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Gondar

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Gondar
città
Gonder (ጎንደር Gōnder)
Gondar – Bandiera
Gondar – Veduta
Localizzazione
Stato Etiopia Etiopia
Regione Amhara
Zona Semien Gondar
Amministrazione
Data di istituzione 1635
Territorio
Coordinate 12°40′N 37°29′E / 12.666667°N 37.483333°E12.666667; 37.483333 (Gondar)Coordinate: 12°40′N 37°29′E / 12.666667°N 37.483333°E12.666667; 37.483333 (Gondar)
Altitudine 2 132[1] m s.l.m.
Superficie 40,27 km²
Abitanti 194 773[1] (2005)
Densità 4 836,68 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+3
Cartografia
Mappa di localizzazione: Etiopia
Gondar
Gondar
Sito istituzionale

Gondar (meno comunemente scritto Gonder), (in amharico Ge'ez: ጎንደር Gōnder, in antico ጐንደር Gʷandar, pronuncia moderna Gʷender) è un'antica capitale imperiale dell'Etiopia e della provincia storica del Begemder, attualmente parte della regione di Amhara; generalmente ci si riferisce alla vecchia provincia di Begemder chiamandola "la provincia di Gondar". La città si trova a nord del Lago Tana, sulle rive del fiume Angereb e a sud-ovest delle monti Semièn. Nel 2005, contava circa 190000 abitanti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama d'epoca della città imperiale di Gondar

Fino al XVI secolo, i negus non erano soliti prendere una città come capitale fissa, vivendo in lussuose tende temporanee mentre si muovevano tra i loro regni e che venivano spostate per tutto il regno mentre la famiglia reale, la guardia imperiale e la corte reale esigeva come tassa le coltivazioni e la legna in eccesso dei contandini e ras dei dintorni. Una breve eccezione a questa regola fu il monastero di Debre Berhan, fondato da Zara Yaqob nel 1456.

A partire dall'Imperatore Minas nel 1559, gli imperatori e ras dell'Etiopia cominciarono a passare nel periodo primaverile più tempo vicino al Lago Tana, spesso tornando alla stessa località parecchie volte. Questi accampamenti, che fiorirono come città per un breve tempo, includevano Emfraz, Ayba, Gorgora, e Dankaz.

Ghebbi castello fatto costruire dall'lmperatore Fasilides d'Etiopia

Gondar venne fondata dall'Imperatore Fasilides Fasilide attorno all'anno 1635, crescendo come un centro agricolo e la capitale commerciale dell'Etiopia. C'era una superstizione sul nome , nel momento in cui il negus decideva il luogo dove avrebbe fondato la capitale, questa doveva iniziare con la G e obbligava i negus a battezzare la capitale dell'impero etiope con un nome che cominciasse dalla lettera G (Gonder veniva inizialmente pronunciato come Gander),la superstizione contribuì anche al nome di Gorgora (fondata come Gargara), e che si sviluppò nei secoli successivi al 1600.

La tradizione afferma anche che fu un bufalo a condurre l'Imperatore Fasilide presso uno stagno vicino ad Angereb, dove un "venerabile vecchio eremita" avrebbe predetto all'Imperatore etiope che egli avrebbe fondato la propria capitale in quel luogo. Fasilide fece riempire lo stagno e costruì il proprio castello sul posto[2]. L'Imperatore costruì anche un totale di sette chiese; le prime due, Fit Mikael e Fit Abbo, furono costruite per porre fine a delle epidemie. I cinque imperatori che lo seguirono sul trono fecero costruire anch'essi i propri palazzi nella stessa città di Gondar.

Fasil Ghebbi castello fatto costruire dall'imperatore Iyasu I
Palazzo di Iyasu,

Nel 1668, in seguito a un concilio della chiesa locale, l'Imperatore Giovanni I ordinò che gli abitanti di Gondar fossero divisi per religione, e che i Musulmani si spostassero in un quartiere apposito, detto Adds Alem,entro due anni. Si stima che nel XVII secolo la popolazione di Gondar superasse le 60.000 persone. Nel 1678, il vescovo armeno Hovannes, in visita alla città, notava che Gondar era "due volte più grande di Istanbul"[3]. Molti edifici di quest'epoca esistono ancora, dato che il XVIII secolo fu un periodo di tumulti e decadenza, e non si diede luogo a nuovi interventi edilizi.

La città mantenne il ruolo di capitale dell'Etiopia fino al regno di Teodoro II, che spostò la capitale imperiale a Magadala (distruggendo gran parte delle sue infrastrutture e deportando forzatamente la popolazione) fino alla sua incoronazione come imperatore nel 1855.
Il sultano Abdallahi ibn Muhammad saccheggiò Gondar quando invase l'Etiopia nel 1887.

Soldati italiani subito dopo l'occupazione di Gondar

Nel corso della Guerra d'Etiopia Achille Starace, alla testa di una colonna motorizzata, composta in prevalenza da Camicie nere, occupò la città il 1º aprile 1936.[4]

Sotto l'occupazione italiana Gondar sperimentò un certo sviluppo urbanistico e fu dotata di un piano regolatore, opera di Gherardo Bosio. Nel 1938, per iniziativa del governatore Mezzetti, il Genio militare iniziò a restaurare alcuni dei principali edifici storici della città, in particolare il castello di Fasiladas e la piscina del Bagno di Fasiladas. Durante la Seconda guerra mondiale, nel novembre 1941, le truppe italiane al comando del generale Guglielmo Nasi combatterono qui la Battaglia di Gondar, in difesa dell'ultimo baluardo italiano in Africa Orientale Italiana dopo che Addis Abeba si era arresa alle forze inglesi in maggio.

Come parte della Operazione Tewodros verso la fine della Guerra civile etiope, Gondar venne catturata dal Ethiopian People's Revolutionary Democratic Front nel marzo 1991.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Gondar con i palazzi in stile razionalista

La Gondar moderna è un'attrazione turistica popolare per le sue pittoresche rovine nell'area della Cittadella Reale, da cui un tempo gli Imperatori esercitavano il loro potere. Gondar è anche un centro di studi religiosi molto rinomato della Chiesa ortodossa etiope.

I fedeli affollano i Bagni di Fasilide a Gondar per celebrare Timket, l'Epifania per la Chiesa ortodossa Etiope.

Gli edifici più famosi della città si trovano tutti nella Cittadella reale, risalente al XVII secolo. Vanno segnalati il Castello di Fasilide, il Palazzo di Iyasu, la Sala di Dawit con la sua Sala dei banchetti e le stalle, il Castello di Mentewab, una cancelleria, una biblioteca, e tre chiese. Nelle vicinanze della città si trovano i Bagni di Fasilide, che ogni anno vengono aperti ai fedeli in una cerimonia di benedizione; il complesso della Qusquam, costruito dall'Imperatrice Mentewab; il Palazzo di Ras Mikael Sehul (XVIII secolo) e la Chiesa di Debre Berhan Selassie. La città è dotata di un aeroporto e ospita un'Università con la più importante facoltà di Medicina del paese.

Il centro di Gondar mostra anche l'influenza architettonica dell'occupazione italiana nei tardi anni trenta. La piazza principale ha negozi caratteristici in porticati, un cinema, e altri edifici pubblici edificati secondo i dettami del Razionalismo italiano, notevoli nonostante le successive alterazioni, anche se talvolta la loro manutenzione è negletta. Sono interessanti da un punto di vista architettonico e sociologico anche le ville e gli appartamenti nel vicino quartiere che una volta ospitava gli ufficiali dell'esercito occupante e i coloni italiani.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Sulla base del censimento nazionale 2007 condotto dal Central Statistical Agency dell'Etiopia (CSA), Gondar aveva una popolazione totale di 207.044, di cui 98.120 uomini e 108.924 donne. La maggior parte degli abitanti è di religione cristiana ortodossa etiope con l'84,2%,mentre l'11,8% della popolazione ha dichiarato di essere musulmana e 1,1% erano protestanti.[5]

Il censimento nazionale del 1994 riportava una popolazione totale di 112.249 a 21.695 famiglie, di cui 51.366 uomini e 60.883 donne. I tre maggiori gruppi etnici riportati in Gondar erano Amhara (88.91%), il Tigray (6,74%), e il Qemant (2,37%); tutti gli altri gruppi etnici giungevano all'1,98% della popolazione. L'amarico era parlato come prima lingua dal 94.57% e il 4,67% parlavano il Tigrino; il restante 0,76% parlava altre lingue. L'83.31% si professava di religione cristiana ortodosso etiope, e il 15.83% della popolazione di fede musulmana.[6]

Sono presenti anche un numero considerevole di ebrei etiopi, i falasha.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto aereo è servita dall'aeroporto di Gondar (codice ICAO HAGN, IATA GDQ), noto anche come Aeroporto Atse Tewodros, nome in memoria dell'imperatore (Atse) Teodoro II d'Etiopia. Si trova a 18 km a sud della città.[7]

Il servizio di autobus intercity è fornito dalla Selam Bus Linea Share Company.

Paesaggio urbano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Fallingrain - Gondar
  2. ^ Richard R.K. Pankhurst, History of Ethiopian Towns: From the Middle Ages to the Early Nineteenth Century (Wiesbaden: Franz Steiner Verlag, 1982), p. 117
  3. ^ Richard R.K. Pankhurst, History of Ethiopian Towns: From the Middle Ages to the Early Nineteenth Century (Wiesbaden: Franz Steiner Verlag, 1982), p. 128
  4. ^ Roberto Festorazzi, Starace, il mastino della rivoluzione fascista, Milano, Mursia, 2002, p. 144 "Alla testa di un imponente corpo di spedizione motorizzato, il gerarca partì da Asmara il 15 marzo e in soli 15 giorni, dopo una marcia forzata di seicento chilometri, raggiunse la città santa di Gondar."
  5. ^ Census 2007 Tables: Amhara Region, Tables 2.1, 2.4, 2.5, 3.1, 3.2 and 3.4.
  6. ^ 1994 Population and Housing Census of Ethiopia: Results for Amhara Region, Vol. 1, part 1, Tables 2.1, 2.7, 2.10, 2.13, 2.17, Annex II.1 (accessed 9 April 2009)
  7. ^ Gondar Atse Tewodros Airport, Ethiopian Airports Enterprise. (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2012).

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