FBA Type H

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FBA Type H
l'unico Type H esistente esposto nella livrea della Reale aeronautica militare belga al Musée royal de l'armée et de l'histoire militaire di Bruxelles
Descrizione
Tipo idroricognitore
Equipaggio 3
Progettista Louis Schreck
Costruttore FranciaRegno Unito FBA
Italia SIAI
Data primo volo 1917
Data entrata in servizio 1917
Esemplari circa 2 000
Sviluppato dal FBA Type A
Dimensioni e pesi
Lunghezza 9,92 m
Apertura alare 14,72 m
Altezza 3,10 m
Superficie alare 40,00
Peso a vuoto 984 kg
Peso carico 1 420 kg
Propulsione
Motore Hispano-Suiza 8Aa
Potenza 150 CV (110 kW)
Prestazioni
Velocità max 150 km/h
Velocità di crociera 132 km/h [1]
Autonomia 450 km
Tangenza 4 900 m [1]
Armamento
Mitragliatrici 2-3 Lewis calibro 7,7 mm [1]
Bombe 70 kg [1]

i dati sono estratti da Aviafrance[2] integrati dove indicato

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l'FBA Type H era un idroricognitore biplano a scafo centrale sviluppato dall'azienda anglofrancese Franco-British Aviation Company (FBA) negli anni dieci del XX secolo.

Derivato dall'originario Type A se ne differenziava essenzialmente per la diversa motorizzazione, un motore 8 cilindri a V raffreddato a liquido in luogo del rotativo ad aria ed utilizzato da numerose forze aeree durante e dopo il termine della Prima guerra mondiale, principalmente dalle componenti aeree delle marine militari di Francia, Italia e Belgio per pattugliare le zone costiere[1].

Venne prodotto in gran numero, oltre che in Francia, anche nell'allora Regno d'Italia da diverse aziende nazionali tra cui la Società Idrovolanti Alta Italia (SIAI) andando ad equipaggiare i reparti di volo della Regia Marina.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Produzione su licenza[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che per esigenze belliche la SIAI aveva avviato la produzione su licenza dell'azienda anglofrancese del Type C equipaggiato con un motore rotativo Gnome, data la necessità di disporre di modelli sempre più efficienti ed in grado di competere con l'aviazione avversaria, venne acquisita dal governo italiano la licenza di produzione del più moderno Type H che si differenziava dal precedente, oltre per uno scafo di diverso disegno, anche per la diversa motorizzazione, normalmente l'Isotta Fraschini V.4B, un 6 cilindri in linea in grado di erogare una potenza pari a 150 CV (110 kW), o in alternativa l'originale Hispano-Suiza 8Aa 8 cilindri a V (150 CV) ed i suoi derivati più potenti (180 CV), entrambi raffreddati a liquido,[3] ed equipaggiati con mitragliatrici calibro 7,5 mm di produzione FIAT.[1]

Oltre alla SIAI di Sesto Calende, che al termine della produzione si attestò su ben 982 esemplari[1], la costruzione in serie venne assegnata alla CIVES di Varazze, all'Aeronautica Ducrot di Palermo, alla Gallinari di Pisa, la IAM di Napoli ed alla Zari e quelli che furono gli stabilimenti dell'Anonima Costruzioni Aeronautiche Savoia di Milano rimanendo in produzione fino al termine del conflitto.[3]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il Type H venne assegnato a tutte le stazioni aeronavali della Regia Marina affacciate sul Mare Adriatico nell'allora territorio controllato dal Regno d'Italia, Venezia, Grado, Porto Corsini, Ancona, Brindisi, Varano, Otranto e Valona, nell'attuale Albania, inoltre divenendo dotazione di due squadriglie di idrovolanti del Corpo Aeronautico Militare del Regio Esercito basate sul Lago di Garda e sul Lago d'Iseo. Venne inoltre assegnato a ventun reparti di pattugliamento, in seguito trasformati in squadroni, distribuiti lungo tutte le coste italiane e nelle isole maggiori, in Sicilia ed in Sardegna, con il compito di controllare eventuali attività nemiche ad opera dei sottomarini della Kaiserliche Marine, la marina militare dell'Impero tedesco, che operavano nel Mar Mediterraneo.[3]

Benché le sue prestazioni fossero divenute velocemente insufficienti, in particolare nei valori di tempo di salita a pieno carico bellico, e per questo sostituito in prima linea dal più efficiente Macchi L.3 nel teatro bellico dell'Adriatico, l'FBA risultò il più diffuso idrovolante in servizio nelle forze armate italiane del periodo bellico, riassegnato al nuovo ruolo di idroaddestratore nelle scuole di volo a Sesto Calende, Bolsena, Taranto ed Orbetello.[3]

Al termine del conflitto alcuni esemplari, alla fine della loro vita operativa ma ancora in condizioni di volo, vennero ceduti sul mercato dell'aviazione civile ed utilizzati ancora per diversi anni. Uno di questi venne utilizzato dalla compagnia aerea Società Italiana Servizi Aerei (S.I.S.A.) per la formazione e l'allenamento dei propri piloti di linea nella stazione di Portorose.[3]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Belgio Belgio
acquisì cinque esemplari.
Estonia Estonia
operò con un esemplare.
Finlandia Finlandia
operò con un esemplare.
Francia Francia
bandiera Regno d'Italia
Perù Perù
operò con tre esemplari.
Regno Unito Regno Unito
operò con quattro esemplari.
bandiera Serbia
operò con tre esemplari.
Spagna Spagna
Stati Uniti Stati Uniti
Uruguay Uruguay
operò con un esemplare.

Civili[modifica | modifica wikitesto]

bandiera Regno d'Italia

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante l'alto numero di esemplari prodotti, data la particolare struttura lignea, destinata in assenza di manutenzione a rovinarsi irrimediabilmente anche in funzione della necessità di operare in condizioni di salsedine, solo un FBA Type H è giunto ai giorni nostri, conservato in Belgio ed esposto al pubblico presso le strutture museali del Musée royal de l'armée et de l'histoire militaire di Bruxelles.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g FBA H in Уголок неба.
  2. ^ F.B.A. H in Aviafrance.
  3. ^ a b c d e Hanlon, FBA Tipo H in The Doughboy Center.
  4. ^ http://www.vazduhoplovnetradicijesrbije.rs/index.php/istorija/101-hidroavion-fba

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing.
  • Giorgio Bignozzi, Roberto Gentilli, Aeroplani S.I.A.I. - 1915-1935, Impruneta, Firenze, Ed.A.I. Edizioni Aeronautiche Italiane Srl, 1982.
  • (EN) Kenneth Munson, Flying-boats and Seaplanes since 1910 (Blandford Colour Series: The Pocket Encyclopedia of World Aircraft in Colour), London, Blandford Press, 1971, ISBN 0-7137-0537-X.
  • (EN) Gordon Swanborough, Peter M. Bowers, United States Navy Aircraft since 1911, Second edition, London, Putnam, 1976, ISBN 0-370-10054-9.
  • (EN) Paolo Varriale, Windsock Datafile 124. FBA Type H, Berkhamsted, Albatros Productions Ltd., 2007, ISBN 1902207939.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]