Shakespeare in Love
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Shakespeare in Love è un film del 1998 diretto da John Madden.
Racconta l'amore dello scrittore William Shakespeare (1564-1616) per una nobildonna, Lady Viola (che si finge uomo per fare l'attore) durante la lavorazione di Romeo e Giulietta. I due s'innamorano durante la lavorazione dell'opera che sarà poi un trionfo, coronato dalla regina Elisabetta, impersonata dall'attrice Judi Dench.
Alcuni critici lo classificano come un film post-moderno, in quanto Shakespeare ricorderebbe troppo uno sceneggiatore del XX secolo, pur senza nulla togliere alla bellezza dei costumi, delle scene e della musica, vere colonne portanti del film.
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[modifica] Trama
Londra, estate 1593. Un giovane Shakespeare a corto di ispirazione, impulsivo e alla ricerca del fuoco dell'amore per dare vita alla poesia del teatro. Una ragazza figlia di ricchi borghesi, Viola De Lesseps, trascorre le notti a sognare i versi di quello Shakespeare artista della penna e di poter un giorno far parte di una compagnia di teatro, vietato alle donne.
Alle audizioni per trovare un Romeo a una commedia non ancora scritta, dopo una desolante schiera di aspiranti, un giovane sconosciuto recita un sonetto con tanto sentimento che lo stesso Shakespeare lo rincorre fino a villa De Lesseps per sapere di lui. O meglio di lei, che travestita da uomo e aiutata dalla fedele balia, voleva coronare il sogno di calcare le scene.
Mentre lei è promessa dal padre in sposa al venale e odioso Lord Wessex, Shakespeare non vuole lasciarsi sfuggire il promettente Romeo: Viola alias Thomas Kent.
Ad un ballo a casa De Lesseps, Will vede Viola (per la prima volta non vestita da uomo)e tra i due è amore a prima vista (lo nota anche Wessex; Will si spaccia per Christopher Marlowe, il poeta più stimato di Londra, quando il nobile lo minaccia). Lui corre sotto il balcone di lei, come nella celebre scena di Romeo e Giulietta; ma i suoi intenti falliscono perché, trovatosi faccia a faccia con la balia in cima al balcone, scappa inseguito dalle guardie.
Il pensiero di lei non lo lascia un secondo e lo spinge a consegnare a Thomas Kent-Viola una lettera d'amore. Lei regge il gioco delle due personalità per scoprire i sentimenti di lui e per fargli capire che anche se lo ama deve sposare Wessex, finché un giorno Will davanti a palazzo De Lesseps viene a sapere dal barcaiolo che quel Kent che era con lui sulla barca fino a un minuto prima altro non è che Viola.
I genitori di lei sono via. Lui la rincorre fin nel palazzo, dove scoppia la passione e l'amore. Da qui un intrecciarsi di battute del Romeo e Giulietta che si va delineando, il gioco sulla doppia identità di lei che continua ogni giorno a teatro come T. Kent e ogni notte come Viola, Will che ora sa tutto e non perde un attimo con la sua amata. Neanche quando deve andare all'udienza con la regina per avere il consenso per il matrimonio con Wessex (lui si traveste da balia). La regina, intelligente ma non decisa a ostacolarli, capisce tutto e fa una scommessa con Viola sulla reale possibilità di rappresentare il vero amore in scena.
Due incidenti però: morto Marlowe in una rissa, Will si sente colpevole perché pensa che lo abbia fatto uccidere Wessex credendolo lui; Wessex, pensando morto l'amante di Viola, lo dice a lei che pensa sia morto Shakespeare. Chiariti gli equivoci, i due capiscono che il loro amore era assolutamente vero ma anche che è impossibile stare insieme per la vita. Viola viene anche scoperta come donna e cacciata dal teatro.
La ragazza si sposa con Wessex, come volevano i genitori. Will si appresta a mettere in scena il Romeo e Giulietta senza lei.
Ma all'uscita dalla chiesa Viola vede il volantino della commedia e scappa a vederla. Nel frattempo la "Giulietta" designata (un uomo) è impossibilitato a recitare e si è nel panico. Venutolo a sapere, Viola assume la parte, mentre Will è Romeo.
I due recitano la commedia che non è altro che la storia del loro amore, che si conclude tragicamente. La regina li salva dalla prigione asserendo che Viola è un uomo, ma non può annullare il matrimonio.
Viola deve partire per la Virginia con suo marito. Il suo amore con Will è potuto solo essere "una stagione rubata". Ma il pensiero di lei sarà la sua ispirazione per sempre.
[modifica] Errori
- Nel film vi sono molti riferimenti alle piantagioni di tabacco in America; ma alla fine del XVI secolo non vi era alcuna piantagione di tabacco in America, che non era stata ancora colonizzata dagli inglesi. Le prime piantagioni di tabacco in Virginia iniziano nel 1610.
- Vi sono molte discrepanze tra quanto è riportato nel film e ciò che si conosce della vita di Shakespeare, compreso l'ordine nel quale scrisse le sue opere. La tragedia Romeo e Giulietta è stata composta infatti non nel 1593, ma almeno un anno dopo, si pensa tra il 1594 e il 1596.
- Un musicista al ballo usa un liuto che ha i capotasti, ma i capotasti non vennero usati prima del 1890.
- Quando Romeo beve il veleno, prima apre la bottiglia, poi fa il suo monologo, quindi apre nuovamente la bottiglia e beve.
[modifica] Curiosità
- Nell'abitazione di Shakespeare si può notare un teschio umano poggiato su una pila di libri, chiara citazione alla tragedia "Amleto" che scriverà in futuro rispetto al film. Si può pensare quindi che servirà in futuro al drammaturgo come ispirazione.
- Sempre nell'abitazione di Shakespeare si nota una tazza, sulla quale è decorato un paesaggio e il nome della città natale del poeta: Stradford-upon-Avon.
- Verso la fine del film, la regina è nel teatro a vedere Romeo e Giulietta travestita con un manto nero. Non accadeva mai a quei tempi che la regina andasse nei teatri, infatti le compagnie di attori portavano il teatro nelle verie reggie. Nel film invece la regina assiste allo spettacolo di nascosto, cosa che servirà poi al fine delle vicende.
[modifica] Premi e riconoscimenti
Nel 1999 il British Film Institute l'ha inserito al 49° posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo.[1]
[modifica] Premi e candidature
| Premio | Categoria | Nominati | Risultato |
|---|---|---|---|
| Premi Oscar 1999 | Miglior film | Vinto | |
| Miglior regista | John Madden | Nominato | |
| Migliore attrice protagonista | Gwyneth Paltrow | Vinto | |
| Migliore attore non protagonista | Geoffrey Rush | Nominato | |
| Migliore attrice non protagonista | Judi Dench | Vinto | |
| Migliore sceneggiatura originale | Marc Norman e Tom Stoppard | Vinto | |
| Miglior fotografia | Richard Greatrex | Nominato | |
| Miglior montaggio | David Gamble | Nominato | |
| Miglior scenografia | Martin Childs e Jill Quertier | Vinto | |
| Migliori costumi | Sandy Powell | Vinto | |
| Miglior trucco | Lisa Westcott e Veronica Brebner | Nominato | |
| Migliore colonna sonora - Musical o Commedia | Stephen Warbeck | Vinto | |
| Miglior sonoro | Robin O'Donoghue, Dominic Lester e Peter Glossop | Nominato | |
| American Cinema Editors, USA | Miglior montaggio in un film | David Gamble | Nominato |
| American Comedy Awards, USA | Attore non protagonista più divertente in un film | Ben Affleck | Nominato |
| American Society of Cinematographers, USA | Miglior fotografia in un film cinematografico | Richard Greatrex | Nominato |
| Awards of the Japanese Academy | Miglior film straniero | Nominato | |
| British Academy Film Awards 1999 | Miglior film | David Parfitt, Donna Gigliotti, Harvey Weinstein, Edward Zwick e Marc Norman | Vinto |
| Miglior regista | John Madden | Nominato | |
| Miglior attore protagonista | Joseph Fiennes | Nominato | |
| Miglior attrice protagonista | Gwyneth Paltrow | Nominato | |
| Miglior attore non protagonista | Geoffrey Rush | Nominato | |
| Miglior attore non protagonista | Tom Wilkinson | Nominato | |
| Migliore attrice non protagonista | Judi Dench | Vinto | |
| Migliore sceneggiatura originale | Marc Norman e Tom Stoppard | Nominato | |
| Migliore fotografia | Richard Greatrex | Nominato | |
| Migliore scenografia | Martin Childs | Nominato | |
| Migliore colonna sonora | Stephen Warbeck | Nominato | |
| Miglior montaggio | David Gamble | Vinto | |
| Migliori costumi | Sandy Powell | Nominato | |
| Miglior trucco | Lisa Westcott | Nominato | |
| Miglior sonoro | Peter Glossop, John Downer, Robin O'Donoghue e Dominic Lester | Nominato |
[modifica] Note
- ^ (EN) The BFI 100. URL consultato il 18-6-2008.
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Shakespeare in Love dell'Internet Movie Database

