Imposta sul valore aggiunto

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L'imposta sul valore aggiunto, in acronimo IVA, è un'imposta applicata sul valore aggiunto di ogni fase della produzione, scambio di beni e servizi. È in vigore in 63 paesi.

In Italia, nel 2009, il suo gettito è stato pari a 102,33 miliardi di euro[1].

Legislazione[modifica | modifica sorgente]

Direttiva europea[modifica | modifica sorgente]

La direttiva europea 2006/112/EU ha lo scopo di rendere uniforme l'imposizione indiretta in tutta l'Unione europea e stabilisce che gli Stati membri devono fissare l'aliquota dell'IVA in misura pari almeno al 15%. Ad oggi l'aliquota più alta, fissata dall'Ungheria, è pari al 27%.

Il testo costituisce una ricapitolazione sistematica delle precedenti disposizioni contenute nella c.d. VI Direttiva CEE del 1977. La direttiva riscrive le disposizioni basandosi sui principi di semplificazione e aderenza al testo tradotto; infine la collocazione delle disposizioni in titoli, capi, sezioni e sottosezioni permette una più agile comprensione del tema trattato.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia la disciplina sull'IVA è contenuta nel D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972, più volte modificato. All'entrata in vigore, il 1º gennaio 1973, l'aliquota ordinaria, quella applicabile alla maggior parte di beni o servizi, era il 12%, portata al 14% nel 1977, al 15% nel 1980, al 18% nel 1982, al 19% nel 1988, al 20% nel 1997. Con D.L. n. 138 del 13 agosto 2011, convertito in legge il 14 settembre 2011, con applicazione dal 17 settembre, l'aliquota ordinaria è salita al 21%. Con la Legge di Stabilità 2013 (approvata con legge n. 228 del 24 dicembre 2012 e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2012), il 1º ottobre 2013 è avvenuto l'aumento di un ulteriore punto percentuale e l'IVA ha raggiunto il 22%.[2]

La disciplina della parte relativa agli scambi intracomunitari è contenuta nel D.L. n. 331 del 30 agosto 1993.

L'IVA ha rimpiazzato l'Imposta generale sulle entrate (IGE).

I testi degli atti normativi citati[modifica | modifica sorgente]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'IVA è un tributo:

  • Tendenzialmente generale perché colpisce tutti i beni e servizi, tranne alcuni esonerati per esplicita previsione normativa.
  • Trasparente perché può essere facilmente distinguibile in occasione di ciascuna operazione.
  • A pagamenti frazionati perché ad ogni passaggio il fisco incassa una frazione del tributo complessivo dovuto.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

L'IVA è un'imposta generale sui consumi, il cui calcolo si basa solo sull'incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo finale del bene o del servizio stesso. Nel valore aggiunto sono comprese eventuali accise, ossia tasse sulla produzione o fornitura che il venditore rigira al consumatore finale.

Mediante un sistema di detrazione e rivalsa, l'imposta grava sul consumatore finale, invece per il soggetto passivo d'imposta – ad esempio l'imprenditore o il professionista – l'IVA resta neutrale. Infatti il soggetto passivo d'imposta, cioè colui che cede beni o servizi, detrae l'imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi effettuati nell'esercizio d'impresa, arte o professione, dall'imposta addebitata (a titolo di rivalsa) agli acquirenti dei beni o dei servizi prestati.

L'IVA pertanto rappresenta un costo solo per i soggetti che non possono esercitare il diritto alla detrazione e quindi, in generale, per i consumatori finali.

Nell'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto occorre quindi distinguere il contribuente di fatto (il consumatore finale), che pur non essendo soggetto passivo dell'imposta ne sopporta l'onere economico e il contribuente di diritto (di norma un imprenditore o un professionista) su cui gravano gli obblighi del soggetto passivo d'imposta, sebbene per lui l'imposta resti neutrale.

Esempio[modifica | modifica sorgente]

Un commerciante acquista materia prima per un valore di 1.000 euro, per cui pagherà 1.220 euro, essendo l'IVA pari a 220 euro (22%). Supponiamo che, a seguito di una serie di lavorazioni effettuate su di essa, il valore del prodotto lavorato sia di 1.200 euro. Al momento della vendita il consumatore finale pagherà al commerciante una somma di 1.464 euro (1.200 + 264). La somma che il commerciante deve versare allo Stato è di 264 – 220 = 44 euro (IVA che il commerciante ha ricevuto dal consumatore finale al netto di quella versata per acquistare la materia prima).

In questo senso il commerciante è soggetto passivo d'imposta e può detrarre l'imposta pagata sugli acquisti (i 220 euro pagati all'acquisto della materia prima) dall'imposta addebitata sulle vendite (i 264 euro versati dal consumatore finale al commerciante). Inoltre, il commerciante è neutrale rispetto all'IVA: ha ricevuto dal consumatore finale 264 euro, ne ha versati 220 all'acquisto della materia prima e 44 allo Stato (quindi in termini di IVA non ha ricavato né perso nulla).

Il consumatore finale, invece, che non rivende la merce, né ne aumenta il valore, ma la utilizza per i suoi scopi, sopporta il peso dell'IVA versata allo Stato, ossia non detrae nulla.

Presupposto dell'imposta[modifica | modifica sorgente]

Tre presupposti devono essere rispettati perché un'operazione sia assoggettata ad IVA:

  1. oggettivo: deve trattarsi di cessione di beni o di prestazione di servizi;
  2. soggettivo: deve essere effettuata nell'esercizio di imprese, arti o professioni: non sono soggette ad IVA le vendite effettuate tra privati;
  3. territoriale: deve essere effettuata all'interno dello Stato.

Le operazioni si considerano eseguite e quindi l'imposta deve essere applicata nel seguente momento (momento impositivo):

  1. per le cessioni di immobili, quando viene stipulato l'atto o al verificarsi del trasferimento della proprietà o del diritto reale;
  2. per le cessioni di beni mobili, quando avviene la consegna o la spedizione del bene, o quando si verifica l'effetto traslativo del diritto di proprietà;
  3. per i servizi, all'atto del pagamento;
  4. il pagamento anticipato rispetto ai momenti appena descritti comporta che l'operazione si considera effettuata al momento del pagamento in relazione all'importo pagato;
  5. si considerano effettuate le operazioni per cui è stata emessa fattura.

Si noti che al momento impositivo dell'operazione nasce il debito dell'imposta nei confronti dello Stato (si dice che l'imposta diventa esigibile) ed il soggetto passivo deve versarla all'Erario tramite le liquidazioni periodiche previste; inoltre a partire dal momento impositivo delle operazioni decorrono i termini previsti dalla legge per adempiere agli obblighi contabili, come l'emissione della fattura o dello scontrino o della ricevuta fiscale.

Fanno eccezione alla regola dell'esigibilità immediata alcune operazioni; per esse il debito d'imposta non nasce al momento dell'emissione della fattura ma all'atto del pagamento del corrispettivo. Si tratta delle operazioni effettuate dalle imprese e dai professionisti con un volume d'affari inferiore a 200.000 euro per le quali si eserciti la relativa opzione, nonché di quelle svolte in favore di amministrazioni pubbliche, le quali hanno tempi di pagamento molto lunghi e pertanto, applicando le regole ordinarie dell'esigibilità immediata, i loro creditori dovrebbero pagare un'imposta che reincasserebbero solo dopo parecchio tempo.

Evasione IVA[modifica | modifica sorgente]

Poiché il pagamento dell'IVA è basato su scontrini, ricevute fiscali e fatture, per l'IVA è diffuso il fenomeno dell'evasione.[3][4] Vi sono due scenari. In uno il contribuente di diritto (impresa o lavoratore autonomo) incassa l'IVA dal contribuente di fatto (cliente/committente, consumatore) senza emettere né scontrino, né ricevuta fiscale, né fattura. L'impresa o la ditta individuale non dichiara e quindi non versa l'IVA. Questo primo scenario, diffuso nel commercio o comunque quando il prezzo della merce è comprensivo di IVA per prassi (in pratica quando i prezzi sono esposti e non ci possono essere fraintendimenti) è a vantaggio del solo fornitore e il cliente non ha alcun interesse a non richiedere lo scontrino (perché tanto l'IVA la paga e non può scaricarla, essendo persona fisica).

Nel secondo scenario il fornitore, per es. un libero professionista o un artigiano (oppure un'impresa nei confronti di un'altra impresa), collude con il committente/cliente, offrendo uno sconto pari all'IVA in cambio della rinuncia alla ricevuta fiscale o alla fattura. Il vantaggio per il cliente è ovvio: risparmio dell'IVA con minimo rischio. Per il contribuente di diritto, non essendoci traccia della transazione, il guadagno non appare nella dichiarazione dei redditi con conseguente evasione di imposta sul reddito nonché contributiva (di ordine previdenziale ed eventualmente assicurativa[5]). In questo secondo scenario, il cliente ha un vantaggio, il fornitore ne ha due (non solo evade l'IVA ma - quota parte - anche le imposte e i contributi), chi ci rimette parecchio è il fisco e gli enti previdenziali e assicurativi. I cittadini debbono denunciare, declinando le proprie generalità, i tentativi di collusione per evasione IVA alla Guardia di Finanza.[6] Esiste un sito che permette segnalazioni anonime in cui neanche l'evasore viene identificato, allo scopo di raccogliere dati sull'evasione dell'IVA.[7]

Un'altra classica forma di evasione dell'IVA è quella per cui un titolare di partita IVA (impresa o lavoratore autonomo) scarica la quota IVA di una fattura ricevuta da un fornitore anche se la spesa non potrebbe essere imputata come costo dell'attività d'impresa o professionale (per un'impresa di pulizie l'aspirapolvere è un'attrezzatura di produzione ma per un agente di commercio no). Questo tipo di evasione (registrare in contabilità IVA qualsiasi fattura di acquisto) è una pratica assai diffusa, soprattutto nel mondo del lavoro autonomo ove si cerca di attribuire ogni acquisto a "ragioni professionali" (classico esempio: la fattura dell'hotel per le vacanze famigliari).

False partite IVA[modifica | modifica sorgente]

Molto spesso, dei lavoratori di fatto dipendenti, sono obbligati dal datore di lavoro a prendere la partita IVA e lavorano di fatto come dipendenti pur figurando con una posizione fiscale e previdenziale da lavoratore autonomo. Una recente sentenza del 2014 della Commissione Tributaria di Viterbo ha riconosciuto l'insussistenza degli obblighi tributari di IRPEF, IVA ed IRAP per un operaio che con partita IVA svolgeva di fatto il lavoro da dipendente, in quanto riconosce l'insussistenza di qualsiasi obbligo tributario in assenza di un rapporto di lavoro autonomo.[8]

Tipi di operazioni IVA[modifica | modifica sorgente]

  • Fuori campo IVA: per esse non ricorre il presupposto territoriale in Italia; se ricorre in un altro Stato U.E., qui sarà assoggettato ad IVA; se rileva territorialmente in un paese non U.E. sarà assoggettata all'imposta prevista in quel paese. Le operazioni fuori campo IVA non sono di regola soggette alla disciplina e agli adempimenti: fatturazione, registrazione, liquidazione e dichiarazione annuale.
  • Imponibili: quando soddisfano le condizioni di cui sopra e quindi devono essere assoggettate all'imposta;
  • Non imponibili: quando riguardano beni o servizi scambiati a livello internazionale. Costituiscono esempio di operazione non imponibile le cessioni all'esportazione. Non sono soggette all'imposta ma devono rispettare altri obblighi formali e di registrazione imposti dalla normativa;
  • Esenti: quando sono operazioni che soddisfano i tre presupposti ma sono escluse per espressa previsione normativa, ad esempio la cessione di valori postali e bollati, gli oneri finanziari, le prestazioni mediche, odontoiatriche, le operazioni di assicurazione, eccetera. Sono tuttavia soggette ad obblighi di fatturazione e registrazione.

Importazioni[modifica | modifica sorgente]

Per importazioni, si intendono gli acquisti di beni mobili provenienti dai paesi non aderenti all'Unione Europea, che devono assolvere l'IVA al momento dell'entrata nell'U.E.
È compito delle autorità doganali emettere un documento denominato bolla doganale, nel quale l'importo del bene viene assoggettato all'aliquota IVA di competenza e all'eventuale dazio: l'importo totale deve essere pagato dall'importatore.

Solamente all'atto del pagamento dell'IVA in Dogana e dell'eventuale dazio il bene viene svincolato dal deposito doganale e nazionalizzato, entrando nella disponibilità dell'importatore.
Per gli scambi di beni tra paesi U.E. (operazioni intracomunitarie) vige una normativa speciale di carattere transitorio.

Esportazioni[modifica | modifica sorgente]

Per i beni esportati il cedente (la parte venditrice) non richiede il pagamento dell'imposta al compratore, ma deve comunque emettere la fattura, specificando espressamente la non imponibilità dell'operazione. In ogni caso il cedente deve conservare e registrare le fatture e munirsi della prova dell'effettiva uscita dei beni dal territorio nazionale mediante visto doganale sulla fattura o sul documento di trasporto.

Un soggetto esportatore abituale (che quindi non applica l'IVA sulle esportazioni dei beni), dopo il rilascio di una lettera d'intenti al suo fornitore o all'Ufficio doganale, può chiedere che sui suoi acquisti o importazioni di beni non sia applicata l'imposta entro un certo limite stabilito per legge (plafond).

Operazioni intracomunitarie[modifica | modifica sorgente]

Dal 1993 sono state abolite le barriere doganali tra i paesi aderenti all'Unione Europea, e in ambito IVA è stato introdotto il regime transitorio della tassazione nello Stato membro di destinazione del bene oggetto dello scambio intracomunitario.

Secondo questa regola, il soggetto che acquista un bene mobile da un altro soggetto appartenente ad un altro Stato dell'Unione Europea è tenuto ad integrare la fattura ricevuta con l'IVA. Tramite il meccanismo del reverse charge, l'importo dell'IVA viene, da un lato, versato allo Stato con una registrazione sul registro delle vendite; dall'altro lato, lo stesso importo può essere portato in detrazione con una registrazione sul registro degli acquisti.

Ogni scambio di beni rilevante ai fini dell'IVA intracomunitaria deve venire indicato nel modello riepilogativo Intrastat degli acquisti e delle cessioni, da presentarsi all'Agenzia delle Dogane. I soggetti passivi IVA di Stati membri UE che intendono effettuare operazioni intracomunitarie devono richiedere presso l'Agenzia delle Entrate del proprio Stato l'iscrizione al V.I.E.S., il Sistema di scambio di informazioni sulle Partite IVA.

Aliquote IVA nel mondo[modifica | modifica sorgente]

Paesi dell'Unione europea[modifica | modifica sorgente]

Stato Valore normale Valore ridotto Abbr. Nome
Austria Austria 20%[9] 12% o 10% MwSt./USt. Mehrwertsteuer/Umsatzsteuer
Belgio Belgio 21%[9] 12% o 6% o 0% in alcuni casi BTW
TVA
MWSt
Belasting over de toegevoegde waarde
Taxe sur la Valeur Ajoutée
Mehrwertsteuer
Bulgaria Bulgaria 20%[9] 9%[10] o 0% ДДС Данък добавена стойност
Croazia Croazia 25%[9] 10% o 5% PDV Porez na dodanu vrijednost
Cipro Cipro 19%[9] 5% (9% per taxi e autobus) ΦΠΑ Φόρος Προστιθέμενης Αξίας
Rep. Ceca Rep. Ceca 21%[9] 15% DPH Daň z přidané hodnoty
Danimarca Danimarca 25%[9][11] nessuno moms Meromsætningsafgift
Estonia Estonia 20%[9] 9% km käibemaks
Finlandia Finlandia 24%[9][12] 14% o 10% ALV
Moms
Arvonlisävero
Mervärdesskatt
Francia Francia 20%[9] 7% o 5,5% (ad esempio sui libri) o 2,1% TVA Taxe sur la valeur ajoutée
Germania Germania 19%[9] 7% o 0% MwSt./USt. Mehrwertsteuer/Umsatzsteuer
Grecia Grecia 23%[9][13]
(16% sulle isole)
13% (6,5% per hotel e farmacie)
(8% e 4% sulle isole)
ΦΠΑ Φόρος Προστιθέμενης Αξίας
Irlanda Irlanda 23%[9] 13,5% o 9% o 4,8% CBL
VAT
Cáin Bhreisluacha (Irish)
Value Added Tax (English)
Italia Italia 22%[9][14] 10% (alberghi, bar, ristoranti e altri prodotti turistici, determinati prodotti alimentari, prodotti fitosanitari e particolari opere di recupero edilizio) o 4% (ad es. generi alimentari di prima necessità, stampa quotidiana o periodica ed i libri, opere per l'abbattimento delle barriere architettoniche, alcuni tipi di sementi, fertilizzanti) IVA Imposta sul Valore Aggiunto
Lettonia Lettonia 21%[9] 12% PVN Pievienotās vērtības nodoklis
Lituania Lituania 21%[9] 9% o 5% PVM Pridėtinės vertės mokestis
Lussemburgo Lussemburgo 15%[9] 12% o 9% o 6% o 3% TVA Taxe sur la Valeur Ajoutée
Malta Malta 18%[9] 5% VAT Taxxa tal-Valur Miżjud
Paesi Bassi Paesi Bassi 21%[9] 6% o 0% BTW Belasting over de toegevoegde waarde
Polonia Polonia 23%[9] 8% o 5% o 0% PTU/VAT Podatek od towarów i usług
Portogallo Portogallo 23%[9][15]
15% a Madeira e nelle Azzorre (minimo 70% del valore normale[16])
13% o 6%
8% o 4% a Madeira e nelle Azzorre (minimo 70% del valore normale[16])
IVA Imposto sobre o Valor Acrescentado
Regno Unito Regno Unito 20%[9][17] 5% o 0% VAT Value Added Tax
Romania Romania 24%[9][18] 9% o 5% per acquisto prime case sono particolari condizioni TVA Taxa pe valoarea adăugată
Slovacchia Slovacchia 20%[9] 10% o 6% DPH Daň z pridanej hodnoty
Slovenia Slovenia 22%[9] 8,5% DDV Davek na dodano vrednost
Spagna Spagna 21%[9][19]
7% nelle Canarie
10% o 4%[20]
2% o 0% nelle Canarie
IVA
IGIC
Impuesto sobre el Valor Añadido
Impuesto General Indirecto Canario
Svezia Svezia 25%[9] 12% o 6% Moms Mervärdesskatt
Ungheria Ungheria 27%[9] 18% o 5% ÁFA Általános forgalmi adó

Altri Paesi[modifica | modifica sorgente]

Stato Valore normale Valore ridotto Nome
Albania Albania 20% 0% TVSH = Tatimi mbi Vlerën e Shtuar
Andorra Andorra[21] 4,5% 1% IVA = Impost sobre el Valo Afegit
Azerbaigian Azerbaigian 18% 10,5% o 0% ƏDV = Əlavə dəyər vergisi
Argentina Argentina 21% 10,5% o 0% IVA = Impuesto al Valor Agregado
Armenia Armenia 20% 0% AAH = Avelac’vaç aržek’i hark
ԱԱՀ = Ավելացված արժեքի հարկ
Australia Australia 10% 0% GST = Goods and Services Tax
Bielorussia Bielorussia 20% 10%[10] ПДВ = Падатак на дададзеную вартасьць
Barbados Barbados 17,5% VAT = Value Added Tax
Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 17% 0% PDV = Poez na dodanu vrijednost
Brasile Brasile 12% + 25% + 5% 0% *IPI - 12% = Imposto sobre produtos industrializados (tassa sui prodotti industriali) - tassa federale
ICMS - 25% = Imposto sobre circulação e serviços (tassa sui servizi e commerci) - tassa statale
ISS - 5% = Imposto sobre serviço de qualquer natureza (tassa su ogni altro servizio) - tassa comunale

*La IPI può raggiungere fino al 60% per i prodotti importati.
Bolivia Bolivia 13% IVA = Impuesto al Valor Agregado
Canada Canada 5% GST+0%-10%PST(HST) 5%/0% GST = Goods and Services Tax, TPS = Taxe sur les produits et services; HST = Harmonized Sales Tax, TVH = Taxe de vente harmonisée
Cile Cile 19% IVA = Impuesto al Valor Agregado
Colombia Colombia 16% IVA = Impuesto al Valor Agregado
Cina Cina 17% 6% o 3% 增值税 (pinyin: zēng zhí shuì)
Rep. Dominicana Rep. Dominicana 16% 12% o 0% ITBIS = Impuesto sobre Transferencia de Bienes Industrializados y Servicios
Ecuador Ecuador 12% IVA = Impuesto al Valor Agregado
Egitto Egitto 10% VAT = Value Added Tax (الضريبة على القيمة المضافة)
El Salvador El Salvador 13% IVA = Impuesto al Valor Agregado
Etiopia Etiopia 15% VAT = Value Added Tax
Figi Figi 15% 0% VAT = Value Added Tax
Georgia Georgia 18% 0% DGhG = Damatebuli Ghirebulebis gdasakhadi
დღგ = დამატებული ღირებულების გადასახადი
Guatemala Guatemala 12% IVA = Impuesto al Valor Agregado
Guyana Guyana[22] 16% 0% VAT = Value Added Tax
Iran Iran 3% VAT = Value Added Tax (مالیات بر ارزش افزوده)
Islanda Islanda 25,5% 7% VSK, VASK = Virðisaukaskattur
India India 12,5% 4%, 1%, o 0% VAT = Valued Added Tax
Indonesia Indonesia 10% 5% PPN = Pajak Pertambahan Nilai
Israele Israele 16% Ma'am = מס ערך מוסף
Giappone Giappone 8% Consumption tax = 消費税
Corea del Sud Corea del Sud 10% VAT = 부가세 (附加稅, Bugase) = 부가가치세 (附加價値稅, Bugagachise)
Jersey Jersey 3% 0% GST = Goods and Services Tax
Giordania Giordania 16% GST = Goods and Sales Tax
Kazakistan Kazakistan 12% ҚCҚ = Қосымша салық құны (Kazakh)
НДС = Налог на добавленную стоимость (Russian)
VAT = Value Added Tax
Kosovo Kosovo 16% TVSH = Tatimi mbi Vlerën e Shtuar
Libano Libano 10% TVA = Taxe sur la valeur ajoutée
Liechtenstein Liechtenstein[23] 7,6% 3,6% (immobili) o 2,4% MWST = Mehrwertsteuer
Marocco Marocco 20% GST = Goods and Sales Tax (الضريبة على القيمة المضافة)
Moldavia Moldavia 20% 8%, 5% o 0% TVA = Taxa pe Valoarea Adăugată
Macedonia Macedonia 18% 5% ДДВ = Данок на Додадена Вредност, DDV = Danok na Dodadena Vrednost
Malesia Malesia 10% GST = Goods and Services Tax (tassa governativa)
Messico Messico 16% 11%, 0% IVA = Impuesto al Valor Agregado
Montenegro Montenegro 17% PDV = Poez na dodatu vrijednost
Mauritius Mauritius 15% VAT = Value Added Tax
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 15% GST = Goods and Services Tax
Norvegia Norvegia 25% 14% o 8% MVA = Merverdiavgift (bokmål) o meirverdiavgift (nynorsk) (colloquialmente moms)
Palestina Palestina 14,5% VAT = Value Added Tax
Pakistan Pakistan 16% 1% o 0% GST = General Sales Tax
Panamá Panamá 7% ITBMS = Impuesto de Transferencia de Bienes Muebles y Servicios
Paraguay Paraguay 10% 5% IVA = Impuesto al Valor Agregado
Perù Perù 19% IGV = Impuesto General a la Ventas
Filippine Filippine 12% RVAT = Refomed Value Added Tax, conosciuta localmente come Karagdagang Buwis / Dungag nga Buhis
Russia Russia 18% 10% o 0% НДС = Налог на добавленную стоимость, NDS = Nalog na dobavlennuju stoimost’
Serbia Serbia 18% 8% o 0% ПДВ = Порез на додату вредност, PDV = Porez na dodatu vrednost
Singapore Singapore 7% GST = Goods and Services Tax
Sudafrica Sudafrica 14% 0% VAT = Valued Added Tax
Sri Lanka Sri Lanka 12%
Svizzera Svizzera 8%[24] 3,8% (settore alberghiero) e 2,5% (cibo, libri, quotidiani, medicinali)[24] MWST = Mehrwertsteuer, TVA = Taxe sur la valeur ajoutée, IVA = Imposta sul valore aggiunto, TPV = Taglia sin la Plivalur
Taiwan Taiwan 5%
Thailandia Thailandia 7% VAT = Value Added Tax, ภาษีมูลค่าเพิ่ม
Trinidad e Tobago Trinidad e Tobago 15%
Turchia Turchia 18% 8% o 1% KDV = Katma değer vergisi
Ucraina Ucraina 20% 0% ПДВ = Податок на додану вартість, PDV = Podatok na dodanu vartist’.
Uruguay Uruguay 22% 10% IVA = Impuesto al Valor Agregado
Uzbekistan Uzbekistan 20% НДС = Налог на добавленную стоимость
Vietnam Vietnam 10% 5% o 0% GTGT = Giá Trị Gia Tăng
Venezuela Venezuela 12% 11% IVA = Impuesto al Valor Agregado

Liquidazione e versamento dell'imposta[modifica | modifica sorgente]

I soggetti passivi di imposta, ovvero imprese e lavoratori autonomi, cioè coloro che hanno diritto alla detrazione sugli acquisti effettuati, devono ogni mese o ogni tre mesi, a seconda delle opzioni esercitate o del proprio volume d'affari, liquidare l'imposta dovuta o a credito verso l'erario, ed infine provvedere a un conguaglio finale annuale.

La liquidazione (cioè il calcolo dell'imposta) si fa sommando l'IVA incassata dai propri clienti in via di rivalsa e sottraendo da tale importo l'IVA versata ai propri fornitori.

Se da tale differenza scaturirà un debito verso l'erario tale differenza sarà versata tramite il modello F24. Se viceversa scaturirà un credito questo potrà essere riportato al periodo successivo per essere scalato dalla successiva liquidazione o, a certe condizioni, potrà essere chiesto a rimborso o utilizzato in compensazione, cioè detratto da altri tributi dovuti dal contribuente.

Modalità di applicazione[modifica | modifica sorgente]

Basi imponibili[modifica | modifica sorgente]

Nella teoria economica ci sono tre tipi di basi imponibili, dipendenti dalla definizione di valore aggiunto:

  • Tipo prodotto (VAp)
  • Tipo reddito (VAr)
  • Tipo consumo (VAc)

La differenza si basa sulla deducibilità delle spese di investimento: nel tipo prodotto nessuna spesa di investimento è deducibile, pertanto la base imponibile è il prodotto lordo (PL); nel tipo reddito sono deducibili le spese per accantonamenti per ammortamenti (PL-Invs); nel tipo consumo sono deducibili gli acquisti di beni strumentali nell'anno in cui vengono compiuti (PL-Invs-Inva).

Metodi di calcolo[modifica | modifica sorgente]

Valore aggiunto[modifica | modifica sorgente]

L'imposta sul valore aggiunto può essere calcolata grosso modo con due metodi, uno dei quali però più articolato.

  • Per addizione: in questo caso si applica semplicemente l'aliquota dell'imposta alla somma delle remunerazioni dovute ai fattori produttivi (L+IP+∏)
  • Per sottrazione:
    • su base effettiva: aliquota applicata alla differenza fra valore dei beni prodotti in un dato arco temporale e valore delle materie prime impiegate alla produzione
    • su base finanziaria
base da base: si applica l'aliquota alla differenza tra fatturato delle vendite realizzato in un dato arco temporale e tra il fatturato degli acquisti di materie prime dello stesso periodo. A questo vanno aggiunte le dovute ed eventuali quote di ammortamento o il fatturato di acquisti di beni strumentali a seconda della definizione di base imponibile. In altre parole l'aliquota dell'imposta (tc) viene moltiplicata alla differenza fra le vendite (V) e gli acquisti (A).
Tb.d.b. = tc*(V - A)
Imposta da imposta: si sottrae dall'imposta riscossa sui beni prodotti e venduti l'imposta pagata sugli acquisti di materie prime (e di beni strumentali in caso di IVA consumo) compiuti nel medesimo periodo. In altre parole si applica l'aliquota tc a ciascun valore di vendita che sottrae l'aliquota tc per ciascun acquisto
Ti.d.i. = (tc*V) - (tc*A)

Tale ultimo sistema (detrazione imposta da imposta) è stato preso come modello dalle direttive CEE per la creazione di un sistema comune sulla cifra d’affari nei Paesi europei.

Il sistema, così come è concepito, non ha più uno stretto collegamento con il “valore aggiunto”, anche se la denominazione è rimasta tale per motivi “storici”.

In particolare la detrazione “imposta da imposta” consente:

  • Variazioni di aliquota nei vari stadi (dalla produzione alla commercializzazione) senza incidere nel totale dell’imposta che grava il bene al consumo.
  • Esenzioni in uno qualsiasi degli stadi.
  • Massima trasparenza, in qualsiasi stadio, sull’ammontare dell’imposta assolta fino a quello stadio.
  • Conseguentemente la possibilità di detassare il bene (con particolare riguardo all’esportazione).
  • Possibilità di recuperare integralmente una eventuale evasione, purché sia avvenuta in uno stadio precedente a quello finale (dettaglio).

Scorporo IVA[modifica | modifica sorgente]

Lo scorporo dell'IVA è un'operazione contabile che consiste nel separare l'IVA dal prezzo comprensivo dell'IVA stessa, determinando l'imponibile.

Formula generale per trovare l'imponibile I, conoscendo il prezzo ivato C, supponendo che l'aliquota sia pari al 22%:

I=\frac{C \times 100}{122}

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ragioneria Generale dello Stato
  2. ^ Governo trova 1 miliardo per rinviare aumento Iva di 3 mesi, Reuters, 26 giugno 2013. URL consultato il 26 giugno 2013.
  3. ^ Bruno Chiarini, Elisabetta Marzano, Evasione fiscale e sommerso economico in Italia: fatti stilizzati, differenze tra periodi e puzzle (PDF), 2007.
  4. ^ Roberto Ippolito, "Evasori. Chi. Come. Quanto. L'inchiesta sull'evasione fiscale", Bompiani (2008)
  5. ^ Ovvero spese e contributi assicurativi di tipo obbligatorio: INAIL, polizze professionali, ecc. Questo vale sia che il fornitore sia un'impresa sia che si tratti di lavoratore autonomo ed è applicata sia con clienti imprese che committenti/consumatori persone fisiche
  6. ^ Guardia di Finanza, Scontrini e ricevute fiscali, 2010.
  7. ^ Evasori.info: sito per segnalare e tracciare evasione IVA senza identificare evasore e segnalante
  8. ^ Il Sussidiario 18/07/2014, op. cit.
  9. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab EU VAT rates, TMF Group. URL consultato l'11 ottobre 2012.
  10. ^ a b Federation of International Trade Associations
  11. ^ http://www.skat.dk/getFile.aspx?ID=4262&newwindow=true
  12. ^ (EN) Value Added Tax, Ministero delle Finanze finlandese
  13. ^ Οι νέοι συντελεστές ΦΠΑ από 1 Ιουλίου | Madata.GR
  14. ^ Decreto del Presidente della Repubblica del 26/10/1972 n. 633
  15. ^ Página não encontrada 1473144 - Economia - PUBLICO.PT
  16. ^ a b LEGISLAÇÃO GERAL - LEI N.º 2-B/85 DE 28 DE FEVEREIRO
  17. ^ Budget: How the rise in VAT will wok, BBC, 23 giugno 2010. URL consultato il 2 novembre 2010.
  18. ^ Chris Bryant, Romania to raise VAT to 24% in Financial Times, 26 giugno 2010. URL consultato il 13 novembre 2010.
  19. ^ LondonStockExchange.com
  20. ^ LondonStockExschange.com
  21. ^ eora crea un IVA con un tipo general del 4,5% y uno reducido del 1% in La Vanguardia, 4 luglio 2010. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  22. ^ Ram & McRae's Investos Infomation Package
  23. ^ Value added tax, Government Spokesperson's Office. URL consultato il 13 ottobre 2010.
  24. ^ a b Switzerland VAT

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

News[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]