Italica

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Coordinate: 37°26′38″N 6°02′48″W / 37.443889°N 6.046667°W37.443889; -6.046667

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Ricostruzione di una villa romana di Italica

Italica (in latino Italĭca) è un'antica città della Spagna vicino all'attuale Siviglia, primo insediamento di romani e italici nella penisola iberica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Italica fu fondata nel 206 a.C. da Publio Cornelio Scipione Africano sulla destra del fiume Guadalquivir, in corrispondenza dell'odierna Santiponce, in provincia di Siviglia, per insediarvi i soldati romani feriti nella battaglia di Ilipa (Seconda guerra punica). Da qui il nome Italica.

Si può considerare "la città dove è nata la lingua spagnola"[1].

Aveva un'ottima posizione strategica nel cuore della regione Bética, la più meridionale della Spagna: Divenne municipium nel I secolo a.C., fino ad assumere, al tempo di Adriano, il titolo di Colonia Aelia Augusta, ossia venerabile colonia di Elio (Adriano).

Vicino ad essa si sviluppò la cittadina di Hispalis, che dopo la distruzione di Italica nel sesto secolo d.C. la sostituì nella regione e col tempo divenne l'attuale Siviglia.

Annoverava tra i suoi abitanti parecchi veterani e fu l'unica città della provincia romana patria di ben due imperatori Traiano e Publio Elio Traiano Adriano.

Italica fu devastata dalle invasioni barbariche, ma continuò ad essere parzialmente abitata fino all'anno mille sotto gli Arabi. Dalle sue rovine furono presi molti materiali da costruzione per la vicina Siviglia. Nei secoli del Rinascimento le sue rovine venivano definite come "Sevilla la vieja".

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Presso gli scavi archeologici di Italica si possono oggi ammirare diverse case e strade, un grande anfiteatro, le terme romane, sculture e mosaici, sebbene sia i cristiani che gli Arabi abbiano riutilizzato diversi materiali da lì provenienti per alcune costruzioni di Siviglia. L'agglomerato primitivo, la vetus urbs corrisponde all'attuale abitato di Santiponce; possedeva un foro con un tempio dedicato a Diana, le terme e il teatro, costruito all'epoca di Augusto.

L'imperatore Adriano decise un nuovo ampliamento della sua città natale e fece costruire la nova urbs, che coincide con il sito archeologico. Circondata da mura, la città nuova aveva al centro il grande Foro con il tempio dedicato a Traiano e ampie terme. Il tessuto urbano era disegnato da larghe vie perpendicolari fra loro che disegnavano lotti perpendicolari (insulae).

L'anfiteatro

Tra le dimore aristocratiche, un posto di rilievo è occupato dalla Casa dell'Esedra, così chiamata per l'esedra semicircolare che si trova al termine di un lungo cortile; l'edificio occupa un'area di 4000 metri quadrati, coprendo l'intera superficie dell'insula. Notevoli anche la Casa degli Uccelli, dove uno splendido mosaico rappresenta Orfeo circondato da 32 uccelli diversi, e la Casa del Planetario, con un mosaico rappresentante gli dei, da cui prendono il nome i giorni della settimana.

L'edificio più importante di Italica resta il Traianeum, un immenso recinto adibito al culto degli imperatori Adriano e Traiano. In assenza di fonti epigrafiche, si ipotizza che questo sia stato voluto costruire da Adriano in omaggio al suo predecessore Traiano. Il complesso è formato da un immenso portico (è stata ripresa la biblioteca di Adriano ad Atene specialmente nel colonnato interno, nella cadenza ondulata delle esedre e nella ricerca cromatica, marmo di Carrara e cipollino), nel quale si accedeva nel lato corto meridionale da una terrazza con scale laterali, posta proprio sul cardo maximus.

Il tempio (che riprende come modello il tempio di Mars Ultor nel foro di Augusto a Roma) è un octastilo corinzio con colonne scanalate alte 9,20 metri. Il tempio ha un'unica cella. Inoltre tra il tempio e il portico si trovavano due file di cinque statue ciascuna. Di queste sono state rinvenute solo dei frammenti enormi che fanno supporre che la grandezza di queste statue fosse veramente considerevole (ad esempio un frammento di un dito lungo 30 cm). Le maestranze che realizzarono il complesso non erano tutte di elevata capacità; lo confermano alcuni frammenti realizzati da mani diverse, diversità data però dalla fretta di realizzazione.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teodoro Mommsen Storia di Roma

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Matute y Gaviria, J.: Bosquejo de Itálica ó apuntes que juntaba para su historia, Sevilla, 1827.
  • De la Cortina, I.: Antigüedades de Itálica, Sevilla, 1840.
  • De los Ríos Serrano, D.: Memoria arqueológico-descriptiva del Anfiteatro de Itálica. Madrid: Real Academia de la Historia, 1862 (reed. Sevilla, 2002).
  • Gali Lassaletta, A.: Historia de Itálica, municipio y colonia romana, Sevilla, 1892.
  • García y Bellido, A.: Colonia Aelia Augusta Italica, Madrid, 1960.
  • Luzón Nogué, J. M.: La Itálica de Adriano, col. Arte hispalense n.º 9, Sevilla, 1975 (2.ª ed. 1979).
  • Canto, A. M.: La epigrafía romana de Itálica, col. Tesis Doctorales Universidad Complutense de Madrid, [1983], Madrid, 1985.
  • Caballos, A.: Itálica y los italicenses, Sevilla, 1994.
  • VV.AA., Itálica MMCC. Actas de las Jornadas del 2200 Aniversario de la Fundación de Itálica, edd. A. Caballos-P. León, Sevilla, 1997.
  • Caballos, A. A. Marín Fatuarte, J. M. Rodríguez Hidalgo, Itálica arqueológica, Sevilla, 1999.
  • Luzón, J. M.: Sevilla la Vieja. Un paseo histórico por las ruinas de Itálica, Sevilla, 1999.

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