Debre Tabor

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Debre Tabor
woreda
Localizzazione
Stato Etiopia Etiopia
Regione Amhara
Zona Divisione amm grado 2 mancante (man)
Territorio
Coordinate 11°51′00″N 38°01′00″E / 11.85°N 38.016667°E11.85; 38.016667 (Debre Tabor)Coordinate: 11°51′00″N 38°01′00″E / 11.85°N 38.016667°E11.85; 38.016667 (Debre Tabor)
Altitudine 2.706 m s.l.m.
Superficie 5,85 km²
Abitanti 39 052 (2005)
Densità 6 675,56 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+3
Cartografia
Mappa di localizzazione: Etiopia
Debre Tabor

Debre Tabor (anche chiamata Samara) è una città dell'Etiopia centro-settentrionale situata nella Zona di Debub Gondar, nella Regione di Amhara, a 100 km a sud-est di Gondar e 50 km a est del Lago Tana. Nella Lingua amarica locale debre vuol dire monte. Ci sono 48 sorgenti ed un piccolo aeroporto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIX secolo è stata capitale etiope sotto il regno di Teodoro II[1] e Giovanni IV variando da 5.000 a 30.000 abitanti[2].Di questo periodo sono ancora presenti due palazzi, uno dei quali fatto costruire dal Ras Ali per sua madre Menen Liben Amede[3], e diverse chiese in rovina.

In questa città si incontrarono il generale Gordon con l'imperatore Giovanni IV.

La Banca di Etiopia aprì una delle sue succursali qui nel 1931 con due impiegati.

L'occupazione italiana iniziò il 28 aprile dello stesso anno con la Seconda guerra italo-abissina. Gli italiani fecero costruire in questo posto un telegrafo, una strada da Gondar a Dessiè ed estesero le piantagioni di eucalipto. Il 6 luglio 1941 il colonnello Angelini vi si arrese alle forze britanniche.

Nel 1958 la città fu delle ventisette classificate come "comuni di prima classe".

Nel 1975 e nel 1990 fu teatro di diverse guerriglie tra briganti locali ed il governo etiope.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

La zona amministrativa della città (woreda) è di 5.85 metri quadrati[4], con una popolazione di 39.052 abitanti, di cui 20.078 uomini e 18.974 donne; il 96.62% della popolazione sono della Chiesa ortodossa etiope mentre il 6.15% sono mussulmani[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sven Rubenson, King of Kings: Tewodros of Ethiopia (Addis Ababa: Haile Selassie I University, 1966), pp. 43,82
  2. ^ Richard P.K. Pankhurst, An Economic History of Ethiopia, 1800-1935 (Addis Ababa: Haile Selassie I University Press, 1968), p. 694.
  3. ^ Pankhurst, Ethiopian Towns, pp. 271ff.
  4. ^ CSA 2005 National Statistics, Table B.4
  5. ^ 1994 Population and Housing Census of Ethiopia: Results for Amhara Region, Vol. 1, part 1, Tables 2.1, 2.7, 2.10, 2.13, 2.17, Annex II.2 (accessed 9 April 2009)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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