Cordova

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Cordova
comune
(ES) Córdoba
Cordova – Stemma Cordova – Bandiera
Piazza della Corredera
Piazza della Corredera
Localizzazione
Stato Spagna Spagna
Comunità autonoma Bandera de Andalucía.svg Andalusia
Provincia Provincia de Córdoba - Bandera.svg Cordova
Territorio
Coordinate 37°53′05.23″N 4°46′45.02″W / 37.884787°N 4.779173°W37.884787; -4.779173 (Cordova)Coordinate: 37°53′05.23″N 4°46′45.02″W / 37.884787°N 4.779173°W37.884787; -4.779173 (Cordova)
Altitudine 120 m s.l.m.
Superficie 1 255,24 km²
Abitanti 328 841 (2011)
Densità 261,97 ab./km²
Comuni confinanti Adamuz, Almodóvar del Río, Bujalance, Cañete de las Torres, La Carlota, El Carpio, Castro del Río, Espejo, Fernán-Núñez, Guadalcázar, Montemayor, Obejo, La Rambla, La Victoria, Villafranca de Córdoba, Villaviciosa de Córdoba
Altre informazioni
Cod. postale 14001 - 14014
Prefisso (+34) 957
Fuso orario UTC+1
Targa CO
Nome abitanti cordovesi (cordobeses)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Cordova
Sito istituzionale

Cordova (in spagnolo Córdoba e in latino Cordŭba) è un comune spagnolo di 328.841 abitanti situato nella comunità autonoma dell'Andalusia, sulla riva del Guadalquivir e ai piedi della Sierra Morena.

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Centro storico di Cordova
(EN) Historic Centre of Córdoba
Mezquita Orange Tree Courtyard.jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1984
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Storia[modifica | modifica sorgente]

I reperti archeologici preistorici trovati risalgono al paleolitico chelleano e le stratificazioni si susseguono senza interruzione fino all'epoca storica. Nell'epoca dei metalli la vicinanza dei giacimenti di rame, piombo argentifero ed anche ferro favorì che fosse zona di commercio e d'imbarco grazie alla grande arteria fluviale. Nell'età del bronzo e all'inizio di quella del ferro si ritiene che Cordova fosse la "capitale politica" del sud della Spagna, infatti, secondo i primi storici, qui i capi delle varie tribù celebravano le loro assemblee e riunioni. Le prime notizie storiche di Cordova risalgono all'epoca cartaginese e citano i cordovani che seguirono Annibale nella spedizione contro Roma. I Romani la conquistarono nel 206 a.C. e circa trent'anni dopo il pretore Marco Claudio Marcello la edificò secondo le usanze romane, le diede il nome di Cordŭba e la fece capitale dell'Hispania Ulterior. La vita culturale di Cordova raggiunse un notevole sviluppo e quando i Romani la dichiararono Colonia Patrizia si ebbero diverse unioni fra le famiglie locali e quelle patrizie romane. Nel 45 a.C., durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo, la città, che parteggiava per Gneo Pompeo Magno, venne assediata e poi presa dall'esercito di Gaio Giulio Cesare.

La città non subì l'invasione barbarica e rimase romana sotto l'egida di Bisanzio fino a quando l'ultimo invasore visigoto ariano Leovigildo la conquistò alla fine del VI secolo d.C. e si fece cristiano. Quando nel 711 d.C. gli Arabi entrarono a Cordova trovarono una capitale monumentale e bella con una cattedrale dedicata a San Vincenzo, le fortificazioni migliori di tutto il sud della Spagna. La trovarono anche contornata da molti cenobi e monasteri. Nel 1236 Cordoba fu riconquistata dai cristiani spagnoli. L'ultimo re dei Visigoti Rodrigo morì nella battaglia del Guadalete contro gli Arabi e suo cugino Pelagio fuggì sui monti delle Asturie da dove partì la "Reconquista" contro i musulmani invasori che finirà solo nel 1492 con la loro cacciata definitiva dalla Spagna.

Dopo un cinquantennio di dominazione dell'impero arabo di Damasco un membro della dinastia degli Omayyadi di nome ʿAbd al-Raḥmān b. Muʿāwiya scampato alla strage Abbasidi giunse a Cordova dove fondò il califfato di Cordova, un regno che durerà circa due secoli e mezzo, e sul quale regneranno i suoi successori, uno dei quali ʿAbd al-Raḥmān III si proclamerà califfo nel 928 e trasformerà la città nella grande capitale del mondo di quel tempo.
Nel X secolo Cordova superò il mezzo milione di abitanti che raggiungeranno il milione alla fine dello stesso secolo.

Nei secoli undicesimo e dodicesimo la città decadde in seguito alle invasioni degli Almoravidi e degli Almohadi e del disfacimento del califfato, divenendo un centro secondario. È però solo nel 1236 che Domenico Munoz dos Hermanas, capostipite della famiglia De Cordoba, riuscì a conquistare la città per conto del re cattolico Ferdinando III di Castiglia, ciò che le ridiede una funzione strategica per la lotta contro i Nasridi del sultanato di Granada.

Nella città antica vi sono importanti resti architettonici di quando Cordova era la prospera capitale dell'Emirato di al-Andalus, poi trasformatosi in Califfato fino alla sua caduta alla fine del terzo decennio dell'XI secolo.

Patrimonio artistico[modifica | modifica sorgente]

La Grande Moschea di Cordova (interno)
  • Le grandi mura che cingevano la città, delle quali restano solo alcuni tratti e alcuni portali.
  • Il ponte romano, e la relativa fortificazione all'estremità del ponte sul Guadalquivir.
  • Madinat al-Zahra', è stata una residenza califfale omayyade tra il X e l'XI secolo. Il sito archeologico, a circa 5 km a ovest di Cordova, è stato dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.
  • La Torre della Malmuerta, torre ottagonale il cui nome deriva dall'uccisione della moglie infedele da parte di un nobile della città, evento su cui si basò Lope de Vega per la sua opera I commendatori di Cordova.
  • L'Alcazar dei Re Cattolici fatto costruire da Alfonso XI, detto il Giustiziere nel 1328, arricchito con giardini, fontane, bagni e serbatoi per l'acqua dalla dinastia dei Trastamaras; fu poi modificato dai re cattolici, che ne fecero la loro residenza. Anche l'Inquisizione vi ebbe sede, dal 1400 al 1821.
  • La Grande Moschea (o Mezquita), di forma rettangolare e cinta da un alto muro, attualmente Cattedrale di Cordova, è il più importante monumento musulmano di Spagna. La sua costruzione ebbe inizio nel 785 d.C. sotto il regno di ʿAbd al-Raḥmān I sopra la pianta della Basilica di San Vincenzo, poi ampliata da ʿAbd al-Raḥmān II e trasformata da San Ferdinando III nel 1236 in una Cattedrale, con l'aggiunta di una monumentale torre campanaria. L'originale unione della struttura architettonica ed artistica tipica della Moschea con quella della Cattedrale, senza soluzioni di continuità, genera un effetto architettonico strano ed impressionante, che l'ha resa famosa in tutto il mondo.
  • La Torre di Calahorra, che ospita il Museo Storico della città.
  • La piccola sinagoga, unica sinagoga spagnola residua assieme alle due rimaste a Toledo.
  • La Juderia, l'antico quartiere ebraico dal dedalo di vie strettissime, retrostante la Mezquita, dove nacque Maimonide.
  • Il suggestivo "vicolo dei fiori".
  • I patios delle vecchie case del centro storico, arricchiti da fontane, mosaici e alberi.
  • Le chiese di San Lorenzo, della Maddalena, di San Gaetano, di San Paolo, di Santa Marina, di San Andrea, di San Michele.
  • Il Palazzo della Deputazione, già monastero delle Mercedi.
  • Il Monastero di San Gerolamo.
  • La Locanda del Potro, oggi mercato nazionale d'artigianato.
  • Il Museo municipale taurino, dedicato agli oggetti delle corride e ai toreri cordovani.
  • Il Monumento a Manolete, uno dei più grandi toreri di tutti i tempi.
  • Plaza de la Corredera
  • Cappella di San Bartolomeo
  • Palazzo della Mercede
  • Piazza del Puledro
  • Cristo de los Faroles, crocifisso situato nella plaza de los Capuchinos, illuminato da otto lanterne

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Piatti tipici sono il salmorejo (una zuppa fredda di pomodoro), la minestra di malmones, le uova alla como salgan, gli asparagi alla cazuela, lo stufato di code, il flamenquin (involtino di carne fritto) e il gazpacho cordovano (con aggiunta di uovo sodo). Inoltre sono da non perdere un'infinita varietà di tapas (piccole porzioni di pietanze, una sorta di antipasto), la tortilla (frittata di uova e patate) e il rabo de toro (carne di toro molto tenera e nutriente). La regione di Cordova produce anche vini di buona qualità secchi e di buona gradazione, soprattutto nelle zone di Montilla e Moriles: le più accreditate qualità sono fino, ammontillado, oloroso e Pedro Ximenes. Da non perdere è la cata del vino, in maggio dove si ha la possibilità di assaggiare i vini tipici della regione.

Feste popolari[modifica | modifica sorgente]

Il ponte romano e la moschea

Sentitissima come in tutta l'Andalusia è la Semana Santa, la settimana di Pasqua durante la quale si respira un'atmosfera magica e tutte le vie della città sono attraversate dalle processioni delle varie hermandades (confraternite). A maggio è quindi la volta del Festival de los Patios e della festa de Las Cruces che si celebra i primi del mese e in occasione della quale vengono poste delle croci composte di fiori in varie piazze della città, attorno alle quali si raduna molta gente che dà vita ad una vera festa con musiche tipiche.

La festa di Cordova per eccellenza è però quella della Madonna della Salute, che si celebra dal 25 al 31 maggio, da vivere sia di giorno per vedere le donne in costume tipico, i cavalli e per mangiare nelle casetas, sia alla sera con moltissimi giovani che ballano fino a tardi.

Pellegrinaggio nazionale dei gitani al santuario della Vergine della Sierra a Cabra, località in provincia di Cordova, di grande interesse turistico.

Persone legate a Cordova[modifica | modifica sorgente]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Moneta dedicata alla Grande Moschea

La città è un sito Patrimonio dell'umanità UNESCO.

Nel 2010 la zecca spagnola ha dedicato una moneta commemorativa da 2 euro alla Grande Moschea di Cordova.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Cordova è gemellata con:

Nel dicembre del 2003 ha sottoscritto un protocollo di collaborazione commerciale, culturale e istituzionale con la città di Marcianise (CE).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]