Lockheed L-18 Lodestar

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Model 18 Lodestar
C-56 / C-57 / C-60 / R5O
Un R5O-4 della United States Coast Guard in volo
Un R5O-4 della United States Coast Guard in volo
Descrizione
Tipo aereo di linea
aereo da trasporto militare
Equipaggio 3
Costruttore Stati Uniti Lockheed
Data primo volo 21 settembre 1939
Esemplari 625
Sviluppato dal Lockheed Model 14 Super Electra
Dimensioni e pesi
Lunghezza 15,19 m (49 ft 10 in)
Apertura alare 19,96 m (65 ft 6 in)
Altezza 3,61 m (11 ft 10 in)
Superficie alare 51,20 (551 ft²)
Peso a vuoto 5 103 kg (11 250 lb)
Peso max al decollo 8 709 kg (19 200 lb)
Passeggeri 15-18 (max 26)
Propulsione
Motore 2 radiali Pratt & Whitney Hornet
Potenza 875 hp (652 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 383 km/h (238 mph, 207 kt)
VNE 450 km/h (280 mph, 243 kt)
Velocità di salita 488 m/min (1600 ft/min)
Autonomia 2 739 km (1 702 mi, 1 479 nm)
Quota di servizio 6 218 m (20 400 ft)
Note dati relativi alla versione Lodestar 18-07 (C-59 / R5O-2)

i dati sono estratti da flugzeuginfo.net[1]

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Il Lockheed L-18 Lodestar era un bimotore da trasporto ad ala bassa sviluppato dall'azienda statunitense Lockheed Corporation alla fine degli anni trenta

Introdotto nei primi anni anni quaranta, benché destinato al mercato civile nelle rotte passeggeri, venne valutato ed adottato anche in ambito militare ed utilizzato durante la seconda guerra mondiale principalmente dalle forze armate statunitensi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Lo scarso successo commerciale riscontrato nelle vendite del L-14 Super Electra suggerì alla Lockheed di sviluppare un nuovo modello che risolvesse i problemi riscontrati su quel modello e soddisfasse maggiormente le esigenze del mercato dell'aviazione civile.[2]

Il prototipo dell' L-18 fu costruito usando uno dei Super Electra restituiti al costruttore dalla Northwest Airlines, dopo una serie di incidenti con gli L-14. La fusoliera venne allungata di 1,68 metri, permettendo di aggiungere due o più file di sedili, normalmente da 15 a 18 passeggeri e nelle versioni ad alta densità fino a 26, al fine di rendere il velivolo più economicamente redditizio nelle tratte utilizzate dalle compagnie aeree.

Tuttavia, la maggior parte delle compagnie statunitensi si orientò nell'acquisto dei Douglas DC-3 relegando il Lodestar ad un ruolo comprimario nell'aviazione nazionale riscuotendo un miglior successo solo nelle vendite all'estero, con 96 esemplari acquistati da compagnie aeree ed agenzie governative in Africa, Brasile, Canada, Francia, Paesi Bassi, Norvegia, Sudafrica, Regno Unito e Venezuela.[2]

Il modello venne successivamente offerto anche sul mercato del trasporto militare, riscontrando inizialmente un limitato interesse da parte della United States Army, ma le vicende belliche legate all'allargamento della seconda guerra mondiale, conseguente all'attacco di Pearl Harbor, mutò la situazione con la partecipazione diretta degli Stati Uniti nel conflitto. La conseguente necessità di avere a disposizione nuovi velivoli procurò delle notevoli commissioni alla Lockheed che, soprattutto grazie a quelle destinate alla United States Army Air Force, attestarono la produzione totale a 625 esemplari complessivi.[2]

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

29 esemplari furono acquistati dal governo delle Indie Orientali Olandesi. South African Airways (21), Trans-Canada Air Lines (12) e BOAC (9) furono i migliori acquirenti.

Quando gli Stati Uniti iniziarono ad ingrossare la loro flotta aerea nel 1940-41, alcuni Lodestar vennero convertiti per il servizio militare sotto varie designazioni.

Dopo la guerra, i Lodestar tornarono al servizio civile, soprattutto come trasporti per voli aziendali, ad esempio con la conversione DAS Dalaero della Dallas Aero Service, il Learstar di Bill Lear (prodotto dalla PacAero), e l'Howard 250 della Howard Aero.[3] Alcuni di questi ultimi furono poi convertiti con un carrello triciclo.

In Nuova Zelanda i Lodestar furono soprattutto usati come aereo agricolo, per la disinfestazione dei campi.

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica sorgente]

La struttura del 1940 Air Terminal Museum con a destra l'L-18 Lodestar di proprietà del museo.

Sono numerosi gli esemplari di Lodestar arrivati ai nostri giorni, molti conservati in musei aeronautici oltre a più di una decina ancora in condizioni di volo utilizzati dai loro proprietari durante manifestazioni aeree e rievocazioni storiche negli Stati Uniti.

Tra quelli in esposizione statica in strutture museali è presente un Lodestar convertito per l'uso civile conservato al 1940 Air Terminal Museum di Houston, Texas.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Civili[modifica | modifica sorgente]

18-07
versione equipaggiata con due radiali Pratt & Whitney Hornet S1E2-G da 875 hp, realizzata in 25 esemplari più due prototipi.[4]
18-08
versione equipaggiata con due radiali Pratt & Whitney Twin Wasp S1C3-G da 1 200 hp, realizzata in 33 esemplari.[4]
18-10
versione equipaggiata con due radiali Pratt & Whitney Twin Wasp S1C3-G da 1 200 hp, realizzata in 39 esemplari.[4]
18-14
versione equipaggiata con due radiali Pratt & Whitney Twin Wasp S4C4-G da 1 200 hp, realizzata in 4 esemplari.[4]
18-40
versione equipaggiata con due radiali Wright Cyclone G-1820-G104A da 1 200 hp, realizzata in 26 esemplari.[4]
18-50
versione equipaggiata con due radiali Wright Cyclone G-1820-G202A da 1 200 hp, realizzata in 13 esemplari.[4]

Militari[modifica | modifica sorgente]

United States Army Air Corps/Forces[modifica | modifica sorgente]

C-56
Alimentato da 2 motori Wright R-1820 da 760 cavalli. 1 esemplare costruito.
C-56A / C-56B / C-56C / C-56D / C-56E
Alimentato da 2 motori Pratt & Whitney R-1690. 25 esemplari costruiti.
C-57A
Alimentato da 2 motori Pratt & Whitney R-1830. 1 esemplare costruito.
C-57B
Versione per trasporto truppe. Alimentato da 2 motori Pratt & Whitney R-1830. 7 esemplari costruiti.
C-57C
Versione C-60A con 2 motori Pratt & Whitney R-1830-51. 3 esemplari costruiti.
C-57D
Versione C-57A con 2 motori Pratt & Whitney R-1830-92. 1 esemplare costruito.
C-59
Alimentato da 2 motori Pratt & Whitney R-1690 Hornet. 10 esemplari costruiti, trasferiti alla RAF come Lodestar IA.
C-60
Alimentato da 2 motori Wright R-1820-87. 36 esemplari costruiti, trasferiti alla RAF come Lodestar II.
C-60A Lodestar in livrea USAAC.
C-60A
Alimentato da 2 motori Pratt & Whitney R-1830 Twin Wasp. 125 esemplari costruiti, usati come trasporto truppe.
XC-60B
Versione C-60A equipaggiato con impianto antighiaccio sperimentale. 1 esemplare costruito.
C-60C
Proposta per una versione per trasporto truppe da 21 posti, mai costruito.
C-66
Alimentato da 2 motori Wright R-1820-87. 1 esemplare, trasferito all'aeronautica militare brasiliana.

United States Navy[modifica | modifica sorgente]

Un R5O-1 in livrea United States Coast Guard.
XR5O-1
Alimentato da 2 motori Wright R-1820-40 da 1 200 cavalli (895 kW). 1 esemplare costruito.
R5O-1
Alimentato da 2 motori Wright R-1820-97 da 1 200 cavalli (895 kW). 3 esemplari costruiti, uno trasferito alla United States Coast Guard.
R5O-2
Alimentato da 2 motori Pratt & Whitney R-1690-25 da 850 cavalli (634 kW). 1 esemplare costruito.
R5O-3
Alimentato da 2 motori Pratt & Whitney R-1830-34A da 1 200 cavalli (895 kW). 2 esemplari costruiti.
R5O-4
Alimentato da 2 motori Wright R-1820-40. 7 posti. 12 esemplari costruiti.
R5O-5
Alimentato da 2 motori Wright R-1820-40. Simile al R5O-4 ma con 14 posti. 14 esemplari costruiti.
R5O-6
35 USAAF C-60A trasferiti agli (US Marine Corps), equipaggiati con 18 posti per paracadutisti.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Militari[modifica | modifica sorgente]

Australia Australia
Brasile Brasile
operò con 7 C-60A ed un C-66.[4]
Canada Canada
operò con 18 C-60A.[4]
Colombia Colombia
operò con un C-60 come trasporto VIP.
Haiti Haiti
Paesi Bassi Indie Orientali Olandesi
operò con 20 Model 18-40 e 9 Model 18-50.[4]
Israele Israele
Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Norvegia Norvegia
operò con 3 esemplari assegnati al governo norvegese in esilio.[4]
Il C-56 Lodestar esposto in livrea Royal Air Force al Castle Air Museum di Atwater, California.
Regno Unito Regno Unito
Stati Uniti Stati Uniti
Sudafrica Sudafrica

Civili[modifica | modifica sorgente]

Belgio Belgio
operò con 7 esemplari.[5]
Brasile Brasile
operò con sei Model 18-10 di nuova costruzione.[4]
operò con due Model 18-10 acquistati dalla Panair do Brasil.
Canada Canada
operò con 12 Model 18-10 di nuova costruzione.[4]
operò con 2 Model 18-10 di nuova costruzione.[4]
Cile Cile
Francia Francia
operò con 5 Model 18-07 di nuova costruzione.[4]
operò con 3 Model 18-07 di nuova costruzione.[4]
Finlandia Finlandia
Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Regno Unito Regno Unito
operò con 9 Model 18-07 di nuova costruzione.[4]
Portogallo Portogallo
Stati Uniti Stati Uniti
operò con 5 Model 18-08 di nuova costruzione.[4]
operò con un Model 18-08 di nuova costruzione.[4]
operò con 4 Model 18-07 di nuova costruzione.[4]
operò con 3 Model 18-50 di nuova costruzione.[4]
operò con 6 Model 18-10 di nuova costruzione.[4]
operò con 4 Model 18-10 di nuova costruzione.[4]
Sudafrica Sudafrica
operò con due esemplari.
operò con 21 Model 18-08 di nuova costruzione.[4]
Venezuela Venezuela
  • LAV
operò con un Model 18-10 di nuova costruzione.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Palt Karsten, Lockheed 18 Lodestar - Specifications - Technical Data / Description (english) in flugzeuginfo.net, http://www.flugzeuginfo.net, 16 mag 2010. URL consultato il 26 giu 2010.
  2. ^ a b c Lockheed 18 Lodestar in Virtual Aircraft Museum.
  3. ^ Taylor 1965, p.244.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x Francillon 1982, pp. 185-194 e 488-489
  5. ^ (EN) SkyStef, SABENA in Weather & Aviation, http://www.skystef.be/index.html. URL consultato il 26 giu 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Andrade, John (1979). U.S.Military Aircraft Designations and Serials since 1909. Midland Counties Publications. ISBN 0-904597-22-9.
  • (EN) Francillon, René J. (1982). :Lockheed Aircraft since 1913. London: Putnam & Company. ISBN 0-370-30329-6.
  • (EN) Taylor, John W. R. (1965). Jane's All the World's Aircraft 1965-66. London: Sampson Low, Marston.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]