Gibilterra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Gibilterra
Gibilterra - Bandiera Gibilterra - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: Nulli Expugnabilis Hosti
(lat: Non espugnabile da alcun nemico)
Gibilterra - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Gibilterra
Nome ufficiale Gibraltar
Dipendente da Regno Unito Regno Unito
Lingue ufficiali Inglese
Altre lingue Spagnolo, llanito
Politica
Status Territorio d'oltremare
Regina Elisabetta II
Governatore: Adrian Johns
Primo Ministro Fabian Picardo
Superficie
Totale 6,843 km²
 % delle acque 0 %
Popolazione
Totale 28 875 ab. (2008)
Densità 4 290 ab./km²
Nome degli abitanti gibilterrini
Geografia
Continente Europa
Fuso orario UTC +1
Economia
Valuta Sterlina di Gibilterra
PIL (nominale) 1 066 milioni di $ (2005) (197º)
PIL pro capite (nominale) 38 200 $ (2005)
Varie
TLD .gi
Prefisso tel. +350[1]
Inno nazionale God Save The Queen
Inno di Gibilterra
Gibilterra - Mappa
 

Gibilterra (Gibraltar, [dʒɨˈbɹɒltə] in inglese, [xiβɾalˈtaɾ] in castigliano) è una dipendenza d'oltremare del Regno Unito.

Precedentemente conosciuta come Calpe, una delle Colonne d'Ercole, deve il suo nome attuale a Tariq ibn Ziyad ( طارق بن زياد, morto nel 720), conosciuto dagli spagnoli come Taric el Tuerto, il condottiero berbero che conquistò la Spagna nel nome dell'Islam. Quindi Jabal Ţāriq (جبل طارق) che in arabo significa "Monte di Tariq".

È situata nell'Europa sud-occidentale, sulla costa meridionale della Spagna; un luogo strategico sullo stretto di Gibilterra, che collega l'oceano Atlantico settentrionale e il mar Mediterraneo.

Confina per via terrestre solo con il comune spagnolo di La Línea de la Concepción nella Provincia di Cadice (Andalusia).

Gibilterra è nella lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Mappa di Gibilterra.

Il territorio copre 6,843 k. Condivide 1,2 km di confine territoriale con la Spagna (Provincia di Cádice in Andalusia) e ha 12 km di costa. Il clima è mediterraneo con inverni miti ed estati calde.

Il terreno è una piana costiera che circonda la Rocca di Gibilterra (426 metri di altezza). Le risorse naturali sono trascurabili, così come quelle di acqua potabile. Fino a poco tempo fa venivano usati larghi raccoglitori in cemento o pietra per l'acqua piovana, ma adesso esiste un impianto di desalinizzazione. Lo stretto di Gibilterra assume particolare importanza dal punto di vista morfologico per la soglia sottomarina, alta 324 metri, che impedisce alle correnti fredde dell'Oceano Atlantico di entrare nel Mar Mediterraneo.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Macaco a Gibilterra

A Gibilterra (ed in particolare nella parte superiore della Rocca) vivono le uniche scimmie semi-selvagge d'Europa, macachi della specie Macaca sylvanus, scimmie catarrine docili e con una corta coda non prensile, originarie del Sud-est asiatico e dei Paesi magrebini. Secondo la credenza popolare il Regno Unito manterrebbe il possesso di Gibilterra finché qui saranno presenti le bertucce: noto è il ripopolamento con esemplari provenienti da Marocco ed Algeria, ordinato nel 1942 da Winston Churchill. La presenza e l'interazione con l'uomo hanno negli anni modificato il comportamento delle scimmie, talvolta con effetti negativi quali la cattiva alimentazione (per i cibi offerti dai turisti), l'aggressiva richiesta di cibo, lo stress e la contrazione di malattie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Uno scheletro di uomo di Neanderthal fu trovato nel 1848 presso la rocca, otto anni prima della scoperta del genere nella valle tedesca di Neander e nel 1926 ne fu trovato uno di bambino della stessa specie.

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Si sa che i Fenici sbarcarono presso la rocca verso il 950 a.C. e la chiamarono Calpe, così come fu certamente visitata dai Cartaginesi che tuttavia non vi stabilirono alcuna colonia permanente. Platone si riferisce a Gibilterra come una delle Colonne d'Ercole[2] mentre l'altra sarebbe l'attuale monte Hacho, dall'altro lato dello stretto, nell'enclave di Ceuta. Non si hanno tracce di vestigia romane a Gibilterra, anche se essa fu sicuramente conosciuta dai Romani. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente l'area fu attraversata dai Vandali e dai Goti. I primi vi si stabilirono nel periodo dal 414 al 533, quando ne furono scacciati dai Bizantini, a loro volta scacciati verso il 570 dai Visigoti.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nel 711 Gibilterra fu occupata dagli arabi e dai berberi maomettani. Il condottiero Tariq ibn Ziyad dal cui nome ha avuto origine il termine Gibilterra, fu il primo a comprenderne l'importanza strategica ai fini della conquista della Penisola iberica. Dopo la conquista della Spagna da parte degli arabi, fu eretta in Gibilterra da questi una fortezza.[3] Nel 1309 Gibilterra viene strappata agli arabi dal re di Castiglia, Ferdinando IV, con l'aiuto di un contingente portoghese del re Dionigi e della flotta aragonese del re Giacomo II, ma nel 1333 il sultano di Granada Muhammad IV, la rioccupò.
Nel 1349 e nel 1350 Gibilterra subì l'assedio delle forze castigliane agli ordini del re Alfonso XI, ma la peste nera, che uccise lo stesso re, ne impedì la riconquista da parte cristiana. Questa ebbe luogo oltre un secolo dopo, nel 1462, ad opera del duca di Medina-Sidonia, come vassallo della Corona di Castiglia; solo nel 1501 la città venne incorporata nel dominio della regina Isabella di Castiglia.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Nel 1552, su richiesta degli abitanti della città, il re Carlo I di Spagna inviò l'ingegnere italiano Giovanni Battista Calvi per far rinforzare le difese della città. Fu eretto un lungo bastione di difesa, ancor oggi noto con il nome di muro di Carlo V, una trincea ed un ponte levatoio (Landport o Puerta de Tierra). Nel corso della Guerra di successione spagnola, il 1º agosto 1704, al ritorno da una spedizione a Barcellona, una flotta anglo-olandese, al comando di sir George Rooke, cinse d'assedio la città. Agli assediati venne richiesta la resa incondizionata e il giuramento di fedeltà all'arciduca d'Austria Carlo (proclamato il 12 febbraio 1703, a Vienna, re di Castiglia e d'Aragona). Il governatore spagnolo Diego de Salinas rifiutò.

sir George Rooke

Nella notte fra il 3 e il 4 agosto 1 800 fanti di marina olandesi,[4] al comando del principe Giorgio di Assia-Darmstadt cominciarono l'assedio terrestre mentre la flotta inglese cannoneggiava le difese della città. Il 4 agosto il governatore spagnolo si arrese al principe di Assia-Darmstad. Iniziò così, anche se al momento solo de facto, l'occupazione britannica di Gibilterra.

Il principe Giorgio di Assia-Darmstadt (1669-1705)
(Fonte: Archivio nazionale di Darmstadt)

Il 5 settembre 1704 truppe francesi e spagnole, al comando del capitano generale d'Andalusia, Francisco Castillo Fajardo, marchese di Villadarias, posero sotto assedio la città. Questa, al comando dell'ammiraglio inglese sir John Leake e del governatore, principe Giorgio di Assia-Darmstadt, era difesa da una brigata di marina presto rinforzata da 400 Royal Marines. Dopo alterne alterne vicende ma gli assedianti non riuscirono nel loro intento, anche dopo che il nuovo re di Spagna Filippo V aveva sostituito al comando delle truppe assedianti il marchese di Villadarias con il maresciallo di Francia de Tessé: il 31 marzo 1705 l'assedio fu levato.

Il Trattato di Utrecht[modifica | modifica sorgente]

Il territorio venne infine ceduto alla Gran Bretagna dalla Spagna con il Trattato di Utrecht del 1713, come parte degli accordi a conclusione della Guerra di successione spagnola. In quel trattato, la Spagna cedeva alla Gran Bretagna «...la piena e intera proprietà della città e del castello di Gibilterra, unitamente al porto, alle mura, e ai forti circostanti... per sempre, senza eccezioni o impedimenti di sorta».

Ciò nonostante, il trattato stipulava che nessun commercio terrestre si sarebbe svolto tra Gibilterra e la Spagna, ad eccezione delle forniture di emergenza in caso Gibilterra non avesse potuto rifornirsi per mare. Un'altra condizione della cessione era che «... nessun permesso doveva essere dato ai Giudei o ai Mori, di risiedere o avere dimora nella detta città di Gibilterra». Se la Gran Bretagna avesse deciso di vendere Gibilterra, alla Spagna era garantito il diritto di primo acquisto.

È importante notare che il Trattato attribuiva all'Inghilterra la proprietà della Rocca, ma non ne cedeva la sovranità. Ciò sarà poi alla base della controversia su Gibilterra fra Spagna e Gran Bretagna. Più tardi la Spagna cercò a più riprese di rovesciare le decisioni di Utrecht e allo scoppio della guerra anglo-spagnola del 1727 il re di Spagna, Filippo V, inviò un corpo d'armata di 12 000 soldati (secondo alcuni molti di più, fino a 25 000[senza fonte]) al comando del generale Conde de la Torres,[5] che iniziò le operazioni sotto la rocca, difesa da circa 1 500 soldati inglesi, l'11 febbraio 1727.

Poiché la squadra navale inglese del Mediterraneo poteva tranquillamente mantenere i collegamenti con la fortezza assediata, gli spagnoli non riuscirono ad isolare la città. Il presidio della fortezza poté essere rafforzato con 5 000 uomini e i rifornimenti erano garantiti dalla flotta al comando del contrammiraglio Charles Wager. Di conseguenza il 12 giugno gli spagnoli sospesero l'assedio. A quella data avevano già perso la vita circa 300 soldati inglesi e 1 500 spagnoli.
Con il trattato di Siviglia (novembre 1729) la Spagna rinunciò a riprendersi Gibilterra, senza tuttavia cedere in termini espliciti la sovranità[6].

La storia contemporanea[modifica | modifica sorgente]

La frontiera per entrare a Gibilterra
Storia militare di Gibilterra durante la seconda guerra mondiale
- Cronologia degli eventi -
Gibralter2.jpg
Mappa dello stretto
  • Tardo 1939 Costruzione di una strada per Gibilterra.
  • 9 settembre 1939 Lo squadrone № 200 della RAF va a Gibilterra.
  • 25 settembre 1939 Il Gruppo costiero № 200 viene formato come una formazione subalterna al quartier generale della RAF nel Mediterraneo.
  • Giugno 1940 13 500 sono evacuati a Casablanca nel Marocco.
  • 13 luglio 1940 Dopo la creazione della Repubblica di Vichy, i cittadini di Gibilterra ritornano nella loro patria prima di ritrasferirsi.
  • Luglio 1940 I cittadini di Gibilterra evacuano sull'isola nell'Atlantico di Madera e a Londra.
  • 9 ottobre 1940 1 093 rifugiati vengono rievacuati in Giamaica.
  • 10 marzo 1941 L'Operazione Felix, il progetto di invasione tedesco di Gibilterra, diviene l'Operazione Felix-Heinrich, che ritarda perché l'Unione Sovietica cade, provocando la fine del piano dell'invasione.
  • Tardo 1941 L'Operazione Tracer, che è stata progettata vicino a Gibilterra in una delle sue invasioni, viene formulata ed è pronta per essere messa in atto.
  • Gennaio 1942 L'Operazione Tracer è pronta per essere messa in atto.
  • Estate 1942 L'Operazione Tracer viene messa in atto.
  • Luglio 1942 Il tenente generale Dwight D. Eisenhower è nominato come alleato e comandante dell'Operazione Torch.
  • 5 novembre 1942 Eisenhower arriva a Gibilterra per prendere il comando.
  • 4 luglio 1942 Un bombardamento da parte di RAF Transport Command riporta a Gibilterra la libertà; muore Władysław Sikorski, militare e leader politico polacco.
  • Novembre 1943 La situazione ritorna normale.
  • 6 aprile 1944 Il primo gruppo di 1 367 persone superstiti arriva a Gibilterra dal Regno Unito.
  • 28 maggio 1944 I rifugiati a Madera tornano a Gibilterra.
  • 8 maggio 1945 Giorno della vittoria in Europa.

Nel corso della rivolta delle colonie della costa atlantica dell'America del Nord, la Spagna, che era entrata in guerra insieme ai francesi ed a fianco dei rivoltosi americani, contro la Gran Bretagna, assediò nuovamente Gibilterra. L'assedio, ed il conseguente blocco, durò per tre anni, dal 1779 al 1783. Il 14 settembre 1783 gl'inglesi distrussero le batterie galleggianti francesi e spagnole che assediavano la rocca e nel febbraio 1783 iniziarono le trattative preliminari di pace per cui lo stato di assedio cessò.

In un referendum del 1967 la maggioranza degli aventi diritto votò a favore del mantenimento di dipendenza britannica. Ciò venne ribadito con forza nel novembre 2002, quando oltre il 98% dei votanti rigettò la proposta di condivisione della sovranità tra Regno Unito e Spagna. Il giorno del primo referendum (10 settembre) è osservato come la festa nazionale di Gibilterra.

Gibilterra è un Territorio d’oltremare del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord; il capo dello stato è la Regina del Regno Unito, rappresentata da un Governatore reggente.La legislazione è indipendente da quella del Regno Unito, eccetto per quanto riguarda gli affari internazionali; non è un membro effettivo dell’Unione Europea, ma del trattato di adesione all'Unione Europea del Regno Unito.

Nel 1973 Gibilterra entrò nella Comunità Economica Europea, come territorio dipendente in Europa, ai sensi dell'articolo 277 del Trattato di Roma, ma è stata esclusa, su richiesta del governo locale, dalla tariffa esterna comune, dalla politica agricola comune e dall'imposta sul valore aggiunto.

Le forze militari attuali di Gibilterra sono l'Esercito Britannico, la Royal Navy e la Royal Air Force; la difesa compete al Regno Unito.

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Gibilterra è sede della diocesi cattolica di Gibilterra. Nel 2006 contava 21 470 battezzati su 27 497 abitanti.

I genovesi di Gibilterra[modifica | modifica sorgente]

Ancora oggi si trovano molte tracce evidenti di una comunità genovese che si insediò a Gibilterra nel XVI secolo e che ancora ai primi del Settecento componeva quasi la metà della popolazione.

Joe Bossano, primo ministro di Gibilterra dal 1988 al 1996, ha una lontana origine ligure

Questi genovesi si dedicarono ad attività commerciali, ma vi era anche un gruppo che abitava a La Caleta, dove era la maggioranza della popolazione, e che praticava attività di pesca d'alto mare.[7].

Nel censimento del 1753 i genovesi erano il gruppo più grande della popolazione civile di Gibilterra e fino al 1830 l'Italiano fu usato (assieme all'inglese e spagnolo) nei manifesti ufficiali della colonia inglese[8].

Il dialetto genovese era parlato da alcuni anziani fino al primo decennio del Novecento a La Caleta, un villaggio vicino a "Catalan Bay" nella parte nord-orientale del promontorio di Gibilterra.

Attualmente la popolazione di Gibilterra con cognomi liguri raggiunge il 20% del totale: Joe Bossano (primo ministro di Gibilterra per dodici anni), Adolfo Canepa (anche lui primo ministro nel 1987) e Kaiane Aldorino (Miss Mondo 2009[9]) ne sono i più noti rappresentanti.

La fiducia riposta dagli inglesi in questa comunità è testimoniata dalla costituzione della Guardia Genovese, un corpo di armati che svolgeva parte dei compiti di difesa della colonia.

Inoltre va risaltato che il dialetto locale di Gibilterra, detto "Llanito", ha anche molte influenze dal ligure e vi sono studiosi come Edward Archer che affermano che probabilmente deriva dal nome "Gianni" (da cui: piccolo Gianni o "iannito") comune tra i liguri di Gibilterra.

Lingua[modifica | modifica sorgente]

il faro di Gibilterra

La lingua ufficiale è l'inglese. I gibilterrini usano come comune linguaggio locale lo Llanito (pronuncia "Yanito"), un miscuglio di dialetti andalusi e inglese con molte influenze linguistiche recate dal ligure. Anche lo spagnolo è molto usato. L'arabo è parlato dal 7% degli abitanti di origine soprattutto marocchina.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Gibilterra è nota per i suoi macachi in libertà

Fin dalla riduzione della guarnigione britannica, l'economia si è convertita alla finanza offshore e al turismo. Ci sono più società registrate che abitanti. Il governo spagnolo, come parte della sua campagna per reclamare la Rocca sostiene che le banche di Gibilterra sono usate per l'evasione fiscale e il riciclaggio di denaro. Un'inchiesta del Comitato per gli Affari Esteri della Casa dei Comuni ha trovato queste pretese senza fondamento. Il governo spagnolo inoltre accusa i motoscafisti di Gibilterra di aiutare il contrabbando di tabacco. Comunque, per impedire che questo accada, esiste una legge contro i motoscafi veloci, ed è illegale portarli entro le acque di Gibilterra.

Gibilterra è considerata, comunque, un paradiso fiscale. Il sistema fiscale italiano, col Decreto Ministeriale 04/05/1999, l'ha inserita tra gli Stati o Territori aventi un regime fiscale privilegiato, nella cosiddetta Lista nera, ponendo quindi limitazioni fiscali ai rapporti economico commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane ed i soggetti ubicati in tale territorio.

I cittadini di Gibilterra godono di un elevato standard di vita, superiore a quello dei loro vicini spagnoli di Campo de Gibraltar e molto più elevato di quello dei loro vicini marocchini. Dalla riapertura delle frontiere nel 1985, molti cittadini di Gibilterra hanno comprato proprietà oltreconfine, specialmente nella vicina città spagnola di La Línea de la Concepción, dove i prezzi sono più bassi; questo anche se il recupero di terreni del 1991 ha ridotto la carenza tradizionalmente cronica di abitazioni sulla Rocca. Altri cittadini, per lo più benestanti, vivono a Sotogrande sulla Costa del Sol, dalla quale fanno i pendolari con Gibilterra.

Le acque di Gibilterra sono anche usate dalle navi per trasferire il petrolio sulle petroliere. Il petrolio spesso arriva dalla Spagna, dalla CEPSA di Algeciras; il trasferimento è giustificato dal fatto che i costi a Gibilterra sono più bassi, a causa delle minori tasse. In Spagna è opinione diffusa, benché erronea e anche se comunque il fatto appare irrilevante, che Gibilterra fosse la destinazione della petroliera Prestige che durante un viaggio causò il disastro ambientale in Galizia nel 2002.

Un recente argomento di polemica è stato la riparazione nei cantieri di Gibilterra del sottomarino nucleare inglese HMS Tireless. Nonostante molte proteste il governo di Gibilterra permise che il lavoro fosse svolto, dopo aver svolto indagini per appurare l'assenza di rischi. Il sottomarino rimase in ripazione a Gibilterra per un anno, fu collaudato con successo e ripartì senza problemi di alcun tipo.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Gibilterra non ha suddivisioni amministrative ma è divisa in aree residenziali che sono (censimento 2001):

Area residenziale Popolazione  % sul totale
1. East Side 429 1,54%
2. North District 4 116 14,97%
3. Reclamation Areas 9 599 34,91%
4. Sandpits Area 2 207 8,03%
5. South District 4 257 15,48%
6. Town Area 3 588 13,05%
7. Upper Town 2 805 10,20%
ab. fuori da area residenziale 494 1,82%
Gibilterra 27 495 100%

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Gibilterra[modifica | modifica sorgente]

Citta Gemelle[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fino al 2007 le telefonate dalla Spagna non erano considerate internazionali ed era in uso il prefisso 9567
  2. ^ Attualmente si considera lo stretto di Gibilterra essere il nec plus ultra scelto da Eracle. Secondo la mitologia, l'eroe, in una delle sue dodici fatiche, giunse sui monti Calpe ed Abila creduti i limiti estremi del mondo, oltre i quali era vietato il passaggio a tutti i mortali. Egli separò il monte ivi presente in due parti (le due colonne d'Ercole) e incise la scritta nec plus ultra.
  3. ^ Oggi nota con il nome di Moorish Castle
  4. ^ Il corpo di spedizione comprendeva anche un certo numero di spagnoli, prevalentemente catalani.
  5. ^ Il comando fu dapprima offerto al marchese di Villadarias che lo rifiutò
  6. ^ Texto del tratado de 1729, all'indirizzo Tratados, convenios y declaraciones de paz y de comercio que han hecho con ... - Spain - Google Libros
  7. ^ Archer, Edward G.: Gibraltar, identity and empire, pag. 37. Routledge Advances in European Politics.
  8. ^ Levey, David: Language change and variation in Gibraltar, page 24. John Benjamins Publishing Company.
  9. ^ Kaiane Aldorino

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Regno Unito Portale Regno Unito: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Regno Unito