse realtà socio-economiche e politiche. A pesare sulla contemporaneità vi è il peso lasciato sul territorio dal passaggio di iberi, cartaginesi, romani, vandali, visigoti e musulmani.

Come per la storia, la cultura andalusa è il risultato del passaggio di diversi popoli e civiltà che, nel corso del tempo, hanno plasmato una particolare identità culturale.

La realtà economica andalusa all'inizio del XXI secolo risente di uno svantaggio rispetto al panorama spagnolo ed europeo, risultato del fallimento della rivoluzione industriale e della posizione periferica dell'Andalusia circa i circuiti economici internazionali. Questa disuguaglianza è facilmente individuabile notando il basso peso del settore industriale nell'economia, che è ancora fortemente basata sull'agricoltura e sull'ipertrofia del settore dei servizi. Nonostante ciò, per dimensioni l'economia andalusa è la terza del paese.

Fino al 14 marzo 1995 dipendevano amministrativamente dall'Andalusia le città di Ceuta e Melilla, ora città autonome.

Lo spagnolo che si parla nelle Americhe discende in larga parte dal dialetto andaluso dello spagnolo castigliano, per effetto del ruolo che Siviglia svolse come porta di accesso alle colonie spagnole in America, durante il XVI e XVII secolo.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo "Andalusia" è stato introdotto nella lingua castigliana durante il XIII secolo, nella forma el Andalucía. Questa è la forma in lingua spagnola di al andalusiya, in riferimento alla parola araba Al-Andalus, il nome dato ai territori della penisola iberica sotto il governo islamico dal 711 al 1492.[1] L'etimologia che fece derivare Andalusia da Vandalia o Vandalucia, (terra dei Vandali), diffusa nel XVI secolo, gode oggi di poco credito.[2]

Per quanto riguarda il suo utilizzo, il termine "Andalusia" non sempre ha avuto come riferimento esatto il territorio oggi noto come tale. Nel corso dell'ultima fase della Riconquista cristiana, il nome è stato dato esclusivamente al sud della penisola sotto il dominio musulmano, ponendolo poi successivamente all'ultimo territorio riconquistato. Nella Prima Cronaca Generale di Alfonso X il Saggio, scritta nella secondo metà del XIII secolo, il termine Andalusia è utilizzato con tre diversi significati:

  1. Come una semplice traduzione di Al-Andalus.
  2. Per designare i territori conquistati dai cristiani nella valle del Guadalquivir e nel Regno di Granada e Murcia. Di fatto Alfonso X si titolò di Re di Castiglia, Leon e di tutta l'Andalusia in un documento del 1253.
  3. Per nominare le terre conquistate dai cristiani nella Valle del Guadalquivir (Regno di Jaén, Cordova e Siviglia).

L'origine del nome di Andalusia è ancora controverso, ma proviene indubitabilmente dal termine Al-Àndalus, che si riferiva alla Penisola Iberica musulmana, comprendente, all'inizio della dominazione arabo-berbera, tutta la Spagna, levate le piccole enclavi cristiane indipendenti del nord, esattamente dall'anno 711 d.C. al 1492 - data di liberazione dell'ultimo territorio moro di Granada, alla vigilia della scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo.

Durante la riconquista cristiana, questo nome va poi a designare esclusivamente il sud peninsulare, ed il termine si va pian piano a riconvertire, sotto la denominazione castigliana, per riferirsi all'ultimo territorio che sarà liberato dai mori musulmani.

La prima ipotesi sull'origine del toponimo suggerisce che "Al-Àndalus" è frutto dell'evoluzione dal nome greco di "Atlas" od "Atlante", secondo le mutazioni o varianti successive di "Antalas" - "Andalas" - "Ándalus", suggerendo così la sua provenienza dal termine mitico di "Atlàntide", atteso lo sviluppo della civiltà di Tartessos.

Un'altra ipotesi suggerisce che "Al-Àndalus" proviene dalla degenerazione linguistica di "Landahlauts", nome germanico del sud della Spagna, durante il tempo dell'invasione barbarica dei Visigoti, la cui pronuncia era "Lándalos".

Questo termine proverrebbe da "landa", cioè "terra" e "hlauts, "della sorte o del destino". Secondo questa ipotesi gli arabi gli avrebbero anteposto l'articolo arabo "al-".

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Puerto de la Ragua, Sierra Nevada.
Rilievi dell'Andalusia.

L'Andalusia ha una superficie di 87.597 km2, pari a circa il 17,3% del territorio spagnolo, comparabile o superiore a molti paesi europei, sia in termini di superficie che di complessità e varietà del paesaggio. Per tutta la sua metà meridionale è bagnata dal Mar Mediterraneo e dell'Oceano Atlantico, e lo Stretto di Gibilterra la separa dal continente africano; mentre a Nord la Sierra Morena la separa dalla Meseta. Il paesaggio è compreso tra le ampie pianure costiere del fiume Guadalquivir, poste sul livello del mare, alle cime della Sierra Nevada, le più elevate della penisola iberica.

L'Andalusia si trova ad una latitudine compresa tra i 36º e i 38º44 'N, posizione che contribuisce a definire le caratteristiche del suo clima. Tuttavia sono presenti grandi contrasti interni, e si va dal secco deserto di Tabernas, al Parco Naturale della Sierra de Grazalema, una delle zone più piovose della Spagna.[3] Più significativo ancora è il contrasto tra le cime innevate del Mulhacén al clima subtropicale della costa della provincia di Granada, distante soli 50 km.[4]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Guadalquivir al suo passaggio a Cordova.
Il Guadalquivir al suo passaggio a Siviglia.
I fiumi dell'Andalusia e il loro bacino idrografico.
Il fiume Tinto.

I fiumi dell'Andalusia possono essere raggruppati a seconda del bacino in cui sfociano: Oceano Atlantico, o Mar Mediterraneo. Fra i fiumi che sfociano nel bacino dell'Atlantico da ovest ad est si incontrano il Guadiana, il Tinto, l'Odiel, il Guadalquivir, il Guadalete e il Barbate e i loro rispettivi affluenti. Mentre nel bacino del Mediterraneo sfociano i fiumi Guadiaro, Guadalhorce, Guadalmedina, Guadalfeo, Andarax e Almanzora. Tra questi, il Guadalquivir è il principale fiume ad attraversare l'Andalusia e, per lunghezza, è il quinto della penisola iberica con 657 km.

I fiumi del bacino atlantico sono caratterizzati dalle grandi dimensioni, attraversano regioni prevalentemente pianeggianti, e questo determina il carattere degli estuari e delle zone umide che formano alle foci, come le paludi di Doñana formate dal fiume Guadalquivir, o le paludi dell'Odiel lungo le coste del golfo di Cadice. I fiumi del bacino del Mediterraneo sono invece di minor lunghezza, contenuti in valli più strette e ripide, e seguono un andamento stagionale nella portata, dando vita ad estuari meno estesi. Sono generalmente meno sfruttati per usi agricoli.

L'Andalusia può essere divisa in cinque diversi bacini idrografici: nella costa atlantica si trovano il bacino del Guadalquivir; il bacino atlantico andaluso, che comprende i sotto-bacini del Guadalete, Tinto-Odiel e Barbate; e il bacino del fiume Guadiana. Nel bacino del Mediterraneo sono presenti i fiumi che sfociano in questo mare e parte del bacino del fiume Segura.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima età islamica[modifica | modifica wikitesto]

Età islamica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Al-Andalus.

La reconquista di Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Reconquista.

1492: l'ultima città islamica, Granada, viene conquistata.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'Andalusia è divisa in 8 province:

  • Almería (635.850 abitanti, 102 comuni)
  • Cádice (1.180.817 abitanti, 44 comuni)
  • Cordova (788.287 abitanti, 75 comuni)
  • Granada (918.072 abitanti, 168 comuni)
  • Huelva (492.174 abitanti, 79 comuni)
  • Jaén (662.751 abitanti, 97 comuni)
  • Málaga (1.491.287 abitanti, 100 comuni)
  • Siviglia (1.835.077 abitanti, 105 comuni)

Le principali città dell'Andalusia sono:

Altre città dell'Andalusia:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il PIL pro capite dell'Andalusia è 18.507 €, simile al PIL pro capite dell'Umbria (18.477 €). Il PIL regionale invece è il terzo in Spagna, dopo quelli della Comunità di Madrid e della Catalogna.

Turismo e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Turismo in Spagna.
Tempio a Ronda

In Andalusia si trova molta architettura moresca, poiché fu l'ultimo caposaldo dei Mori, prima che venissero espulsi dall'Europa nel 1492.

Granada, Siviglia, Cordova e Malaga sono di sicuro le quattro città di maggior interesse turistico, grazie soprattutto alle loro famose e straordinarie opere architettoniche:

Altre località che meritano certamente l'attenzione del turista sono Almeria, Ronda, Mijas, Antequera e Marbella.

Località balneari[modifica | modifica wikitesto]

Balli e musica popolare[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il toponimo Al-Ándalus pare essere la corruzione del latino Atlanticum. El nombre de Al-Ándalus, 4, Fasc. 1-2, Al-qantara: Revista de estudios árabes, 1983, pp. 301-356, ISSN 0211-3589.
  2. ^ L'inconsistenza di questa etimologia facile è data dal fatto che il passaggio dei Vandali alla volta del Nordafrica fu rapido e quasi senza tracce. L'etimo va invece riferito all'espressione gotica "Landahlauts", "lotti terrieri attribuiti (ai nobili visigoti)". Cfr. Heinz Halm ("al-Andalus und Gothica Sors", Die Welt des Orients, 66, 1989, p. 252 e segg.). Gli arabi avrebbero premesso alla parola il loro articolo determinativo "al-" e la desinenza tipica delle apposizioni.
  3. ^ (ES) Ecosistemas naturales de Andalucía. Alta montaña, Junta de Andalucía (2008). Consultato il 2 febbraio 2009.
  4. ^ Antonio López Ontiveros, El territorio andaluz: su formación, delimitación e interpretación in Geografía de Andalucía, Editorial Ariel, 2003, ISBN 84-344-3476-8.

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