Ketamina

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Simbolo convenzionale di nocività
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Simbolo convenzionale di tossicità
Ketamina
Nome IUPAC
(RS)-2-(2-clorofenil)-2-metilammino-cicloesan-1-one
Identificatori
Numero CAS 6740-88-1
Codice ATC N01AX03
PubChem 3821
DrugBank APRD00493
Caratteristiche generali
Formula C13H16ClNO
MM 237,725 g/mol
Dati farmacologici
Categoria farmacoterapeutica  ?
Teratogenicità  ?
Fascia farmacologica  ?
Regime di dispensazione al pubblico  ?
Modalità di somministrazione  ?
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità  ?
Metabolismo Epatico, ad opera dell'enzima CYP3A4
Emivita 2,5 - 3 ore
Escrezione Renale (>90%)
Struttura chimica della ketamina

La ketamina è un anestetico dissociativo per uso veterinario ed umano. È commercializzata con i nomi di Ketalar, Ketanest e Ketaset. A dosi sub-anestetiche causa forti dissociazioni psichiche (nonché lieve analgesia), ha trovato perciò largo uso come sostanza stupefacente.

In esperimenti su topi da laboratorio è stato riscontrato che la ketamina può danneggiare il sistema nervoso centrale causando la cosiddetta lesione di Olney (vacuolizzazione neuronale), che però compare, al contrario di altre sostanze antagoniste dei recettori NMDA, solo ad alti dosaggi (40 mg/KG). Sempre sui ratti sono state riscontrate alcune interazioni fetali e polmonari. La rilevanza clinica di queste scoperte è ignota. Per tal motivo e poiché l'esatto funzionamento della Ketamina è tuttora sconosciuto, la FDA (Food and Drug Administration) non ne ha autorizzato l'uso. Nonostante ciò la ketamina è attualmente usata sotto controllo medico per interventi chirurgici soprattutto in campo pediatrico e veterinario e nella traumatologia senza che studi clinici abbiano al momento rilevato effetti dannosi sulle funzioni cerebrali dei soggetti.

Per l'assunzione cronica a scopo stupefacente che nell’uomo induce dipendenza, è stata invece evidenziata una riduzione delle capacità mnestiche, in particolare della memoria a breve termine, e intensi sintomi psichiatrici.

Il suo uso è in ogni caso sconsigliato su soggetti epilettici o con patologie cardiache.

[modifica] Effetti indotti

Defecazione involontaria. Può essere utilizzato come stimolatore anale. È un anestetico di carattere dissociativo. Con dosaggi sub-anestetici può portare il soggetto a forti allucinazioni visivo-auditive definite come "di pre-morte", con la percezione di "entità disincarnate", apparenti visioni del futuro (flashforward) e vista del proprio corpo dall'esterno. Si tratta dell'unico anestetico capace di permettere il respiro autonomo della persona sedata.

È stato dimostrato a livello sperimentale che neuroni coltivati in vitro in condizioni di anossia sopravvivono per più tempo rispetto ad altre colture campione non trattate con la suddetta sostanza. C'è ragione di pensare che l'organismo sfrutti molecole con azione simile in condizioni d'arresto cardiaco per preservare l'integrità del sistema nervoso centrale e periferico.

Derivato della fenciclidina che sostituì come anestetico generale: meno effetti collaterali (psicosi e reazioni violente indotte) e una durata d'azione minore (45 minuti-1 ora) che lo rendevano più maneggevole e sicuro. Determina anestesia dissociativa, in quanto deprime il sistema talamo-corticale, stimolando il sistema limbico e la formazione reticolare. Ne consegue che il paziente sottoposto ad anestesia da ketamina, pur avendo un notevole grado di analgesia, non dorme come dopo somministrazione di tiobarbiturico o altro anestetico endovenoso. Il paziente può vocalizzare suoni, presenta nistagmo, conserva i riflessi faringo-laringei e può presentare lacrimazione.

La ketamina è l'unico anestetico somministrabile sia per via endovenosa che intramuscolare. Mantiene sia i riflessi oculari sia quelli laringei, aumenta tutte le secrezioni (saliva, lacrime, secrezioni tracheo-bronchiali). Può causare intensa attività onirica e talvolta psicosi allucinatoria. Al risveglio il paziente deve recuperare gradatamente l'orientamento spazio-temporale in assenza di stimoli che potrebbero provocare allucinazioni, per prevenirle può essere utile somministrare precedentemente una benzodiazepina, si associa inoltre anche alla acepromazina, al droperidolo, alla xilazina, al butorfanolo, alla medetomidina.

La ketamina aumenta il consumo cerebrale di ossigeno, con incremento del flusso ematico cerebrale e della pressione intracranica; e di conseguenza la frequenza respiratoria (ma non nei piccoli roditori) aumenta il tono simpatico e le secrezioni delle vie aeree, sull'apparato cardio-vascolare induce aumento della pressione arteriosa, della gittata cardiaca e della contrattilità miocardica; per tale caratteristica (azione cronotropa e inotropa positiva) viene raccomandato come farmaco induttore dell'anestesia generale nei pazienti gravemente shoccati (soprattutto in shock emorragico). Ha una controindicazione assoluta nei pazienti ipertesi, broncopneumopatici e con disturbi psichici.

Recentemente, in alcuni studi sperimentali, la Ketamina ha dimostrato di poter indurre, a dosaggi subanestetici, un rapido e deciso miglioramento del tono dell'umore in pazienti affetti da depressione maggiore e non responsivi alla comune terapia farmacologica.

[modifica] Fonti

  • Olney, Pathological changes induced in cerebrocortical neurons by phencyclidine and related drugs, Science, 244:1360-1363, 1989
  • Zarate CA Jr "A randomized trial of an N-methyl-D-aspartate antagonist in treatment-resistant major depression", Arch Gen Psychiatry. 2006 Aug;63(8):856-64

[modifica] Voci correlate

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