Nakajima A6M2-N

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Nakajima A6M-2 Rufe
Nakajima A6M-2 Rufe
Nakajima A6M-2 Rufe
Descrizione
Tipo idrocaccia
Equipaggio 1
Progettista Shinobu Mitsutake
Atsushi Tajima
Costruttore Giappone Nakajima
Data primo volo dicembre 1941[1]
Utilizzatore principale Giappone Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu
Esemplari 327
Sviluppato dal Mitsubishi A6M
Dimensioni e pesi
Lunghezza 10,13 m
Apertura alare 11,0 m
Altezza 4,30 m
Superficie alare 22,44 [2]
Peso a vuoto 1 912 kg
Peso max al decollo 2 460 kg
Propulsione
Motore un radiale Nakajima NK1C Sakae 12
Potenza 925 CV (680 kW)
Prestazioni
Velocità max 435 km/h
Autonomia 1 780 km
Armamento
Mitragliatrici 2 Type 97 calibro 7,7 mm
Cannoni 2 Type 99 calibro 20 mm
Bombe attacchi subalari per 30kg di bombe.

i dati sono estratti da Japanese Aircraft of the Pacific War[3]

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Il Nakajima A6M2-N Navy Type 2 (nome in codice alleato Rufe[1]) era un idrocaccia intercettore/cacciabombardiere monomotore monoposto sviluppato dall'azienda aeronautica giapponese Nakajima Hikōki KK negli anni quaranta.

Basato sul più famoso caccia imbarcato Mitsubishi A6M "Zero", ne era uno sviluppo idro a galleggiante singolo e venne utilizzato dalla Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu, il Servizio aeronautico della Marina Imperiale giapponese durante la seconda guerra mondiale.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il Rufe deve le sue origini all'esigenza di dotarsi di un idrovolante militare atto a fornire supporto alle operazioni anfibie e difendere le basi remote. La struttura era basata su quella del Mitsubishi A6M-2 Model 11 Zero del quale condivideva parte della fusoliera, dotandolo di un impennaggio modificato e un galleggiante centrale più due più piccoli sotto l'ala con funzioni equilibratrici. Il progetto era il frutto di Shinobu Mitsutake, Capo ingegnere alla Nakajima, ed Atsushi Tajima, uno dei progettisti della compagnia. Ne furono costruiti un totale di 327 esemplari, incluso il prototipo originale.

L'aereo venne progettato nel 1942, riferito a lui come "Suisen 2" ("Idro caccia type 2"), e venne utilizzato solo in combattimenti difensivi nelle Aleutine e nelle Isole Salomone. Come idrovolanti erano molto efficaci nei combattimenti notturni contro i modesti PT boat utilizzati dalla U.S. Navy, ed erano difficile da individuare, anche con i primi radar. Erano in grado di lanciare razzi segnalatori con cui illuminare i PT in modo da essere vulnerabili al fuoco dei cacciatorpediniere, e dipendevano dalla copertura dell'oscurità. Dato che la nave lasciava una scia fosforescente che era visibile dall'alto, lasciavano i motori al minimo per ridurre la minaccia. È stata per questa ragione che il PT109 di John F. Kennedy venne pescato al largo inattivo e speronato in uno scontro storico con il cacciatorpediniere Amagiri, impossibilitato nell'evitarlo in tempo.

L'idrovolante servì inoltre come intercettore per proteggere i rifornimenti di carburante a Balikpapan e la base Avon (Indie Orientali Olandesi) rinforzare la base Shumushu (Nord Curili) nello stesso periodo. Come caccia imbarcati sulle portaerei Kamikawa Maru nelle aeree delle Salomone e Curili e nelle sortite ad Hokoku Maru e Aikoku Maru nell'Oceano Indiano. Durante i combattimenti nelle Isole Salomone, gli assi dei "Rufe" della Marina abbatterono quattro americani caccia Grumman F4F Wildcat.[senza fonte] Nelle campagne delle Aleutine questi aerei ingaggiarono i caccia P-38 Lightning e i bombardieri B-17 Flying Fortress. Quest'aereo venne usato come intercettore, cacciabombardiere, e ricognizione per assalti anfibi, ed altri usi.

A6M2-N nell'isola Attu in Alaska.

Più tardi nel conflitto il Gruppo Aereo Otsu utilizzò l'A6M2-N come intercettore come il Kawanishi N1K1 Kyofu ("Rex") con base vicino al lago Biwa nell'area di Honshū.

Sfortunatamente per i suoi piloti, i grandi galleggianti sotto la fusoliera e le ali ridussero le sue capacità del 20%, abbastanza per non essere una minaccia per la prima generazione di caccia Alleati.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Giappone Giappone

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Mikesh 1990, p. 285
  2. ^ Maksim Starostin. Nakajima A6M2-N RUFE; 1941 in Virtual Aircraft Museum
  3. ^ Francillon 1970, p.428

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) René J. Francillon, Japanese Aircraft of the Pacific War, Londra, Putnam, 1970, ISBN 0-370-00033-1.
  • (EN) Robert C. Mikesh, Shorzoe Abe, Japanese Aircraft 1910-1941, Annapolis, Naval Institute Press, 1990, ISBN 1-55750-563-2.

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