Consolidated PB2Y Coronado

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Consolidated PB2Y Coronado
Un Consolidated PB2Y Coronado in volo
Un Consolidated PB2Y Coronado in volo
Descrizione
Tipo idropattugliatore marittimo
Equipaggio 10
Costruttore Stati Uniti Consolidated Aircraft
Data primo volo 17 dicembre 1937
Utilizzatore principale Stati Uniti US Navy
Altri utilizzatori Regno Unito RAF
Esemplari 217
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 24,2 m (79 ft 3 in)
Apertura alare 35 m (115 ft 0 in)
Altezza 8,4 m (27 ft 6 in)
Superficie alare 165 (1 780 ft²)
Peso a vuoto 18 530 kg (40 850 lb)
Peso max al decollo 30 000 kg (66 000 lb)
Passeggeri 44 passeggeri (PB2Y-3R)
Capacità 25 barelle (PB2Y-5H)
7 300 kg (
Propulsione
Motore 4 radiali Pratt & Whitney R-1830-92
Potenza 1 200 hp (900 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 310 km/h (194 mph, 168 kt)
Velocità di crociera 272 km/h (170 mph, 148 kt)
Velocità di salita 3,3 m/s (650 ft/min)
Autonomia 1 720 km (1nbsp;070 mi, 930 nm) a 210 km/h (131 mph)
Tangenza 6 250 m (20 500 ft)
Armamento
Mitragliatrici 6+2 Browning M2 calibro 12,7 mm (.50 in)
Bombe fino a 5 400 kg (12 000 lb) nelle ali
Missili 2 siluri Mk 13
Note dati riferiti alla versione PB2Y-5

i dati sono estratti da Jane's Fighting Aircraft of World War II[1]

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Il Consolidated PB2Y Coronado era un idropattugliatore marittimo quadrimotore a scafo centrale ed ala alta sviluppato dall'azienda statunitense Consolidated Aircraft Corporation nei tardi anni trenta.

Benché progettati per affiancare i Consolidated PBY Catalina nei reparti della United States Navy, la marina militare degli Stati Uniti d'America, durante tutta la fase della Guerra del Pacifico venne impiegato in vari ruoli ma prevalentemente come trasporto tattico, anche come componente del RAF Transport Command, per tutti i primi anni quaranta fino al termine della Seconda guerra mondiale. Al termine del conflitto vennero considerati obsoleti e velocemente tolti dal servizio operativo.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Un Coronado ormeggiato alla Naval Air Station Jacksonville durante la guerra.

Dopo le prime consegne dei PBY Catalina, iniziate nel 1935, l'US Navy iniziò a pianificare le caratteristiche che avrebbe dovuto avere la successiva generazione di pattugliatori marittimi. Vennero contattate due aziende che nel 1936 presentarono i propri progetti alla commissione di valutazione, la Consolidated con il proprio XPB2Y-1, e la Sikorsky con il loro XPBS-1. Il prototipo del Coronado venne portato in volo per la prima volta nel dicembre 1937.[2]

Dopo le prime prove, il prototipo XPB2Y-1 rivelò alcuni problemi di stabilità per cui si ritenne necessario introdurre alcune sostanziali modifiche quali una più ampia ala controventata, un impennaggio di coda a doppia deriva ed una diversa motorizzazione affidata a quattro radiali Pratt & Whitney R-1830. La nuova variante, alla quale venne assegnata la denominazione PB2Y-2, era inoltre caratterizzata dall'adozione di eliche con caratteristiche diverse, quadripala a passo variabile accoppiate ai motori vicini alla fusoliera e standard tripala per quelli esterni.[1] Come il precedente PBY Catalina, i due galleggianti equilibratori posti sotto le ali erano dotate di un dispositivo che le retraevano nella struttura alare, il che consentiva un miglioramento nel coefficiente aerodinamico che si concretizzava in una maggiore autonomia.

Lo sviluppo continuò durante tutta la guerra. Il PB2Y-3, che impiegava serbatoi autosigillanti ed una corazzatura più pesante, entrò in servizio appena dopo l'attacco di Pearl Harbor del dicembre 1941 e fu questa la variante con la quale si costituirono le flotte di Coronado all'inizio del conflitto. Il prototipo XPB2Y-4 presentava la più potente motorizzazione data da 4 radiali Wright R-2600, ma pur riscontrando un miglioramento nelle prestazioni del velivolo queste non furono ritenute sufficienti per giustificare un aggiornamento della flotta ad un simile standard. Tuttavia, la maggior parte dei PB2Y-3 vennero portati allo standard PB2Y-5, sostituendo i precedenti R-1830 con la versione R-1830-92 dotata di un compressore a singolo stadio. Poiché la maggior parte dei PB2Y-3 già esistenti vennero utilizzati nelle missioni di trasporto tattico, volando bassi per evitare di venire scoperti, venne deciso di eliminare i compressori dai motori il che consentì, dato che non erano più necessari, di diminuire il peso a vuoto dei velivoli e di conseguenza aumentare il valore di carico utile senza sacrificare le prestazioni a bassa quota.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Due Coronado (in primo piano) davanti ad alcuni Catalina alla RAF Darrell's Island, Bermuda.

I Coronado entrarono in servizio tra la fine del 1941 e l'inizio del 1942, svolgendo impieghi operativi nel teatro bellico dell'oceano Pacifico sia come bombardieri che come antisommergibili anche se furono maggiormente utilizzati come aerei da trasporto, come importante componente della flotta del Naval Air Transport Service (NATS)[3], e da soccorso medico. Il britannico Royal Air Force Coastal Command aveva sperato di utilizzare il Coronado come bombardiere/pattugliatore marittimo, come con i PBY Catalina, tuttavia l'autonomia di 1 070 miglia di cui poteva disporre il Coronado era nettamente inferiore dei 2 520 mi disponibili nel Catalina e comunque minore anche dei 1 780 mi del Short Sunderland. Di conseguenza i Coronado forniti alla RAF tramite il Lend-Lease vennero allestiti come semplici idro da trasporto ed utilizzati nel RAF Transport Command. I velivoli vennero utilizzati per voli transatlantici con destinazione la base RAF situata a Darrell's Island, nelle Bermude, e Porto Rico, anche se gli aerei vennero usati per trasportare materiali ed equipaggiamenti di vitale importanza in una rete di trasporti che si estendeva verso sud tra entrambe le sponde dell'oceano Atlantico, da Terranova verso il Brasile, la Nigeria, e diverse altre zone africane.

Al termine del conflitto i Coronado in servizio con la US Navy erano oramai considerati obsoleti sia come bombardieri che come trasporto e vennero rapidamente tolti da servizio attivo ed avviati alla demolizione, venduti come rottami metallici appetibili per il recupero dell'alluminio con cui erano stati realizzati[3]. Degli esemplari in forza alla RAF cinque vennero demoliti, uno venne perso per una collisione con un Martin PBM Mariner e gli ultimi quattro vennero affondati nel 1946 al largo delle coste di Grande Bermuda.[4]

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

XPB2Y-1
prototipo dotato di motorizzazione Pratt & Whitney XR-1830-72 da 1 050 hp, realizzato in un esemplare.
PB2Y-2
versione di preserie dotata di motorizzazione R-1830-78 da 1 020 hp, scafo modificato e sei mitragliatrici da .5 in, prodotta in 6 esemplari.
XPB2Y-3
esemplare di PB2Y-2 convertito quale prototipo PB2Y-3.
PB2Y-3
versione di serie dotata di motorizzazione R.1830-88 da 1 200 hp e di 8 mitragliatrici da .5 in, prodotta in 210 esemplari.
PB2Y-3B
denominazione dei velivoli destinati alla Royal Air Force tramite Lend-Lease.
PB2Y-3R
conversione della PB2Y-3 ad uso da trasporto dotato di faired-over turrets, di portellone di carico laterale e posti a sedere per 44 passeggeri, prodotta in 31 esemplari.
XPB2Y-4
esemplare di PB2Y-2 rimotorizzato Wright R-2600 e realizzato in un esemplare.
XPB2Y-5
esemplare di XP2BY-3 convertito come prototipo PB2Y-5.
PB2Y-5
versione PB2Y-3 dotata di motorizzazione R-1830-92 da 1200 hp, di serbatoi carburante di maggiore capacità di carburante e sistema RATO (rocket assisted take-off) per il decollo assistito.
PB2Y-5R
versione disarmata del PB2Y-5 da trasporto utilizzato come medevac.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito Regno Unito
Stati Uniti Stati Uniti

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Al 2005 l'unico esemplare che risulta conservato è esposto presso il National Museum of Naval Aviation di Pensacola, in Florida.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bridgeman 1946, pp. 218-219
  2. ^ Andrews 1989, pp. 22-23
  3. ^ a b Andrews 1946, p. 9
  4. ^ March 2000, p. 63

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Leonard. “The Consolidated Vultee Model 29 Coronado.” Bridgeman, Jane's Fighting Aircraft of World War II, London, Studio, 1946, ISBN 1-85170-493-0.
  • (EN) William Green, War Planes of the Second World War, Volume Five: Flying Boats, 5th impression, London, Macdonald & Co.(Publishers) Ltd. [1962], 1972, ISBN 0-356-01449-5.
  • (EN) Capt. USN (ret.) Richard Hoffman, Consolidated PB2Y Coronado (Naval Fighters 85), Simi Valley, California, USA, Ginter Books, 2009, ISBN 978-0-942612-85-1.
  • (EN) Daniel J. March, British Warplanes of World War II, Rochester, Kent, UK, Grange Books Plc., 2000, ISBN 1-84013-391-0.
  • (EN) David Mondey, The Hamlyn Concise Guide to American Aircraft of World War II, London, Chancellor Press, 1996, ISBN 1-85152-706-0.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Velivoli comparabili[modifica | modifica wikitesto]

Giappone Giappone
Regno Unito Regno Unito
Stati Uniti Stati Uniti

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]