Gaborone

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Gaborone
sottodistretto
Gaberones
Gaborone – Veduta
Localizzazione
Stato Botswana Botswana
Distretto Sudorientale
Amministrazione
Amministratore locale Haskins Nkaigwa (BMD)
Territorio
Coordinate 24°38′47.04″S 25°54′42.84″E / 24.6464°S 25.9119°E-24.6464; 25.9119 (Gaborone)Coordinate: 24°38′47.04″S 25°54′42.84″E / 24.6464°S 25.9119°E-24.6464; 25.9119 (Gaborone)
Altitudine 1014[1] m s.l.m.
Superficie 19,6[2] km²
Abitanti 186 007[3] (2001)
Densità 9 490,15 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Botswana
Gaborone
Localizzazione geografica della città
Localizzazione geografica della città
Sito istituzionale

Gaborone, popolazione 231,626 abitanti (censimento 2011), è la capitale del Botswana. Prese il posto di Mafeking come capitale del Protettorato del Bechuanaland nel 1965. Mafeking (oggi Mafikeng) era al di fuori del Protettorato del Bechuanaland, nella Provincia del Nordovest del Sudafrica, una strana sistemazione che risaliva all'inizio del periodo coloniale. Ovviamente, quando il protettorato divenne indipendente col nome di Botswana, necessitava di una capitale all'interno del suo territorio; inizialmente si era pensato che Lobatse potesse fungere da capitale, ma venne deciso che sarebbe stata troppo limitata. Allo scopo invece, sarebbe stata costruita una nuova città capitale, adiacente a Gaberones, un piccolo insediamento amministrativo coloniale.

Il nome era originariamente Gaberone's, ovvero Villaggio di Gaberone, seguendo la precedente pratica di indicare le capitali tribali africane con il nome del loro capo, in questo caso Gaborone dei BaTlokwa, il cui villaggio, oggi chiamato Tlokweng, era dall'altra parte del fiume rispetto al quartier generale del governo coloniale. La nuova città, Gaborone, gode di una disponibilità d'acqua relativamente buona, che ne ha facilitato la crescita. In origine era prevista per essere una città abbastanza piccola, ma è cresciuta rapidamente.

Vista dal satellite

La vecchia Gaberones divenne un sobborgo della nuova Gaborone, ed è oggi nota come "il Villaggio". Il termine "Gabs" è sopravvissuto come abbreviazione di Gaborone ed è talvolta usato colloquialmente.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Gaborone è situata tra Kgale e Oodi Hills, sulle sponde del fiume Notwane, nell'angolo sud-est del Botswana a 15 chilometri dal confine con il Sudafrica, ad un'altezza di 1,010 metri sul livello del mare. È circondata dalle seguenti città: Ramotswa a sud-est, Mogoditshane a nord-est, Mochudi ad est e Tlokweng dall'altra parte del fiume; queste sono, prevalentemente, città dove risiedono lavoratori pendolari. La periferia di Gaborone include Broadhurst, Gaborone West, The Village, Naledi, e New Canada. Il ricco sobborgo di Phakalane, si trova a nord dei confini cittadini.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Gaborone è il centro economico nazionale. Importanti istituzioni finanziarie come Bank of Botswana, Bank Gaborone, BancABC, e il Botswana Stock Exchange hanno sede nel centro cittadino, così come i vari quartier generale di aziende come Air Botswana, Consumer Watchdog, Botswana Telecommunications Corporation (BTC) e Debswana, azienda attiva nel settore minerario e di estrazione dei diamanti, la cui proprietà è suddivisa tra il governo del Botswana e la De Beers. L'espansione industriale è stata guidata dalle vicine miniere di manganese e amianto. Numerose società internazionali hanno investito in città: Hyundai, IBM, Daewoo, Owens-Corning, Siemens. Orapa House, di proprietà della Debswana, è il luogo dove i diamanti, estratti dalla stessa società, sono ordinati e valutati.

La Southern African Development Community (SADC) ha stabilito la sua sede a Gaborone; l'organizzazione venne costituita nel 1980 per aumentare la cooperazione economica tra i suoi membri e ridurre la dipendenza dal Sudafrica. Gaborone è anche la sede dell'Università del Botswana.

Località[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fallingrain
  2. ^ Marco Keiner, Christopher Zegras e Willy A. Schmid, From understanding to action: sustainable urban development in medium-sized cities in Africa and Latin America, a cura di Marco Keiner, Christopher Zegras, Willy A. Schmid e Salmerón, Springer, 2004, pp. 19, 63, 68, 93, ISBN 978-1-4020-2879-3. URL consultato il 6 agosto 2009.
  3. ^ Statoids

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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