Mandragora
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Mandragola (in svedese Alruna, in tedesco Alraune) è il nome comune di diverse piante del genere Mandragora appartenenti alla famiglia delle Solanaceae. Le loro radici sono caratterizzate da una peculiare biforcazione che ricorda la figura umana (maschile e femminile); insieme alle proprietà anestetiche della pianta, questo fatto ha probabilmente contribuito a far attribuire alla mandragola poteri sovrannaturali in molte tradizioni popolari.
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[modifica] Storia e Leggenda
La mandragora, o mandragola, costituì uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie.
Innanzitutto il nome, probabilmente di derivazione persiana (mehregiah), le è stato assegnato dal medico greco Ippocrate. Nell'antichità le venivano accreditate virtù afrodisiache; era utilizzato anche per curare la sterilità.[1]
Alla mandragora venivano nel Medioevo attribuite qualità magiche e non è un caso se veniva inclusa nella preparazione di varie pozioni. È raffigurata in alcuni testi di alchimia con le sembianze di un uomo o un bambino: da ciò ne deriva la leggenda del pianto della mandragola ritenuto in grado di uccidere un uomo. Veniva considerata una creatura a metà del regno vegetale e animale, come il meno noto agnello vegetale di Tartaria.
Nel 1615, in alcuni trattati sulla licantropia, tra i quali quello di Njanaud, appariva l'informazione dell'uso di un magico unguento a base di mandragora che permetteva la trasformazione in animali.[1]
Secondo le credenze popolari, le mandragore nascevano dallo sperma emesso dagli impiccati in punto di morte.
La mandragola può essere ricondotta ad alcune usanze Voodoo nelle quali era utilizzata come surrogato delle più famose bambole di cera. È considerata una pianta magica anche dalla Wicca moderna.
La pianta della mandragola viene ricordata anche nell'omonima rappresentazione teatrale di Niccolò Machiavelli, nel romanzo fantasy Harry Potter e la camera dei segreti, e nell'omonimo film da esso tratto, nonché nel lungometraggio Il labirinto del fauno.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Jean De Maleissye, Storia dei veleni. Da Socrate ai giorni nostri, Bologna, Odoya, 2008 ISBN 978-88-628-8019-0.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- [1] sito dedicato alla mandragora e al suo uso in magia

