Turkish Airlines

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Turkish Airlines
Turkish Airlines logo.png
Turkish Airlines A330-300 TC-JNN SIN 2012-2-10.png
Compagnia aerea di bandiera
Codice IATA TK
Codice ICAO THY
Identificativo di chiamata TURKISH
Descrizione
Hub Istanbul-Atatürk
Hub secondari Ankara
Focus cities
Programma frequent flyer Miles&Smiles
Airport lounge Turkish Airlines CIP Lounge
Alleanza Star Alliance
Flotta 233 (+215 ordini)
Destinazioni 247 (compresi 7 destinazioni di AnadoluJet)
Controllate
Azienda
Tipo azienda Società per azioni
Fondazione 20 maggio 1933 a Istanbul
Stato Turchia Turchia
Sede Istanbul
Persone chiave
  • Hamdi Topçu (Presidente)
  • Temel Kotil (Amministratore Delegato)
Dipendenti 15.978  (2013)
Slogan Globally Yours
Sito web www.turkishairlines.com
Bilancio economico
Borse valori Borsa di Istanbul: THY
Fatturato Green Arrow Up.svg US$ 9,0 miliardi  (2012)
Risultato ante oneri finanziari Red Arrow Down.svg US$ 307 milioni  (2010)
Risultato d'esercizio Green Arrow Up.svg US$ 632,3 milioni  (2012)
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La sede di Turkish Airlines

Turkish Airlines (in turco: Türk Hava Yolları) (Borsa di Istanbul: THYAO), a volte abbreviata THY, è la compagnia aerea di bandiera della Turchia, con sede a Istanbul, nel quartiere Yeşilköy del distretto di Bakırköy nei pressi dell'Aeroporto di Istanbul-Atatürk.[1][2] Gestisce servizi di linea in 200 aeroporti internazionali e in 47 aeroporti nazionali, servendo un totale di 247 aeroporti in Europa, Asia, Africa e nelle Americhe. È la quarta compagnia mondiale per numero di aeroporti serviti.[3] L'hub principale della compagnia è l'Aeroporto di Istanbul-Atatürk. Hub minore è invece l'Aeroporto di Esenboğa di Ankara. Gli aeroporti di İstanbul-Sabiha Gökçen, l'Aeroporto di Adalia e l'Aeroporto di Smirne sono focus cities. Negli anni 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012 ha trasportato rispettivamente 17 milioni, 19,7 milioni, 22,6 milioni, 25,1 milioni, 29,1 milioni, 32,7 milioni e 39,0 milioni di passeggeri.[4][5]

Turkish Airlines ha vinto nel 2011, nel 2012 e nel 2013 il premio Skytrax come miglior compagnia aerea europea.

A gennaio 2013 Turkish ha 15.978 dipendenti.[6] La compagnia fa parte dell'alleanza mondiale delle compagnie aeree Star Alliance dal 1º aprile 2008.

A340-300 di Turkish Airlines con la livrea di Star Alliance

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla nascita al secondo conflitto mondiale[modifica | modifica wikitesto]

La compagnia aerea venne formata il 20 maggio 1933 come Amministrazione delle linee aeree dello Stato, da parte del ministero della Difesa.[7] La flotta era composta da un Curtiss Kingbird a cinque posti, due Junkers F 13 a quattro posti e un Tupolev ANT-9 a dieci posti. Nel 1935 entrò a far parte del Ministero dei Lavori Pubblici; nel 1938 fu trasferita al Ministero dei Trasporti e ribattezzata Direzione Generale delle linee aeree dello Stato. Nel 1945 entrò nella flotta un nuovo modello di aereo: il Douglas DC-3.

Dal dopoguerra agli anni 1970[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1947 Turkish ha inaugurato il suo primo collegamento internazionale, aprendo la tratta Ankara-İstanbul-Atene.[8]

La compagnia aerea beneficiò del programma di assistenza postbellica che gli Stati Uniti hanno offerto alla Turchia. Con l'aiuto di Pan American, la flotta venne ammodernata con i Douglas DC-3. Turkish aggiunse alla rete di collegamenti Nicosia, Beirut e Il Cairo, anche se i voli nazionali rimasero al centro degli interessi dell'azienda fino al 1960.
La flotta venne ammodernata con l'aggiunta di Vickers Viscount e Fokker F27 alla fine del 1950.

Nel 1956, il governo turco riorganizzò la compagnia aerea mutandone il nome e la ragione sociale in Türk Hava Yolları A.O. (THY) e ricapitalizzando l'azienda. Nel capitale sociale entrò, con una quota del sei percento, anche la British Overseas Airways Corporation (BOAC), che fornì anche un supporto tecnico.

La nuova azienda iniziò ad operare con il suo primo aereo a reazione, un Douglas DC-9, nel 1967. A questo fece seguito l'aggiunta di un Boeing 707 in leasing nel 1971. Nei primi Anni '70 del 1900 si sono aggiunti alla flotta anche altri jet come i Douglas DC-10 e i Boeing 727.[9]

Gli anni '80 e '90 del 1900[modifica | modifica wikitesto]

In quegli anni la compagnia ha dovuto affrontare diversi problemi. Si fece una brutta reputazione per il cattivo servizio offerto ai clienti e i frequenti ritardi; dovette inoltre subire una serie di dirottamenti ed ebbe sette incidenti tra il 1974 e il 1983.[10]

Tuttavia, il nuovo governo salito al potere nel 1983 riconobbe l'importanza di THY come ambasciatore della Turchia nel mondo, dando avvio al processo di riqualificazione dell'azienda in senso moderno. La flotta venne ringiovanita e la sicurezza intensificata tanto che un fu anche paragonata all'israeliana El Al, almeno in termini di ritardi.

Nel 1984 THY costruì un nuovo modernissimo centro tecnico presso l'aeroporto di Yeşilköy, in grado di effettuare sia la manutenzione leggera che quella pesante su diversi tipi di velivoli. Lo staff tecnico rappresentava circa un quarto dei 6.000 dipendenti dell'azienda.[10] Il capitale sociale fu innalzato a 60 miliardi di TRL nel 1984 quando l'azienda venne statalizzata; tre anni più tardi fu portato a 150 miliardi di TLR.

Intorno alla metà degli Anni 1980, THY possedeva una flotta di 30 aeromobili. Portava circa 3 milioni di passeggeri l'anno su 16 destinazioni nazionali e 36 internazionali. La compagnia divenne la più grande fonte di valuta estera della Turchia.[10] Nel 1985 entrarono nella flotta di THY i nuovi Airbus A310 che consentirono l'aggiunta di voli per Singapore nel 1986. Un nuovo volo per Bruxelles e New York venne aggiunto nel 1988.

Tra il 1987 e il 1988, THY ha registrato delle perdite in gran parte dovute al pagamento dei 12 nuovi Airbus A310.[10] La flotta comprendeva anche 11 Boeing 727 e nove Douglas DC-9. THY ha chiuso il decennio con 8.500 dipendenti.[11]

La società ha sofferto della crisi dell'aviazione mondiale che fece seguito alla Guerra del Golfo Persico, e non ritornò in pareggio fino al 1994. Dal 1995, la compagnia riprese la crescita, registrando una grande espansione. Le destinazioni in maggiore crescita erano quelle del Nord America, cosicché THY decise di introdurre un volo non-stop per il John F. Kennedy di New York nel luglio 1994.

Il capitale sociale fu ripetutamente innalzato fino a raggiungere i 10.000 miliardi di TRL nel 1995. Nello stesso anno l'azienda, dopo aver dismesso i vecchi DC-9, convertì anche tre Boeing 727 per voli cargo. La società registrò un profitto di 6 milioni di dollari su un fatturato annuo di un miliardo. Pur essendo in attivo, l'azienda si trovava a doversi confrontare con la galoppante inflazione del paese, che richiedeva continui adeguamenti di capitale.

Il mercato nazionale è stato liberalizzato nel 1996, permettendo la concorrenza da parte di compagnie di charter. Allo stesso tempo, i grandi vettori internazionali operavano una forte concorrenza sulle rotte verso l'Europa occidentale. THY, per migliorare la sua competitività, stipulò accordi commerciali con altre compagnie aeree internazionali. L'azienda raggiunse un accordo con la Japan Airlines per offrire un servizio per Osaka e Tokyo, rispettivamente dal 1997 e dal 1998. Altri voli gestiti in code-sharing vennero operati con Austrian Airlines, Swissair, e Croatia Airlines.[12]

Dal 2000 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Un nuovo terminal per la compagnia aerea è stato aperto nel gennaio 2000 all'aeroporto di Istanbul-Atatürk. Turkish Airlines ha continuato ad estendere la sua portata internazionale, siglando accordi di marketing con Asiana Airlines, American Airlines, Malaysian Airlines, Polskie Linie Lotnicze LOT, Czech Airlines, e Cathay Pacific Airlines. Una rotta Antalya-Francoforte è stata aggiunta nel 2001 attraverso un accordo di code-sharing con Sun Express. THY si ritirò nel contempo dalla Qualiflyer Alliance, gestita da Swissair, per attirare investimenti strategici in vista della sua privatizzazione.

La Turchia ha subito nel corso del 2001 una forte crisi economica che ha portato come conseguenza anche una consistente riduzione del traffico soprattutto sulle rotte interne. A questo si sommò l'effetto degli attentati terrostici dell'11 settembre 2001 a New York, a cui la THY cercò di far fronte senza un intervento di salvataggio statale e senza ricorre a riduzioni di massa del personale. Furono tuttavia tagliati 300 manager di livello intermedio, eliminate 400 posizioni di part-time e applicata una riduzione del 10 percento degli stipendi. La sopravvivenza dell'azienda fu attribuita dalla stampa locale, come il Turkish Daily News, alla prontezza con cui la direzione aziendale operò nel tagliare rotte non remunerative sia nazionali che internazionali.

Nel 2003, la guerra in Iraq portò Turkish Airlines a chiudere alcune rotte nel Golfo Persico, mentre i voli verso l'Asia sono stati sospesi durante l'epidemia di SARS. Nonostante ciò, la compagnia si riprese prontamente, aumentando le frequenze sulle rotte esistenti e aggiungendo il servizio verso Delhi dopo 11 anni di assenza dalla rotta.

Un altro programma di espansione della flotta è iniziato nel 2004, consentendo a THY di mantenere una delle flotte più giovani in Europa. Nel mese di luglio, la compagnia aerea ha annunciato l'ordine in blocco di 36 aerei da Airbus, del valore di US $ 2,8 miliardi, più altri 15 Boeing 737. Il programma non era limitato al solo acquisto di aerei, ma comprendeva anche un nuovo centro tecnico e di addestramento da localizzare nel sottoutilizzato aeroporto internazionale di Sabiha Gökçen,[10] per fornire un servizio di manutenzione qualificata anche ad altre compagnie aeree. Il centro dava lavoro a 2.700 persone, con la previsione di assumerne altre duemila entro il 2010. Furono previsti anche tre simulatori di volo destinati all'addestramento anche di personale esterno.

Anche se la società era quotata in borsa, il governo possedeva il 98% delle azioni. Il programma di privatizzazione è ripreso nel 2004 con una offerta pubblica del 20% delle azioni sulla Borsa di İstanbul. Il governo turco scese al 75% del capitale dopo l'offerta delle azioni che ha raccolto 170 milioni di dollari US. Nel 2005 THY disinvestì la sua quota del 50 percento nella Cyprus Turkish Airlines (Kıbrıs Türk Hava Yolları).

THY dovette affrontare l'ingresso di nuovi concorrenti nel mercato dopo la liberalizzazione dell'aviazione turca. Tuttavia, il turismo era in piena crescita, con 20 milioni di persone che hanno visitato il paese nel 2005 contro i 12 milioni nel 2003.

La situazione economica del paese portò ad una svalutazione della moneta e all'adozione nel gennaio 2005 della Nuova Lira Turca (YTL), equivalente ad un milione delle precedenti Lire (TRL). Di questo occorre tener conto nel valutare i bilanci aziendali dell'epoca.[13]

Il 1º aprile 2008 Turkish Airlines è entrata ufficialmente a far parte dell'alleanza globale delle compagnie aeree Star Alliance dopo un processo d'integrazione durato 18 mesi iniziato a dicembre 2006.

Nel 2010 Turkish si espande fortemente, tantoché Skytrax la nomina come Compagnia in maggiore espansione. Inoltre, ad aprile dello stesso anno, l'ICAO modifica l'identificativo di chiamata, da "TURKAIR" a "TURKISH".

Nel dicembre 2011 il governo turco approva un piano per ammodernizzare l'Aeroporto Internazionale Aden Adde di Mogadiscio, in Somalia. Il progetto d'ammodernamento è parte del più ampio impegno della Turchia nel processo di ricostruzione post-conflitto in ambito internazionale. Tra i lavori di ristrutturazione in programma ci sono i nuovi sistemi aeroportuali e infrastrutturali, tra cui una moderna torre di controllo all'aeroporto di Mogadiscio per monitorare lo spazio aereo.[14] Nel marzo 2012, Turkish Airlines è diventata il primo vettore internazionale a riprendere i voli per Somalia dall'inizio della guerra civile nel paese nei primi anni novanta del XX secolo.

Destinazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Destinazioni di Turkish Airlines.

A luglio 2013 Turkish Airlines, tra cui Anadolujet, opera in 246 aeroporti di cui 40 nazionali e 200 internazionali in 104 nazioni diverse, tutti raggiungibili attraverso l'hub di Istanbul-Ataturk facendo sì che la compagnia è quella con il maggior numero di destinazioni servite da uno stesso aeroporto a livello globale.[15]

Code-share[modifica | modifica wikitesto]

Turkish ha accordi di code-sharing con le seguenti compagnie:

Flotta[modifica | modifica wikitesto]

La sede generale della Turkish Airlines.
Un aereo della Turkish Airlines già con il logo della Star Alliance al Beijing Capital International Airport, Terminal 3, il 30 marzo 2008, cioè due giorni prima dell'adesione formale all'Alleanza.
Boeing 737-800 in rullaggio dopo l'atterraggio.
Boeing 777-300ER sponsorizzato dal FC Barcelona.

A novembre 2014, la flotta di Turkish Airlines consiste nei seguenti aeromobili con un'età media di 6,7 anni.[16][17][18][19]

Flotta di Turkish Airlines
Aereo In flotta Ordini Opzioni Passeggeri Note
C W Y Totale
Airbus A319-100 14 12 114 126
Airbus A320-200 33 2 12 141 153
Airbus A321-200 43 27 12 176 188 Consegne 2015-2017
Airbus A320neo 5 TBA Consegne dal 2015
Airbus A321neo 60 30 TBA Consegne dal 2017
Airbus A330-200 16 22 228 250
Airbus A330-300 17 13 28 261 289 Consegne entro il 2016
Airbus A340-300 6 34 236 270 Phased out entro il 2015
Boeing 737-700 12 149 149
Boeing 737-800 88 10 12 153 165
Boeing 737-900 10 5 16 135 151 Consegne entro il 2015
Boeing 737 MAX 8 40 25 TBA Consegne dal 2018
Boeing 737 MAX 9 10 TBA Consegne dal 2019
Boeing 777-300ER 18 17 28 63 246 337 Consegne entro il 2017
Flotta di Turkish Cargo
Airbus A310-300F 3
N/A
Airbus A330-200F 6
N/A
Totale 266 189 53

L'espansione della flotta[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 ottobre 2008, Turkish Airlines ha lanciato una delle più grandi gare del mondo per l'acquisto di aeromobili commerciali.[20] La gara che è stata prorogata al 17 dicembre 2008, era riferita all'acquisto di 105 aerei per un valore complessivo di 6 miliardi di dollari,[21] includeva un ordine fermo per 25 aerei di lungo raggio (wide body) e 50 aerei a medio raggio. In aggiunta opzioni per altri 30 aerei sia di medio che di lungo raggio.[22][23] Turkish Airlines ha già annunciato ordini per 24 aerei a lungo raggio e 40 aerei a medio raggio, più 25 opzioni per questi ultimi. Il primo Boeing 777-300ER del nuovo ordine è stato consegnato a Turkish Airlines in data 13 ottobre 2010.[24]

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

In 75 anni di storia, circa, Turkish Airlines è stata protagonista di 21 incidenti: 3 in voli internazionali e 18 in voli domestici.

  • Il 17 febbraio 1959 un Vickers Viscount 793, di registrazione TC-SEV, si è schiantato nella nebbia poco prima di atterrare all'aeroporto di Londra-Gatwick. Il volo charter stava trasportando Primo Ministro Turco Adnan Menderes e una delegazione governativa a Londra per la firma degli accordi sulla questione di Cipro. Menderes fu tra i dieci sopravvissuti di 8 membri dell'equipaggio e 16 passeggeri a bordo. Questo è stato il primo incidente della compagnia aerea.
  • Il 23 settembre 1961 un Fokker F27 Findership 100 TC-TAY, in avvicinamento all'aeroporto di Ankara si schiantò al suolo nei pressi di Karanlıktepe. Un solo passeggero si salvò, morirono tutti i quattro membri dell'equipaggio e gli altri 24 passeggeri.
  • Il 3 marzo 1974 il volo Turkish Airlines 981 proviente da Istanbul e diretto a Londra, subito dopo esser decollato da Parigi è precipitato nelle vicinanze di Ermenonville a causa di una forte decompressione, causando la morte di tutti i 346 passeggeri e membri dell'equibaggio a bordo. Questa fu la peggior sciagura aerea dell'epoca, superata successivamente solo dal disastro di Tenerife nel 1977.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) "Contact Us." Turkish Airlines. Visitato il 26 giugno 2010. "Turkish Airlines General Management Turkish Airlines General Management Building Atatürk Airport, Yesilkoy 34149 Istanbul Turkey"
  2. ^ (EN) "Map." Turkish Airlines. Visitato il 26 giugno 2010.
  3. ^ (EN) Turkish Airlines la quarta compagnia per numero di destinazioni, Sabah English. URL consultato il 6 ottobre 2012.
  4. ^ (EN) ATW Daily News
  5. ^ (EN) THY Number of passengers. turkishairlines.com Visitato il 5 agosto 2013.
  6. ^ Current Employee Profile, turkishairlines.com. URL consultato il 28 luglio 2013.
  7. ^ A Brief History of THY
  8. ^ Turkish Airlines - A Brief History - turkishairlines.com
  9. ^ Company History of Turkish Airlines
  10. ^ a b c d e Air Transport World
  11. ^ Turning Around in the 1980s of Turkish Airlines
  12. ^ Partially Privatized in 1990 of Turkish Airlines
  13. ^ Challenges in 2000 and Beyond of THY
  14. ^ (EN) SKA will run airport operations in Mogadishu
  15. ^ (EN) Turkish Airlines Facts & Figures staralliance.com
  16. ^ THY'NİN YENİ UÇAĞI AHL'DE
  17. ^ Turkish Airlines fleet list at thy.com
  18. ^ Turkish Airlines – Fleet luglio 2013
  19. ^ Turkish Airlines fleet list at planespotters.net
  20. ^ UPDATE 3-Turkey's THY to buy up to 105 Boeing, Airbus planes in Reuters, 14 ottobre 2008.
  21. ^ Aircargo Asia Pacific – Turkish Airlines extends US$6bn cutoff date. Impactpub.com.au (2008-12-19). Retrieved on 2010-12-16.
  22. ^ UPDATE 1-Turkish Airlines extends plane purchase tender in Reuters, 18 dicembre 2008.
  23. ^ Civil Aviation News:Turkish Airlines Wants 105 Planes. En.carnoc.com (2008-10-15). Retrieved on 2010-12-16.
  24. ^ Boeing Delivers first 777-300ER to Turkish Airlines… – Turkish Airlines – TK – International Home Page. Turkish Airlines. Retrieved on 2010-12-16.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]