Hashish

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Pezzetto di hashish
Il "sebsi" (Marocco), una pipa con fornello molto stretto (migliore: diametro di 5.5 mm) che contiene un setaccio di filo

L'hashish o hascisc è una sostanza stupefacente psicotropa derivata dalle infiorescenze femminili della pianta di Cannabis (canapa è il nome comune) i cui effetti sono dovuti principalmente al Δ9-THC in essa contenuto (in quantità maggiore rispetto alla marijuana). In Italia l'hashish viene gergalmente chiamato "fumo".

Il nome deriva dall'arabo ﺣﺸﻴﺶ ḥašīš "erba", mentre secondo un'ipotesi diffusa nella vulgata comune, ma che in realtà non gode del consenso degli storici, da un gruppo di devoti ismailiti, che di hashish avrebbero fatto uso, ﺣﺸﺎﺸﻴﻦ, ḥaššāšīn, da cui deriverebbe la parola "assassino".[1] Si dice infatti che il "Vecchio della montagna", capo del gruppo, portasse i futuri sicari in un giardino meraviglioso, dove gli somministrava un infuso di hashish e mentre erano inebriati gli offriva ogni tipo di delizie; poi diceva loro che sarebbero potuti tornare in quel giardino solo come premio, se avessero seguito i suoi ordini, portando a termine gli omicidi politici di cui si erano fatte promotrici le organizzazioni di Alamūt e di Masyaf.[2]

Effetti indotti[modifica | modifica wikitesto]

Un negozio di hashish a Kathmandu, Nepal nel 1973, dove la vendita era legale

Gli effetti indotti dall'uso di tale sostanza, che viene generalmente fumata assieme al tabacco, ma può anche essere ingerita, sono svariati; hanno differente intensità a seconda del soggetto, delle circostanze psicofisiche in cui la si assume, e dell'assuefazione del fumatore. Oltre agli effetti psicotropi dovuti all'eventuale compresenza di tabacco, i principali effetti sono:[3][4][5][6]

  • rilassamento;
  • attenuazione della reattività fisica;
  • disordine nelle percezioni sensoriali e delle esperienze estatiche;
  • temporaneo abbassamento della pressione sanguigna
  • temporaneo miglioramento delle percezioni sensoriali (vista notturna e udito);
  • focus cognitivo verso la distorsione della realtà;
  • calo temporaneo della memoria a breve termine;
  • riduzione della salivazione;
  • giramento di testa (nei casi in cui il soggetto non è abituato a un calo veloce della pressione);
  • sonnolenza;

Se assunto in grandi quantità potrebbe produrre:

  • disorientamento;
  • nausea;
  • senso di smarrimento;
  • forti attacchi di tachicardia;
  • giramento di testa anche dopo l'effetto.

Gli effetti indotti possono essere condizionati in maniera significativa anche da due fattori psicologici: il set (lo stato d'animo di chi consuma) e il setting (la compagnia con cui si trova ed il luogo in cui si trova il consumatore).

Usi terapeutici[modifica | modifica wikitesto]

La cannabis è usata per contrastare la diminuzione dell'appetito nei pazienti affetti da AIDS e da cancro e per diminuire la nausea derivata dai trattamenti chemioterapici e dalle irradiazioni.[7][8][9][10][11][12] Inoltre causa un effetto positivo sui soggetti affetti da glaucoma,[13][14][15][16] da dolori cronici[17][18][19][20][21] e da sclerosi multipla[22][23][24][25][26][27] (diminuzione del rigore muscolare) e sulla sindrome di Tourette.[28][29][30]

Come accade per la maggioranza delle molecole attive presenti sul mercato, sono ancora in corso studi che accertino la validità di questi effetti. Tuttavia gli usi terapeutici hanno radici molto antiche, presenti nella farmacopea ufficiale fino alla metà del Novecento. Nei Paesi Bassi, in Spagna, in Canada e in 19 stati degli USA l'uso della cannabis a scopo medico è consentito. In altri paesi europei ed extraeuropei l'argomento è al centro di accesi dibattiti sia sul piano scientifico sia su quello etico.

Negli ultimi anni si è accumulato un notevole volume di ricerca sulle attività farmacologiche della cannabis e sulle possibili applicazioni.

Il più noto studioso e promotore dell'uso terapeutico della Cannabis e della sua decriminalizzazione è il Professor Lester Grinspoon Psichiatra e Professore emerito dell'Università di Harvard.[31][32][33] Il più famoso attivista antiproibizionista è probabilmente l'americano Jack Herer[34] autore del best seller The Emperor Wears No Clothes[35] In Italia studi approfonditi sui suoi effetti sono stati effettuati dal Professor Gian Luigi Gessa docente di Neuropsicofarmacologia e direttore del Dipartimento di Neuroscienze all'università di Cagliari.[13][36][37][38] Nonché il medico e scrittore Giancarlo Arnao, scomparso nel 2000, che ha pubblicato diversi libri inerenti alla cannabis, contenenti le sue osservazioni.[39]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

L'hashish è ricavato dalla lavorazione della cannabis sativa oppure della cannabis indica, piante che crescono in numerose zone. I principali produttori sono Marocco, Pakistan, Libano, India e Nepal, ma può essere comunque coltivata in qualsiasi luogo. Praticamente a tutte le latitudini anche senza ricorrere a metodi artificiali.

La produzione di hashish è molto costosa nonostante vengano utilizzate per lo più tecniche tradizionali come lo sbattimento della pianta di canapa. La proporzione canapa/hashish è di 10 a 1, per cui per produrre 1 kg di hashish occorrono 10 kg di canapa. La Sensimilla è invece il fiore della pianta che non è stata fecondata, e quindi è senza semi, e la qualità è nettamente migliore di quello con i semi.

L'hashish inoltre contiene 8 volte il THC della canapa da coltivazione (la canapa specificamente coltivata per essere fumata ha percentuali di THC simili a quelle dell'hashish) e può essere sia ingerito (è liposolubile) che fumato.[senza fonte]

Concentrato delle resine[modifica | modifica wikitesto]

L'hashish è generalmente un concentrato dei principi attivi della Cannabis. Per ottenere l'hashish ogni cultura ha sviluppato un proprio processo. Si distinguono tre principali tecniche di estrazione:

  • quella dei paesi nord africani;
  • quella della zona intorno al sub continente indiano;
  • quella olandese.

Nei paesi nord africani, come il Marocco o l'Egitto, si tagliano e si raccolgono le piante mature; successivamente, in una stanza chiusa o dentro a delle buste di plastica, vengono scosse e sbattute raccogliendo la resina, i pistilli dei fiori femmina e piccoli pezzi della pianta in un telo di plastica o in un'apposita vasca. Questa polvere viene poi in parte pressata e lavorata a mano (è la parte più pregiata); da successive battiture si otterrà nuova polvere da pressare a macchina per la produzione di hashish commerciale.

La tecnica indo-hymalayana, invece, non prevede il taglio delle piante. Durante il periodo di fioritura, a più riprese, si sfregano le infiorescenze tra le mani, direttamente nei campi, per poi accumulare e staccare con le mani stesse la resina gommosa che poi viene modellata in palline morbide e gommose dette Charas, che è la consistenza tipica dell'hashish indiano, afgano, nepalese.

La tecnica olandese, infine, consiste nel mettere le cime mature in una bacinella piena di acqua e ghiaccio (per fare in modo che le cime si sbriciolino meglio). Bisogna poi "frullare" le cime e il ghiaccio con un frullatore ad immersione per sbriciolare le cime e versare il tutto in un setaccio largo posto sopra un contenitore per filtrare i pezzi di marijuana. Si lascia riposare per circa 10 minuti e nel contenitore si raccoglierà acqua e hashish. Tramite un secondo setaccio più fine si separerà l'acqua dall'hashish che rimarrà nel setaccio. Una volta pressato e asciugato si otterrà l'hashish.

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

I tipi di hashish[40] possono essere sintetizzati in tre metodi di produzione:

  • Indiano: La resina viene estratta per sfregamento dalle cime della canapa senza intaccare la pianta in sé (per motivi religiosi e per una migliore qualità e freschezza del prodotto finale);
  • Marocchino: La resina viene estratta per sbattitura/setaccio da piante essiccate, si ottengono quantità maggiori ma la qualità è minore in quanto il THC contenuto è minore rispetto al prodotto fresco (Indiano);
  • "Industriale"/Olandese: tramite processi fisici (come l'isolamento a temperature basse) o chimici viene ottenuto un hashish con elevatissimi livelli di THC. L'hashish così prodotto è di qualità superiore, sebbene sia meno "naturale" rispetto all'estratto diretto delle piante. È più propriamente un estratto di THC.

I tipi di hashish sono diversi e in continua evoluzione, tra i più famosi ricordiamo:

  • Cioccolato: colore marrone scuro esternamente, più chiaro al taglio, e pesantemente tagliato con sostanze varie. Viene prodotto in qualsiasi paese partendo dalla sostanza in pani,a differenza degli altri tipi ha però un costo estremamente ridotto.
  • Libano Oro: colore giallo-arancio. Morbido al tatto, facilmente malleabile. È originario di Libano, Egitto, Giordania.
  • Black bombay: è una qualità di hashish a pasta molle dal colore nero e dall'odore simile all'afgano, si racconta come in origine venisse impastato con dell'oppio. Proviene dall'India.
  • Super Polm: è una varietà di hashish molto morbido, il cui gusto ricorda alla lontana la menta. È originario del Marocco.
  • Nepal Temple Balls: è un tipo di hashish originario del Nepal. Si presenta con un esterno nero lucido e un interno marrone scuro. Così chiamato per la forma a sfera.
  • Skuff: è un tipo di hashish ottenuto dall'impasto della resina della pianta e parti della pianta stessa. Si presenta di colore verde marrone con tendenza al verde quanta più pianta è parte dell'impasto mentre tendente al marrone se a predominare nell'impasto è la resina.
  • Charas: è un tipo di Hashish pregiato, molto amato e ricercato dai consumatori di Cannabinoidi, data l'alta concentrazione di THC. Originario dell'India.
  • Bourbouka (detto anche b-bacon): viene da alcuni ritenuto essere una varietà di hashish molto pregiato, quando viene scaldato "frigge", a causa della grande quantità di olio, è uno dei pochi hashish marocchini lavorati a mano.
  • Marocco 00: varietà di hashish estremamente pregiato, quando viene scaldato e successivamente sbriciolato si dice che "monta", che aumenta di volume; originario del Marocco.
  • Ice-O-Lator (detto anche bubblehash): varietà olandese comparsa negli ultimi anni nei coffee shop, ad elevata concentrazione di THC (30-50%). Viene ottenuta separando i tricomi attaccati alla pianta già secca frullandola in acqua con ghiaccio e filtrandola più volte prima di essere pressata e conservata a basse temperature (anche in freezer).può arrivare a costare fino ai 95 euro al grammo.
  • Primero: è un tipo di Hashish estremamente pregiato proveniente Marocco e commercializzato in Spagna e Paesi Bassi, scaldato e sbriciolato aumenta di volume: "monta", ha un'altissima concentrazione di THC. Spesso per "Primero" si intende anche l'hashish di prima mano, cioè il prodotto della prima sbattitura/sfregatura senza trattamenti o tagli.
  • Palma: hashish molto pregiato di colore giallognolo chiaro dal caratteristico simbolo a forma di palma sulla panetta; di consistenza morbidissima è friabile al tatto, ha un gusto molto deciso e fumandolo rilascia un piacevole retrogusto sul palato. È sconsigliabile scaldarlo in quanto si rischia perdita di THC e tuttavia non è necessario farlo in quanto come già detto sopra è di consistenza molto friabile.

Vendita di hashish in Italia[modifica | modifica wikitesto]

La vendita di hashish è attualmente illegale in Italia, però lo si può trovare molto facilmente e il prezzo cambia a seconda della qualità del prodotto. Il valore commerciale varia in base alla quantità acquistata, solitamente venduto in grammi, il prezzo al dettaglio non supera quasi mai le 10 €, a meno che non sia di ottima qualità.

Dal momento che l'hashish è illegale, quindi non controllato, comporta il fatto che sia quasi sempre di pessima qualità e tagliato con altre sostanze, con l'unico scopo di incrementare il peso e quindi il guadagno dei grandi venditori.[senza fonte]

Hashish nella letteratura e nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

L'hashish venne conosciuta in Europa dalla setta degli Assassini, il cui nome, secondo alcuni, deriva proprio da "hashish". Tuttavia sembra più plausibile che questa setta usasse oppio con cui il Vecchio teneva in scacco i suoi uomini a causa della forte dipendenza causata dalla sostanza. Marco Polo la cita nel Milione come "polvere del Veglio della Montagna" (XLI-XLII). La citazione venne ripresa abbastanza fedelmente da Giovanni Boccaccio, che nella novella 8 della terza giornata fa usare proprio questa "polvere di maravigliosa virtù" del Veglio, che viene somministrata al sempliciotto Ferondo per causargli un sonno così profondo da essere scambiato per morte. Il fenomeno, accaduto all'ignaro Ferondo, è comunemente chiamato nella società moderna "collassare".

Il famoso Conte di Montecristo di Alexandre Dumas padre usa l'hashish come segreto del suo controllo nervoso, perché gli permette di controllare il sonno decidendo a piacere quando dormire e quando stare sveglio.

Il poeta Baudelaire ne descrive invece gli effetti nella sua opera I paradisi artificiali.

Il filosofo tedesco Walter Benjamin tra il 1928 e il 1933 eseguì tra Marsiglia e Ibiza con degli amici una serie di esperimenti con lo scopo di effettuare una ricerca sulle alterazioni sensoriali causate dagli stupefacenti. Questi esperimenti vennero documentati in forma scritta essendovi l'idea da parte dello scrittore di comporne un testo complessivo sull'hashish. L'idea venne messa in opera alcuni anni dopo la morte dello scrittore da Jean Selz.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bernard Lewis. Gli arabi nella storia. Bari, Laterza, 2008. ISBN 978-88-420-6259-2. p. 158
  2. ^ Erowid Cannabis Vault : Myth of the "Hashish" / "Assassin" Connection
  3. ^ Gisela Schreiber, Cannabis. Proprietà terapeutiche e altri utilizzi, Tecniche Nuove, 2003, pp. 56–, ISBN 978-88-481-0792-1. URL consultato il 12 agosto 2011.
  4. ^ Lester Grinspoon, Marihuana reconsidered, Apogeo Editore, 1996, pp. 85–, ISBN 978-88-7303-148-2. URL consultato il 12 agosto 2011.
  5. ^ Steven Wishnia, La cannabis. Proprietà, storia, impieghi, folklore, Gremese Editore, 2004, pp. 14–, ISBN 978-88-7944-748-5. URL consultato il 12 agosto 2011.
  6. ^ William J. Tilstone, Kathleen A. Savage e Leigh A. Clark, Forensic science: an encyclopedia of history, methods, and techniques, ABC-CLIO, 24 marzo 2006, pp. 184–, ISBN 978-1-57607-194-6. URL consultato il 12 agosto 2011.
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