Libano

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Libano
Libano – Bandiera Libano - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Kullunā li-l-waṭan li-l-ʿulā li-l-ʿalam ("Tutti noi per la patria, la gloria e la bandiera")
Libano - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Libanese
Nome ufficiale الجمهورية اللبنانية
al-Jumhūriyya al-Lubnāniyya

République libanaise

Lingue ufficiali arabo1 2
Capitale Beirut  (1 200 000 ab. / 2005 (stima))
Politica
Forma di governo repubblica semipresidenziale
Presidente Tammam Salam (ad interim)
Primo Ministro Tammam Salam
Indipendenza Dalla Francia (governo di Vichy), 22 novembre 1943
Ingresso nell'ONU Dal 24 ottobre 1945
Superficie
Totale 10.452 km² (160º)
 % delle acque 2 %
Popolazione
Totale 4.227.597 ab. (2012) (123º)
Densità 398 ab./km²
Tasso di crescita -0,38% (2012)[1]
Geografia
Continente Asia
Confini Siria, Israele
Fuso orario UTC +2 -- Orario estivo (ora legale): UTC+3
Economia
Valuta Lira libanese (LL)
PIL (nominale) 41 343[2] milioni di $ (2012) (85º)
PIL pro capite (nominale) 10 311 $ (2012) (66º)
PIL (PPA) 62 501 milioni di $ (2012) (85º)
PIL pro capite (PPA) 15 587 $ (2012) (63º)
ISU (2011) 0,739 (alto) (71º)
Fecondità 1,8 (2011)[3]
Consumo energetico 0.31 3 kWh/ab. anno
Varie
Codici ISO 3166 LB, LBN, 422
TLD .lb
Prefisso tel. +961
Sigla autom. RL
Inno nazionale Kullunā li-l-watan li-l'ula li-l-'alam
Festa nazionale 22 novembre
Libano - Mappa
1L'articolo 11 della Costituzione Libanese dichiara: “L'arabo è la lingua nazionale ufficiale. La legge determina i casi in cui la lingua francese può essere utilizzata”. Altri idiomi diffusi in Libano sono il vernacolo arabo libanese, l'inglese, francese e l'armeno.
2 L'ultimo censimento risale al 1932 e non è stato più aggiornato per motivi di opportunità politica e per non turbare gli equilibri interconfessionali.
3 Fonte CIA World FactBook, 2003.
Evoluzione storica
Stato precedente Francia Mandato francese della Siria
 

Coordinate: 33°50′N 35°46′E / 33.833333°N 35.766667°E33.833333; 35.766667

Il Libano (in arabo: لبنان, Lubnān; francese: Liban, nella forma estesa in in arabo: اَلْجُمْهُورِيَّة اَللُّبْنَانِيَّة, al-Jumhūriyya al-Lubnāniyya, République libanaise ossia "Repubblica libanese", aramaico:לבנאנ) è uno Stato del Vicino Oriente che si affaccia sul settore orientale del mar Mediterraneo. Il Libano confina a Nord e ad Est con la Siria e a Sud con Israele. Ad Ovest si affaccia sul Mar Mediterraneo.

La superficie del Libano è di 10.452 km². La capitale è Beirut.
Le attività economiche principali sono i servizi bancari e finanziari, tradizionalmente sostenuti da un regime economico libero-scambista e competitivo, e il turismo.

Secondo una ricostruzione etimologica tanto diffusa quanto non scientifica, il termine Lubnān sarebbe stato utilizzato a partire dall'VIII secolo d.C. e deriverebbe dalla radice trilittera l-b-n, la stessa della parola laban (ossia "latte"), per via della somiglianza tra i massicci montuosi coperti di neve e il colore del latte.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Libano.
Il Libano visto dal satellite

Il Libano si trova in Asia e più precisamente nell'Asia occidentale (Vicino Oriente), di cui è il paese più piccolo per superficie. Lungo 250 km e largo da 25 a 60 km, confina con il Mar Mediterraneo a Ovest per una costa lunga 225 km, con la Siria a Nord e ad Est (per 375 km), con Israele a Sud (per 79 km). Il confine Nord con la Siria è segnato in buona parte dal fiume Nahr al-Kabir, mentre a Sud il punto più estremo sulla costa è segnato dal promontorio di Rosh Hanikra. Il confine con le Alture del Golan (de jure in Siria ma occupate da Israele dal 1967) è contestato dal Libano in una piccola area chiamata Fattorie di Sheb'a, nonostante il confine sia stato demarcato dalle Nazioni Unite.[4]

  • Superficie: 10.452 km²
  • Paesi confinanti: Siria a Est e a Nord, Israele a Sud.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

  • Clima: Mediterraneo - temperato
  • Temperatura marina: 32° (media estiva)

Il Libano ha un clima mediterraneo moderato. Sulla costa gli inverni sono freschi e piovosi e le estati calde e umide. A maggiori altitudini, le temperature invernali scendono sotto lo zero con frequenti nevicate, anche abbondanti, mentre le estati sono dure e secche.[5] Benché in generale il Libano goda di precipitazioni annue abbastanza elevate in confronto agli aridi paesi circostanti, alcune aree nord-orientali sono più aride perché le cime della catena occidentale bloccano molte nuvole nate sul Mediterraneo.[6]

Nell'antichità, il Libano ospitava grandi foreste di cedro del Libano, oggi simbolo nazionale.[7] Tuttavia, millenni di sfruttamento commerciale, (per edilizia e cantieri navali) senza alcuna politica di riforestazione, hanno fortemente ridotto la loro diffusione.[7]

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

I residenti in Libano sono stati stimati in 3.577.000 nel 2005 (densità: 344 ab/km²) e in 3.925.502 nel luglio 2007.[8]

Etnie e religioni[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione libanese comprende diversi gruppi religiosi. Lo stato riconosce ufficialmente 18 confessioni, sotto elencate. La religione si fonde con il riferimento etnico.

Le confessioni riconosciute sono:

Chiesa accanto ad una moschea a Beirut.

Dal 1932 non sono più stati eseguiti censimenti ufficiali a causa della grande "sensibilità" dei libanesi nei confronti dei rapporti numerici fra le varie confessioni religiose. Sulla base di nuovi dati, infatti, i rapporti di forza cambierebbero e di conseguenza andrebbe cambiata anche la costituzione e quanto in essa previsto per la vita politica libanese. Tra l'altro, il censimento del 1932, svolto sotto il mandato francese, contò solo i cittadini libanesi residenti in Libano nel 1932, escludendo i libanesi emigrati e i residenti non libanesi. Risultarono 785.543 cittadini libanesi residenti, così ripartiti[9]:

  • 52% cristiani di cui: 29% maroniti, 6% greco-cattolici, 4% armeno-cattolici, 3% cattolici latini (cattolici); 10% greco-ortodossi; protestanti e altri.
  • 48% musulmani (22% sunniti, 19% sciiti, 7% drusi).

Mentre un tempo i cristiani costituivano la maggioranza, attualmente, secondo le stime del governo statunitense, i musulmani sono all'incirca il 60% della popolazione libanese[10]. Alcuni drusi focalizzano la loro identità in senso lato, dissociandosi dall'essere accomunati classicamente con i musulmani[11]. Numerosi cristiani maroniti non si identificano come arabi, ma come semiti etnicamente discendenti dai fenici[12] e dalla mescolanza di popoli che vivevano in Siria e in Libano prima dell'arrivo degli stessi arabi (principalmente popolazioni di lingua siriaca e bizantini). Successivamente i maroniti si sarebbero mescolati anche con i crociati. Numerosi storici hanno tuttavia contestato o criticato queste tesi[13]. È da sottolineare che, secondo alcune opinioni attuali, è considerato arabo qualsiasi persona avente la lingua araba come lingua madre, a prescindere dai riferimenti genealogici. L'1% dei libanesi è di origine curda.[14]

Sinagoga a Deir al-Qamar risalente al 600 d.C.

Esiste anche una comunità ebraica composta attualmente da circa 100 individui; la maggior parte degli ebrei libanesi ha infatti scelto di lasciare il paese a causa della guerra civile. Dal gennaio 2009 è stato istituito il sito ufficiale della comunità ebraica libanese che va ad affiancare il blog di discussione nato nel 2006[15][16][17].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia degli Ebrei in Libano.

Il Libano è una paese membro della Lega araba anche se con le sue particolari caratteristiche pluriconfessionali e di paese mediterraneo.

cattedrale armena di san Gregorio a Beirut

Sul territorio, gli sciiti sono concentrati soprattutto nel Sud del paese, nella periferia meridionale di Beirut e nella Valle della Beqa', mentre i sunniti soprattutto attorno a Tripoli, Sidone e nella parte Ovest di Beirut. I cristiani sono concentrati perlopiù nella zona centrale del Monte Libano e nella parte Est di Beirut, mentre i drusi si trovano nel massiccio dello Shuf (a Sud-Est di Beirut).

Molti milioni di libanesi hanno lasciato la madrepatria per trasferirsi negli Stati Uniti d'America, in America Meridionale (soprattutto in Argentina e Brasile), in alcuni paesi africani, come il Senegal e la Costa d'Avorio (da cui poi sono stati cacciati), in Australia e in Europa, specialmente in Francia. Si calcolano 18 milioni di persone di ascendenza libanese, di cui 8 milioni in Brasile. I libanesi della diaspora sono soprattutto di religione cristiana;[senza fonte] si spiega così, insieme al tasso di crescita più elevato presso la popolazione musulmana, il cambiamento nei rapporti numerici, nonché la richiesta dei politici libanesi cristiani di concedere il diritto di voto agli espatriati.[senza fonte]

L'importanza degli equilibri religiosi ha fatto sì che ai rifugiati armeni di religione cristiana sia stata concessa la cittadinanza libanese, che è invece negata ai profughi palestinesi, richiesta quest'ultima sostenuta dai musulmani sunniti.[senza fonte]

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

La lingua ufficiale è l'arabo standard moderno. L'arabo parlato correntemente dalla popolazione differisce dall'arabo standard utilizzato nella forma scritta e per alcuni costituisce addirittura una lingua "neo-araba"[18] o persino una lingua semitica a sé stante.[19][20]

Il francese costituisce una seconda lingua diffusa. L'articolo 11 della Costituzione Libanese dichiara la presenza diretta ed indiretta rispettivamente all'arabo ed al francese. Esso recita come segue: “L'arabo è la lingua nazionale ufficiale. La legge determina i casi in cui la lingua francese può essere utilizzata”.[21] In Libano si pubblicano quattro quotidiani e un settimanale di cinema in francese ed è presente Radio Liban con le sue trasmissioni francofone. Si stima che la metà dei libanesi sia francofona.[22] Inoltre in Libano si trova la più importante università francofona tra quelle presenti in Paesi in cui il francese non sia lingua materna dominante della popolazione. Il Libano è membro dell'Organizzazione Internazionale della Francofonia e la capitale Beirut, già città ospitante del congresso biennale del 2002, è stata scelta come organizzatrice dei Giochi della Francofonia del 2009. Fino all'epoca della guerra civile, gran parte della comunità cristiana si opponeva a utilizzare l'arabo come propria lingua, facilitata in questo dalla diffusione delle scuole in lingua francese. Circa il 45% dei libanesi utilizza il francese quale seconda lingua. Negli ultimi anni, sta avanzando l'uso dell'inglese, che oggi è conosciuto da circa 1/3 della popolazione, soprattutto giovani. La comunità armena conserva il proprio idioma (affiancato alla lingua araba).

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storia antica e moderna[modifica | modifica wikitesto]

I più antichi insediamenti umani in Libano risalgono al 7000 a.C., in particolare a Biblo, la più antica città del mondo abitata con continuità[23].

Nell'antichità il Libano fu la sede della civiltà dei Fenici, che nel VI secolo a.C. fu incorporata da Ciro il Grande nell'Impero Persiano e due secoli più tardi entrò nell'orbita dei regni ellenistici successori di Alessandro Magno. Nel I secolo a.C. ebbe luogo la conquista romana, che si protrasse (prima nell'ambito di un impero unificato, poi nel seno dell'Impero romano d'Oriente) fino all'invasione araba. Sia in epoca ellenistica che romana, la massima parte del territorio libanese (fra cui la cosiddetta Celesiria) fu considerata, anche sotto il profilo politico, appartenente alla Siria.

La conquista, già nel VII secolo, da parte degli arabi mossi dall'Islam cambiò definitivamente la storia e la civiltà del paese, che pure vide un periodo di dominazione cristiana all'epoca delle crociate (XII e XIII secolo). L'Impero ottomano dominò anche il Libano, come parte della Grande Siria, dal 1516 fino alla battaglia di Megiddo al termine della prima guerra mondiale (settembre 1918).
Ciò che differenzia e rende unico il Libano è il suo costante ruolo di crocevia e ponte tra il mondo cristiano ed islamico: da rimarcare sono i contatti frequenti tra il Libano e l'Europa ed in particolare con la Francia e con l'Italia: i rapporti con l'Italia affondano le loro radici nella penetrazione commerciale pisana, veneziana e genovese all'indomani della caduta dell'Impero bizantino ed alla costante permanenza di basi militari e commerciali veneziane nelle vicinanze del Libano fino al XVIII secolo. Curioso e rimarchevole è l'episodio che lega la Toscana alla storia del Libano e che rimonta agli inizi del XVII, quando il Granduca di Toscana Cosimo II, ospitò a lungo e strinse un'alleanza con l'emiro libanese Fakhr al-Din II, secondo la quale, mediante l'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, il primo si impegnava ad aiutare il secondo a liberare il Libano dal giogo ottomano. Tale alleanza non andò a buon fine vista la prematura morte del Granduca e la sua difficile successione da parte di suo figlio appena undicenne.

I rapporti con la Francia risalgono circa a cinquant'anni dopo i tentativi toscani quando i re di Francia ottengono, nel quadro dell'alleanza che aveva siglato con l'Impero ottomano ai danni dell'Impero Asburgico, uno statuto di particolare autonomia e libertà per i cristiani del Libano.
Proprio per via di questi rapporti storici, la Francia al momento della caduta dell'Impero ottomano volle ottenere nel Trattato di Pace di Versailles il protettorato sul Libano e la Siria.
Sempre in virtù dei legami storici di commercio e di rapporti degli stati pre-unitari italiani coi paesi levantini ed in particolare il Libano, a tutt'oggi l'Italia è il primo partner commerciale della Repubblica del Libano.

Mandato francese[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grande Libano.
mappa del mandato francese sulla Siria e il Libano

Dopo la dissoluzione dell'Impero ottomano al termine della prima guerra mondiale, di fatto ratificando l'accordo Sykes-Picot fra Gran Bretagna e Francia (16 maggio 1916), la Società delle Nazioni affidò la Grande Siria, comprese le cinque province che oggi costituiscono il Libano, al controllo della Francia con un Mandato. Il 26 aprile 1920 la Conferenza di Sanremo definì limiti e compiti di tale protettorato; tali decisioni furono ratificate dalla Società delle Nazioni il 24 luglio 1922 ed entrarono formalmente in vigore il 29 settembre 1923.

Tuttavia, già a partire dal 1º settembre 1920, per decreto dell'alto commissario generale Henri Gouraud, la Francia istituì come indipendente sotto proprio mandato, lo Stato del Grande Libano, una delle tante enclavi etniche dell'ampia e indifferenziata area siriana (bilād al-Shām ), in gran maggioranza cristiana (principalmente maronita) ma con ampie componenti musulmane (sunnite e sciite) e druse, con capitale Beirut. Il 1º settembre 1926 la Francia istituì la Repubblica Libanese, da ora in poi separata dalla Siria, anche se amministrata sotto lo stesso mandato.

Nel marzo 1922 venne istituito un "consiglio rappresentativo" di 30 deputati eletti a doppio turno in collegi confessionali-territoriali con mandato quadriennale, che fu eletto per la prima volta nel maggio 1922[24]. Tale consiglio ratificò la Costituzione libanese, che fu promulgata il 23 maggio 1926, in base alla quale esso mutò il proprio nome in "Consiglio parlamentare libanese".

Indipendenza[modifica | modifica wikitesto]

Il Libano ottenne l'indipendenza nel 1943, durante la seconda guerra mondiale mentre la Francia era occupata dalla Germania nazista o sotto il regime fantoccio di Vichy, il cui alto commissario mandatario, generale Henri Dentz, spingeva per l'indipendenza. Perciò il Regno Unito, che aveva varie forme di controllo su Sudan, Egitto, Palestina, Giordania e Iraq, occupò militarmente Siria e Libano. Nell'agosto 1943 si tennero le elezioni, sulla base di un decreto commissariale che stabiliva il principio di 6/5 per il rapporto cristiani/musulmani (rimasto in vigore fino agli Accordi di Ta'if del 1989) e 55 eletti. Mentre il consiglio, riunitosi a partire dal 21 settembre, si era ridenominato Assemblea Nazionale, l'8 novembre 1943 il nuovo governo libanese abolì unilateralmente il mandato: i francesi imprigionarono i membri del governo ma li rilasciarono il 22 novembre 1943, accettando l'indipendenza del Libano. Solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1946 le truppe francesi abbandonarono il paese.

Il Patto Nazionale del 1943, mai formalizzato per iscritto, richiedeva la divisione delle cariche fra i principali gruppi religiosi: il presidente cristiano maronita, il primo ministro musulmano sunnita, il presidente del parlamento musulmano sciita, e altri alti funzionari greco-ortodossi o drusi. Tale patto è ancora considerato valido.

Invece la legge elettorale fu modificata più volte, sempre salvando il principio 6/5, in particolare nel 1953 per riconoscere alle donne il diritto di voto. Le elezioni dal 1960 al 1996 hanno avuto luogo con la legge elettorale del 1960, che prevedeva 99 deputati da eleggere in 26 circoscrizioni. Tuttavia l'accordo di Ta'if (concluso il 22 ottobre 1989 e pubblicato il 21 settembre 1990) ha modificato l'articolo 24 della Costituzione per istituire la parità parlamentare tra cristiani e musulmani e fissare il 128 il numero dei deputati.

La storia libanese successiva all'indipendenza è stata caratterizzata dall'alternanza di periodi di stabilità politica e di disordini, ai quali si è sovrapposta la prosperità economica, determinata dall'importanza che Beirut riveste nel Vicino Oriente quale centro finanziario e commerciale.

Il 29 novembre 1947, come tutti i paesi arabi, il Libano non accettò la risoluzione 181 dell'ONU che ripartiva il territorio della Palestina mandataria fra uno stato ebraico (Israele) e uno stato arabo (Palestina) a partire dal 1948. Di conseguenza, al termine del mandato britannico (14 maggio 1948) Israele proclamò l'indipendenza e la Lega araba, incluso il Libano, iniziò la guerra, durante la quale il Libano non invase Israele ma si limitò a dare sostegno logistico all'Esercito Arabo di Liberazione. Sconfitto quest'ultimo nella Operazione Hiram, fu stipulato un armistizio fra Israele e Libano (23 marzo 1949); tuttavia (fino al 2007) non fu firmato alcun trattato di pace.

Dopo l'armistizio del 1949 il Libano non ha più partecipato militarmente ad alcun conflitto arabo-israeliano: non alla crisi di Suez (1956), né alla guerra dei sei giorni (1967), né alla guerra del Kippur (1973). Dopo la guerra arabo-israeliana del 1948, in Libano giunsero più di 100.000 profughi palestinesi in fuga dopo la proclamazione dello Stato di Israele, mentre le risoluzioni delle Nazioni Unite non venivano applicate (né la 181 sulla partizione approvata il 29 novembre 1947 né la 194 sui profughi approvata nel dicembre 1948). Altri profughi si aggiunsero dopo la guerra del 1967 fra arabi e israeliani e dopo il Settembre Nero 1970 in Giordania.

Guerra civile libanese[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra civile libanese e Guerra del Libano (1978).

Invasione israeliana del 1982[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra del Libano (1982).
L'insediamento del presidente Amin Gemayel nel 1982

Nel 1982 il Paese subì un'invasione da parte di Israele: l'operazione militare fu denominata da Israele "Pace in Galilea" e dagli storici Prima guerra israelo-libanese. Essa fu intrapresa per sradicare dal Libano la presenza armata palestinese e si spinse oltre il sud-Libano, in cui le unità della resistenza palestinese s'erano insediate, arrivando fino a Beirut, dove aveva sede l'OLP. Il neo eletto presidente della Repubblica Bashir Gemayel il 14 settembre 1982, nove giorni prima dell'investitura ufficiale, cadde vittima di un attentato (attribuito alle milizie palestinesi, ma organizzato - come si sarebbe scoperto in seguito - dai servizi segreti siriani) insieme ad altre 25 persone, perdendo la vita in un'esplosione nel quartiere cristiano di Ashrafiyyeh, nella parte orientale di Beirut.

La forza multinazionale[modifica | modifica wikitesto]

Vi fu a questo punto un intervento internazionale multiforze americano, francese e italiano (Missione Italcon) che consentì la fuga della dirigenza dell'OLP e di molte unità armate palestinesi alla volta dei paesi circonvicini. La dirigenza dell'OLP si rifugiò a Tunisi. Furono comunque perpetrate atrocità contro la popolazione civile come la strage di Damur e il massacro nei campi-profughi di Sabra e Shatila a Beirut, operati il primo dai profughi palestinesi del campo di Tell al-Za'tar e il secondo da unità cristiane guidate da Elie Hobeika, che riuscirono ad eludere il controllo dell'esercito israeliano di stanza nell'area coinvolta. Presidente della Repubblica fu eletto Amin Gemayel, fratello di Bashir. Resterà presidente fino al 1988. Il 23 ottobre 1983 un duplice attentato dinamitardo da parte di Hezbollah alle basi della forza multinazionale causò la morte di 241 marines americani e 56 soldati francesi. Questo causò il ritiro pochi mesi dopo delle truppe di pace, lasciando il Libano in una strisciante guerra civile.

L'influenza siriana[modifica | modifica wikitesto]

In seguito agli Accordi di Ta'if del 1989 termina la guerra e nasce la II Repubblica libanese. Amin Gemayel e alcuni dei suoi sostenitori si opposero e andarono in esilio dopo la nomina di un governo militare presieduto da Michel Aoun, che nel 1990 fu deposto dai siriani. La presenza siriana era sempre pressante, nonostante era sotto la forma della Forza Araba di Dissuasione. Ma con la fine della guerra iniziò anche un periodo di ricostruzione. Nel 1994 fu vietato il movimento Forze Libanesi, che rappresentava i cristiani più radicaleggianti, e le attività dei suoi militanti severamente limitate dai governi filo-siriani. Nel 1999 avvenne l'elezione di Émile Lahoud alla presidenza della Repubblica. Nel 2000 Amin Gemayel tornò dall'esilio. A seguito dell'assassinio dell'ex Primo ministro sunnita Rafīq al-Ḥarīrī nel 2005, ci fu la cosiddetta "Rivoluzione del Cedro" che avviò il ritiro delle truppe siriane della FAD (Forza Araba di Dissuasione).

Guerra dell'estate 2006[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra del Libano (2006).

Il 12 luglio 2006, le milizie del gruppo radicale sciita Hezbollah, filo-siriane ed iraniane, attaccarono una pattuglia delle IDF in perlustrazione nei pressi del villaggio di Zar'it, uccidendo tre soldati e catturandone due.[25][26][27]

Israele iniziò un'offensiva militare contro il Libano, diretta a neutralizzare il dispositivo armato di Hezbollah e le sue possibilità offensive. Nei giorni seguenti i bombardamenti aerei israeliani abbatterono molte infrastrutture moderne e diversi ponti vennero in quel mese distrutti. Altre spedizioni aeree colpirono l'aeroporto di Beirut, i porti, le centrali elettriche e le principali vie di collegamento terrestre con la Siria, i quartieri sciiti della periferia meridionale di Beirut e diversi villaggi nel Libano meridionale, provocando anche vittime civili. Sul terreno le forze armate israeliane incontrarono una forte resistenza offerta dai miliziani Hezbollah, che adottarono tattiche di guerriglia. Diversi carri israeliani Merkava furono distrutti o danneggiati dai lanciagranate e dalle mine Hezbollah, che riuscì ad abbattere anche degli elicotteri e a colpire un'unità navale al largo di Beirut. Nonostante un'ingente appoggio di artiglieria e supporto aereo, gli israeliani in un mese riuscirono ad avanzare solo di alcuni chilometri all'interno del territorio libanese. Durante gli scontri Hezbollah lanciò migliaia di razzi, molti anche contenenti cluster bomb di tipo cinese, sul territorio israeliano, causando panico e vittime fra la popolazione civile nel Nord d'Israele.

L'11 agosto 2006, dopo settimane di stallo in cui la diplomazia non era riuscita a giungere ad una tregua tra le parti per consentire l'apertura di corridoi umanitari in favore della popolazione civile libanese, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite votò all'unanimità la Risoluzione 1701.[28] Il testo della risoluzione chiede l'immediata cessazione delle ostilità tra Israele e Hezbollah, il ritiro delle truppe israeliane dal Libano meridionale, in concomitanza con lo schierarsi nella zona delle truppe regolari libanesi e dell'UNIFIL e prevede la creazione di una zona cuscinetto "libera da ogni personale armato che non sia quello delle Nazioni Unite e delle forze armate regolari libanesi" per dodici miglia tra la frontiera israelo-libanese e il fiume Litani. La risoluzione richiama al rispetto della precedente Risoluzione 1559 del 2004, che aveva richiesto il disarmo delle milizie libanesi, compresa Hezbollah.

Il 14 agosto 2006, subito dopo l'annuncio del cessate il fuoco e la fine delle azioni militari, il governo libanese avviò il dispiegamento delle proprie forze armate lungo il confine meridionale. Centinaia di migliaia di civili fecero ritorno ai propri villaggi, in molti casi gravemente danneggiati dal conflitto.

Il 25 agosto 2006, il vertice dell'Unione europea a Bruxelles stabilì l'invio di circa settemila militari europei per costituire il nucleo centrale della forza multinazionale di interposizione nel Libano meridionale (UNIFIL). Le truppe multinazionali (guidate dalla Francia, a cui è subentrata l'Italia nel febbraio 2007) secondo la Risoluzione 1701 intraprenderanno inoltre ogni azione necessaria per assicurare che la loro area d'operazione non sia utilizzata per attività offensive di ogni genere. Non avranno il compito di disarmare le milizie Hezbollah, che spetterà alle truppe libanesi, assieme alla sorveglianza del confine con la Siria, per impedire il traffico d'armi.

La crisi politica innescata dalle dimissioni dal governo Siniora di cinque ministri legati ai partiti filo-siriani Hezbollah e Amal, dovuta alle divergenze riguardanti in parte l'istituzione del Tribunale speciale per il Libano, istituito per indagare sull'assassinio di Rafīq al-Ḥarīrī, e in parte la richiesta non accolta di un rimpasto di governo che assegni maggiore potere alla componente sciita, si aggravò ulteriormente dopo l'assassinio del ministro dell'industria Pierre Amine Gemayel, avvenuto il 21 novembre 2006.

Gli sviluppi degli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conflitto libanese del 2008.

Dopo gli scontri avvenuti agli inizi di maggio 2008, una mediazione internazionale guidata dalla diplomazia del Qatar ha permesso alle fazioni politiche locali di accordarsi per l'elezione del generale Michel Suleiman alla presidenza della repubblica e per la formazione di un governo di unità nazionale, in vista delle elezioni parlamentari previste per la primavera del 2009 che si sono svolte regolarmente.

Attualmente, le componenti politiche stanno discutendo su come raggiungere un accordo nazionale che rispetti tutte le parti in causa. Per il momento regna un clima di fiducia e di collaborazione e sembra sia stata recuperata la tradizionale capacità, mantenuta anche durante le ultime vicende travagliate, tipicamente libanese, di tolleranza nei confronti delle numerose confessioni religiose presenti in Libano.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

il palazzo del parlamento libanese

Il Libano è una repubblica parlamentare.

Dal punto di vista costituzionale, il Libano può essere definito una repubblica semipresidenziale perché il presidente della repubblica, per quanto non eletto direttamente dal corpo elettorale, condivide il potere esecutivo con il primo ministro, partecipando alle sedute del Consiglio dei ministri, nominando e revocando il primo ministro. Il presidente della repubblica è eletto ogni sei anni da parte dei deputati.

Il potere legislativo è affidato all'Assemblea dei deputati (Majlis al-Nuwwāb), composta da 128 deputati eletti ogni cinque anni (in precedenza, ogni quattro) mediante suffragio universale diretto. Il diritto di voto si esercita a partire dall'età di ventuno anni.

L'elemento più importante del sistema politico libanese è il confessionalismo, ossia un assetto istituzionale in cui l'appartenenza religiosa di ogni singolo cittadino diventa il principio ordinatore della rappresentanza politica e il cardine del sistema giuridico. Anche gli incarichi amministrativi sono suddivisi tra le differenti confessioni religiose secondo un meccanismo predeterminato di quote riservate, che sono attribuite a ciascun gruppo in funzione del suo peso demografico e sociale.

In base a una convenzione costituzionale siglata informalmente come "Patto Nazionale" (al-mīthāq al-watanī) nel 1943, che integra o interpreta la costituzione del 23 maggio 1926, le più alte cariche dello Stato sono assegnate ai tre gruppi principali:

Gli accordi di Ta'if del 1989 non hanno modificato questo sistema, ma si sono limitati a riequilibrare i rapporti di forza tra le confessioni maggiori, facendo in modo che il numero di deputati musulmani fosse pari al numero di deputati cristiani, e aumentando i poteri e le prerogative del primo ministro a scapito del presidente della repubblica.

Per quanto riguarda il Parlamento, i seggi in palio sono attribuiti in base sia ad un criterio geografico sia ad un criterio confessionale, attraverso una minuziosa ripartizione che cerca di riflettere gli equilibri demografici esistenti tanto a livello nazionale quanto a livello locale.

Governatorati Collegi elettorali sciiti sunniti drusi alawiti maroniti greco-ortodossi greco-cattolici armeno-ortodossi altri cristiani Totale
Beirut 19 Beirut 1   2     1 1 1   1 1 6
Beirut 2 1 2       1   1 1 2 6
Beirut 3 1 2 1         2 1 3 7
Bekaa 23 Baalbek + Hermel 6 2     1   1     10
Zahlah 1 1     1 1 2 1   7
Rashayā+Beqā' Ovest 1 2 1   1 1       6
Monte Libano 35 Jbeil+Kisrawān 1       7         8
Nord Metn         4 2 1 1   8
Ba'abda+Aley 2   3   5 1       11
Shūf   2 2   3   1     8
Nord Libano 28 Akkār, Dinniyeh, Bsharreh   5   1 3 2       11
Tripoli, Zghorta, Batrūn, Kurah   6   1 6 4       17
Sud Libano 23 Sidone, Tiro 9 2         1     12
Hasbayā, Nabatiyeh, Jezzin 5 1 1   2 1 1     11
Totale 128 27 27 8 2 34 14 8 5 3 128

1 protestanti; 2 gruppi minori, cattolici di rito latino; 3 armeno-cattolici.

I seggi sono attribuiti attraverso un sistema proporzionale a preferenze multiple.

In ogni collegio, ciascun elettore, indipendentemente dalla propria affiliazione religiosa, può esprimere tante preferenze quanti sono i seggi da assegnare per ciascun gruppo confessionale. Ad esempio, nel collegio Beirut 2 l'elettore potrà esprimere una preferenza per il seggio sciita, due preferenze per i seggi sunniti, una preferenza per il seggio greco-ortodosso, una preferenza per il seggio armeno-ortodosso e una preferenza per il seggio riservato alle confessioni cristiane più piccole. In questo modo, i candidati in lizza devono cercare di ottenere il consenso non solo dei propri correligionari, ma della maggioranza degli elettori del collegio. Questo sistema, concepito per promuovere gli esponenti più moderati in seno a ciascuna comunità, rischia di penalizzare le confessioni numericamente minoritarie. Negli ultimi anni sono state avanzate richieste di riforma della legge elettorale, introducendo collegi elettorali più piccoli oppure attraverso la costituzione di un collegio unico nazionale con sistema a preferenza unica.

Nel settembre 2008 il parlamento ha approvato la nuova legge elettorale[29], inserendo le seguenti modifiche:

  • aumento del numero dei collegi elettorali con distretti più piccoli
  • le elezioni si devono svolgere in un unico giorno
  • nelle 24 ore prime del voto deve terminare la propaganda elettorale
  • divieto di pubblicizzare i sondaggi nei dieci giorni prima del voto
  • dal 2013 verrà conteggiato il voto dei libanesi all'estero

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema politico è dominato da alleanze elettorali ad hoc, costituite mediante negoziazioni e compromessi attorno a figure di notabili locali e personalità influenti di ciascun collegio elettorale. Queste liste non hanno una base ideologica e spesso non risultano nella formazione di gruppi parlamentari ben identificabili.

Anche le formazioni più strutturate, come Hizb Allah, Amal, le Forze Libanesi e il Partito Socialista Progressista, evitano di schierare liste di partito, preferendo partecipare a coalizioni allargate. Fa eccezione il neonato Partito Verde che ha preferito cercare un patto ecologico con le diverse forze politiche piuttosto che schierarsi nella battaglia elettorale[30].

Elezioni parlamentari del 2005 e del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera del 2005, alle elezioni per il XVII parlamento, sulla scia dell'assassinio dell'ex-Primo ministro Rafīq al-Ḥarīrī, di numerose manifestazioni di massa di diverso orientamento politico, nonché del ritiro dell'esercito siriano, si è prodotto un sostanziale cambiamento del paesaggio politico libanese. L'opposizione anti-siriana ha ottenuto una solida maggioranza, ottenendo 72 seggi su 128.

Coalizioni Componenti Leader Seggi
Lista del martire Rafiq al-Hariri 72 Corrente del Futuro (Tayyār al-Mustaqbal) Sa'd al-Hariri 36
Partito Socialista Progressista (Hizb al-Taqadummī al-Ishtirākī) Walid Jumblatt 16
Forze Libanesi (al-Quwwāt al-Lubnāniyya) Samir Geagea 5
Raggruppamento di Qornet Shehwan Pierre Amine Gemayel, Dory Chamoun 6
Blocco di Tripoli Omar Karame 3
Movimento per il Rinnovamento Democratico Nassib Lahoud 1
Sinistra Democratica (al-Yasār al-Dīmuqrātī) Elias Atallah 1
indipendenti   4
Blocco della Resistenza e dello Sviluppo 35 Movimento della Speranza - AMAL (Harakat Amal) Nabih Berri 15
Partito di Dio (HizbAllah) Hassan Nasrallah 14
Partito Nazionale Sociale Siriano (al-Hizb al-Qawmī al-Ijtimāʿī al-Sūrī) Ali Qanso 2
altri  

Assem Qanso

4
Blocco per il Cambiamento e la Riforma 21 Corrente Patriottica Libera (al-Tayyār al-Waṭanī al-Ḥurr) Michel Aoun 14
Blocco Popolare Elias Skaff 5
Blocco Metn Michel Murr 2
Totale 128

Dopo il conflitto del 2006 fra Hezbollah e Israele, si è prodotto un lungo stallo politico, che si è risolto in una ridefinizione dei rapporti di forza de facto tra maggioranza e opposizione a favore di quest'ultima. Concordato questo esito, il 25 maggio 2008 il Parlamento ha eletto quasi all'unanimità il generale Michel Suleiman quale nuovo Presidente della Repubblica.

Nel 2009, alle elezioni per il XVIII parlamento, è stato confermato il sostanziale cambiamento del paesaggio politico libanese di quattro anni prima. La coalizione anti-siriana ha mantenuto la sua solida maggioranza, ottenendo 71 seggi su 128.

Coalizioni Componenti Componenti Seggi
14 marzo 71 Corrente del Futuro (Tayyār al-Mustaqbal) Saʿad al-Hariri 30
Partito Socialista Progressista (Hizb al-Taqadummī al-Ishtirākī) Walid Jumblatt 10
Forze Libanesi (al-Quwwāt al-Lubnāniyya) Samir Geagea 5
Kataeb/Falangi libanesi (al-Katāʾeb al-Lubnāniyya) Samy Gemayel 5
Partito Liberale Nazionale (Ḥizb al-Aḥrār al-Waṭanī) e altri
  • Henchak (armeno)
  • Movimento per il Rinnovamento Democratico
  • Sinistra Democratica (al-Yasār al-Dīmuqrātī)
Dory Chamoun, ..., Nassib Lahoud, Elias Atallah 19
indipendenti   2
8 marzo 57 Movimento della Speranza - AMAL (Harakat Amal) Nabih Berri 11
Partito di Dio (HizbAllah) Hassan Nasrallah 13
Partito Nazionale Sociale Siriano (al-Ḥizb al-Qawmī al-Ijtimāʿī al-Sūrī) Ali Qanso 2
altri musulmani  

Assem Qanso

4
Corrente Patriottica Libera (al-Tayyār al-Waṭanī al-Ḥurr) Michel Aoun 19
altri cristiani e drusi Omar Karame, Sulayman Faranjiyye, Talal Arslan, ... 8
Totale 128

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni del Libano.
Governatorati e distretti del Libano

La Repubblica del Libano è divisa in sei governatorati (muhāfaza), a loro volta divisi in 25 distretti (qadā'). L'unita amministrativa minima è il municipio (baladiyya).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Moneta: Lira libanese (100 piastre)

Il Libano ha una lunga tradizione di politiche economiche basate sulla concorrenza e il libero scambio, che prevedono una rigorosa applicazione del segreto bancario, anche se recentemente è stato approvato un testo di legge contro il riciclaggio di denaro, e l'assenza di restrizioni riguardanti i movimenti di capitale e gli investimenti diretti dall'estero.

La guerra civile (1975-1990) ha danneggiato seriamente le infrastrutture del paese, ma non ne ha intaccato il ruolo e la reputazione di hub regionale dei servizi bancari, finanziari e assicurativi.

Nella prima metà degli anni novanta la ripresa economica, per quanto eccessivamente focalizzata sulla ricostruzione della capitale e sulle grandi opere, è stata favorita da un settore bancario finanziariamente solido e da un sistema di piccole e medie imprese dotate di grandi capacità di recupero, oltre che dalle rimesse provenienti dai libanesi residenti all'estero.

Tra il 2000 e il 2005 la crescita si è attestata su tassi prossimi allo zero (0.5% nel 2005), mentre il debito pubblico, cresciuto a dismisura negli anni del conflitto, è giunto nel 2005 al 200.7% del PIL. L'indice dei prezzi al consumo è ora sotto controllo, con un livello del 2.4% nel 2005, mentre il tasso di disoccupazione viene stimato intorno al 18% della forza lavoro.

Il governo libanese ha annunciato l'intenzione di procedere nel lungo periodo alla privatizzazione, mediante la vendita di una cospicua parte del proprio pacchetto azionario, della compagnia aerea di bandiera Middle East Airlines, della compagnia elettrica Électricité du Liban, della compagnia di telefonia fissa Liban Telecom e del porto di Beirut. Nelle intenzioni del governo, i ricavi risultanti dalla vendita sul mercato e i risparmi sugli stipendi del personale delle compagnie privatizzate dovranno essere utilizzati per il risanamento dei conti pubblici e per l'appianamento del deficit di bilancio.

Il governo libanese intende inoltre varare un piano di razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica, mentre il programma di riforma del sistema tributario ha mosso i suoi primi passi nel febbraio del 2002 con l'aumento della tassa sugli idrocarburi e l'approvazione dell'imposta sul valore aggiunto. Gli osservatori più scettici sottolineano che non è chiaro quanto questi obiettivi possano essere realizzati in un quadro di instabilità politica e di grande frammentazione sociale, aggravata da un crescente divario tra ricchi e poveri.[senza fonte]

La Banca Centrale del Libano ha mantenuto un forte impegno nel preservare la credibilità e la stabilità della lira libanese, evitando di ricorrere a svalutazioni competitive (anche per mantenere sotto controllo il tasso d'inflazione) e preservando un tasso di cambio di 1508 lire contro un dollaro americano.

L'Italia è il primo partner commerciale del Libano[31] e contribuisce al'11.2% delle importazioni complessive del Paese.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il Libano è stato per millenni un punto di incontro tra civiltà differenti ed è abitato da diciotto confessioni religiose, ciascuna dotata di identità distinta, ed offre, di conseguenza, un panorama culturale straordinariamente ricco e stratificato.

L'UNESCO ha riconosciuto cinque siti libanesi come patrimonio mondiale dell'umanità: Anjar, Baalbek, Biblo, Tiro e la valle di Qadisha.

Tra gli scrittori libanesi si ricordano Khalil Gibran, Ali Ahmed Said, Hoda Barakat, Elias Khoury, Rashid Daif, Georges Schehadé, Amin Maalouf e Samir Kassir.

valle di Qadisha

Numerosi festival sono organizzati durante il periodo estivo, spesso all'interno di monumenti e siti archeologici. Il programma di questi festival comprende generalmente un mix di spettacoli teatrali, opera lirica, musical, concerti di musica classica e musica pop. I festival più importanti si svolgono a Baalbek, Beiteddine e Biblo.

Provengono dal Libano numerosi interpreti della musica araba contemporanea. Oltre ad artisti come Fairouz, celebre per la sua estensione vocale, lo spirito patriottico e le sue canzoni d'amore, e Marcel Khalife, noto per il suo impegno politico e come interprete di oud, uno strumento tradizionale simile al liuto, la nuova generazione dei cantanti di musica pop comprende nomi famosi in tutto il mondo arabo, come Najwa Karam, Nancy Ajram, Cyrine Abdelnour, Haifa Wehbe, Nawal Al Zoghby, Elissa, Ragheb Alama e il cantante anglo-libanese Mika.

Sistema scolastico[modifica | modifica wikitesto]

Il Libano è uno dei paesi con la più alta percentuale di alfabetizzazione nel mondo arabo e nella regione del Vicino Oriente: l'86% della popolazione. Poiché il Libano non ha risorse naturali, cioè materie prime, le risorse umane sono le più importanti per il paese.

Il governo dedica al sistema scolastico molte risorse, investendo più del 15% delle entrate statali. In particolare, negli ultimi anni è attivo un grande progetto per introdurre le tecnologie dell'informazione nelle scuole pubbliche.

In Libano, l'età dell'obbligo scolastico è ancora 11 anni. Il sistema scolastico era basato sul baccalauréat francese, ma vari cambiamenti sono stati adottati. Ci sono due tipi di scuole, quelle private e quelle pubbliche. Lo studente deve imparare la lingua araba come lingua madre e può scegliere di imparare la lingua inglese o la lingua francese come prima lingua straniera. Inoltre, può scegliere una terza lingua come seconda lingua straniera.

Nonostante le similitudini fra i sistemi scolastici libanese ed italiano, l'età dell'obbligo, la struttura scolastica come il calendario scolastico, il sistema dei voti e i temi trattati nei curricula scolastici dei due paesi sono diversi.

Il Libano ospita numerose università, che seguono perlopiù il sistema accademico statunitense e offrono titoli di studio riconosciuti dagli atenei degli Stati Uniti. Tra le università più importanti spiccano, per prestigio, numero di iscritti, varietà di corsi e credibilità accademica, la American University of Beirut, fondata da missionari protestanti americani nell'ottobre 1866, l'Université Saint-Joseph, fondata dai padri gesuiti nel 1875, la Lebanese American University e l'Université Libanaise, che è l'unico ateneo statale del Paese.

Tutela dell'ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Cedri sotto la neve nella Foresta dei cedri di Dio

Durante gli anni della guerra civile, l'ecosistema libanese ha subito danni molto ingenti. Alcune foreste furono abbattute, altre furono bruciate dai frequenti incendi provocati dalle bombe e la distruzione di quasi tutti i servizi ha comportato la dispersione di rifiuti solidi e liquidi.

Finita la guerra, i fondi vennero utilizzati per la ricostruzione di strade, città e attività, perciò il problema della tutela ambientale passò in secondo piano. Questo ha portato in alcune zone ad un'edilizia incontrollata e ad altri gravi reati, come il pompaggio nel sottosuolo di liquidi pericolosi.

La situazione è comunque in via di miglioramento e il turismo, in aumento, ha comportato un inasprimento delle pene per reati contro l'ambiente e ha portato alla creazione di nuove aree protette. Nel governo libanese vi è anche la carica di ministro dell'ambiente, il che dimostra che esiste una certa sensibilità per le tematiche ambientali. Esistono anche diverse ONG che tutelano l'ambiente o stanno sensibilizzando gli abitanti.

Aree protette[modifica | modifica wikitesto]

Le zone protette più importati del Libano sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ Telegraph (2000) "Israel's Withdrawal from Lebanon Given UN's Endorsement". 1º novembre 2006.
  5. ^ (Bonechi et al.) (2004) Golden Book Lebanon, p. 3, Florence, Italy: Casa Editrice Bonechi. ISBN 88-476-1489-9
  6. ^ Country Studies US. "Lebanon - Climate". Ultimo accesso: 5 novembre 2006.
  7. ^ a b Blue Planet Biomes. "Lebanon Cedar - Cedrus libani". Ultimo accesso: 10 dicembre 2006.
  8. ^ CIA, the World Factbook (2006). "Lebanon". Ultimo accesso: 7 novembre 2006.
  9. ^ (EN) World Directory of Minorities and Indigenous Peoples - Lebanon : Overview, Minority Rights Group International, giugno 2008. URL consultato il 20 agosto 2013.
  10. ^ CIA, the World Factbook (2006). "Lebanon"
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  12. ^ Kaufmann, Asher. Reviving Phoenicia. The Search for Identity in Lebanon, London, I.B. Tauris, 2004
  13. ^ Salibi, Kamal. A House of Many Mansions. The History of Lebanon Reconsidered, London, I.B. Tauris, 1988
  14. ^ Ethnologue report for Lebanon
  15. ^ The Official Site of the Lebanese Jewish Community Council
  16. ^ YouTube - Aljazeera - Arab Jews
  17. ^ Reflections By An Arab Jew - Ella Shohat
  18. ^ Elie Kallas, ‘Arabi Lebnaaniyyi. Un "livello soglia" per l'apprendimento del neo-arabo libanese, Venezia, Cafoscarina, 1995.
  19. ^ Introduction to Lebanese Language: Pronunciation, Grammar, Examples and Dictionary
  20. ^ Lebanese Language Institute
  21. ^ ICL - Lebanon - Constitution
  22. ^ LibanVision, portail magazine libanais de la francophonie libanaise
  23. ^ "Byblos". Ultimo accesso: 31 luglio 2007 e [1]
  24. ^ La composizione confessionale era: 6 sunniti, 5 sciiti, 2 drusi, 10 maroniti, 5 ortodossi, 1 greco-cattolico, 1 altre minoranze (armeni).
  25. ^ Sulla vicenda si sono susseguite versioni discordanti relativamente al luogo esatto dell'incidente Da parte israeliana si è parlato di sconfinamento degli Hezbollah, che a propria volta hanno affermato che lo scontro si sarebbe svolto in territorio libanese.
  26. ^ GlobalResearch.ca: Who Really Started the War Against Lebanon?
  27. ^ Secondo un documento dell'UNIFIL, «New hostilities on the Israeli-Lebanese border started on 12 July 2006 when Hizbollah launched several rockets from Lebanese territory across the Blue Line towards IDF positions near the coast and in the area of the Israeli town of Zarit. In parallel, Hizbollah fighters crossed the Blue Line into Israel, attacked an Israeli patrol and captured two Israeli soldiers, killed three others and wounded two more. The captured soldiers were taken into Lebanon. [...] Israel retaliated by ground, air and sea attacks. In addition to air strikes on Hizbollah positions, the IDF targeted numerous roads and bridges in southern Lebanon, within and outside the UNIFIL area of operations.»
  28. ^ Risoluzione 1701 (2006)
  29. ^ nuova legge elettorale
  30. ^ (AR) Pierre Akiki, حزب الخضر اللبناني يطلق وثيقته البيئية - أخبار البلد - جريدة صدى البلد in al-Balad, 03 marzo 2009. URL consultato il 14 novembre 2009.
  31. ^ Le grandi opportunità commerciali per l'Italia in Libano, Ragionpolitica

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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