Khalifa Belqasim Haftar

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Khalīfa Belqāsim Haftar (2011)
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Khalīfa Belqāsim Haftar (talora erroneamente scritto Hifter, Hefter o Huftur) ((in arabo: خليفة بالقاسم حفتر); Agedabia, 1949 ca) è un ufficiale libico.

Nell'aprile del 2011 sarebbe stato promosso al grado di Tenente generale dalle autorità del Consiglio nazionale di transizione libico.

Nel conflitto tra Ciad e Libia fu uno dei comandanti dell'esercito del regime di Mu'ammar Gheddafi ma cadde in disgrazia quando, di fatto, la Libia perse quella guerra, e fu quindi costretto all'esilio negli Stati Uniti.

Alcune fonti parlano, senza che si possano ovviamente fornire fonti credibili, di suoi legami con la Central Intelligence Agency. Dopo la sua caduta in disgrazia Haftar organizzò una sua propria milizia, finanziata pare dalla CIA, stando almeno al libro del 2001 Manipulations africaines, pubblicato da Le Monde diplomatique.

Dopo il suo ingresso negli USA negli anni novanta, Haftar elesse come sua residenza Vienna (Virginia), otto chilometri circa fuori Langley, sede della CIA.[1]

Nel 2011 è tornato in patria per sostenere l'insurrezione libica. In marzo, un portavoce militare ha annunciato che Haftar era stato nominato comandante dell'apparato militare, ma il Consiglio nazionale di transizione ha negato tutto ciò.[2] Ad aprile, Abd al-Fattah Yunis ha assunto la funzione di comandante in capo delle forze armate ribelli, Omar al-Hariri ha assunto la carica di Capo di Stato Maggiore di Yunis e Haftar è diventato il numero 3 della gerarchia dell'esercito, col grado di tenente generale.[3][4]

Tentativo di golpe militare[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio del 2014, Haftar apparve in televisione per annunciare che il Governo libico era stato sospeso. Il suo proclama fu subito smentito dal Primo ministro libico ʿAlī Zaydān, che lo qualificò come "ridicolo".[5]
Più tardi, nel mese di maggio, Haftar tornò agli onori delle cronache internazionali con forza, dirigendo un'operazione aerea e terrestre che sferrò un attacco contro le milizie filo-fondamentaliste a Bengasi, assaltando del pari con armi pesanti la sede del parlamento libico a Tripoli.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Democracy Now, "A Debate on U.S. Military Intervention in Libya: Juan Cole v. Vijay Prashad", 29 marzo 2011. [url = http://www.democracynow.org/2011/3/29/a_debate_on_us_military_intervention Dibattito sull'intervento statunitense]
  2. ^ Libyan rebel efforts frustrated by internal disputes over leadership | World news | The Guardian
  3. ^ "The colonel feels the squeeze", [url=http://www.economist.com/node/18713650?story_id=18713650&fsrc=rss The economist, 19 maggio 2011, sito consultato il 20 maggio 2011]
  4. ^ "The task of forming a more effective anti-Gaddafi army", [url=http://www.bbc.co.uk/blogs/newsnight/markurban/2011/04/the_task_of_forming_a_more_eff.html BBC, 15 aprile 2011, sito consultato il 28 giugno 2011]
  5. ^ (EN) Ramzy Baroud, The Libyan Bedlam: General Hifter, the CIA and the Unfinished Coup, London, UK, Middle East Online, 20 febbraio 2014. URL consultato il 19 maggio 2014.
  6. ^ (EN) Ahmed Elumami, Ulf Laessing, Gunmen loyal to ex-general storm Libyan parliament, demand suspension, Tripoli, Libia, Reuters, 18 maggio 2014. URL consultato il 19 maggio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]