Wright R-1820

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Wright R-1820 Cyclone 9 (R-1820-C9HC)
Wright R-1820 Engine.jpg
Il Wright R-1820 Cyclone esposto al
USAF Museum, Dayton (Ohio), Stati Uniti
Descrizione
Costruttore Curtiss-Wright Corporation
Tipo motore radiale
Numero di cilindri 9
Raffreddamento ad aria
Alimentazione carburatore Stromberg PD12K10 a depressione con sistema automatico di carburazione
Distribuzione OHV 2 valvole per cilindro. Valvole di scarico con inserto in sodio
Compressore centrifugo, azionato dall'albero motore, a singolo stadio e due velocità, con rapporto di compressione 7,134:1 a bassa velocità e 10,04:1 ad alta velocità.
Dimensioni
Lunghezza 1.201 mm (47,29 in)
Diametro 1.400 mm (55,12 in)
Cilindrata 29,88 L (1.823 in³)
Alesaggio 155,6 mm (6,125 in)
Corsa 174 mm (6,875 in)
Rap. di compressione 6,55:1
Peso
A vuoto 605 kg (1.333 lb)
Prestazioni
Potenza 1.300 hp (970 kW) a 1.220 m (4.000 ft) a 2.600 giri/min
1.000 hp (745 kW) a 5.330 m (17.500 ft) a 2.600 giri/min
Potenza specifica 32,5 kW/L (0.71 hp/in³)
Rapporto peso-potenza 1,60 kW/kg (0.98 hp/lb)
Combustibile benzina 90 ottani
Lubrificazione a carter secco con una pompa di pressione ed una di riciclo.
Note
La sigla R-1820 identifica il modello in base alla sua cilindrata in pollici cubici, circa 1.820 in³.
voci di motori presenti su Wikipedia
Un Wright R-1820 Cyclone installato sul muso di un North American T-28B

Il Wright R-1820 Cyclone 9 è stato uno dei motori radiali maggiormente utilizzati di quelli prodotti negli Stati Uniti nel periodo che va dal 1930 al 1950.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Cyclone nacque come sviluppo di un precedente motore stellare prodotto dalla Wright. Nel 1919 venne costituita la Wright Aeronautical Corporation, compagnia statunitense che si occupò della produzione di motori aeronautici Hispano-Suiza costruiti su licenza. Il primo progetto autonomo fu il Wright R-1, motore che ebbe un buon successo e che gettò le basi per la realizzazione di un'unità che soddisfacesse le specifiche della richiesta della U.S. Navy per un nuovo motore radiale raffreddato ad aria. Questo portò alla progettazione nel 1924 del Wright P-2, predecessore del Cyclone, mai portato in produzione per le dimissioni dell'ingegnere progettista Frederick Rentschler, che assieme al suo staff preferì accettare le proposte della concorrente Pratt & Whitney.

Tuttavia nel 1927 la Wright Aeronautical iniziò la produzione dell'R-1820, che riscosse un successo tale da essere montato su diversi velivoli durante gli anni trenta. Nel 1929 la ditta si fuse con la Curtiss dando origine alla Curtiss-Wright. Dopo questa fusione si iniziò a sviluppare una versione più potente di questo motore che potesse raggiungere una potenza di 1 000 hp (746 kW). Da questo progetto scaturì dell'R-1820, la cui produzione iniziò nel 1935 e che diverrà uno dei motori più utilizzati negli anni trenta e nella seconda guerra mondiale.

L' R-1820 fu costruito su licenza anche dalla Lycoming Engines, Pratt & Whitney Canada ed anche, durante la seconda guerra mondiale, dalla Studebaker.

Anche l'Unione Sovietica aveva acquistato i diritti per produrlo su licenza, designandolo M-25, costituendo un ufficio di progettazione, l'OKB 19, diretto dall'ingegner Arkadij Dmitrievič Švecov per sviluppare ulteriormente quel progetto.

L'R-1820 fu il propulsore di molti conosciutissimi aeroplani tra cui i primi velivoli di linea della Douglas (dal prototipo DC-1, DC-2, le prime versioni civili del famosissimo DC-3, fino alla limitata produzione del DC-5), del bombardiere statunitense probabilmente più conosciuto, il Boeing B-17 Flying Fortress, del bombardiere in picchiata Douglas SBD Dauntless, delle prime versioni del caccia sovietico Polikarpov I-16 (con il sopracitato M-25), e dell'elicottero Piasecki H-21.

L'R-1820 ha avuto anche un interessante uso, seppur limitato, nel motorizzare carri armati. La versione G-200 fu una versione del motore radiale a 9 cilindri alimentata a benzina che sviluppava 900 hp a 2,300 giri/min installato sul carro M6. La Caterpillar Inc. convertì il Wright RD-1820 al ciclo diesel, denominandolo D-200, il quale sviluppava 450 hp a 2.000 giri/min; quest'ultimo motorizzò il carro M4A6 Sherman.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

  • R-1820-1 - 575 hp (429 kW)
  • R-1820-4 - 770 hp (574 kW)
  • R-1820-22 - 950 hp (708 kW)
  • R-1820-33 - 775 hp (578 kW)
  • R-1820-45 - 930 hp (694 kW)
  • R-1820-53 - 1 000 hp (750 kW)
  • R-1820-60 - 1 200 hp (895 kW)
  • R-1820-62 - 1 350 hp (1 007 kW)
  • R-1820-72W - 1 425 hp (1 063 kW)
  • R-1820-80 - 700 hp (522 kW)
  • R-1820-86 - 1 425 hp (1 063 kW)
  • R-1820-97- 1 200 hp (895 kW), (con un turbocompressore in aggiunta al compressore centifugo)
  • R-1820-103 - 1 425 hp (1 063 kW)

Velivoli utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

bandiera Regno d'Italia
Stati Uniti Stati Uniti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Bridgman, L, (ed.) (1998) Jane's fighting aircraft of World War II. Crescent. [ISBN 0-517-67964-7]
  • (EN) The complete Encyclopedia of World Aircraft cover Editors: Paul Eden & Soph Moeng, (Amber Books Ltd. Bradley's Close, 74-77 White Lion Street, London, NI 9PF, 2002, [ISBN 0-7607-3432-1]), 1152 pp.
  • (EN) Aircraft Engines in Armored Vehicles. Retrieved on 2006-10-03.

Argomenti correlati[modifica | modifica wikitesto]

Motori comparabili[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Aviazione Portale Aviazione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Aviazione