Addis Abeba
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| Addis Abeba | |
|---|---|
| Stato: | |
| Regione: | Addis Abeba |
| Coordinate: | Coordinate: |
| Altitudine: | 2.360[1] m s.l.m. |
| Abitanti : | 1.133.311[1] (2000) |
| Status: | Capitale dell'Etiopia. |
| Sito istituzionale | |
Addis Abeba (Nome ufficiale dell'Ethiopian Mapping Institute; inglese: Addis Ababa; amarico: አዲስ አበባ, Āddīs Ābebā e significa nuovo fiore; Oromo: Finfinne) è la capitale dell'Etiopia e dell'Unione Africana. Nella città convivono 80 nazionalità e lingue diverse, con comunità religiose cristiane, musulmane ed ebraiche.
Indice |
[modifica] Geografia
La città giace ai piedi del Monte Entoto, ed ha la caratteristica di una grande escursione altimetrica passando dai 2.326 metri della periferia meridionale nella zona dell'aeroporto di Addis Abeba-Bole agli oltre 3.000 della zona settentrionale.
[modifica] Storia
Addis Abeba fu fondata dall'imperatore Menelik II. Menelik, come re dello Scioa, aveva riconosciuto nel monte Entoto una base militare utile per operazioni verso la parte meridionale del suo regno e, nel 1879, aveva visitato le rovine di una città medioevale e di una chiesa rupestre incompiuta che era testimonianza di attività precedenti alle campagne di Ahmad Gragn. L'interesse dell'imperatore crebbe quando sua moglie Taitù cominciò dei lavori di restauro su una chiesa sul monte Entoto e Menelik decretò la costruzione di un'altra chiesa nella zona. Comunque l'area non incoraggiava la fondazione di una città per la scarsità di legna ed acqua, per cui uno stanziamento cominciò nella vallata a sud della montagna nel 1886. Inizialmente Taitù costruì una casa vicino alle sorgenti minerali di Filwoha, conosciute dalla popolazione locale oromo come Finfinne, dove i membri della corte reale passavano delle vacanze termali. Altri nobili e personale di servizio si stabilirono nelle vicinanze e Menelik ampliò la casa della moglie per farne il Palazzo Imperiale che rimane a tutt'oggi la sede del governo nella città.
Addis Abeba divenne la capitale dell'Etiopia quando Menelik II divenne imperatore d'Etiopia nel 1889. Da allora la città ha conosciuto un periodo di grande espansione. Uno dei contributi di Menelik che è ancora visibile oggi sono i numerosi alberi di eucalipto piantati lungo le principali strade della città.
[modifica] Governatorato di Addis Abeba
Il 5 maggio 1936 la città venne occupata dalle truppe italiane nell'ambito della guerra d'Etiopia e divenne la capitale dell'Africa Orientale Italiana. Addis Abeba entrò a fare parte del Governatorato di Addis Abeba il 1 giugno 1936, poi l'11 novembre 1938 con la creazione del Governo dello Scioà entrò a fare parte di quest'ultimo.
Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale migliaia di coloni italiani si trasferirono in Etiopia, e nel 1941 ben 40.000 italiani vivevano ad Addis Abeba.
[modifica] Piano regolatore di Addis Abeba del 1938
| Per approfondire, vedi la voce Piano regolatore di Addis Abeba del 1938. |
In questo periodo ci furono predisposti alcuni importanti progetti e un nuovo piano regolatore, per migliorare la città e costruire nuovi quartieri. I criteri che furono alla base del progetto si ispiravano al principio di creare per la colonia dell'Africa Orientale Italiana una nuova capitale che coniugasse la funzionalità e la monumentalità. Questi confluirono tutti nel piano regolatore di Addis Abeba del 1938 che fu attuato solo in parte ( soprattutto per quel che riguarda la viabilità e la costruzione di alcuni edifici secondari). La sconfitta, nel 1941, impedì momentaneamente ogni ulteriore sviluppo del progetto che fu in alcune parti ripreso dall'imperatore Hailè Selassiè nel dopoguerra.
[modifica] L'indipendenza
Haile Selassie venne aiutato dall'Organizzazione dell'Unità Africana nel 1963 e invitò la nuova organizzazione a mantenere il suo quartier generale nella città. La OUA venne dissolta nel 2002 e sostituita dall'Unione Africana, sempre con sede ad Addis Abeba. La Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Africa ha anch'essa sede in città.
Recentemente molti nuovi edifici, oltre a un nuovo terminal aeroportuale, sono stati costruiti nella zona di Bole.
[modifica] Trasporti
I trasporti pubblici sono assicurati da una rete di autobus pubblici (con automezzi gialli) e da una di taxi collettivi privati (soprattutto van bianchi e blu). Questi ultimi sono gestiti da due persone: un autista e un weyala, ossia un uomo che comunica ai passeggeri la destinazione e riceve da essi il denaro del biglietto. La città è servita dall'Aeroporto internazionale di Bole, dove un nuovo terminal è stato aperto nel 2003. Addis Abeba ha inoltre una connessione ferroviaria con Gibuti via Debra Zeyit e Dire Dawa. La Ferrovia Addis Abeba-Gibuti fu costruita dai Francesi agli inizi del Novecento, e per questo la stazione (chiamata ancora lagaar) è in stile francese.
[modifica] Città Gemellate
[modifica] Curiosità
Una replica dell'ominide Lucy è conservata al Museo Nazionale di Addis Abeba.
Addis Abeba è anche il titolo di due canzoni: una degli italiani Disciplinatha e una dei giamaicani Culture.
Addis Abeba è considerata città "sacra" per i rastafariani in quanto qui Ras Tafari , il messia secondo la religione fondata da Marcus Garvey, salì al trono d'Etiopia nel 1930 con il nome di Haile Selassie I.
[modifica] Note
- ^ a b Fallingrain
[modifica] Voci correlate
- Arcidiocesi di Addis Abeba
- Personalità legate ad Addis Abeba
- Ferrovia Addis Abeba-Gibuti
- Cattedrale di San Giorgio
[modifica] Altri progetti
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[modifica] Collegamenti esterni
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| Governatorati dell'A.O.I. | Addis Abeba (1936-1938) · Amara · Eritrea · Harar · Galla e Sidama · Scioà (dal 1938) · Somalia |
| Capitale | Addis Abeba |
| Imperatore d'Etiopia | Vittorio Emanuele III, re d'Italia e re d'Albania (dal 1939) |