Isole Canarie

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Isole Canarie
comunità autonoma
Comunidad Autónoma de Canarias
Isole Canarie – Stemma Isole Canarie – Bandiera
(dettagli)
Localizzazione
Stato Spagna Spagna
Amministrazione
Capoluogo Santa Cruz de Tenerife
Las Palmas de Gran Canaria
Presidente Paulino Rivero (CC)
Data di istituzione 16 agosto 1982
Territorio
Coordinate
del capoluogo
28°07′12″N 15°25′48″W / 28.12°N 15.43°W28.12; -15.43 (Isole Canarie)Coordinate: 28°07′12″N 15°25′48″W / 28.12°N 15.43°W28.12; -15.43 (Isole Canarie)
Superficie 7 447 km²
Abitanti 2 098 593 (2009)
Densità 281,8 ab./km²
Province 2
Comuni 88
Altre informazioni
Fuso orario UTC+0
ISO 3166-2 ES-CN
Nome abitanti canario
Rappresentanza parlamentare 15 congressisti, 13 senatori
Cartografia

Isole Canarie – Localizzazione

Sito istituzionale

Le Isole Canarie sono un grande arcipelago di sette isole maggiori e due isole minori, tutte di origine vulcanica. Sono situate nell'Oceano Atlantico al largo dell'Africa nord-occidentale. Formano una comunità autonoma della Spagna.

La capitale è condivisa tra Santa Cruz de Tenerife e Las Palmas de Gran Canaria.[1][2] Fino al 1927, Santa Cruz de Tenerife è stata l'unica capitale delle Canarie, solo dopo tale anno, la condivide con Las Palmas.[1][2]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Le Canarie sono isole tropicali, situate nell'Oceano Atlantico, davanti alla costa dell'Africa e al deserto del Sahara, poco più a Nord rispetto al Tropico del Cancro (al 28º parallelo, ovvero alla stessa altezza di Florida, Bahamas, Bermuda, Caraibi, Hawaii).

Le isole per ordine di estensione:

L'isola più vicina si trova a circa 95 km dalla costa africana.

Le isole formano l'ecoregione della Macaronesia, assieme a Capo Verde, Madera, le Isole Azzorre e le Isole Selvagge. Il vulcano del Teide, situato nell'isola di Tenerife, con i suoi 3718 metri è la montagna più alta della Spagna. Le isole godono di un clima molto mite durante tutto l'anno che può essere però, grazie all'influenza degli alisei, alternativamente molto secco oppure piuttosto umido.

Vista del Teide (Tenerife) da "Los Roques de García"

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti diverse specie autoctone di flora, quali il cosiddetto albero del drago (Dracaena draco), le foreste di laurisilva, pini e palme tropicali, numerosi bananeti, piante grasse di agave, aloe vera e cactus. L'"albero del drago", considerato il simbolo delle Canarie, può raggiungere anche i 20 metri di altezza. Si ritiene che gli esemplari più antichi possano essere addirittura millenari. In particolare il più antico esemplare vivente si trova a "Icod de los Vinos", nella zona nord-orientale di Tenerife. La sua linfa è di colore rosso intenso, e proprio per questo motivo è chiamata "sangue di drago". Essa veniva usata dagli antichi abitanti delle Canarie (gli indigeni aborigeni, Guanci) nei loro riti animisti, e questa pratica era considerata magica. I fiori simbolo delle Isole Canarie sono le buganvillee, (Bougainvillea) e le orchidee. Solo nell'isola di Gran Canaria esistono ben 2000 varietà differenti di fiori esotici, considerati unici al mondo.

Ricchissima è anche la fauna marina tropicale. I pesci esotici più noti sono il pesce pappagallo, le murene, i pesci volanti, e il pesce civetta. Si posso trovare nelle acque intorno alle isole anche le tartarughe marine, i delfini. Ci sono anche molti tonni, barracuda, aragoste, sardine e a largo dell'Oceano Atlantico, si possono incontrare le balene, marlin, pesci vela, ma anche squali, come lo squalo martello.

Le Canarie sono un paradiso per gli uccelli; solo a Gran Canaria ci sono settanta specie diverse di volatili, che si riproducono nell'arcipelago e un gran numero di migratori fanno rotta nelle isole Canarie, dove svernano. Numerosi sono i pappagalli e il canarino è sicuramente l'uccello più rappresentativo delle Isole Canarie.

Particolare menzione meritano le lucertole del genere Gallotia, endemiche delle isole Canarie, che a volte raggiungono i sessanta cm di lunghezza.

Una vastissima varietà di fauna e flora locale e esotica si può ammirare nei grandi parchi di "Loro Park", a Puerto de la Cruz, nell'isola di Tenerife, oppure nell'"Oasis Park" nel sud dell'isola di Fuerteventura, nella località di La Lajita - Pajara, ed anche nel "Palmitos Park" nel sud di Gran Canaria, vicino alla località di Maspalomas.

Le isole vennero battezzate Canarie (dal latino "canis", cane) viste le grandi quantità di cani selvatici (chiamati ora Presa Canario o Dogo Canario) che popolavano l’arcipelago, fatto reso noto per la prima volta dallo studioso romano Plinio il Vecchio.

Aree protette[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aree naturali protette nelle Isole Canarie.

Quattro dei 13 parchi nazionali spagnoli si trovano sulle Isole Canarie, più che in ogni altra comunità autonoma:

Il timple, strumento musicale tradizionale delle Canarie

Cucina e prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

La cucina delle Canarie è ricca di colori e sapori subtropicali, esotica e multietnica; è caratterizzata da semplicità, varietà, ricchezza di ingredienti, dovuti alla frammentazione del territorio, alla varietà dei prodotti della terra, alla pescosità delle acque, ai numerosi sedimenti culturali che ha ricevuto durante la sua storia. Sapori, odori, preparazioni e colori originali si combinano con quelli arrivati da altri paesi, sia nella cucina tradizionale canaria che nella nuova cucina creativa delle Isole. La gastronomia canaria è stata influenzata dalla eredità dei Guanci e dalla tradizione latinoamericana, specialmente venezuelana. Infine, si trovano reminiscenze della gastronomia africana continentale.

Il gofio è l'alimento per antonomasia, che dalla notte dei tempi ha accompagnato le popolazioni indigene dei Guanci, fino ad arrivare ai giorni nostri. È fatto di farina ottenuta dall'orzo tostato, ma anche da altri cereali. Viene consumato in diverse forme: mescolato con latte, oppure con miele, si usa anche mangiarlo mischiato a zuppe di legumi o a brodo di pesce, di verdura o carne. Canaria è l'unico posto della Spagna dove si consuma. Tradizionalmente, il gofio si portava in una bisaccia e si impastava al momento con acqua, ottenendo il gofio amasado (impastato).

Il condimento più comune è il mojo, una salsa che può accompagnare una grande varietà di pietanze.

Un altro piatto molto utilizzato, a base di patate cotte con la buccia in acqua e sale, condite con il mojo, prende il nome di papas arrugadas.

Formaggi[modifica | modifica sorgente]

I più comuni sono i formaggi caprini: il formaggio Palmero di La Palma come il formaggio Majorero di Fuerteventura, entrambi D.O.P.; si trovano anche formaggi freschi. Nell'isola della Gomera si elabora un paté chiamato Almogrote, il cui ingrediente principale è il formaggio duro; in qualcuna delle isole si mangia anche il formaggio "alla piastra" con mojo.

Insaccati[modifica | modifica sorgente]

Nelle isole si può trovare il Chorizo Canario (salsiccia a pasta morbida e spalmabile, fatta con le parti più tenere del maiale e rossa per l'aggiunta del pimenton, la paprika), nelle sue differenti versioni: chorizo di Teror nell'isola di Gran Canaria, chorizo de Chacon nell'isola di Lanzarote, chorizo Palmeto nell'isola de La Palma, ecc. *La Morcilla è un altro tipo di insaccato che si produce utilizzando sangue di maiale; in Canaria si fa dolce, il suo sapore è dovuto alla inclusione di patate dolci, mandorle e uva sultanina. La Pata Asada (zampa di maiale arrostita) è una delle forme più popolari per consumare il maiale; si mangia in un panino, come antipasto o anche come aperitivo.

Piatti di mare[modifica | modifica sorgente]

I prodotti marini più serviti come antipasti sono le Lapas (patelle) cotte in padella e condite con mojo verde; polpo servito in salsa o con trito di verdure e pinzimonio, pejines o gueldes piccoli pesci della famiglia delle alici e le sardine (fritte o essiccate).

Grazie alla ricchezza delle acque canarie, esistono molte varietà di pesce per i piatti principali. Tra i più consumati sono las viejas (le vecchie), il pesce più apprezzato da tutti i canarini, la corvina (ombrina bocca d'oro), la cherne (cernia), la sama, la salema (sarpa, pagrus). Si servono al forno, fritti, bolliti, marinati.

Il Sancocho canario è un piatto a base di pesce salato bollito, con contorni di patate, patate dolci, gofio e mojo; ma il più tipico è “ El Encebollado” uno stufato fatto con pesce, cipolla, pomodori, peperoni, aglio. Los tollos sono strisce di una specie di squalo tagliate ed asciugate al sole, normalmente servite con una salsa. Las jareas è lo stoccafisso. La cazuela de pescado' (casseruola di pesce) è uno stufato che si prepara con pesce fresco, patate, cipolla e peperoni. Il caldo de pescado è un brodo di pesce basato su pescato locale come sama e cernia.

Verdure e ortaggi[modifica | modifica sorgente]

La forma più tipica di mangiare le verdure è la zuppa: Potaje de Berros (zuppa di berros: pianta commestibile della famiglia delle brassicacee), il potaje de coles (zuppa di cavolo), il potaje de lentejas al estilo canario (zuppa di lenticchie), puchero (bollito misto di verdure e ortaggi). A queste preparazioni si aggiungono il caldo de papas (brodo di patate), un piatto semplice della cucina povera tradizionale a base di patate e coriandolo; il rancho canario (rancio canario), ricetta a base di ceci, pasta corta, patate e carne; il caldo de millo (brodo di mais) con mais, ceci e aglio; il caldo verde (brodo verde) a base di patate, prezzemolo, uova, la ropa vieja a base di ceci e carne, che si prepara con quello che avanza del bollito.

Carne[modifica | modifica sorgente]

Le carni più consumate sono maiale, pollo, coniglio e capra. Molto utilizzati sono il puchero canario, un bollito misto di carne con verdure, e il conejo en salmorejo, coniglio marinato. La carne di maiale è la base di altri piatti come la carne fiesta, le costillas con piña y mojo (costolette con pannocchia di mais e salsa), le papas con carne (carne in umido con le patate).

Dolci e desserts[modifica | modifica sorgente]

Tra i dolci tradizionali si trovano il bienmesabe a base di zucchero, mandorle, uova; il frangollo con farina di mais, zucchero, mandorle, uva sultanina; le trucha (panzerotti natalizi ripieni di patate dolci); pasticcini di pasta sfoglia ripieni di "capelli d'angelo" (una marmellata fatta con una zucca chiamata “pantana”), le quesadillas herreñas dell'isola del Hierro, a base di formaggio; le rosquetes (ciambelle); il quesillo (budino); la rapatura, dolce tradizionale in forma di cono; il miele di palme delle isole della Gomera, ottenuto a partire della linfa della palma canariensis.

Frutta[modifica | modifica sorgente]

Tipici sono Platano canario (banana), fichi, avocado, mango, papaya, fichi d'India, ananas, lime, litchi, cherimoya.

Vini e liquori[modifica | modifica sorgente]

Con la conquista spagnola cominciò la coltivazione e la produzione di vino, essendo specialmente famoso nell'epoca il vino di malvasía. Oggi si coltivano 33 varietà di uva, 14 rosse e 19 bianche, con dieci "Denominazione di Origine":

  • D.O Abona (Tenerife)
  • D.O Tacorenta-Acentejo (Tenerife)
  • D.O Valle di Guimar (Tenerife)
  • D.O Vale de La Orovata (Tenerife)
  • D.O Ycoden-Daute-Isora (Tenerife)
  • D.O El Hierro
  • D.O Lanzarote
  • D.O La Palma
  • D.O La Gomera
  • D.O Gran Canaria

Geografia politica[modifica | modifica sorgente]

La Comunità Autonoma delle Isole Canarie consiste di due province, Provincia di Las Palmas e Provincia di Santa Cruz de Tenerife le cui capitali, Las Palmas de Gran Canaria e Santa Cruz de Tenerife, sono co-capitali della comunità autonoma. Ognuna delle sette isole principali è governata da un'assemblea chiamata cabildo insular.

Mappa delle Isole Canarie

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guanci.

Sembra che Fenici e Cartaginesi conoscessero l'arcipelago delle Canarie. Ad ogni modo il mondo classico le conobbe in modo approssimativo. Sia Plinio il Vecchio che Claudio Tolomeo ne parlano in maniera sommaria. Si pensa che le Isole Canarie abbiano dato origine al mito greco del Giardino delle Esperidi.

Secondo alcuni, l'arcipelago sarebbe quello che rimane della mitica Atlantide, per via della posizione geografico/geologica.

Il nome Canarie non ha un'origine chiara. Una possibilità è che derivi dal latino canis, cane e che sia collegato alla presenza sulle isole di grandi quantità di cani, riferita per la prima volta da Plinio il Vecchio. Con il tramonto dell'impero romano furono tagliate fuori da qualsiasi contatto con l'Europa cristiana.

Benché le prospicienti coste africane siano state popolate durante l'Alto Medioevo da genti arabe e berbere di religione musulmana, non risulta che tali popoli abbiano conosciuto le isole Canarie. Un primo contatto diretto avvenne forse in occasione della guerra ispano-genovese condotta da Sancho IV di Castiglia contro il Marocco. Tuttavia, l'avvio di contatti sia pure saltuari è concordemente attribuito al genovese Lanzarotto Malocello, sotto il cui comando, attorno al 1312, approdò una nave sull'isola che da lui prende il nome: non si conoscono con certezza le motivazioni del suo sbarco, ma si è ritenuto che la Repubblica di Genova l'avesse inviato nell'area perché reperisse informazioni circa Ugolino e Vadino Vivaldi, esploratori genovesi che, cercando una via nuova per raggiungere le Indie assai prima della circumnavigazione dell'Africa da parte di Vasco de Gama e della traversata oceanica di Cristoforo Colombo, finirono dispersi. Mentre nel 1341 vi giunse una spedizione di Angiolino de' Corbizi e Nicoloso da Recco: per conto di Alfonso IV del Portogallo i due esplorarono tutto l'arcipelago. L'anno dopo seguiva una spedizione di catalani. Per la spedizione del 1341 di Angiolino de' Corbizi e Nicoloso da Recco possiamo contare su un reperto di eccezionale importanza: il De Canaria et insulis reliquis ultra hispaniam noviter repertis di Giovanni Boccaccio[3]. In quest'opera vengono descritti i Guanci e viene attestato anche il loro modo di computare. I Guanci, popolazione pacifica, parlavano lingue differenti a seconda dell'isola di appartenenza e incomprensibili tra di loro. Non conoscevano la navigazione ed è possibile che fossero anche etnicamente molto differenti da isola a isola. Quelli incontrati dalla spedizione di cui parla Boccaccio vivevano nella Gran Canaria. Erano nudi, salvo per un sottanino di palma, con l'eccezione dei capi, che vestivano capi in pelle caprina tinti di giallo e rosso e cuciti con budella. Conoscevano l'allevamento (capre pecore e cinghiali) e l'agricoltura, coltivando frutta (soprattutto fichi), ortaggi e legumi, frumento, orzo e biade da cui ricavavano farina che però consumavano sciolta nell'acqua, non conoscendo il pane. Vivevano in case costruite di pietre squadrate e legno e imbiancate all'interno. Adoravano una divinità maschile con in mano una palla, la cui statua fu trafugata dalla spedizione e portata in Portogallo assieme ad alcuni degli abitanti. In seguito la popolazione Guanci fu quasi interamente sterminata durante la guerra di conquista operata dai Castigliani dal 1464 al 1496.

Pur prive di risorse, le isole Canarie scatenarono subito il problema del possesso coloniale e nel 1344 ad Avignone papa Clemente VI eleggeva principe delle isole Fortunate don Luis de la Cerda, cugino del re portoghese Alfonso IV.

Per celebrare il VII centenario della scoperta di Lanzarote e delle Isole Canarie da parte del navigatore italiano Lanzarotto Malocello, avvenuta nel 1312, si sono costituiti due Comitati promotori, uno in Spagna e l'altro in Italia.Il Comitato promotore italiano, presieduto dall'Avv.Alfonso Licata, ha istituito un Comitato Scientifico per lo studio della vita e delle scoperte di Lanzarotto Malocello ed ha realizzato una serie di iniziative pubbliche a scopo divulgativo con il patrocinio morale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri dei Beni ed Attività Culturali, dell'Istruzione, Università e Ricerca, della Difesa, degli Affari Esteri e del Turismo nonché di alcuni Enti pubblici che ne sono diventati membri quali il Comune di Varazze (che ha dato i natali al navigatore), la Lega Navale Italiana, la Società Geografica italiana, la Commissione Italiana di Storia Militare, l'Associazione Nazionale Marinai d'Italia e il Distretto 108/L del Lions Club International.Per commemorare l'avvenimento è stata coniata una medaglia celebrativa ufficiale realizzata dalla Scuola dell'Arte della Medaglia dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e pubblicato il libro di Alfonso Licata "Lanzarotto Malocello,dall'Italia alle Canarie" a cura della CISM-Ministero Difesa.La Giunta di Roma Capitale, nel 2012, ad istanza del Comitato promotore, in occasione della ricorrenza del VII centenario, ha dedicato un Parco verde pubblico attrezzato all'insigne navigatore nel quartiere Ostiense. Analogamente la città di Savona, a sua volta, sempre su richiesta del Comitato Promotore, nel 2013 ha dedicato al Malocello un'Area verde attrezzata a parco giochi nella zona del Porto.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Totale: 2.115.050

Popolazione delle isole:

  • Tenerife - 906.854 abitanti
  • Gran Canaria - 838.397 abitanti
  • Lanzarote - 141.938 abitanti
  • Fuerteventura - 103.167 abitanti
  • La Palma - 86.996 abitanti
  • La Gomera - 22.769 abitanti
  • El Hierro - 10.892 abitanti

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il PIL pro capite delle Isole Canarie è di € 19.806 (2012), simile a quello della Sardegna.

L'economia è cresciuta rapidamente negli ultimi decenni. Ad oggi è basata sul turismo, l'agricoltura tropicale, la costruzione e i servizi. I prodotti agrari di maggior peso per l'esportazione sono banane, pomodori, fiori e piante ornamentali, avocado, papaye, manghi. Le isole ricevono circa 12 milioni di turisti all'anno, che muovono a loro volta l'attività immobiliaria e vari settori di servizi. Le due isole economicamente maggiori, Tenerife e Gran Canaria posseggono grandi centri pubblici che stimolano e diversificano l'economia, come le due università principali, l'amministrazione e i porti. Gli ecologisti sono preoccupati che le risorse vengano sovrasfruttate e che il territorio sia sempre più occupato dalla intensa attività edilizia.

Dune di Maspalomas (Gran Canaria)

Le isole sono al di fuori del territorio doganale dell'Unione Europea, anche se politicamente sono all'interno dell'UE. Nei documenti doganali sono rappresentate dal codice ISO 3166-1 alpha-2 IC. I beni soggetti alle tasse doganali e all'IVA spagnola, come tabacco o apparecchi elettronici, sono quindi significativamente più economici alle Canarie, così come la benzina, meno cara che nella penisola. Le isole non hanno un codice nazionale internet separato dal resto della Spagna.

Regime fiscale ridotto[modifica | modifica sorgente]

La ZEC, Zona Especial Canaria è una zona di bassa tributazione fiscale, attualmente la più bassa d'Europa, nata con lo scopo di promuovere lo sviluppo sociale ed economico dell'arcipelago Canario e diversificare la sua struttura produttiva. La ZEC fu autorizzata dalla Commissione Europea nel mese di gennaio del 2000 e prorogato successivamente sino al 2006 con istanza emessa dal governo Spagnolo in relazione all'adeguamento della legislazione e regime economico fiscale delle isole Canarie per quanto concerne la ZEC, secondo i termini dell'autorizzazione (Título V de la Ley 19/1994, modificada por el Real Decreto-Ley 12/2006 y desarrollada por el Real Decreto-Ley 1758 / 2007). REQUISITI: investimento di minimo 100.000 Euro e la creazione di almeno 5 posti di lavoro nelle Isole di Tenerife e Gran Canaria; 50.000 Euro e 3 posti di lavoro nelle altre isole dell'arcipelago. Non tutte le attività sono Autorizzabili come ad esempio costruzioni ed altre che compromettono l'ambiente e hanno un dannoso impatto ambientale. Attualmente i benefici della ZEC restano in vigore sino al 31 dicembre del 2019, essendo prorogabile solo su autorizzazione della Comunità Europea. L'autorizzazione all'iscrizione nel Registro Ufficiale di Entità ZEC (ROEZEC) avrà come limite massimo il 31 dicembre del 2013. È da considerare il fatto che questa specifica situazione non rientra nelle aree "offshore" e "black list" in quanto viene riconosciuta e autorizzata dall'unione europea stessa, e in tutti i casi vigono le leggi europee di trasparenza in materia fiscale.

La combinazione di alte montagne, appartenenti all'Europa, e cieli limpidi, ha reso il picco di Roque de los Muchachos (su La Palma, quota 2450 m) un punto ottimale per il posizionamento di telescopi. Nel 1985 nacque perciò l'Osservatorio del Roque de Los Muchachos, che comprende anche un telescopio italiano, il Telescopio Nazionale Galileo. Anche a Tenerife, sul Pico del Teide a 2400 m di altezza, è stato creato l'osservatorio astronomico Carlos Sánchez operativo dal 1972.

Il fuso orario delle Canarie è il GMT, un'ora indietro rispetto alla Spagna continentale e alle Baleari.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 23 25 26 27 29 29 30 30 29 27 26 25 24,3 27,3 29,7 27,3 27,2
T. min. mediaC) 15 16 18 18 20 22 23 22 21 20 19 17 16 18,7 22,3 20 19,3
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
Precipitazioni (mm) 18 24 14 7 2 0 0 0 10 13 18 27 69 23 0 41 133
Giorni di pioggia 6 4 3 2 2 1 0 0 2 5 6 7 17 7 1 13 38

Essendo le Isole Canarie in pieno Oceano Atlantico e comunque non troppo vicino all'equatore la temperatura dell'acqua raggiunge i 18 gradi nei mesi di gennaio-febbraio (periodo più freddo dell'anno), per poi aumentare fino ai 23 gradi nei mesi di luglio-agosto-settembre (periodo più caldo dell'anno).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Real Decreto de 30 de noviembre de 1833 en wikisource
  2. ^ a b Real Decreto de 30 de noviembre de 1833 en el sitio web oficial del Gobierno de Canarias
  3. ^ È la traduzione in latino del breve resoconto di viaggio firmato da Nicoloso da Recco. La datazione di questo testo documentario è alquanto controversa. M. Pastore Stocchi lo ritiene non molto posteriore al 1341, e ne colloca la composizione dopo il rientro di Boccaccio a Firenze, rigettando la cronologia tradizionale che l’ascriveva invece al 1353. [1]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sandro Pellegrini, Le Canarie descritte dal console francese Auguste Broussonet agli inizi dell'Ottocento, in "Geostorie", a. 17, n. 3, 2009, pp. 319–337.
  • Bruno Foggi, Fiori delle Canarie
  • Alfonso Licata,"Lanzarotto Malocello,dall'Italia alle Canarie",' Roma, Commissione Italiana di Storia Militare del Ministero della Difesa, pagine 254, anno 2012'

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]