Tripoli

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Tripoli
città
Ṭarābulus
طرابلس
Tripoli – Veduta
Dati amministrativi
Stato Libia Libia
Regione Tripolitania
Municipalità Tripoli
Amministratore locale Abd al-Razzaq Abu Hajar
Territorio
Coordinate 32°54′07.99″N 13°11′09″E / 32.90222°N 13.185833°E32.90222; 13.185833 (Tripoli)Coordinate: 32°54′07.99″N 13°11′09″E / 32.90222°N 13.185833°E32.90222; 13.185833 (Tripoli)
Altitudine 81 m s.l.m.
Superficie 400 km²
Abitanti 1 063 571 (2004)
Densità 2 658,93 ab./km²
Altre informazioni
Prefisso 21
Fuso orario UTC+2
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Libia
Tripoli
Sito istituzionale

Tripoli (arabo: طرابلس, Ṭarābulus, anche Tripoli d'Occidente - arabo: طرابلس ﺍﻟﻐﺮﺏ‎, Ṭarābulus al-Gharb - o Tripoli di Libia) è la capitale e la città più popolosa della Libia con 1,69 milioni di abitanti. La città si trova nella parte nord-occidentale del paese al limitare del deserto, su una parte di terra rocciosa che si protende nel Mar Mediterraneo e forma una baia. La città venne fondata nel VII secolo a.C. dai Fenici, che la chiamarono Oea. Tripoli è situata a 32°54'8" Nord, 13°11'9" Est (32.90222, 13.185833).

Tripoli è la città più popolosa, il principale porto marittimo e il più grande centro commerciale e manifatturiero della Libia. Inoltre è sede del governo nazionale e dell'Università Al-Fateh. Grazie alla sua storia millenaria vi sono molti e significativi siti archeologici.

La città fu oggetto di un attacco aereo degli Stati Uniti nel 1986 quale rappresaglia per il sostegno libico al terrorismo. Le sanzioni delle Nazioni Unite contro la Libia furono tolte nel 2003. In seguito alla conflitto civile che ha insanguinato il paese nel 2011, la città viene completamente liberata il 29 agosto 2011 dalle ultime sacche di resistenza fedeli all'ex raìs libico.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è tipicamente mediterraneo, con estati calde e secche, inverni freddi e precipitazioni modeste. Il suo clima è talvolta influenzato dai venti provenienti dal Sahara.
Eccezionalmente si sono verificate delle nevicate nel 1792, nel 1826, nel febbraio 1915, il 6 febbraio 1956 e il 6 febbraio 2012[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oea (città).

Fondazione[modifica | modifica sorgente]

La città venne fondata nel VII secolo a.C. dai fenici, che la chiamarono Oea. Dai fenici, Tripoli passò nelle mani dei signori di Cirenaica (Barca), che se la videro strappare dai Cartaginesi. In seguito appartenne ai Romani, che la inclusero nella provincia africana, e le diedero il nome di Regio Syrtica. Attorno all'inizio del III secolo a.C., questa divenne nota come Regio Tripolitana (per via delle sue tre città principali: Oea, Sabrata e Leptis, che facevano lega assieme), e venne probabilmente innalzata al rango di provincia separata da Settimio Severo, che era nativo di Leptis. Come il resto del Nord Africa, venne conquistata dai musulmani all'inizio dell'VIII secolo.

Nel 1146 una grossa flotta siciliana al comando di Giorgio d'Antiochia, ammiraglio di Ruggero II di Sicilia, partì da Trapani e conquistò Tripoli, che rimase sino a fine secolo sotto il Regno di Sicilia.

Tripoli: l'arco dell'imperatore Marco Aurelio.

La provincia ottomana (vilayet) di Tripoli (comprendente la dipendenza del sangiaccato di Cirenaica) giaceva lungo la costa meridionale del Mar Mediterraneo, tra la Tunisia ad ovest e l'Egitto ad est. Oltre alla città, l'area comprendeva la Cirenaica (l'altopiano di Barca), la catena di oasi nella depressione di Augila, il Fezzan, e le oasi di Ghadames e Ghat, separate da distese di sabbia e pietre.

Nel 1510 Tripoli venne conquistata per il Regno di Spagna da Don Pietro Navarro e nel 1523 venne assegnata ai Cavalieri di San Giovanni, che erano stati espulsi dagli ottomani dalla loro roccaforte sull'isola di Rodi. I cavalieri tennero la città con difficoltà fino al 1551, quando furono costretti ad arrendersi agli ammiragli turco-barbareschi Sinan e Dragut. Dal 1557 Dragut (o Torgut) divenne bey di Tripoli; la città da quel momento entrò a far parte degli Stati Turco-Barbareschi, terrore delle marine cristiane. Filippo II di Spagna si impegnò in un tentativo di riconquista di Tripoli, naufragato nella battaglia di Gerba nel 1560.

Nel 1714 il pascià al governo, Ahmed Karamanli, assunse il titolo di bey, e asserì una sorta di semi-indipendenza del Sultano. Questo ordine di cose continuò con i suoi successori, accompagnato dalla pirateria più impudente e dal ricatto, fino al 1835, quando l'Impero Ottomano si avvantaggiò di una lotta intestina alla città per riasserire la sua autorità. Venne nominato un nuovo pascià turco, con poteri da viceré, e lo stato divenne una vilayet dell'Impero Ottomano.

Guerre di Tripolitania[modifica | modifica sorgente]

Nella prima parte del XIX secolo la reggenza di Tripoli, a causa delle sue pratiche piratesche, venne coinvolta in due occasioni in un conflitto con gli Stati Uniti. Nel maggio 1801 il pascià richiese un aumento del tributo (83.000 $) che il governo statunitense pagava sin dal 1796 per la protezione dei suoi commerci dalla pirateria. La richiesta venne rifiutata, ed una forza navale venne inviata dagli USA per imporre un blocco navale a Tripoli. La guerra si trascinò per quattro anni, gli americani nel 1803 persero una fregata, la Philadelphia, il cui comandante (Capitano William Bainbridge) e l'intero equipaggio vennero fatti prigionieri. L'incidente più pittoresco della guerra fu la spedizione intrapresa da William Eaton, con lo scopo di sostituire il pascià con un suo fratello maggiore che viveva in esilio ed aveva promesso di acconsentire a tutti i desideri degli USA. Eaton, alla testa di un gruppo di 500 uomini marciò attraverso il deserto da Alessandria d'Egitto, e con l'aiuto di navi americane riuscì a catturare Derna. Poco dopo (3 giugno 1805) venne conclusa la pace, il pascià regnante accantonò le sue richieste ma ricevette 60.000 $ come riscatto per i prigionieri della Philadelphia. Nel 1815, come conseguenza di ulteriori oltraggi, i Capitani Bainbridge e Decatur, alla testa di uno squadrone americano, visitarono nuovamente Tripoli, e costrinsero il pascià ad aderire alle richieste degli Stati Uniti. Nel 1825 Tripoli fu nuovamente bombardata per la violazione degli accordi sulla pirateria, stavolta dalla marina del Regno di Sardegna.

Porto di Tripoli

Nel 1835 i turchi sfruttarono una guerra civile locale per riaffermare la loro autorità diretta, e dopo quella data Tripoli fu sotto il controllo diretto della Sublime porta, anche per via del fallimento delle ribellioni del 1842 e del 1844. Dopo l'occupazione della Tunisia da parte dei francesi (1881), i turchi aumentarono considerevolmente la loro guarnigione a Tripoli.

Dominazione italiana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Libia italiana.
Tripoli, corso Vittorio Emanuele III, durante la colonizzazione italiana

La guerra italo-turca, scoppiata il 29 settembre 1911 condusse all'occupazione stabile della città il 5 ottobre da parte del Regno d'Italia. Tale occupazione venne riconosciuta in via definitiva a livello internazionale con il Trattato di Losanna del 1923.

Durante questo periodo, Tripoli vide nascere le ferrovie per Tagiura, Vertice 31 e Zuara registrando una notevole italianizzazione che portò i tripolini di origine italiana a rappresentare il 37% dell'intera popolazione cittadina.

Tripoli fu governata dall'Italia sino al 1943, quando venne occupata dal Regno Unito che la amministrò sino alla dichiarazione di indipendenza della Libia, nel 1951.

Dopo l'occupazione britannica, la comunità italiana rimase a Tripoli - seppur declinante progressivamente nel tempo - fino al 1970, quando, in seguito alla presa del potere da parte di Mu'ammar Gheddafi, avvenuta nell'estate dell'anno precedente, subì l'espulsione dal paese e e la confisca di tutti i propri beni, che investì anche quelli della Chiesa cattolica (la cattedrale di Tripoli fu trasformata in moschea).

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

La città è servita dall'Aeroporto Internazionale di Tripoli, mentre le ferrovie realizzate durante la colonizzazione italiana sono state totalmente abbandonate e dismesse.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Tripoli[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Ain Zara (Tripoli)[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Evento storico su Tripoli; torna la neve sui quartieri interni dopo 56 anni di assenza

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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