Giralda

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Coordinate: 37°23′10.3″N 5°59′32.7″W / 37.386194°N 5.992417°W37.386194; -5.992417

La Giralda
La statua del Giraldillo

La Giralda è la torre campanaria della Cattedrale di Siviglia in Spagna, una delle più grandi chiese al mondo ed un sorprendente esempio di architettura Almohade in Spagna. La torre è un antico minareto Almohade che, quando fu costruito, era la più alta torre del mondo con i suoi 104,1 m di altezza, con una base di 16,10 metri per lato circa, interamente ricoperta in laterizio cotto. È stato uno dei più importanti simboli della città medievale.

La torre, un antico minareto della moschea di Siviglia, fu costruita a più riprese da diverse culture. La sezione principale, islamica, è la parte più antica. Iniziata nel 1156 per ordine del Califfo Abū Yūsuf Yaʿqūb al-Manṣūr dall'architetto Aḥmad ibn Baṣo[1], fu completata nel 1184. Il materiale impiegato per la sua costruzione proviene da diversi edifici più antichi, comprese le pietre delle rovine della città romana di Italica. La Giralda non ha scale, ma 34 rampe, che consentivano al muezzin, a cavallo, di salire in cima alla torre per intonare l'invito alla preghiera, l'adhan.

Originariamente era sormontata da una sfera di rame, che precipitò nel 1365 a causa di un terremoto. I cristiani sostituirono la sfera con una croce e una campana. Successivamente, nel XVI secolo, l'architetto Hernán Ruiz disegnò un ampliamento, la sezione delle campane ("el cuerpo de campanas") per convertire il minareto in una torre campanaria[2] In cima pose una statua rappresentante la fede.

La statua misura 4 m in altezza (7 m con il piedistallo) ed è stata posta in situ nel 1568. Essa in origine, era chiamata Giralda perché girava al mutare del vento. Con il passare del tempo il nome passò a designare la torre nel suo complesso, mentre la statua prese il nome di Giraldillo.

La sezione rinascimentale della torre contiene un'ampia iscrizione del motto di Siviglia, NO8DO.

La sommità della torre costituisce la sezione dei gigli ("el cuerpo de azucenas"), che circonda la campana principale, formata da quattro terrazze poste agli angoli, ciascuna delle quali contenente gigli bronzei.

La parte che contiene la campana ha sezione quadrata e quattro archi, sopra i quali è possibile leggere, TVRRIS - FORTISSIMA - NOMEN DNI - PROVERBIS, Turris fortissima nomen Domini, Torre fortissima è il nome del Signore, tratto dalla Bibbia, Proverbi 18:10.

La parte somitale, è formata dalla sezione delle stelle ("el cuerpo de estrellas"), dalla sezione delle parabole celesti ("el cuerpo de carambolas"), e un cupolino sormontato da un globo sul quale si trova il Giraldillo.

Il 29 dicembre del 1928, fu dichiarata Patrimonio Nazionale; dal 1987 l'edificio fa parte del Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

La Giralda ha diverse "sorelle". Esistono torri simili nell'odierno Marocco. La torre della Moschea della Koutoubia a Marrakesh è servita come modello per la Giralda e la sua sorella, la Torre di Hassan a Rabat. Diverse torri campanarie nella provincia di Siviglia sembrano ricordare la torre, e possono essere state ispirate dalla Giralda. Queste torri, le più notovoli quelle di Lebrija e Carmona, sono comunemente chiamate Giraldillas. Molte repliche della Giralda sono state costruite negli Stati Uniti: una, ora distrutta, in Madison Square Garden in New York e un'altra in Country Club Plaza a Kansas City, città gemellata con Siviglia. La torre dell'orologio del Ferry Building di San Francisco, CA è anch'essa basata sulla Giralda. Esiste anche una Giraldillas a L'Avana che ha le sembianze di Isabel de Bobadilla, la moglie del capitano Hernando de Soto, governatore di Cuba che partì alla ricerca della fonte della gioventù e non fece più ritorno. La statua infatti è collocata sulla torre del Castillo de la Real Fuerza e guarda il mare, come se lo scrutasse nella speranza di vedere ritornare il marito un giorno. Tale leggenda cubana è uno dei simboli dell'amore più ricorrenti nella cultura caraibica.

Giralda

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ J.D. Dodds, "Ahmad ibn Baso", Macmillan Encyclopedia of Architects, vol. 1., New York, US., The Free Press, 1982, ISBN 0-02-925000-5
  2. ^ Walter M. Gallichan, Mediaeval Towns: The Story of Seville, London, UK, J. M. Dent & Sons Ltd, 1903.

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