Rabat

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Rabat
città
الرباط
Rabat – Stemma
In alto a sinistra: La Kasba degli Oudaia. In alto a destra: Avenue Mohammad V. In centro a sinistra: lo stemma di Rabat. In centro a destra: la torre Hassan. In centro a destra: il parlamento del Marocco. In basso a sinistra: vista della Kasba degli Oudaia di Bou Regreg. In basso a destra: la marina di Bou Regreg al notte.
In alto a sinistra: La Kasba degli Oudaia. In alto a destra: Avenue Mohammad V. In centro a sinistra: lo stemma di Rabat. In centro a destra: la torre Hassan. In centro a destra: il parlamento del Marocco. In basso a sinistra: vista della Kasba degli Oudaia di Bou Regreg. In basso a destra: la marina di Bou Regreg al notte.
Localizzazione
Stato Marocco Marocco
Regione Rabat-Salé-Zemmour-Zaer
Provincia o prefettura Rabat
Amministrazione
Sindaco Fathallah Oualalou (USFP) dal 23/06/2009
Territorio
Coordinate 34°01′31″N 6°50′10″W / 34.025278°N 6.836111°W34.025278; -6.836111 (Rabat)Coordinate: 34°01′31″N 6°50′10″W / 34.025278°N 6.836111°W34.025278; -6.836111 (Rabat)
Altitudine 11 m s.l.m.
Superficie 117 km²
Abitanti 1 600 000 (2010)
Densità 13 675,21 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 10000
Fuso orario UTC+0
Cartografia
Mappa di localizzazione: Marocco
Rabat
Sito istituzionale

Rabat (in arabo الرباط) è la capitale amministrativa del Marocco. La città è situata sulla costa atlantica del paese, sulla sponda sinistra del fiume Bouregreg, di fronte alla città di Salé. Conta 1,6 milioni di abitanti (2,3 milioni contando anche i sobborghi).

Nel 2006 è previsto il lancio di un progetto (per un impegno di 5,1 miliardi di dollari americani spesi da investitori provenienti dagli Emirati Arabi Uniti) che ha lo scopo di valorizzare la valle del Bouregreg e si occuperà anche della sistemazione della zona costiera della capitale, che ha un'estensione di 330 ettari.

Origine e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La Kasba des Oudaia

Dopo l'insediamento di alcune popolazioni sul suo territorio, il 1150 può essere considerato l'anno della fondazione della città da parte del califfo ‛Abd al-Mù’min, che fece edificare una cittadella (la futura Kasbah des Oudaïa), una moschea e una residenza. Questo spiega l'origine del nome della città, infatti, con il nome arabo Ribāt al-Fath (ribāt della Vittoria) viene indicata una sorta di monastero-fortezza (ribat), in cui i soldati che si apprestavano a partire in età almoravide ed almohade per il la Spagna musulmana (al-Andalus), all'epoca sotto minaccia cristiana, si radunavano per procedere all'imbarco. Il complemento di specificazione "della Vittoria" (al-fath) era semplicemente benaugurante.

Sarà poi compito del nipote di ‛Abd al-Mù’min, Ya'qub al-Mansūr, ingrandire e completare la città con le mura.

Dopo il 1253 inizia un periodo di crisi, in concomitanza con l'assegnazione di capitale dello stato a Fez. Nel 1609, in seguito al decreto di espulsione di Filippo II, migliaia di Moriscos trovarono rifugio nella città, dando così una nuova spinta allo sviluppo della città.

Nel 1912, Lyautey dichiara Rabat capitale del protettorato del Marocco e sede del residente coloniale. Nel 1956, con l'indipendenza del Marocco, la città diventa la capitale ufficiale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La torre Hassan a Rabat, alta 44 metri

La storia urbana di Rabat, del suo sito, dei suoi monumenti è una storia lunga otto secoli, cioè il tempo intercorso fra la creazione del nucleo iniziale (il già citato Ribat d''Abd al-Mu'min) e la realizzazione della residenza coloniale del protettorato francese.

È sul picco della scogliera che si estende sull'Oceano Atlantico che Abd al-Mumin fece costruire un ribat (la fortezza) per ospitare i soldati sulla via della difesa della Spagna islamica. A partire dal ribat, Abd al-Mumin e suo nipote Ya'qub al-Mansūr (erede di un impero che partiva dalla Castiglia per arrivare fino a Tripoli) progettarono una città grandiosa, racchiusa in mura imponenti, dotati di porte monumentali e con una moschea gigantesca, la moschea di Hassan, rimasta incompiuta, ma il cui progetto disegnava uno dei più grandi santuari del mondo musulmano.

Sono molte le testimonianze della grandezza architettonica e artistica di Rabat: le mura, le porte monumentali, i minareti, i resti della moschea di Hassan. È da ricordare anche il mausoleo dedicato a Mohammed V, che grazie alle sue decorazioni rimane un'incredibile prova delle capacità artistiche degli artigiani della città.

Dalla fine del XIII secolo fino all'inizio del XVII secolo, l'importanza di Rabat diminuì notevolmente.

Dal 1610, Rabat ritornò allo sviluppo: numerosi rifugiati musulmani cacciati da Al-Andalus si stabilirono nella kasbah nella parte nord-ovest della città. Per qualche decina d'anni, Rabat (ai tempi conosciuta come Salé-le-Neuf) fu sede di una piccola repubblica marinara, la Repubblica di Bou Regreg.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Rabat, capitale moderna e città storica: un patrimonio condiviso
(EN) Rabat, modern capital and historic city: a shared heritage
Royal Palace, Rabat.jpg
Tipo Culturale
Criterio C (ii) (iv)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 2012
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il teatro nazionale Mohammed V è una delle più grandi istituzioni culturali di Rabat, ma il suo costo supera le risorse a disposizione degli artisti marocchini; è stata aperta una collaborazione con le agenzie culturali europee al fine di stimolare e offrire una massima scelta di rappresentazioni artistiche, nonostante le difficoltà oggettive di mantenimento del teatro.

Gallerie ufficiali:

  • Bab Rouah
  • Bab El-Kébir
  • Mohamed El-Fassi

Lo spazio culturale indipendente L'appartement 22 è dedicato alla creazione contemporanea, marocchina e internazionale. Fondato dal critico d'arte Abdellah Karroum è diventato prima una residenza per artisti poi, dal 2004 una cooperativa.

Dal 2000 sono stati lanciati grandi progetti culturali quali:

  • la biblioteca pubblica
  • il museo d'arte contemporanea
  • l'Istituto Superiore della Musica e della Danza
  • la biblioteca internazionale dell'arte moderna contemporanea

Porte e mura[modifica | modifica wikitesto]

Mura di Rabat

Alla fine del XII secolo fu costruita dagli Almohadi una imponente cinta a protezione dei lati sud e ovest della città. La cinta era composta da due lunghi muri rettilinei di una lunghezza complessiva di più di 5 chilometri, di uno spessore di più di due metri e di un'altezza media di più di otto metri.

In questo modo fu protetta un'area di circa 120 ettari, che comprendeva la piana che domina la necropoli di Chella per garantire la difesa della città inferiore.

Scorcio della medina, la città vecchia.

La parte ovest era dotata di quattro porte (Bâb el Alou, Bâb el Had, Bâb er-Rouah, la quarta era acclusa all'attuale Palazzo Reale). La parte sud aveva una sola porta: Bâb Zaër.

Bab er-Rouah, una delle porte delle mura della città vecchia.

Bâb er-Rouah, capolavoro di estetica monumentale in pietra, dispiega, come la porta della kasbah, un decoro a losanghe tutt'attorno all'apertura a forma d'arco inscritto in un rettangolo. Come a Bâb Agnaou a Marrakech, degli archi più grandi riprendono, allargandolo, il motivo ad arco della porta, circondandolo di un'aureola sinuosa dagli angoli acuti, sormontata da un fregio con iscrizioni cufiche.

All'inizio del XVII secolo, i rifugiati musulmani scacciati dall'Andalusia si trasferirono nella kasbah e in una parte dell'area cinta dagli Almohadi, delimitandola con una nuova muraglia: partendo da Bâb el Had, quest'ultima collega la cinta del XII secolo alla scogliera che domina il Bou Regreg e al Borj Sidi Makhlouf. Rettilinea e affiancata da torri, la muraglia andalusa che si estendeva per oltre 1400 metri, era in media alta 5 metri e spessa un metro e mezzo. Lungo la muraglia furono costruite tre porte: Bâb et-Then, oggi abbattuta, vicino all'odierno mercato municipale; Bâb el Bouoiiiba e Bâb Chella. Nella Medina (città vecchia) vi è anche un Mellah (quartiere ebraico).

All'inizio del XIX secolo fu costruito un nuovo bastione esterno, per una lunghezza totale di 4300 metri. Esso prolungava a sud le mura di cinta almohade, e le superava ad ovest fino all'oceano Atlantico, racchiudendo così un'area di oltre 840 ettari. Questa fortificazione era alta in media 4 metri e spessa circa un metro. Su di essa di aprivano quattro porte: Bâb el Qebibât, Bâb Témara, Bâb Marrakech et Bâb el Msalla. Questo bastione fu distrutto principalmente per facilitare il trasloco dalla città europea durante il protettorato. Dalle quattro porte principali della Medina, partivano le strade che collegavano, in particolare, Rabat a Casablanca e Marrakech.

Lungo le mura di cinta almohade avevano luogo dei mercati settimanali, tra cui quelli di Souq el Had, vicino alla porta omonima. Inoltre, tra le due muraglie, si trovavano a sud l'Aguedal, collegato al palazzo reale, e a nord dei giardini d'arance i cui frutti, molto pregiati per la loro qualità, venivano esportati in Europa, come attestano i documenti dell'epoca.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Guardia al mausoleo di Mohammed V

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita dalla stazione di Rabat-Ville e da quella di Rabat-Agdal con destinazioni Marrakech e Fes. Una linea tranviaria la unisce alla vicina Salé.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Villes et tribus du Maroc, libri III, IV, V & VI dedicati a Rabat e alla sua regione, Parigi, Ernest Leroux, 1918-1920.
  • Paul Clammer et al., Marocco, Torino, EDT/Lonely Planet, 2009. ISBN 978-88-6040-391-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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Città imperiali del Marocco
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