Traffico di droga

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Sequestro di Hashish dell'Operazione Albatross in Afghanistan della DEA
Uno dei metodi per trasportare eroina.

Il traffico di droga (propriamente narcotraffico, o traffico di stupefacenti) è il sistema di compravendita illegale delle sostanze stupefacenti.

Quest'attività è considerata una delle principali fonti di entrate di tutte le organizzazioni criminali definite di "stampo mafioso", nonché dei cosiddetti cartelli della droga dell'America centrale e dell'America Latina.

Evoluzione storica e geografica del traffico di droga[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Già nel IV secolo a.C. Alessandro Magno diffondeva l'oppio tra i suoi soldati per non fare sentire loro la stanchezza e le sofferenze dei mesi e mesi di marcia forzata e di combattimenti. Il condottiero macedone esportò anche le colture di oppio in India.

Nel VII secolo d.C. i mercanti arabi introdussero le coltivazioni di oppio in Estremo Oriente. L'abitudine di fumare l'oppio iniziò a diffondersi nel XVII secolo quando spagnoli e olandesi utilizzavano questo metodo come cura alla malaria. Nel 1557 la Compagnia delle Indie Orientali s'impadronì del monopolio del commercio di oppio, che veniva coltivato dagli inglesi in India e venduto a tonnellate in Cina.

Guerre dell'oppio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerre dell'oppio.

Le "guerre dell'oppio" videro contrapposti l'Impero Cinese e il Regno Unito, che voleva assicurarsi il libero commercio dell'oppio, proibito dalla Cina per il crescente dilagare della tossicodipendenza tra la popolazione. Il primo conflitto si svolse tra il 1839 e il 1842 con la vittoria della Gran Bretagna, che impose il libero commercio dell'oppio con basse tariffe doganali ed ebbe il dominio sulla città di Hong Kong. Il secondo conflitto, chiamato impropriamente "seconda guerra dell'oppio", si svolse tra il 1856 e il 1860 con una nuova sconfitta della Cina.

Nel frattempo le società segrete cinesi iniziarono ad estendere vaste piantagioni di oppio e ciò provocò la dura opposizione della Gran Bretagna, che vedeva in loro un pericoloso nemico del suo commercio di droghe. Per questo motivo le società segrete trasferirono le piantagioni in Indocina dopo alcuni accordi con il governo francese, che a quei tempi aveva il dominio su quegli stati.

Nonostante lo sdegno internazionale, la Gran Bretagna continuò il commercio massiccio di oppio con la Cina fino al 1920.

Convenzione internazionale dell'oppio[modifica | modifica wikitesto]

La convenzione internazionale sull'oppio venne firmata a L'Aia il 23 gennaio 1912 e fu il primo trattato internazionale di controllo dei traffici di droga. Il trattato fu firmato da Germania, Stati Uniti, Cina, Francia, Regno Unito, Italia, Giappone, Olanda, Persia, Portogallo, Russia e Siam. Nel 1919 ottenne validità mondiale essendo incorporata nel trattato di Versailles.

La convenzione stabilì che «gli stati firmatari devono compiere i loro migliori sforzi per controllare, o per incitare al controllo di tutte le persone che fabbrichino, importino, vendano, distribuiscano e esportino morfina, cocaina, e loro derivati, così come i rispettivi locali dove queste persone esercitino tale industria o commercio.».

Il 19 febbraio 1925 si firmò una revisione della Convenzione internazionale sull'oppio, che entrò in vigore il 25 settembre 1938. La stessa introdusse un sistema di controllo statistico per esser supervisionato dall'Organo Internazionale per il Controllo degli Stupefacenti, un organismo della Società delle Nazioni.

La "French Connection"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi French connection.
Lucky Luciano, considerato il protagonista di una massiccia espansione nel dopoguerra del commercio di eroina

Gli Stati Uniti d’America furono il primo paese ad avviare il proibizionismo degli stupefacenti: nel 1914 l’Harrison Narcotics Act limitò la vendita di oppiacei e cocaina[1]; nel 1923 la Divisione Narcotici del Dipartimento del Tesoro statunitense mise al bando tutta la vendita di narcotici legali; nel 1924 l’Heroin Act (legge sull’eroina) rese illegale la fabbricazione, l'importazione e la detenzione di eroina[2]; nel 1937 il Marihuana Tax Act rese illegale il commercio, l'uso e la coltivazione della canapa indiana dopo una campagna propagandistica che diffuse l’idea che la marijuana causava "omicidio, la pazzia e la morte", in particolare tra le "razze meno civilizzate"[3]. Questo però favorì lo sviluppo del contrabbando di stupefacenti gestito da elementi malavitosi, a causa dell'epidemica presenza dell'eroina e di altre droghe nella società statunitense.

Nel secondo dopoguerra i gangster corsi Jean Baptiste Croce, Marcel Francisci, Antoine e Barthelemy Guerini e Joseph Cesari[4] impiantarono a Marsiglia il principale centro della raffinazione illegale dell’eroina, ricavata dall'oppio prodotto in Turchia, che all’epoca era il principale produttore al mondo, e trasportato attraverso la Siria a Beirut, in Libano, dove veniva trasformato in morfina base[5].

L'eroina prodotta a Marsiglia veniva ritirata da mafiosi siciliani ed americani agli ordini del boss Lucky Luciano[6][7], che avevano stabilito basi per lo smistamento a Napoli e a Palermo per fare arrivare l'eroina in Germania, Francia, Irlanda, Canada, Messico e Stati Uniti d'America[8]. Inoltre i gangster corsi avevano basi per lo smistamento a Tangeri mentre i mafiosi siculo-americani a Cuba, che rimasero i principali luoghi di stoccaggio e di transito per l'eroina prodotta a Marsiglia e diretta nel Nordamerica fino alla fine degli anni cinquanta[4]. Infatti si stima che negli anni del dopoguerra il numero di dipendenti da eroina negli Stati Uniti aumentò da 20.000 a 150.000 persone[5], diffondendosi particolarmente nei jazz club di New York e nell'ambiente del jazz americano in genere[9].

Il 14 luglio 1969, in un messaggio speciale al Congresso degli Stati Uniti, il presidente Richard Nixon identificò l'abuso di droga come "una grave minaccia nazionale" e chiese una politica antidroga a livello statale e federale[10][11]; il 17 giugno 1971, in una conferenza stampa, Nixon dichiarò ufficialmente "guerra alla droga", identificando l'abuso di stupefacenti come "nemico pubblico numero uno"[12]. Infatti in quel periodo era aumentato vertiginosamente il consumo di eroina, LSD e marijuana in Europa e in Nordamerica, che era stato favorito dalla cultura hippy[13][14] e si era anche largamente diffuso tra i soldati americani impegnati nella guerra del Vietnam[15], con un grande incremento del mercato illegale perché numerosi giovani hippy compivano viaggi in Estremo Oriente[16] e in Marocco[17] per andare a rifornirsi di ogni tipo di droga. Infatti l'amministrazione Nixon fece pressioni sul governo turco affinché eliminasse le piantagioni di papavero, che fornivano la maggior parte dell'oppio impiegato a Marsiglia nella produzione illegale di eroina, e condusse inchieste volte ad arrestare trafficanti corsi e siculo-americani di quella che venne chiamata "French connection", dal titolo inglese del famoso film "Il braccio violento della legge" (1971): infatti il BNDD (Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs) collaborò con la polizia francese, portando all'arresto di Jean Baptiste Croce e Joseph Mari, i due principali trafficanti corsi, e alla scoperta e allo smantellamento di numerose raffinerie illegali di eroina nella zona di Marsiglia[18].

Nel 1973 Nixon propose la creazione della DEA (Drug Enforcement Administration), che nacque dall'unione tra il BNDD e l'ufficio per il rispetto delle leggi sugli abusi di droga (Office of Drug Abuse Law Enforcement) e che aveva il compito di fare rispettare le leggi antidroga negli Stati Uniti.

Il "Triangolo d'oro" e la "Pizza connection"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pizza connection.

Nel 1971 il governo turco abolì la produzione di oppio e represse gran parte delle colture locali di papavero[18]. A causa di ciò aumentò la produzione in Medio Oriente, specialmente in Iran, ma anche in Messico, dove l'eroina locale, soprannominata "Mexican Mud", veniva esportata sui mercati illegali statunitensi[2]. Nel 1974 le autorità statunitensi e messicane furono indotte dall'aumento delle esportazioni del "Mexican Mud" a lanciare un'offensiva contro le piantagioni di papavero da oppio messicane, che furono distrutte con l'uso di erbicidi lanciati da elicotteri forniti dal governo statunitense[19]. In quegli anni però assunse particolare importanza la produzione di oppio nell'area del cosiddetto "Triangolo d'oro", compresa tra Birmania, Thailandia e Laos, dove le piantagioni di papavero erano gestite da Khun Sa, comandante dell'Esercito Unito dello Shan, che faceva raffinare eroina e morfina base in laboratori cinesi e thailandesi[20] per farle arrivare sui mercati illegali mondiali tramite corrieri e distributori di varie organizzazioni criminali, specialmente quelli delle mafie turca e siciliana.

Infatti nella seconda metà degli anni settanta Cosa Nostra si era assicurata il controllo della produzione e dello smercio degli stupefacenti in Europa e in Nordamerica: i mafiosi siciliani acquistavano morfina base thailandese e iraniana da trafficanti turchi e thailandesi e la facevano arrivare nei pressi di Palermo[21], dove veniva raffinata in eroina attraverso chimici di riconosciuta competenza, alcuni dei quali fatti venire appositamente da Marsiglia[22]; inoltre numerosi mafiosi siciliani si trasferirono in Nordamerica per aprire catene di pizzerie, che servivano per controllare la distribuzione dell'eroina, che avveniva attraverso i mafiosi italoamericani[23]. Per questo motivo nel 1977 Palermo divenne il principale centro di esportazione dell'eroina e in quel periodo le cifre della tossicodipendenza da eroina registrarono una nuova crescita spettacolare in tutta l'Europa occidentale e nell'America settentrionale[24].

Il mercato mondiale del traffico di droga e le organizzazioni criminali[modifica | modifica wikitesto]

Le principali aree della coltivazione di oppio

Ad oggi si trovano i principali produttori di cocaina in Sud America e Messico e di oppio nel Triangolo d'oro e in Afghanistan. I maggiori consumatori sono i paesi occidentali: Stati Uniti, paesi europei e Australia, mentre sono aree di passaggio il Medio Oriente e l'Africa occidentale.

Le principali rotte della cocaina si dipanano in queste aree: dai paesi del Sud America, attraverso l'America centrale verso gli Stati Uniti. Da quando negli ultimi 10 anni i cartelli messicani sono diventati anche produttori sono nate nuove rotte che portano direttamente in Europa. Dal Sud America per via navale o aerea direttamente verso gli aeroporti e porti europei, o di passaggio dall'Africa occidentale verso l'Europa meridionale. Dal Sud America verso l'Australia e il sud-est asiatico. L'esportazione di oppio parte dal Triangolo d'oro, nel sud est asiatico verso l'Australia e gli Stati Uniti, e attraverso l'Africa occidentale verso l'Europa. Dall'Afghanistan verso l'Europa orientale e l'India.

I cartelli colombiani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cartello di Medellín, Cartello di Cali e Cartello di Norte del Valle.

In Colombia operano tre principali organizzazioni di narcotrafficanti: il Cartello di Medellín, quello di Cali e quello di Norte del Valle.

Il Cartello di Medellín è organizzato come uno stato dentro lo stato: infatti ha i propri giornalisti, poliziotti e magistrati. Ha potuto assumere le dimensioni attuali grazie soprattutto alle condizioni sociali dalla popolazione del posto; infatti qui prevale la massa contadina e la proprietà terriera e per questo ci sono molti disoccupati e moltissimi poveri che per riuscire a vivere e mantenere le proprie famiglie devono affiancarsi al cartello che nonostante tutto garantisce un elevato pegno per chi ci lavora. Altro importante cartello è quello di Cali che ha combattuto aspramente con il Cartello di Medellin per dividersi il traffico di cocaina verso gli Stati Uniti. Negli anni novanta, dalla frammentazione dei due cartelli, è nato il Cartello di Norte del Valle che si è subito affermato nel traffico di cocaina ed ha stretto alleanze con gruppi terroristici colombiani.

I cartelli messicani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra_messicana_della_droga#Cartelli_messicani.
Confisca di 207 milioni di dollari in diverse valute in Messico nel 2007

In Messico il Cartello di Tijuana è rivale con altri due grandi cartelli, il Cartello di Juárez ed il Cartello del Golfo, per spartirsi il grande traffico di cocaina e di altre droghe che va dal territorio messicano agli Stati Uniti. La guerra tra i cartelli, che ha causato più di 13000 morti nel 2011[25] ha coinvolto anche numerosi civili, rimasti uccisi negli scontri. I cartelli infatti utilizzano come armi mitragliatrici e bazooka.In Messico è attivo anche il cartello Los Zetas (prima alleato del cartello del golfo) che traffica droga specie verso L'Europa grazie ai collegamenti con la 'Ndrangheta calabrese.

Cosa nostra e il traffico internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pizza connection.
« All'inizio anni settanta Cosa Nostra cominciò a diventare un'impresa anch'essa. Un'impresa nel senso che attraverso l'inserimento sempre più notevole, che a un certo punto diventò addirittura monopolistico, nel traffico di sostanze stupefacenti, Cosa Nostra cominciò a gestire una massa enorme di capitali. Una massa enorme di capitali dei quali, naturalmente, cercò lo sbocco. Cercò lo sbocco perché questi capitali in parte venivano esportati o depositati all'estero e allora così si spiega la vicinanza fra elementi di Cosa Nostra e certi finanzieri che si occupavano di questi movimenti di capitali, contestualmente Cosa Nostra cominciò a porsi il problema e ad effettuare investimenti. [...] »
(dall'ultima intervista di Paolo Borsellino)

'Ndrangheta e traffico di droga[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Siderno Group.

La 'Ndrangheta entra nello scenario del traffico di droga più tardi di Cosa nostra a partire dagli anni settanta dopo la Prima guerra di 'Ndrangheta. Dopo i grandi colpi subiti da Cosa Nostra da parte della magistratura italiana, la 'Ndrangheta si espande nel settore fino ad arrivare a possedere il monopolio del traffico di cocaina in Europa.[26] Prende contatti diretti coi Narcos Colombiani e con Salvatore Mancuso Gómez, capo della AUC.

Secondo la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga:

« egemonica nel «traffico internazionale di cocaina, grazie ai canali diretti di approvvigionamento dai Paesi del Sudamerica e alla dimostrata abilità nel gestire complessi sistemi di riciclaggio». Agli occhi dei narcos colombiani, «la 'Ndrangheta è l'organizzazione più affidabile, perché quasi impermeabile al fenomeno del pentitismo»[27] »
(Nicola Gratteri, giudice della direzione antimafia di Reggio Calabria)

Il Triangolo d'oro e la Mezzaluna d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Triangolo d'oro e Mezzaluna d'oro.

Il Triangolo d'oro comprende parte di tre stati del Sudest asiatico: parte della Birmania (o Myanmar), parte del Laos e parte della Thailandia. Questo territorio è uno "stato nello stato", ovvero il traffico e la produzione di droga è controllata ma anche protetta da capi e forze militari. Si ricorda particolarmente Khun Sa, ricercato ed incriminato più volte dalla D.E.A. Nel 1995, Khun Sa cede il potere ai suoi soldati in cambio di una relativa impunità da parte loro. Ma dall'inizio del XXI secolo il Triangolo d'oro è stato superato nella produzione e nella svendita dei derivati dell'oppio dall'area della cosiddetta "Mezzaluna d'oro", che comprende parte dell'Afghanistan, del Pakistan e dell'Iran.

Broker e trafficanti di droga in proprio[modifica | modifica wikitesto]

Esistono, inoltre trafficanti di droga che non appartengono né a cartelli latino-americani, né a specifiche organizzazioni criminali di stampo mafioso o ad altre organizzazioni con un lungo retaggio storico quali 'ndrangheta, camorra, mafia, Hells Angels, mafia russa o criminalità albanese, nigeriana; ma che son riusciti a mettere in piedi comunque ingenti traffici di droga nel corso del Novecento; tra cui lo statunitense Frank Lucas che negli anni '70 importava eroina dal Vietnam agli Stati Uniti mentre il criminale George Jung nello stesso periodo era in contatto diretto col Cartello di Medellin per l'importazione di cocaina, l'australiano Terrance John Clark, soprannominato Mr. Asia, che negli anni '70 importava cocaina dalla Thailandia verso la Nuova Zelanda e l'Australia, Un broker di rilievo degli anni '80 e '90 è il romano di origini calabresi Roberto Pannunzi capace di mettere insieme cosche calabresi e siciliane per comprare partite di droga dal Sud America o eroina dalle organizzazioni criminali turche.

Il riciclaggio dei proventi[modifica | modifica wikitesto]

Le manovre finanziarie necessarie per riciclare il denaro sporco proveniente da traffici illeciti vengono effettuate da esperti della finanza internazionale, i cosiddetti "colletti bianchi", che si pongono al servizio della criminalità organizzata per trasferire capitali di origine illecita verso paesi più ospitali, i "paradisi fiscali". È sempre difficile individuare le tracce di operazioni del genere. Per combattere efficacemente il riciclaggio, sono necessarie legislazioni internazionali e la collaborazione tra gli Stati interessati.

Traffico di cannabis[modifica | modifica wikitesto]

Traffico di hashish[modifica | modifica wikitesto]

Traffico di cocaina[modifica | modifica wikitesto]

Traffico di eroina[modifica | modifica wikitesto]

Traffico di metanfetamine[modifica | modifica wikitesto]

La legislazione italiana[modifica | modifica wikitesto]

La legislazione italiana è basata sul D.P.R. n. 309/1990, in particolare agli artt. 73 e 74. Il primo prevede e punisce una serie di attività legate agli stupefacenti, identificate nella produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti e psicotrope. La pena prevista è la reclusione da sei a venti anni e la multa da euro 26.000 ad euro 260.000; questa risulta quindi piuttosto elevata se confrontata con altre fattispecie penali previste dall'ordinamento (a mero titolo di esempio si può ricordare che l'omicidio colposo non aggravato è punito con una pena minima di sei mesi).In ogni caso, al fine di permettere un maggiore adattamento del trattamento sanzionatorio al disvalore del fatto sono previste diverse circostanze attenuanti speciali e circostanze attenuanti speciali.

In relazione alle prime la più rilevante riguarda il traffico "di lieve entità" che prevede la pena della reclusione da uno a sei anni e la multa da euro 3.000 ad euro 26.000. L'applicazione di tale attenuante è spesso fondamentale: il traffico di stupefacenti si caratterizza per essere di dimensioni e pericolosità estremamente variabili. Frequentemente, nella pratica forense, accade di riscontrare imputazioni per traffico di stupefacenti in relazione a fatti assolutamente minori, in tali occasioni appare quindi indispensabile consentire al giudice una corretta differenziazione della pena rispetto a casi ben più gravi, come quelli riguardanti il traffico internazionale ed armato. Va tuttavia sottolineato che, nella giurisprudenza, l'applicazione della norma in parola risulta ridotta: ciò, oltre a portare all'applicazione di pene a volte eccessive, è reso ancor più grave dall'impossibilità di distinguere (quantomeno a livello legislativo) la gravità dei comportamenti sanzionati anche in relazione alla pericolosità della sostanza trafficata. Per analoghe ragioni inerenti alla concreta determinazione della pena è stato introdotto l'art. 80 del D.P.R. n. 309/1990 il quale prevede una serie di aggravanti, fra cui quella legata alla "ingente quantità". Quest'ultima introduce la possibilità di aumentare la pena massima fino a trenta anni di reclusione, individuando nel reato così circostanziato una fra le previsioni sanzionatorie più severe dell'intero ordinamento. L'art. 74 del D.P.R. n. 309/1990 prevede l'ipotesi dell'associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti ed individua pene più gravi rispetto all'art.73: per l'ipotesi associativa la reclusione è non inferiore ad anni venti per chi costituisce organizza o finanzia l'associazione, non inferiore ad anni dieci per chi solamente vi partecipa. L'associazione finalizzata al traffico di lieve entità è invece punita con pene dimezzate, anche in questo caso tuttavia l'applicazione dell'attenuante risulta eccessivamente ridotta; in questo caso le problematiche derivanti dagli orientamenti giurisprudenziali attuali sono ancor più deleterie. Infatti, in mancanza di una corretta applicazione dell'attenuante in oggetto, diventa impossibile operare una corretta differenziazione delle sanzioni tra i traffici di entità medio bassa (generalmente puniti con pene intorno ai venti anni per i "capi" dell'associazione) e quelli di maggiori dimensioni (in genere puniti con pene intorno ai ventiquattro anni).

Saggi sul narcotraffico[modifica | modifica wikitesto]

  • Alexander Cockburn, Jeffrey St. Clair, Il libro nero della polvere bianca, Nuovi Mondi Media, 2005.
  • Mark Bowden, Killing Pablo: The Hunt for the World’s Greatest Outlaw, Atlantic Monthly Press, New York, 2002.
  • Sandro Calvani, La coca. Passato e presente. Miti e realtà, Effatà, Cantalupa (Torino), 2008.
  • Vincenzo R. Spagnolo, Cocaina S.p.A., Luigi Pellegrini Editore, Cosenza, 2010.
  • Ayda Levy, Il re della cocaina, Mondadori, Milano 2012.
  • Francesco Forgione, Mafia Export, Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2009.
  • Misha Glenny, McMafia, Mondadori, Milano 2008.
  • Salvatore Lupo, Storia della mafia. Dalle origini ai nostri giorni, Donzelli, Roma 2004.
  • Tim Madge, White Mischief, Mainstream Publisching Company, Edinburg, 2001.
  • Luca Rastello, Io sono il mercato. Teoria, metodi e stile di vita del perfetto narcotrafficante, Edizioni Chiarelettere, Milano 2009.
  • Robert Sabbag, Snowblind: a brief career in the cocaine trade, Canongate Books Ltd, Edinburgh 1998.
  • Alessandro Scotti, Narcotica, Isbn, Milano 2007.
  • Jean Ziegler, I signori del crimine. Le nuove mafie europee contro la democrazia, Marco Tropea, Milano 2000.
  • Jean Ziegler, La Svizzera lava più bianco, Mondadori, Milano 1992.
  • Diego Osorno, Z. la guerra dei narcos, La Nuova Frontiera, 2013.

La droga nella fiction[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Qui vengono citati alcuni dei film più importanti che hanno come tema principale il traffico di stupefacenti:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ History of the War on Drugs - War on Drugs History and Timeline
  2. ^ a b Storia cronologica dell’uso dell’eroina e dell’oppio - Narconon Italy | Narconon Italy
  3. ^ LEAP - Law Enforcement Against Prohibition
  4. ^ a b La Cosa Nostra
  5. ^ a b The Italian Connection - Mafia
  6. ^ http://archiviopiolatorre.camera.it/img-repo/DOCUMENTAZIONE/Antimafia/02_rel_a1.pdf
  7. ^ http://archiviopiolatorre.camera.it/img-repo/DOCUMENTAZIONE/Antimafia/02_rel_2.pdf
  8. ^ Capire La Mafia
  9. ^ jazz
  10. ^ Timeline: America's War on Drugs : NPR
  11. ^ Richard Nixon: Special Message to the Congress on Control of Narcotics and Dangerous Drugs
  12. ^ Richard Nixon: Remarks About an Intensified Program for Drug Abuse Prevention and Control
  13. ^ Hippie Dream
  14. ^ Il fenomeno "droga"
  15. ^ Scheda Informativa: eroina | sostanze.info
  16. ^ Dall’Europa all’Asia via terra | overthebranches
  17. ^ http://www.mondointasca.org/articolo.php?ida=7710&pag=2
  18. ^ a b History of the DEA: 1970 - 1975
  19. ^ [1]
  20. ^ http://www.tabaccheria21.net/triangolodoro.htm
  21. ^ titolo pagina
  22. ^ Quando la 'pasta' li fece tutti ricchi - la Repubblica.it
  23. ^ AmericanMafia.com - Feature Articles 271
  24. ^ 1970-1982 Mafia, eroina e Golpe Borghese
  25. ^ Vedi: http://www.atlasweb.it/2012/01/12/messico-violenza-e-narcos-quasi-13-000-morti-nel-2011-579.html
  26. ^ Calabria, Colombia d’Europa: qui la coca fattura 35 miliardi - Interni - ilGiornale.it del 27-10-2005
  27. ^ Narcos e generali, la resa dei conti

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]