Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu

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大日本帝国海軍航空本部
Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu
Servizio aeronautico della Marina Imperiale Giapponese
Naval Ensign of Japan.svg
Descrizione generale
Attiva 1912 - 1945
Nazione Giappone Giappone
Alleanza Potenze dell'Asse
Servizio marina militare
Tipo aviazione di marina
Comandanti
Comandanti degni di nota Saburo Sakai, Mitsuo Fuchida
Simboli
Coccarda Japan Air Self-Defense Force roundel.svg

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Il Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu, in giapponese 大日本帝国海軍航空本部 (Servizio aeronautico della Marina Imperiale Giapponese), è stato dal 1912 al 1945 l'aviazione di marina dell'Impero giapponese e parte integrante delle forze armate giapponesi durante la seconda guerra mondiale.

Compiti[modifica | modifica wikitesto]

L'aviazione giapponese non era una forza armata indipendente, ma l'esercito e la marina avevano una propria aviazione e le due spesso erano in conflitto tra loro sia per quanto riguarda la strategia operativa che per la priorità nei rifornimenti di mezzi e materiali. Il compito primario dell'aviazione di marina era di appoggiare le forze di superficie e condurre operazioni contro l'aviazione nemica. Non era teoricamente previsto che attuasse operazioni strategiche di sua iniziativa. Il servizio aereo era relativamente esiguo e i piloti pochi, pertanto era difficile sostituire gli eventuali caduti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il personale tecnico si adopera intorno agli aerei della portaerei Zuikaku il 5 maggio 1942, alla vigilia della battaglia del mar dei Coralli

All'inizio della guerra vera spina dorsale delle forze aeree nipponiche era l'aviazione imbarcata sulle grandi portaerei come la Akagi, la Kaga, la Hiryu e la Sōryū, oltre che gli stormi da bombardamento, siluramento e ricognizione con base a terra. Nei primi mesi di guerra, almeno sino alle battaglie di Midway e Guadalcanal l'aviazione navale giapponese fu molto probabilmente la migliore al mondo potendo disporre di equipaggi superbamente addestrati per anni. A questi ultimi sono da ascrivere, per esempio, operazioni come l'affondamento delle navi inglesi Repulse e Prince of Wales o della portaerei Hermes nel 1941.

Con il progressivo affondamento delle portaerei da parte statunitense e la falcidie operata sui loro gruppi imbarcati, l'aviazione navale giocò un ruolo sempre più marginale, diventando da arma offensiva una semplice scorta ravvicinata, nel migliore dei casi, o un serbatoio di mezzi e piloti sempre più inesperti per quello che verso la fine della guerra fu l'ampio uso dei kamikaze. Soprattutto l'aviazione navale si trovò in gravi difficoltà a sostituire i propri piloti, poiché l'addestramento dei piloti imbarcati giapponesi era molto accurato e laborioso, difficile da semplificare (in particolar modo per le manovre d'appontaggio, che erano a carico completo del pilota, mentre americani ed inglesi erano assistiti dalla portaerei), mentre il forte spirito di segregazione tra ufficiali e sotto-ufficiali piloti impediva a questi ultimi di fare carriera e di sostituirli.

Viceversa l'aviazione dell'esercito, che all'inizio del conflitto era inferiore sia per numero che per qualità, iniziò a sopravanzare quella della marina, anche se rimase una forza armata secondaria nei piani dello stato maggiore nipponico. Questo fu visto da molti come un'umiliazione per la marina, e il ricorso ai kamikaze fu anche un modo per riaffermare la superiorità morale del corpo.

Un Yokosuka MXY-7 Ohka (soprannominato dagli americani baka, cioè stupido) non utilizzato ed ospitato in un museo

Uno dei velivoli utilizzati, lo Yokosuka MXY-7 Ohka, era praticamente una bomba volante: il pilota prendeva posto su di una vera e propria bomba e si limitava a dirigere l'aeroplano contro l'obiettivo. Furono impiegati per la prima volta nel golfo di Leyte, suscitando paura tra gli americani, ma complessivamente diedero un risultato trascurabile ai fini del conflitto. L'aviazione nipponica era organizzata in cinque armate con zone di operazione ben definite.

Assi della caccia[modifica | modifica wikitesto]

Nome Abbattimenti Medaglie ricevute Note Foto
Hiroyoshi Nishizawa 87 fonti diverse gli attribuiscono dai 120 ai 150 abbattimenti
Tetsuzō Iwamoto 94 nel suo diario personale sono annotati 202 abbattimenti
Shoichi Sugita 70 fonti diverse gli attribuiscono 80 abbattimenti
Saburo Sakai 64
Takeo Okamura 54
Toshio Ōta 34
Kazuo Sugino 32
Junichi Sasai 27
Sito Origami 10
Toshiyuki Sueda 9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]