Ethiopian Airlines
| Ethiopian Airlines | |
|---|---|
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| Indicativo di chiamata: | ETHIOPIAN |
| Inizio operazioni di volo | 8 aprile 1946 |
| Descrizione | |
| Hub | Addis Abeba |
| Programma frequent flyer | ShebaMiles |
| Airport lounge |
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| Alleanza | Star Alliance |
| Flotta | 48 (+40 ordini) |
| Destinazioni | 79 |
| Controllate | ASKY Airlines |
| Azienda | |
| Fondazione | 21 dicembre 1945 a Addis Abeba |
| Stato | |
| Sede | Addis Abeba |
| Persone chiave |
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| Slogan | The new spirit of Africa |
| Sito web | www.ethiopianairlines.com |
| Bilancio economico | |
| Fatturato | |
| Risultato ante oneri finanziari | |
| Profitto | |
| Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia | |
Ethiopian Airlines è la compagnia di bandiera dell'Etiopia, opera voli passeggeri e cargo verso 80 destinazioni nel mondo (2008), 28 delle quali sono destinazioni nazionali. Il suo hub è l'Aeroporto di Addis Abeba-Bole
Indice |
Storia [modifica]
Ethiopian Airlines è stata fondata il 30 dicembre del 1945 dall'imperatore Haile Selassie con l'assistenza della TWA. Iniziò le operazioni nell'aprile del 1946 con un servizio settimanale da Addis Abeba al Cairo con 5 Douglas DC-3 a elica.[1]
Iniziò i voli intercontinentali nel 1958 con il collegamento a Francoforte, mentre nel 1963 entrarono in servizio i primi aerei a reazione con il volo da Addis Abeba a Nairobi. Nel 1965 diventò una società per azioni e modificò il suo nome da Ethiopian Air Lines a Ethiopian Airlines. Il capitale è tuttora completamente detenuto dal governo etiope, mentre i dipendenti hanno raggiunto un totale di 4.700 (a marzo 2007).
Benché all'inizio avesse potuto contare sull'appoggio di tecnici e piloti statunitensi, la compagnia riuscì, in occasione del venticinquesimo anniversario della sua fondazione, a dotarsi di uno staff e di un management completamente etiopi, e nel contempo di guadagnarsi la stima della clientela e dei media. Lo studioso di cose etiopiche Paul B. Henze la descrive come "una delle più sicure ed efficienti linee aeree del terzo mondo",[2] l'Economist come "esempio di eccellenza".[3] Nel 1998 iniziò i collegamenti transatlantici. Insieme alla South African Airways, TAAG Angola Airlines, EgyptAir, Royal Air Maroc, Tunisair e Kenya Airways è oggi una delle linee aeree più efficienti e remunerative del continente africano.
Fino allo scoppio della guerra civile era attivo un collegamento con la capitale eritrea di Asmara. A gennaio 2005 la linea aerea impiegava 4.539 dipendenti. L'azienda ha iniziato ad implementare la norma "Vision 2010", con la quale prevede di aumentare i profitti netti a 1 miliardo di Dollari USA e i dipendenti al numero di 6.000. Il programma di fidelizzazione della clientela si chiama "Sheba Miles" in riferimento alla leggendaria Regina di Saba.
Nel 2002, La linea aerea ha trasportato 1.054.687 passeggeri.
Destinazioni Passeggeri [modifica]
Ethiopian Airlines effettua collegamenti passeggeri tra le seguenti città:
Africa [modifica]
Angola
Burundi
Camerun
Ciad
Repubblica del Congo
Repubblica Democratica del Congo
Costa d'Avorio
Egitto
Etiopia
Gabon
Ghana
Gibuti
Kenya
Malawi
Mali
Nigeria
Ruanda
Senegal
Somaliland
Sudafrica
Sudan
Tanzania
Togo
Uganda
Zambia
Zimbabwe
Asia [modifica]
Asia orientale [modifica]
Asia meridionale [modifica]
Sudest Asiatico [modifica]
Asia occidentale [modifica]
Europa [modifica]
Nord America [modifica]
Flotta [modifica]
Flotta di Ethiopian Airlines
A gennaio 2013, la flotta di Ethiopian Airlines comprende i seguenti velivoli, con un'età media di 8,2 anni:
| Flotta Passeggeri | |||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Aereo | In Servizio | Ordini | Opzioni | Passeggeri | Note | ||
| P | E | Totale | |||||
| Airbus A350-900 | — | 12 | — | 30 | 318 | 348 | Entrata in servizio prevista nel 2017[4] |
| Boeing 737–700 | 8 | — | — | 16 | 102 | 118 | |
| Boeing 737–800 | 8 | 5 | — | 16 | 138 | 154 | |
| Boeing 757–200 | 1 | — | — | 16 | 154 | 170 | |
| 2 | 155 | 171 | |||||
| 1 | 159 | 175 | |||||
| Boeing 767-300ER | 1 | — | — | 24 | 208 | 232 | Saranno ritirati tra il 2017 e il 2018 |
| 1 | 210 | 234 | |||||
| 2 | 211 | 235 | |||||
| 2 | 213 | 237 | |||||
| 3 | 221 | 245 | |||||
| 2 | 30 | 190 | 220 | ||||
| 1 | 195 | 225 | |||||
| Boeing 777-200LR | 5 | 1 | — | 34 | 287 | 321 | |
| Boeing 787–8 | 4 | 9 | 2 | 24 | 246 | 270 | |
| Bombardier Dash 8 Q400 | 6 | — | — | — | 78 | 78 | |
| 7 | — | 7 | 60 | 67 | |||
| Flotta Cargo | |||||||
| Boeing 757-200F | 1 | — | — | N/A | |||
| Boeing 757-200PCF | 1 | — | — | ||||
| Boeing 777F | 2 | 4 | — | ||||
| McDonnell Douglas MD-11F | 2 | — | — | ||||
| Totale | 59 | 33 | 2 | ||||
Oltre agli aerei elencati la compagnia utilizza un certo numero di DA40NGs a scopo di addestramento.[5][6]
Destinazioni Cargo [modifica]
Ethiopian Airlines effettua voli cargo per le seguenti città da Addis Abeba e Dire Dawa:[7]
Africa [modifica]
Angola
Burundi
Ciad
Repubblica del Congo
Egitto
Eritrea
Gibuti
Kenya
Malawi
Nigeria
Ruanda
Sudafrica
Sudan
Tanzania
Uganda
Zimbabwe
America [modifica]
Asia [modifica]
Europa [modifica]
Flotta Cargo [modifica]
- 2 Boeing 757-200
- 1 McDonnell Douglas MD-11F (in ordine)
Incidenti [modifica]
Tra i 59[8] incidenti ed altri episodi che hanno coinvolto velivoli della Ethiopian si cita:
Il 15 settembre 1988 entrambi i motori a reazione di un Boeing 737 in decollo da Bahir Dar, impattarono con dei volatili, il primo perse immediatamente efficienza, mentre il secondo si spense durante la manovra di rientro d'emergenza. Durante la fase di atterraggio persero la vita 31 dei 105 passeggeri.
Il 22 ottobre 1995 un de Havilland Canada DHC-6 Twin Otter 300 (ET-AIO) entrò in collisione con un grosso volatile costringendo il velivolo ad un atterraggio di fortuna[9].
Il 23 novembre 1996 tre dirottatori presero possesso di un Boeing 767 del volo Ethiopian Airlines 961. I dirottatori ordinarono al pilota di fare rotta sull'Australia, il controllo aereo confermò che non avrebbero potuto arrivare tanto lontano e consigliò di atterrare a Mombasa. Il carburante terminò e un motore si spense e il comandante dovette tentare un atterraggio d'emergenza sulla costa nei pressi di Moroni nelle Isole Comore. Morirono 123 dei 175 passeggeri e membri dell'equipaggio. Anche i dirottatori rimasero uccisi.[10]
Il 25 gennaio 2010 un aereo dell'Ethiopian Airlines con 90 persone a bordo è precipitato nel mar Mediterraneo poco dopo essere decollato dall'aeroporto internazionale di Beirut. Il volo Ethiopian Airlines 409, diretto ad Addis Abeba, è scomparso dai radar di sistema circa cinque minuti dopo essere decollato all'1:37 del mattino, sotto una pioggia battente. Sul volo c'erano 83 passeggeri e sette membri dell'equipaggio. Tra i passeggeri c'erano 54 libanesi, 22 etiopi, due britannici e c'erano anche cittadini canadesi, russi, iracheni, siriani e francesi.
Note [modifica]
- ^ Camerapix, Spectrum Guide to Ethiopia (Brooklyn: Interlink, 2000), p. 296
- ^ Paul B. Henze, Layers of Time: A History of Ethiopia, (New York: Palgrave, 2000), p. 246.
- ^ "In Search of Excellence, the Hard Way", The Economist, 31 dicembre 1987.
- ^ (ES) Ethiopian Airlines confirma a Airbus un pedido de 12 aviones A350 XWB por más de 1.900 millones, finanzas.com, 16 novembre 2009. URL consultato in data 20 febbraio 2011.
- ^ Diamond Aircraft delivers DA40 NG aircraft to Ethiopian Airlines and recognizes increased demand for training aircraft worldwide. Diamond Aircraft, 2010. URL consultato in data 2 maggio 2012. (archiviato dall'url originale)
- ^ Ethiopian Receives Four New Pilot Training Aircrafts. Ethiopian Airlines, 1 dicembre 2010. URL consultato in data 9 giugno 2012. (archiviato dall'url originale)
- ^ Destinazioni Cargo
- ^ al 1º marzo 2009
- ^ (EN) Aicraft Accident; de Havilland Canada DHC-6 Twin Otter in Aviation Safety Network. http://aviation-safety.net/. URL consultato in data 1º marzo 2009.
- ^ Dal sito Air Disaster
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Ethiopian Airlines
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Profilo della compagnia
- (EN) Sito ufficiale
- (EN) Flotta Ethiopian Airlines
- (EN) Ethiopian Airlines in Aviation Safety Network. http://aviation-safety.net/. URL consultato in data 1º marzo 2009.