Almería

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Almería
comune
Almería – Stemma Almería – Bandiera
Almería – Veduta
Localizzazione
Stato Spagna Spagna
Comunità autonoma Bandera de Andalucía.svg Andalusia
Provincia Flag Almería Province.svg Almería
Territorio
Coordinate 36°50′N 2°27′W / 36.833333°N 2.45°W36.833333; -2.45 (Almería)Coordinate: 36°50′N 2°27′W / 36.833333°N 2.45°W36.833333; -2.45 (Almería)
Altitudine 23 m s.l.m.
Superficie 296,21 km²
Abitanti 190 349 (2011)
Densità 642,62 ab./km²
Comuni confinanti Benahadux, Enix, Gádor, Huércal de Almería, Níjar, Pechina, Tabernas, Turrillas, Viator
Altre informazioni
Cod. postale 04001 - 04009
Prefisso (+34) 950
Fuso orario UTC+1
Codice INE 04013
Targa AL
Nome abitanti Almeriense, Urcitano-a
Comarca Metropolitana di Almería
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Almería
Almería – Mappa
Sito istituzionale

Almería è un comune spagnolo di 190.349 abitanti situato nella comunità autonoma dell'Andalusia bagnato dal Mediterraneo.

Attorniata da una cerchia di sierre affacciate sul mare è un importante porto commerciale, uno dei principali della Spagna mediterranea dopo Barcellona, che serve per l'esportazione di minerali di ferro delle miniere delle Sierre e dalle rinomate uve da tavola coltivate nell'entroterra.

È celebre tra gli amanti del cinema per essere stato teatro di riprese di molti spaghetti-western (quelli di Sergio Leone in primis).

Il comune comprende anche l'isola di Alboran tra la Spagna e il Marocco e l'isolotto di Perejil, nei pressi dell'enclave spagnola di Ceuta. Entrambe le isole sono rivendicate dal Marocco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Insediamento fenicio fu poi un importante porto romano e venne chiamata Portus Magnus.

Il suo nome attuale deriva dall'arabo al-Miriya ("lo specchio") o al-Meraya ("torre di osservazione"), grazie al magnifico castello moresco, Alcazaba: tra le fortezze musulmane dell'Andalusia, solo quella di Alhambra è più grande. La città venne fondata da Abd al-Rahman III di Cordova nel 955 come principale porto del suo dominio e per rinforzare le sue difese nel Mediterraneo contro il califfato dei Fatimidi, in Tunisia.

Fiorente mercato di schiavi bianchi (detti saqaliba) durante il dominio islamico[1], divenne un emirato indipendente e centro di cultura e d'arte. Del lungo periodo di dominazione moresca che va dal 711 al 1489 conserva ancora gli aspetti oltre che in alcuni monumenti nell'intricata planimetria.

Entrata a far parte della Castiglia ne seguì le sorti. Nel 1522 fu distrutta da un terremoto e ricostruita. È sede vescovile.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Puerta de Purchena
Alcazaba di Almería
  • Chiesa di Santiago, bella chiesa rinascimentale del 1533 con torre e portale a rilievi.
  • Paseo de Coches, lungomare moderno con giardini e palme, panoramico essendo aperto sul porto e sul golfo.
  • Museo di Almeria, che conserva materiale archeologico proveniente dagli scavi della zona: reperti d'epoca preistorica, iberica, greca, romana e oggetti della civiltà musulmana: ceramiche, epigrafi e capitelli provenienti dall'Alcazaba.
  • Cattedrale, con l'aspetto di una fortezza dotata di torri, merlature, cammino di ronda per difesa dai pirati che infestavano il Mediterraneo. In origine era una moschea poi trasformata in chiesa, distrutta dal terremoto del 1522, fu ricostruita nel XVI secolo ingentilendo in forme rinascimentali le muraglie originarie.
  • Alcazaba, l'antica fortezza iniziata nel secolo VIII, distrutta nel 1522 dal terremoto. È costituita da un triplice giro di mura, un potente maschio e magnifici giardini. Al di sotto si estende un magnifico bianco quartiere di aspetto arabo.
  • Castello di San Cristobal in rovina, sorge su una collina ed è collegato all'Alcazaba da una muraglia.
  • Chanca, gruppo di abitazioni scavate nella roccia tufacea.
  • Parco die Rescate, sorge ai piedi dell'Alcazaba ed ha una sezione ornitologica e faunistica con speciale attenzione alla fauna sahariana.

La Costa di Almeria sul golfo omonimo ha bei centri balneari come Mojacar, di recente sviluppo dal clima particolarmente dolce, Almerimar (nella città d'El Ejido) e, presso estese saline, Roquetas de Mar.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ F. Cardini e M. Montesano, Storia medievale, Firenze: Le Monnier, 2006, p. 116

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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