Douglas DC-3

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Douglas DC-3
Il DC-3 utilizzato dalla Flygande Veteraner in Svezia
Il DC-3 utilizzato dalla Flygande Veteraner in Svezia
Descrizione
Tipo aereo di linea
Equipaggio 2
Progettista Arthur E. Raymond
Costruttore Stati Uniti Douglas
Data primo volo 17 dicembre 1935
Esemplari 16 079: 10 655 (DC-3) + 4 937 (Li-2) + 487 (L2D)[1]
Sviluppato dal Douglas DC-2
Altre varianti Lisunov Li-2
Douglas C-47 Dakota/Skytrain
Basler BT-67
Conroy Turbo Three
Conroy Tri-Turbo-Three
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 19,65 m
Apertura alare 28,96 m
Freccia alare 15,5 °
Altezza 5,16 m
Superficie alare 91,7
Carico alare 138,49 kg/
Peso a vuoto 8 300 kg
Peso max al decollo 12 700 kg
Passeggeri da 21 a 32
Capacità combustibile 2 serbatoi principali da 765 L l'uno (202 gal)

2 serbatoi ausiliari da 757 L (200 gal) ciascuno

2 serbatoi per l'olio da 110 L (29 gal) ciascuno
Propulsione
Motore 2 radiali Pratt & Whitney Twin Wasp S1C3G
Potenza 1 200 hp (895 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 381 km/h
Velocità di crociera 274 km/h
Velocità di salita 5,7 m/s
Autonomia 1 650 km
Tangenza 7 315 m

NACA TN 3088 (da pag. 20)

voci di aerei civili presenti su Wikipedia

Il Douglas DC-3 è un bimotore di linea ad ala bassa sviluppato dall'azienda statunitense Douglas Aircraft Company negli anni trenta e prodotto fino agli anni quaranta.

Destinato al traffico commerciale su rotte a breve e medio raggio ne venne prodotta una versione su licenza in Unione Sovietica, il Lisunov Li-2, e, come conseguenza dello scoppio della seconda guerra mondiale, ne venne derivata una versione da trasporto militare, il C-47 Dakota/Skytrain.

Benché risulti in servizio da oltre settant'anni sono ancora oltre 400 gli esemplari in condizioni di volo ed utilizzati in varie parti del mondo, tra cui alcune conversioni che hanno adottato motori turboelica.

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Douglas DC-3 di Buffalo Airways
DC-3 di Swiss Air

Il DC-3 fu sviluppato da un team di progettisti diretti da Arthur E. Raymond. Come data del primo volo venne simbolicamente scelto il 17 dicembre 1935 in quanto trentaduesimo anniversario del volo dei fratelli Wright sulla spiaggia di Kitty Hawk. L'aereo fu il risultato di una lunga telefonata pervenuta da parte del Chief executive officer dell'American Airlines C.R. Smith che richiese vari miglioramenti nel progetto del DC-2.

Le particolarità del DC-3 (sui primi modelli cuccette per dormire e una cucina utilizzabile in volo) resero popolare il viaggio in aereo negli Stati Uniti. Con soltanto uno scalo tecnico per il rifornimento di carburante, i voli da costa a costa attraverso l'America diventarono possibili. Prima dell'arrivo del DC-3, un tale viaggio richiedeva tappe brevi in aereo di giorno, e tappe in treno di notte.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Le prime linee aeree degli Stati Uniti come la United, l'American, la TWA e la Eastern ordinarono oltre 400 DC-3. Queste flotte aprirono la strada all'industria americana moderna del trasporto aereo, che sostituì rapidamente i treni come i mezzi favoriti per i viaggi su lunghe distanze attraverso gli Stati Uniti. La Piedmont Airlines operò su DC-3 dal 1948 al 1963. Uno di questi DC-3 della Piedmont, è oggi al Museo dell'Aeronautica della Carolina nella Carolina del Nord, continua a volare tutt'oggi durante gli air-show ed è stato usato in vari film.

DC3 in Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia è stato esposto un esemplare di DC-3 presso il Museo Volandia vicino all'aeroporto di Milano Malpensa (Varese). Nel museo dell'aviazione di Rimini ne è presente un esemplare, recentemente[quando?] restaurato, appartenuto a Clark Gable. Questo esemplare, originariamente targato N242AG, ha volato per l'ultima volta in Italia nel 1986 targato I-COFR. Dai libretti di volo risulta che su questo aereo abbiano volato molte celebrità come ad esempio Marilyn Monroe, John F. Kennedy e suo fratello Bob, Frank Sinatra e Ronald Reagan quando era ancora solo un attore.

Il DC3 di Torino[modifica | modifica sorgente]

Nei dintorni di Torino, presso l'Aeroporto "Sandro Pertini" a Caselle Torinese, si trova un DC3 sistemato come monumento all'inizio della pista nelle vicinanze dell'ingresso dell'aeroporto. L'aeromobile in questione venne costruito a Long Beach nel 1944, come C47 militare, per poi essere trasformato in DC3 civile nel giugno 1969. Nel 1987 viene acquistato dalla SAGAT per essere posto in aeroporto come monumento. Partito in volo autonomo da Venice (Florida) il 9 giugno 1988, dopo numerosi scali tecnici per la traversata atlantica, atterrò a Caselle il 14 giugno 1988.

Specifiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Le specifiche seguenti sono relative al modello Douglas DC-3 versione C-47B. [2]

Motori[modifica | modifica sorgente]

Eliche[modifica | modifica sorgente]

Ogni motore è equipaggiato con un'elica traente a 3 pale Hamilton Standard, serie 23E50 le cui caratteristiche sono:

  • Calettamento pale: variabile tra 88° - 16°
  • Diametro: 3,53 m (11.58 ft)
  • Rapporto di riduzione: 16:9

Superfici alari[modifica | modifica sorgente]

Il velivolo ha una configurazione standard formata da un'ala principale e un piano di coda posteriore.

Ala principale:

Flap:

Alettone:

Piano orizzontale:

Impennaggio verticale

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

(lista parziale)

Un DC-3 della Swissair fotografato negli anni sessanta.
Un DC-3 appartenuto a Clark Gable ed esposto al Museo dell'Aviazione di Rimini.
Argentina Argentina
Brasile Brasile
Francia Francia
Giappone Giappone
Indonesia Indonesia
Italia Italia
Isole Cayman Isole Cayman
Nepal Nepal
Canada Canada
Romania Romania
Paesi Bassi Paesi Bassi
Spagna Spagna
Stati Uniti Stati Uniti
Svizzera Svizzera

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gradidge 2006, p. 20.
  2. ^ [1] NACA Technical Note 3088, p. 20-22

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Francillon, René. McDonnell Douglas Aircraft Since 1920: Volume I. London: Putnam, 1979. ISBN 0-87021-428-4.
  • (EN) Gradidge, Jennifer M. The Douglas DC-1/DC-2/DC-3: The First Seventy Years Volumes One and Two. Tonbridge, Kent, UK: Air-Britain (Historians) Ltd., 2006. ISBN 0-85130-332-3.
  • (EN) Pearcy, Arthur. Douglas Propliners: DC-1–DC-7. Shrewsbury, UK: Airlife Publishing, 1995. ISBN 1-85310-261-X.
  • (EN) Pearcy, Arthur. Douglas DC-3 Survivors, Volume 1. Bourne End, Bucks, UK: Aston Publications, 1987. ISBN 0-946627-13-4.
  • (EN) Yenne, Bill. McDonnell Douglas: A Tale of Two Giants. Greenwich, Connecticut: Bison Books, 1985. ISBN 0-517-44287-6.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Velivoli comparabili[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]