Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Kawanishi H3K

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Kawanishi H3K
Descrizione
Tipo ricognitore marittimo
Equipaggio da 6 a 9
Costruttore Giappone Kawanishi
Data primo volo 10 ottobre 1930
Data ritiro dal servizio 1936
Utilizzatore principale Giappone Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu
Esemplari 5
Sviluppato dal Short Rangoon
Dimensioni e pesi
Lunghezza 22,55 m
Apertura alare 31,05 m
Altezza 8,77 m
Superficie alare 214
Peso a vuoto 10 030 kg
Peso carico 15 000 kg
Propulsione
Motore 3 Rolls-Royce Buzzard
Potenza 955 hp (712 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 225 km/h
Velocità di crociera 169 km/h
Velocità di salita a 3 000 m in 19 min 40 s
Autonomia 9 h
Tangenza 4 040 m (13 300 ft)
Armamento
Mitragliatrici 8 calibro 7,7 mm
Bombe oltre 1 000 kg

i dati sono estratti da Japanese Aircraft, 1910-1941[1]

voci di aerei militari presenti su Wikipedia

Il Kawanishi H3K, indicato anche idrovolante per la marina Tipo 90-2 (九〇式二号飛行艇?) in base alle convenzioni allora vigenti e al quale venne assegnato dagli alleati il nome in codice Belle[2], fu un idrovolante a scafo centrale, trimotore a velatura biplano-sesquiplana sviluppato dall'azienda giapponese Kawanishi Kōkūki KK negli anni trenta.

Sviluppo del britannico Short S.8/8 Rangoon, venne impiegato come idroricognitore marittimo dalla Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu, la componente aerea della Marina Imperiale giapponese, nel periodo tra le due guerre mondiali.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito di un programma di sviluppo ed integrazione della propria flotta aerea, la Marina imperiale, che negli anni venti aveva instaurato un rapporto di collaborazione con il Regno Unito, decise di rivolgersi nuovamente ad un'azienda britannica per la fornitura di un nuovo modello adatto a missioni di ricognizione marittima.

Il futuro H3K era uno sviluppo del Short S.8/8 Rangoon, versione militarizzata del S.8 Calcutta di linea del quale manteneva la stessa impostazione. Era un idrovolante a scafo centrale dotato di due galleggianti stabilizzatori sulla parte sottostante all'ala inferiore. La velatura manteneva la configurazione sesquiplana del progetto originale, ovvero con piano alare superiore dall'apertura sensibilmente maggiore dell'inferiore, collegati tra loro da loro da una serie di robusti montanti.

Lo scafo, di costruzione interamente metallica, integrava la cabina di pilotaggio chiusa posta sulla parte anteriore e terminava posteriormente in un piano di coda dall'impennaggio monoderiva e dagli stabilizzatori rinforzati da aste di controvento.

La propulsione era affidata a tre motori Rolls-Royce Buzzard, dei 12 cilindri a V raffreddati a liquido, realizzati in Inghilterra e successivamente importati in Giappone, erano installati in apposite gondole bloccate tra l'ala superiore la fusoliera e l'ala inferiore tramite robuste travature.

Il primo dei cinque esemplari prodotti fu realizzato presso la britannica Short Brothers plc, il quale assunse la denominazione della casa Short K.F.1, mentre i successivi 4 presso la Kawanishi, in Giappone.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Giappone Giappone

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mikesh e Abe 1990, p. 135
  2. ^ Marcon 2000, p. 37

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Robert C. Mikesh, Shorzoe Abe, Japanese Aircraft 1910-1941, London, Putnam Aeronautical Books, 1990, ISBN 0-85177-840-2.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Tullio Marcon, Le denominazioni dei velivoli giapponesi in Storia Militare, VIII, nº 81, Parma, Albertelli Edizioni Speciali srl, giugno 2000.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]