Consolidated P2Y

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Consolidated P2Y
Il Consolidated Model 22 (P2Y)
Il Consolidated Model 22 (P2Y)
Descrizione
Tipo idroricognitore
Equipaggio 5
Progettista Dick Richardson
Isaac M. "Mac" Laddon
Costruttore Stati Uniti Consolidated
Data primo volo 10 gennaio 1929
Data ritiro dal servizio 1941
Utilizzatore principale Stati Uniti US Navy
Altri utilizzatori Argentina FAA
Esemplari 78 [1][2]
Altre varianti Consolidated Commodore
Dimensioni e pesi
Lunghezza 18,82 m (61 ft 9 in)
Apertura alare 30,48 m (100 ft 0 in)
Altezza 5,82 m (19 ft 1 in)
Superficie alare 140,65 (1 514 ft²)
Peso a vuoto 5 792 kg (12 769 lb)
Peso carico 11 460 kg (25 266 lb)
Propulsione
Motore 2 radiali Wright R-1820-90
Potenza 750 hp (559 kW)
Prestazioni
Velocità max 240 km/h (149 mph)
Velocità di crociera 189 km/h (118 mph)
Velocità di salita 3,3 m/s (650 ft/min)
Autonomia 1 899 km (2 650 mi)
Tangenza 4 907 m (16 100 ft)
Armamento
Mitragliatrici 3 M1919 Browning da 7,62 mm (.3 in)
Bombe fino a 907 kg (2 000 lb)
dati riferiti alla versione P2Y-3

i dati sono estratti da The Complete Encyclopedia of World Aircraft[3]

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Un P2Y-3 del VP-43 presso la Naval Air Station di Jacksonville, Florida (USA) nel 1941.

Il Consolidated P2Y era un idroricognitore bimotore a scafo centrale ad ala alta a parasole prodotto dall'azienda statunitense Consolidated Aircraft Corporation negli anni trenta.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il P2Y è stato il secondo idrovolante realizzato dalla Consolidated.[4] Il progetto, disegnato dal capitano Dick Richardson in collaborazione con Isaac M. “Mac” Laddon, si deve ad una specifica emessa il 28 febbraio 1928 dalla United States Navy. Al concorso partecipò, oltre alla Consolidated, la Glenn L. Martin Company che presentò il Martin P3M-1 e P3M-2 e che gli venne preferita aggiudicandosi il contratto di fornitura.[5]

La costruzione del prototipo, al quale venne assegnata la denominazione Model 9, XPY-1, venne iniziata nel marzo 1928 ed alla fine dello stesso anno risultava già completata dalle maestranze. Ai comandi del tenente A. W. Gorton venne portato in volo per la prima volta il 10 gennaio 1929 dalla Naval Air Station Anacostia, Washington, D.C..[5]

Il 26 maggio 1931 la U.S. Navy stipulò con la Consolidated un nuovo contratto per la fornitura di un prototipo basato sullo sviluppo del Model 9, XPY-1, denominato Model 22 Ranger. Per realizzare il nuovo modello vennero utilizzate parti del precedente Model 16 Commodore quale, ad esempio, la cabina di pilotaggio chiusa e dotata di ampia vetratura,[2] e denominato XP2Y-1 dalla U.S. Navy. Il velivolo era caratterizzato da una configurazione alare sesquiplana ed utilizzava la stessa ala alta a parasole da 30,48 m (100 ft) montata superiormente abbinata ad una di dimensioni minori montata a sbalzo sulla parte superiore dello scafo, quest'ultima in sostituzione delle aste a cui erano collegati i puntoni dei galleggianti stabilizzatori nel XPY-1. La propulsione era affidata a due motori radiali Wright R-1820-E1 Cyclone collocati all’interno di cappottature "narrow-chord" sotto l'ala superiore. Un terzo motore collocato su una struttura al centro dell'ala venne dapprima utilizzato nel primo test nell'aprile 1932 ma rimosso subito dopo.[1]

Il 7 luglio 1931 la U.S. Navy emanò un ordine per la fornitura di 23 esemplari della versione P2Y-3, modelli similari ai P2Y-2 modificati dall'originale lotto di P2Y-1

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Dalla metà del 1933, il P2Y venne assegnato agli squadroni VP-10F e VP-5F con i quali effettuò in formazione una serie di voli a lungo raggio.[2] Nel 1936 almeno 21 esemplari di P2Y-1 vennero modificati allo standard P2Y-2, utilizzati inizialmente dal VP-5F e VP-10F fino al 1938 e trasferiti successivamente VP-14 (poi VP-52) e VP-15.

Il primo P2Y-3 venne consegnato al VP-7F nel 1935, e questa versione venne utilizzata dal VP-4F a Pearl Harbor e nel 1939 era operativa con i VP-19, VP-20, e VP-21 (questi tre squadroni vennero poi ridesignati rispettivamente VP-43, VP-44, e VP-14). Dalla fine del 1941 tutti gli P2Y-2 e P2Y-3 vennero ritirati dal servizio attivo e raggruppati presso la Pensacola Naval Air Station.[1]

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

  • XP2Y-1prototipo, realizzato in un esemplare[1]
  • P2Y-1 – versione del Commodore destinata alla U.S. Navy. 23 esemplari ordinati il 7 luglio 1931, e consegnati il 1º febbraio 1933 al Patrol Squadron 10 (VP-10) presso Norfolk, in Virginia[3]
  • P2Y-1C – un esemplare consegnato in Colombia nel dicembre 1932[1]
  • P2Y-1J – un esemplare consegnato in Giappone nel gennaio 1935[1]
  • XP2Y-2 – prototipo realizzato in un esemplare[1]
  • P2Y-2 – versione del P2Y-1motorizzata con i più potenti R-1820-88. Gli altri P2Y-1vennero riconvertiti nel 1936[3]
  • P2Y-3 – era la versione di serie della versione P2Y-2. 23 esemplari ordinati il 27 dicembre 1933, ed entrati in servizio con il VP-7 nei primi mesi del 1935[3]

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Argentina Argentina
Colombia Colombia
Giappone Giappone
Stati Uniti Stati Uniti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Swanborough, p. 546
  2. ^ a b c Eden e Moeng 2002, p. 1152
  3. ^ a b c d Eden e Moeng 2002, p. 481
  4. ^ Consolidated P2Y Flying Boat, sito History Of War
  5. ^ a b Donald 1997, p. 268

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) David Donald (ed.), The Encyclopedia of World Aircraft, Toronto: Prospero Books, 1997, ISBN 1-85605-375-X.
  • (EN) Paul Eden, Soph Moeng (eds.), The Complete Encyclopedia of World Aircraft, London, Amber Books Ltd, 2002, ISBN 0-7607-3432-1.
  • (EN) Gordon Swanborough, Peter M. Bowers, United States Navy Aircraft Since 1911, Annapolis, Maryland, Naval Institute Press, 1976, ISBN 0-87021-968-5.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]