Cactaceae
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Le Cactaceae (o cactacee) sono una famiglia di piante succulente (piante xerofite adattate agli ambienti aridi mediante l'accumulo di acqua in tessuti succulenti) che comprende circa 3000 specie e 120 generi. Il nome, dato da Carlo Linneo si ispira alla parola greca cactos (spinosa) utilizzata per indicare alcune specie di cardi (Cynara) diffuse nel mediterraneo, e citate già da Teofrasto nell'Historia plantarum e da Teocrito già nel III secolo a.C..
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[modifica] Descrizione
Le Cactaceae sono piante succulente dotate di succulenza del fusto e, spesso, delle radici. Possono assumere numerose forme geometriche: globose, colonnari, appiattite, singole e in gruppi numerosi e nella famiglia si annoverano quasi tutte le forme ecologiche di accrescimento: fanerofite, camefite, criptofite, emicriptofite, ecc. Sono tutte perenni. Sono estremamente variabili anche per dimensioni del fusto, da pochi centimetri fino ad alcuni metri, e per numero, disposizione, colore e spessore delle spine, (se presenti). Una caratteristica delle cactacee (più spesso indicate col nome generico di cactus) è quella di essere provviste di gemme latenti provviste di lanugine e, spesso, di foglie più o meno trasformate in spine. A tale organo è dato il nome di areola. I loro fiori sono generalmente bisessuali e con placentazione infera, tranne che nella sottofamiglia delle Pereskioideae che conserva ancora caratteri primordiali. Alcune specie sono epifite delle foreste caducifolie tropicali (tribù delle Rhypsalideae) o della foresta amazonica come Wittia amazonica.
[modifica] Diffusione geografica
La diffusione naturale di questa famiglia di piante è limitata quasi esclusivamente al nuovo mondo, dove è presente dal Canada alla Patagonia, con particolari concentrazioni nelle steppe, nelle praterie e nei semideserti persino in ambienti caldo-umidi tipici della foresta tropicale e subtropicale. In Italia le cactaceae sono rappresentate essenzialmente da alcune specie di Opuntia, la più importante delle quali è Opuntia ficus-indica, diffusa soprattutto in Sicilia, Liguria e lungo i versanti soleggiati e protetti di tutta la costa italiana. Altre specie adattabili sono il Cereus peruvianus e la Carnegiea gigantea (Saguaro).
[modifica] Classificazione
La famiglia è suddivisa in quattro sottofamiglie:
[modifica] Pereskioideae
(ca. 21-50 Specie, 1 Genere). Costituiscono un passaggio tra le specie arcaiche, probabilmente mesofite e quelle attuali xerofite; presentano un fusto poco succulento, legnoso con l'età, e fiori dotati di ovario infero. Le loro foglie, lucenti e dotate di lamine espanse, sono sprovviste delle fibre legnose e in caso di siccità si afflosciano e cadono in breve tempo, limitando lo spreco di risorse importanti (vedi Pereskia).
[modifica] Opuntioideae
(ca. 300 Specie 15 Generi). Si distinguono per la presenza di spine speciali, aciculari (glochidi), per i semi dotati di un grosso arillo legnoso e per i fusti divisi in segmenti, spesso appiattiti (cladodi). La sottofamiglia a sua volta è suddivisa in numerosi generi:
- Austrocylindropuntia
- Brasilopuntia
- Consolea
- Cumulopuntia
- Cylindropuntia
- Grusonia
- Maihuenopsis
- Miqueliopuntia
- Opuntia
- Pereskiopsis
- Pterocactus
- Quiabentia
- Tacinga
- Tephrocactus
- Tunilla
[modifica] Maihuenioideae
La sottofamiglia più ridotta: raccoglie l'unico genere Maihuenia con 2-10 specie.
[modifica] Cactoideae
La sottofamiglia più vasta. Comprende circa 1800 - 2500 Specie, 100-120 Generi:
- Tribù: Calymmantheae (R. S. Wallace 2001)
- Tribù: Hylocereeae (Buxbaum 1958)
- Tribù: Cereeae (Salm-Dyck 1845)
- Tribù: Trichocereeae (Buxbaum 1958)
- Acanthocalycium
- Arthrocereus
- Brachycereus
- Cephalocleistocactus
- Cleistocactus
- Denmoza
- Discocactus
- Echinopsis
- Espostoa
- Espostoopsis
- Facheiroa
- Gymnocalycium
- Haageocereus
- × Haagespostoa
- Harrisia
- Lasiocereus
- Leocereus
- Matucana
- Mila
- Oreocereus
- Oroya
- Pygmaeocereus
- Rauhocereus
- Rebutia
- Samaipaticereus
- Trichocereus
- Weberbauerocereus
- Yungasocereus
- Tribù: Notocacteae (Buxbaum 1958)
- Tribù: Rhipsalideae (A.P. de Candolle 1828)
- Tribù: Browningieae (Buxbaum 1966)
- Tribù: Pachycereeae (Buxbaum 1958)
- Tribù: Cacteae (Rchb. 1832)
[modifica] Uso
La maggior parte delle piante di questa famiglia viene coltivata per scopo ornamentale.
I frutti di molte di queste piante sono commestibili e sono dunque utilizzate nelle zone d'origine a scopo alimentare. Il fico d'india è il frutto dell'Opuntia ficus-indica originaria del Messico ma diffusa ormai in tutti i paesi a clima mite compresa l'Italia, che vanta delle ottime produzioni in Sicilia. Di origine boliviana è il pitaya conosciuto anche come Dragon Fruit, frutto commestibile di Hylocereus undatus, coltivato estensivamente anche nell'asia tropicale.
Alcuni Cacti colonnari sono utilizzati in Argentina per costituire siepi e recinzioni (corral). Mentre nei paesi andini si usano varie specie arborescenti per la produzione di legname leggero, usato nella fabbricazione di piccoli manufatti e mobilio.
La Lophophora williamsii, è la maggiore rappresentante dei cacti allucinogeni o peyote, ed usata durante rituali nella Chiesa nativa americana, altre cactacee allucinogene appartengono al genere Pelecyphora e Trichocereus (San Pedro cactus).
L'assunzione e la detenzione di piante appartenenti alle specie allucinogene è perseguibile dalla legge
[modifica] Coltivazione
In generale i cactus prediligono terreni sciolti, aerati e leggeri. Le specie forestali (Epiphyllum, Hylocereus, Aporocactus, Schlumbergera, Zygocactus) amano terricci a prevalenza organica, mentre le altre specie gradiscono una componente dominante di natura minerale, ad es. lava, pomice e argilla espansa. Le specie native dei deserti di altopiano messicano rispondono bene all'impiego di marna naturale sminuzzata.
Il ciclo vitale dominante è la crescita estiva e la stasi vegetativa invernale, quando le piante non vanno sollecitate a crescere mediante il mantenimento in condizioni di totale siccità e temperature fresche (10° C). Alcune specie sono assai rustiche e resistono a -15°C (ad es. Tephrocactus), altre mostrano insofferenza a temperature inferiori ai 15°C (ad es. Melocactus).
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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