Compagnie auto-avio sahariane

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Compagnia auto-auto sahariana
Una Fiat-SPA AS42 "Sahariana" delle Compagnie auto-avio sahariane.
Una Fiat-SPA AS42 "Sahariana" delle Compagnie auto-avio sahariane.
Descrizione generale
Attiva 1º luglio 1937 - 13 maggio 1943
Nazione bandiera Regno d'Italia
Alleanza Potenze dell'Asse (1940-1943)
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
Tipo compagnia fanteria motorizzata
Equipaggiamento mezzi: Autocarro sahariano AS37, Camionetta desertica AS37, Fiat-SPA AS42 "Sahariana", Fiat 634, Lancia 3Ro
artiglierie: 47/32 Mod. 1935, 20/65 Mod. 35, Solothurn S-18/1000
Battaglie/guerre Campagna del Nordafrica (1940-1943)
Invasione italiana dell'Egitto
Operazione Compass
Campagna di Tunisia
Parte di

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Le Compagnie auto-avio sahariane (a volte riferite al singolare, come "La Compagnia") furono delle speciali unità militari italiane, attive durante la seconda guerra mondiale ed operanti nel deserto Sahariano durante la campagna del Nord Africa. Le loro operazioni militari si svolsero in Egitto, Libia e Tunisia[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le Compagnie furono costituite alla fine degli anni '30 per volere del governatore Italo Balbo, a seguito di una riconversione delle truppe montate su dromedario (i "meharisti") in fanteria motorizzata, con il compito di svolgere operazioni di ricognizione a lungo raggio in terreno desertico. Le cinque compagnie furono riunite nel I Battaglione sahariano, costituito da Italo Balbo il 1º luglio 1937 ed assegnato al Comando truppe Sahara Libico di Cufra della Guardia alla frontiera.

Durante la campagna del Nordafrica della seconda guerra mondiale furono impegnate in ruoli esploranti, di ricognizione e controricognizione, spesso in contrapposizione alle analoghe unità britanniche dell'LRDG.[2]

Le compagnie erano composte da soldati esperti (gli "arditi camionettisti"), operanti a bordo di autoblindo AB41 e di camionette FIAT e Lancia (Fiat-SPA AS37, SPA-Viberti AS42 e Fiat 634), specificamente adattate al contesto desertico, e munite di mitragliatrici pesanti, cannoncini leggeri da 47 mm e 65 mm, e cannoncini antiaerei Breda 20/65 Mod. 1935.[3]

Nel 1940, all'inizio delle ostilità, quattro compagnie furono aggregate al Raggruppamento sahariano "Maletti" e furono distrutte con esso nella battaglia di Nibeiwa. Furono rimpiazzate da cinque compagnie di nuova costituzione, agli ordini del tenente colonnello Della Valle, assegnate al Raggruppamento sahariano "Mannerini". La 1ª Compagnia fu dislocata a Gialo, la 2ª a Cufra, la 3ª ad Hon, la 4ª a Gadames e la 5ª a Gat.

In quella zona desertica della Libia italiana[4] si ebbe uno scontro tra la 2ª Compagnia e gli inglesi alla fine di gennaio 1941 a Jebel Sherif.[5]

« The enemy who were forty-four strong in two armoured fighting vehicles and five trucks had the advantage of close co-operation with aircraft and of being armed with Breda guns ( Il nemico (ossia l'Auto-avio sahariana), che consisteva in 44 militari con 2 autoblindo e 5 autocarri, aveva il vantaggio di cooperare strettamente con aerei e di essere armato di cannoni Breda). Ambush at Jebel Sherif. The Official History of the New Zealand Army at WWII.[6] »

In questo scontro vittorioso[7] avvenuto nella valle dello Jebel Sherif[8], gli inglesi dell'LRDG (Long Range Desert Group) ebbero un uomo ucciso e due catturati, incluso il maggiore Clayton, oltre ad accusare la distruzione di tre unità da combattimento mobili. Gli italiani ebbero tre morti e tre feriti[9] I quattro inglesi superstiti scapparono a piedi nel deserto libico fino al Nilo. Al maggiore Clayton fu conferita la medaglia del Distinguished Service Order.[10]

Le Compagnie auto-avio sahariane continuarono ad affrontare il LRDG nel 1941 e 1942, attuando anche un'incursione in Egitto sotto gli ordini di Del Pozzo.[11]

Verso il termine della campagna d'Africa, nel 1943, i mezzi rimanenti seguirono le sorti dello schieramento italiano prendendo parte alla campagna di Tunisia[12], dove parteciparono a scontri nell'area di Mareth (Operazione Pugilist)[13], fino alla resa definitiva delle forze dell'Asse nel teatro africano.

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Meharisti nel deserto libico.

La compagnia auto-avio sahariana prevista da Balbo era composte da personale misto, italiano e libico, ognuna con in organico:

  • squadra comando
  • squadra collegamenti
  • un plotone meharisti
  • un plotone auto-sahariano
    • squadra comando
    • sezione mitragliatrici d'accompagnamento (2 pezzi)
    • due buluc
  • sezione aeroplani (3 Caproni Ca.309)
  • plotone libico appiedato

Il numero di Compagnie attive variò tra le 3 e le 5 nel corso della guerra, ognuna delle quali dotata di circa 20-30 camionette armate. Ogni compagnia era anche autonomamente dotata di 3 aerei Caproni Ca.309 "Ghibli" da ricognizione della Aviazione Sahariana della Regia Aeronautica.

Nel 1940 l'organizzazione fu rivista e modernizzata. L'organico fu stabilito in 4 ufficiali, 7 sottufficiali e 32 soldati nazionali e 77 ascari libici, dotati di 16 autocarri sahariani Fiat-SPA AS37 e 3 autocarri pesanti Fiat 634. Il nuovo reparto era formato da:

  • plotone comando
  • due plotoni fanteria motorizzati
  • plotone mitraglieri motorizzato

Il plotone comando era dotato di un AS37 attrezzato di radio per comunicare con gli aeroplani dell'Aviazione Sahariana.

La pianta organica venne nuovamente rivista nel 1942. Ogni compagnia era formata da 5 ufficiali, 3 sottufficiali e 2 soldati italiani e da 133 libici. La dotazione di mezzi comprendeva 7 camionette desertiche AS37 e Fiat-SPA AS42 "Sahariana" e 10 autocarri Lancia 3Ro, mentre il nuovo organigramma prevedeva:

  • un plotone fanteria motorizzato
  • un plotone mitraglieri motorizzato
  • un plotone cannoni da 20/65 motorizzato
  • un plotone cannoni controcarro da 47/32 motorizzato

Armi e mezzi[modifica | modifica wikitesto]

Il raggruppamento disponeva delle stesse armi personali e di reparto della normale fanteria italiana, con l'importante differenza che i pezzi da accompagnamento erano montati su installazioni brandeggiabili sui cassoni delle camionette e degli autocarri. Si trattava dell'Cannone-mitragliera Breda 20/65 Mod. 35, nata come arma contraerea ma rivelatasi ottima nel ruolo anticarro ed antipersonale. La copertura anticarro era garantita dai cannoni 47/32 Mod. 1935 e dai fuciloni Solothurn S-18/1000.

La completa motorizzazione rendeva il raggruppamento una positiva eccezione tra i reparti del Regio Esercito. Oltre all'autocarro leggero a trazione integrale Fiat-SPA AS37 ed ai pesanti Fiat 634 e Lancia 3Ro, utilizzati sia per il trasporto di materiali e truppe sia come semoventi per le armi, spiccavano le camionette desertiche appositamente progettate per questo tipo di guerra, ovvero la Camionetta Desertica AS37 e soprattutto la Fiat-SPA AS42 "Sahariana", armate con mitragliera o cannone 47/32, fucilone controcarro o fino a tre mitragliatrici Breda Mod. 37.

Assolutamente eccezionale e rivoluzionaria era invece l'assegnazione organica ad ogni compagnia dei Caproni Ca.309 "Ghibli", bimotori da ricognizione e bombardamento leggero, armati di due mitragliatrici Breda-SAFAT ed una mitragliatrice Lewis da 7,7 mm. I "Ghibli" dell'Aviazione Sahariana operarono in Libia fino al febbraio 1942, quando gli ultimi 27 esemplari rientrarono in patria, lasciando un unico esemplare a combattere la campagna di Tunisia[14].

Ordine di battaglia: 1937[modifica | modifica wikitesto]

Ordine di battaglia: 1940[modifica | modifica wikitesto]

  • Raggruppamento Sahariano "Maletti"
    • I Battaglione Sahariano
      • Compagnia auto-avio sahariana "Hon"
      • Compagnia auto-avio sahariana "Gialo"
      • Compagnia auto-avio sahariana "Murzuch"
      • Compagnia auto-avio sahariana "Cufra"

Ordine di battaglia: 1941[modifica | modifica wikitesto]

  • Raggruppamento Sahariano "Mannerini"
    • 1ª Compagnia auto-avio sahariana (Gialo)
    • 2ª Compagnia auto-avio sahariana (Cufra)
    • 3ª Compagnia auto-avio sahariana (Hon)
    • 4ª Compagnia auto-avio sahariana (Gadames)
    • 5ª Compagnia auto-avio sahariana (Gat)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Video con combattimenti del "Raggruppamento Sahariano" in Tunisia
  2. ^ Fronte deserto
  3. ^ Pignato, Nicola; Cappellano, Filippo (2005). Gli autoveicoli tattici e logistici del Regio Esercito italiano fino al 1943. Roma: Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico
  4. ^ Mappa dell'area dello scontro di Jebel Sherif
  5. ^ Scontro a Jebel Sherif
  6. ^ New Zealand in WWII (in inglese)
  7. ^ Fotografia dei veicoli inglesi dell'LRDG distrutti
  8. ^ Gross, Chiarvetto and O'Carroll 2009, pp.10–17
  9. ^ Gross, Chiarvetto and O'Carroll 2009, pp.95–105
  10. ^ Raids in the Fezzan, New Zealand Electronic text centre. URL consultato il 18 maggio 2010.
  11. ^ Vicende delle Compagnie fino alla creazione del Raggruppamento Sahariano di Mannerini, operante in Tunisia
  12. ^ Filmato d'epoca di pattuglia sahariana in operazione con Fiat-SPA AS42 "Sahariana".
  13. ^ Gruppo Mannerini
  14. ^ Storia del Caproni "Ghibli".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Bedeschi (1979). Fronte d’Africa: c’ero anch’io. Mursia, Milano.
  • Kuno Gross, Brendan O'Carroll, Roberto Chiarvetto. Incident at Jebel Sherif. Editore Kuno Gross. Berlino, 2009 ISBN 0620420103
  • Andrea Molinari, Desert raiders: Axis and Allied Special Forces 1940-43, Oxford, Osprey Publishing, 2007, ISBN 978-1-84603-006-2.
  • Filippo Cappellano, Le artiglierie del Regio Esercito nella seconda guerra mondiale, Parma, Albertelli, 1998, ISBN 88-87372-03-9.
  • Nicola Pignato, Cappellano, Filippo, Gli autoveicoli tattici e logistici del Regio Esercito italiano fino al 1943, Roma, Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]