Lophophora williamsii

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Peyote
Peyote Cactus.jpg
Lophophora williamsii
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Caryophyllales
Famiglia Cactaceae
Genere Lophophora
Specie L. williamsii
Nomenclatura binomiale
Lophophora williamsii
(Lem. ex Salm-Dyck) J.M.Coult., 1894
Specie

La Lophophora williamsii, conosciuta anche con il nome di peyote (dal nahuatl: peyotl ovvero pane degli dei) o mescal [1] , è una pianta succulenta originaria del continente centroamericano (sud ovest Texas e Messico). La prima analisi metodica del peyote fu pubblicata, nel 1886, dal farmacologo tedesco Louis Lewin. È una pianta che cresce in ambiente desertico ed è nota per le sue proprietà psicoattive, dovute alla presenza di alcaloidi, tra i quali la mescalina. È usato spesso come enteogeno e come componente essenziale per alcuni riti religiosi o altre pratiche tra le quali meditazione, psiconautica, psicoterapia psichedelica. I nativi americani lo usavano anche come farmaco; fuori dall'uso tradizionale è sovente utilizzato in ambito occidentale quale allucinogeno ricreativo.

La pianta presenta numerose infiorescenze globose di colore verde scuro tendente al grigio e numerose costolature, circa una decina, su cui crescono minute areole senza spine. In estate dalle areole sbocciano i fiori, di colore bianco o rosa, che presto si trasformano in frutti dalla forma allungata contenenti dei semi di colore scuro. Tali semi, ricchi di mescalina, venivano un tempo usati dai nativi americani come allucinogeno nei riti sciamanici. [2]

Area di origine[modifica | modifica sorgente]

L'area d'origine della Lophophora williamsii è il Messico e alcuni territori degli Stati Uniti d'America.

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

La pianta va coltivata in un luogo luminoso e arieggiato, con temperature anche molto basse in inverno (in questa stagione è consigliato porre questa pianta in una serra temperata ad una temperatura di 6-10 °C). Nei mesi primaverili ed estivi va annaffiata moderatamente attendendo che la terra sia asciutta prima di annaffiare nuovamente, mentre a partire da ottobre il terreno è da lasciare completamente a secco.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Fettine di peyote essiccato per uso rituale, detti "bottoni"
Struttura molecolare dell'alcaloide mescalina

La mescalina risulta psicotropa a dosaggi pari a 200–500 mg, equivalenti a circa 5 g di peyote essiccato. L'effetto può durare da 10 a 12 ore. Quando accoppiata con un appropriato ambiente (setting) e un altrettanto appropriato stato di salute psicofisica (set) può innescare, nel vissuto soggettivo, stati mentali di stampo mistico-metafisico e profonda introspezione. Spesso accompagnati da modificazione di coscienza e produzione allucinatoria multisensoriale, anche sinestesica. Oltre alle sue proprietà psicoattive, i nativi americani la usavano per scopi terapeutici; per il trattamento di patologie come mal di denti, dolore da parto, febbre, dolori al petto, problemi di tipo dermatologico, reumatismi, diabete, raffreddore, cecità. [3] In America alcuni farmaci contenenti sostanze estratte dal peyote vengono chiamati Anhalonium e sono utilizzati e prescrivibili per il trattamento di asma, nevrosi, nevrastenia. È anche estratta dalla pianta una molecola capace di attività antibiotica, chiamata peyocactina.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Un cactus "divino" del Meso-America: il Peyote in Agopuntura.org.
  2. ^ Un cactus "divino" del Meso-America: il Peyote in Agopuntura.org.
  3. ^ Attività antibiotica dell'estratto di peyote in Economic Botany.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Lophophora williamsii in fioritura

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