Il labirinto del fauno

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Il labirinto del fauno
Il Fauno
Il Fauno
Titolo originale El laberinto del fauno
Paese di produzione Messico, Spagna
Anno 2006
Durata 112 minuti
Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore, fantastico, drammatico, guerra
Regia Guillermo del Toro
Sceneggiatura Guillermo del Toro
Produttore Álvaro Augustín, Alfonso Cuarón, Bertha Navarro, Guillermo del Toro, Frida Torresblanco
Fotografia Guillermo Navarro
Montaggio Bernat Vilaplana
Musiche Javier Navarrete
Scenografia Eugenio Caballero
Costumi Lala Huete, Rocío Redondo
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il labirinto del fauno (El laberinto del fauno) è un film del 2006 scritto e diretto da Guillermo del Toro. È il film in lingua spagnola che ha ottenuto nella storia i maggiori incassi.

Il film è la seconda parte di una trilogia informale di film fantastici ambientati durante la guerra civile e il dopoguerra spagnolo. Il primo film della trilogia è La spina del diavolo (sempre diretto da Guillermo del Toro), ambientato in un orfanotrofio infestato da un fantasma negli ultimi giorni della guerra civile.

È stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2006.[1] La prima del film è avvenuta in Spagna l'11 ottobre del 2006, mentre in Messico è stato proiettato per la prima volta il 20 ottobre dello stesso anno. Il 15 ottobre 2006 si è tenuta l'anteprima statunitense a New York, alla quale hanno assistito il regista Guillermo del Toro e l'attore Doug Jones. La prima nazionale negli USA è avvenuta il 29 dicembre 2006.

Nel 2007 si è aggiudicato tre Premi Oscar: miglior fotografia (Guillermo Navarro), miglior scenografia (Eugenio Caballero e Pilar Revuelta) e miglior trucco (David Martí e Montse Ribé).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Tanto tempo fa, nel regno sotterraneo, dove la bugia, il dolore, non hanno significato, viveva una principessa che sognava il mondo degli umani. Sognava il cielo azzurro, la brezza lieve e la lucentezza del sole. Un giorno, traendo in inganno i suoi guardiani, fuggì. Ma appena fuori, i raggi del sole la accecarono, cancellando così la sua memoria. La principessa dimenticò chi fosse e da dove provenisse. Il suo corpo patì il freddo, la malattia, il dolore, e dopo qualche anno morì. Nonostante tutto, il Re fu certo che l'anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L'avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare. »
(Monologo iniziale)

Siamo nel 1944; Francisco Franco è saldamente al potere dopo una guerra civile.

Per sfuggire alla realtà, tramite l'immaginazione, Ofelia viene in contatto con una realtà magica e fantastica. In questo mondo incontra esseri favolosi, tra cui un fauno; tale mondo fantastico è tuttavia anche un mondo reale, visibile.

Nelle scene iniziali del film, durante il viaggio che la porterà, insieme alla madre Carmen, dal patrigno, lo spietato capitano Vidal, Ofelia ritrova un sasso. Il sasso costituisce l'occhio di una stele dedicata al fauno. Quando Ofelia ricolloca questo occhio, immediatamente un insetto alato la segue e la notte la condurrà fino al fauno che le svela la propria identità e la sua: le dice che lei è Moana, la figlia del Re del mondo sotterraneo e che per tornare nel suo regno d'origine dovrà superare alcune prove che compariranno a mano a mano su un libro magico. Ofelia è riluttante all'inizio a credere a quello che le dice il fauno, sostenendo che il suo vero padre era una sarto che poi è morto in guerra. Il fauno afferma che non è figlia degli uomini e che il segno che dimostra la sua appartenenza è una voglia a forma di falce di luna presente sulla sua spalla sinistra.

Nel frattempo Vidal si rivelerà essere uno psicopatico sanguinario e autoritario, infatti, uccide due contadini, considerati ribelli, nel modo più violento possibile ma quando scopre che erano innocenti non gli dà peso. Possiede un orologio di cui è ossessionato, dopo si scoprirà che era di suo padre, un generale che influì molto sulla psiche del figlio, e che ruppe l'orologio per far sapere al figlio quando era morto.

Il mondo fantastico con cui la protagonista entra in contatto manifesta collegamenti diretti con quello reale: ad esempio, la malattia della madre (legata alla difficile gravidanza) non peggiora, ma anzi i disturbi hanno una remissione solo quando il fauno dice ad Ofelia di porre sotto il letto una radice di mandragola immersa nel latte e nutrita col sangue. Il medico curante sostiene che il miglioramento è inspiegabile e di non conoscerne l'origine. Il capitano Vidal, però, scopre la radice e, rimproverando duramente Ofelia, la consegna alla madre che la butta nel fuoco. Subito la madre di Ofelia peggiora e di lì a poco muore dopo aver partorito un maschio. A questo punto Vidal non ha più ostacoli a tiranneggiare la povera Ofelia che ha un'ultima prova da superare.

Il capitano scoprirà che Mercedes, la sua giovane governante, è in combutta coi ribelli e cerca di torturarla, ma lei si libera con un coltello preso in precedenza e lo accoltella in più punti procurandogli una ferita al lato sinistro del volto ma sopravvive.

Ofelia, sotto ordine del fauno, porta con sé il suo fratellino nel labirinto mentre i ribelli uccidono i soldati, però, rifiuterà di obbedire all'ultima delle prove indicatale dal fauno: sacrificare il suo fratellastro appena nato per tornare a casa nonostante il fauno le ricordi che lui è il responsabile delle sue sofferenze. Vidal, che l'aveva vista scappare col bambino, la segue fino a raggiungerla nel cuore del labirinto dove le spara in piena pancia ma quando esce dal labirinto i ribelli, che hanno eliminato i suoi uomini, lo uccidono sparandogli sullo zigomo destro e dando al piccolo un futuro migliore. In realtà, la scelta di Ofelia, non sacrificando sangue innocente, sarà la sua vittoria. Ofelia infatti, ormai morente, lascia riversare il suo sangue, altresì innocente, nel portale. La bambina ritorna così nel suo regno sotterraneo, dove incontra nuovamente il fauno, il quale le comunicherà che il suo disobbedire - o meglio, l'obbedire alla propria coscienza - è stata la scelta corretta, allontanandola da un mondo freddo, violento e crudele.

Il film si conclude mostrando l'albero cavo, prima prova di Ofelia che ritorna a fiorire, con vicino la fata sotto l'aspetto di insetto che si era mostrata all'inizio.

« E si dice che la principessa discese nel regno paterno. E che li regnò con giustizia e benevolenza per molti secoli, che fu amata dai suoi sudditi, e che lasciò dietro di sé delle piccole tracce del suo passaggio sulla terra... visibili solo agli occhi di chi sa guardare. »
(Monologo finale)

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 2006 - Camerimage
    • Rana d'Oro a Guillermo Navarro
  • 2007 - Ariel Award
    • Migliore regia a Guillermo del Toro
    • Migliore attrice a Ivana Baquero
    • Migliore fotografia a Guillermo Navarro
    • Migliore scenografia a Eugenio Caballero e Pilar Revuelta
    • Migliori costumi a Lala Huete
    • Miglior trucco a David Martì e Montse Ribé
    • Miglior colonna sonora a Javier Navarrete
    • Migliori effetti speciali a Reyes Abades, Ángel Alonso, David Martí e Montse Ribé
    • Nomination Miglior attore non protagonista a Alex Angulo
    • Nomination Miglior montaggio a Bernat Vilaplana
    • Nomination Miglior sonoro a Martín Hernández, Jaime Baksht e Miguel Ángel Polo
  • 2007 - Austin Film Critics Association
    • Miglior film straniero a Guillermo del Toro
    • Migliore sceneggiatura originale a Guillermo del Toro
    • Nomination Miglior film
  • 2007 - Butaca Award
    • Miglior attore catalano a Sergi Lopez
    • Nomination Miglior attrice catalana a Ivana Baquero
    • Nomination Miglior attrice catalana a Ariadna Gil
  • 2007 - Cinema Writers Circle Award
    • Migliore fotografia a Guillermo Navarro
    • Miglior montaggio a Bernat Vilaplana
    • Nomination Miglior film
    • Nomination Migliore regia a Guillermo del Toro
    • Nomination Miglior attore a Sergi Lòpez
    • Nomination Miglior attrice a Maribel Verdù
    • Nomination Miglior attrice emergente a Ivana Baquero
    • Nomination Migliore sceneggiatura originale a Guillermo Navarro
    • Nomination Miglior colonna sonora a Javier Navarrete
  • 2007 - Fantasporto
    • Miglior film a Guillermo del Toro
    • Miglior attore a Sergi Lòpez
  • 2007 - Fotogramas de Plata
    • Miglior film a Guillermo del Toro
    • Nomination Miglior attrice a Maribel Verdù
    • Nomination Miglior attore a Sergi Lòpez
  • 2007 - Imagen Foundation Award
    • Miglior film
    • Migliore regia a Guillermo del Toro
    • Miglior attrice protagonista a Ivana Baquero
  • 2007 - London Critics Circle Film Award
    • Nomination Film straniero dell'anno
    • Nomination Regista dell'anno a Guillermo del Toro
    • Nomination Sceneggiatore dell'anno a Guillermo del Toro
  • 2007 - Online Film Critics Society Award
    • Miglior film straniero
    • Migliore sceneggiatura originale a Guillermo del Toro
    • Nomination Miglior film
    • Nomination Migliore regia a Guillermo del Toro
    • Nomination Migliore fotografia a Guillermo Navarro
    • Nomination Miglior colonna sonora a Javier Navarrete
  • 2007 - Premio Hugo
    • Miglior rappresentazione drammatica
  • 2007 - Premios ACE
    • Miglior film a Guillermo del Toro
    • Migliore nuova attrice a Ivana Baquero
  • 2007 - Spanish Actors Union
    • Migliore attrice a Ivana Baquero
    • Nomination Miglior attore a Sergi Lòpez
    • Nomination Migliore attrice a Maribel Verdù
  • 2007 - Turia Award
    • Miglior film spagnolo a Guillermo del Toro
    • Nomination Migliore nuova attrice a Ivana Baquero
    • Nomination Miglior attore a Sergi Lòpez
    • Nomination Miglior attrice a Maribel Verdù
  • 2007 - Young Artist Award
    • Nomination Film internazionale per le famiglie
    • Nomination Migliore giovane attrice protagonista a Ivana Baquero
  • 2008 - Bodil Award
    • Miglior film straniero a Guillermo del Toro
  • 2008 - Grammy Award
    • Nomination Miglior colonna sonora a Javier Navarrete

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 2006, festival-cannes.fr. URL consultato il 23 dicembre 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN194773211 · GND: (DE7569634-4