Ceuta

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Ceuta
città autonoma
(ES) Ciudad Autónoma de Ceuta
Ceuta – Stemma Ceuta – Bandiera
Ceuta – Veduta
Localizzazione
Stato Spagna Spagna
Comunità autonoma Non presente
Provincia Non presente
Amministrazione
Alcalde Juan Jesús Vivas (PP) dall'08/02/2001
Territorio
Coordinate 35°53′16.8″N 5°18′43.2″W / 35.888°N 5.312°W35.888; -5.312 (Ceuta)Coordinate: 35°53′16.8″N 5°18′43.2″W / 35.888°N 5.312°W35.888; -5.312 (Ceuta)
Superficie 18,5 km²
Abitanti 78 674 (2009)
Densità 4 252,65 ab./km²
Comuni confinanti Taghramt (MA-FAH)
Altre informazioni
Cod. postale 51xxx
Prefisso (+34) 856/956
Fuso orario UTC+1
Targa CE
Nome abitanti Ceutí
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Ceuta
Sito istituzionale

Ceuta (nome ufficiale spagnolo Ciudad Autónoma de Ceuta, in arabo سبتة Sabta) è una città autonoma spagnola situata nel Nord Africa, circondata dal Marocco, situata sulla costa del mar Mediterraneo vicino allo stretto di Gibilterra. La sua superficie è di 18,5 k.

Nel corso dei secoli, Ceuta è stata successivamente soggetta alla dominazione cartaginese, romana, visigota e araba, fino a quando venne conquistata dal Portogallo, il 14 agosto 1415. Nel 1668 il Portogallo cedette definitivamente Ceuta alla Spagna.

Ceuta ha uno status a metà strada tra quello di un comune e quello di una comunità autonoma. Prima dello Statuto di Autonomia, Ceuta faceva amministrativamente parte della provincia di Cadice.

Il suo territorio fa parte del sistema doganale dell'Unione europea, e del sistema politico ed economico dell'Unione. La città è un porto franco.

Il governo marocchino avanza pretese di integrazione di Ceuta nel Marocco. Il governo della Spagna non ha mai effettuato alcun tipo di trattativa sulla materia.

Confina con le città marocchine di Fnidq e di Tangeri.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La posizione strategica di Ceuta, sulla punta settentrionale del Marocco (sullo stretto di Gibilterra), l'ha resa un cruciale punto di passaggio di molte culture, commerci e imprese militari, a cominciare dagli antichi cartaginesi nel V secolo a.C. Fu solo a partire dal 42 d.C., quando i Romani ne presero il controllo, che questa città portuale (all'epoca chiamata Septem Fratres), acquisì un ruolo prevalentemente militare.

Circa 400 anni dopo i Vandali tolsero ai Romani il controllo di Ceuta, la quale, nel 710 d.C., cadde sotto il dominio musulmano. Sotto la guida del capo berbero Tariq ibn Ziyad, Ceuta venne utilizzata come testa di ponte per l'assalto alla Spagna controllata dai Visigoti.

Secoli dopo, nel 1415, Ceuta venne presa dai portoghesi guidati dal principe Enrico il Navigatore. Lo scopo primario di tale conquista era quello di espellere l'influenza musulmana dall'area e promuovere ulteriormente la cristianità. Il 1º gennaio 1668 a Lisbona, viene firmato un trattato di pace tra Alfonso VI del Portogallo e Carlo II di Spagna, con la mediazione di Carlo II d'Inghilterra, con il quale il Portogallo cedeva Ceuta alla Spagna.

Oggigiorno, Ceuta è conosciuta per la sua natura cosmopolita e la sua unica influenza europea, che hanno contribuito ad incrementare il turismo in quell'area.

Il confine terrestre tra Ceuta e l'entroterra marocchino è recintato e sorvegliato, allo scopo di contenere l'ingresso di migranti nell'enclave che, in quanto territorio metropolitano spagnolo, garantisce ulteriore libero accesso all'area europea delle nazioni aderenti al trattato di Schengen.

Persone legate a Ceuta[modifica | modifica sorgente]

Ceuta

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Sin dall'età classica Ceuta è conosciuta per essere una delle Colonne d'Ercole, l'altra è Gibilterra. Superato lo stretto braccio di mare che separa le due città e segna la fine del Mar Mediterraneo, tutto era ignoto.

Ceuta si trova infatti sulla punta più settentrionale del territorio marocchino, del quale costituisce un'enclave. Il territorio è costituito dalla punta di questa penisola e dalla minuscola penisola, chiamata Peninsula de Almina, collegata al resto del continente da uno strettissimo lembo di terra.

Ceuta è bagnata a sud dal Mar Mediterraneo e a nord dalla Baia di Ceuta, che costituisce parte dello Stretto di Gibilterra, mentre il confine terrestre col Marocco, a sud-ovest, è segnato nella sua quasi totalità dal corso di un ruscello.

Appartiene al territorio di Ceuta anche l'Isla de Santa Catalina.

Punto più elevato della "Peninsula de Almina" è il monte Hacho, che raggiunge i 186 m, mentre nel territorio continentale si raggiunge anche la quota di 291 m (punto più alto di Ceuta).

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

La città-autonoma è solcata da quattro ruscelli principali, tre dei quali tributano verso nord alla Baia di Ceuta e uno verso sud direttamente nel Mar Mediterraneo. Si tratta di corsi d'acqua molto corti che nascono, tutti, in territorio ceutano. Uno di questi ruscelli (che scorrono tutti nella parte continentale della città) forma uno specchio d'acqua di discrete dimensioni. Un quinto corso d'acqua segna, come detto, il confine col Marocco.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima di Ceuta è tipicamente mediterraneo temperato.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Ceuta è gemellata con:

Motto[modifica | modifica sorgente]

"Noble, leal y fidelísima".

Immigrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel corso dei primi anni '90 il fenomeno dell'immigrazione ha scelto le città di Ceuta e Melilla come teste di ponte verso la Penisola Iberica cogliendo impreparate le strutture di accoglienza locali. Dapprima la Croce Rossa e poi altre organizzazioni non governative si fecero carico della gestione umanitaria. Gli immigrati erano di provenienza principalmente subshariana ed asiatica. Le autorità governative locali assieme a quelle nazionali risposero in maniera abbastanza puntuale senza riuscire ad arginare un processo migratorio che si sarebbe protratto fino al giorno d'oggi. Nella seconda metà degli anni '90 il Governo spagnolo in collaborazione con l'Unione Europea destinò dei fondi importanti per la costruzione di un perimetro fisico che di fatto ha reso impermeabile il passaggio degli immigrati dal territorio marocchino circostante, destando numerose critiche sull'opportunità di erigere un "muro" contro l'immigrazione clandestina. La nascita contemporanea di un Centro di Accoglienza Temporanea per gli Immigrati (CETI) ha di fatto inserito a pieno titolo le città di Ceuta e Melilla nel panorama geopolitico delle migrazioni transnazionali. Uno dei primi studi effettuati sul fenomeno si deve allo studioso Pietro Soddu che pubblicò nel 2002 il libro "Immigraciòn Extracomunitaria en Europa: el caso de Ceuta y Melilla".

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

La gastronomia ceutina si evidenzia principalmente per il suo pesce, specialmente il tonno e la sardina. Anche il pesce fritto è tipico della zona.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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