Scampia
| Scampia | |
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| Due delle rimanenti quattro Vele di Scampia | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Città | |
| Circoscrizione | Municipalità VIII |
| Altri quartieri | Chiaiano Piscinola |
| CAP | 80145 |
| Superficie | 4,23 km² |
| Abitanti | 40 860 ab. |
| Densità | 9 659,57 ab./km² |
| « Napoli comincia a Scampia » | |
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(Titolo di un articolo di Roberto Saviano)
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Scampia (/ʃkamˌpiːa/ in napoletano) è un quartiere napoletano di recente costruzione situato nell'estrema periferia nord della città.
Indice |
[modifica] Informazioni generali
Oltre l'80% dei suoi edifici risale al ventennio '70-'90, quando il quartiere fu costituito come 21°circoscrizione di Napoli. Dal 2006 fa parte della VIII Municipalità del Comune di Napoli insieme ai quartieri limitrofi di Piscinola-Marianella e Chiaiano. Alcune realizzazioni edilizie, oggi discusse, furono edificate in momenti di piena emergenza post-terremoto: le cosiddette zone 167.
Non tutte le persone in emergenza abitativa lo erano per le recenti cause sismiche, ma raccoglievano il malcontento causato dall'esplosione di abusivismo edilizio avutosi a Napoli a partire dagli anni '60. Tali immobili sarebbero poi diventati tristemente famosi col nome di Vele.
È uno dei quartieri più popolosi della città, nonostante il numero di residenti vada visto pesantemente al rialzo per via delle occupazioni abusive, non registrate all'anagrafe del Comune di Napoli e che secondo alcune stime raggiungono l'ordine delle migliaia di unità. Tali occupazioni abusive interessano finanche gli scantinati e i ballatoi.[1]
A Scampia c'è uno dei tassi di disoccupazione più alti d'Italia, pari al 50%-75% della popolazione attiva [2], anche se i dati ufficiali parlano di 61,1[3] -61,7%[4].
Scampia è il primo quartiere di Napoli per disoccupazione, il secondo è Secondigliano con 55,7% di disoccupati[5].
Il nome de Le Vele è diventato tristemente famoso come l'emblema di uno dei quartieri più degradati e problematici della città. Il degrado si accompagna anche ad una marcata povertà materiale e sociale le cui cause, ancorché recenti, sono profondamente diffuse nella periferia nord di Napoli. Una tale densità di persone in precarie condizioni socio-economiche in un complesso così grande ha determinato l'esplodere di una criminalità organizzata che trovava un terreno fertile per tutti i suoi traffici, complice l'assenza dello Stato e della legalità.
Le Vele costituirono un'isola di criminalità ben protetta, isolata, nel quale le Forze dell'ordine poco potevano se non rischiare di avventurarsi tra quelle palazzine insicure e, pur ottenendo dei risultati lusinghieri, non potevano costituire, senza l'affiancamento di una politica sociale ed economiche, la risoluzione delle tante problematiche presenti. Nei primi anni '80 il fenomeno della droga a Scampia non era ancora agli enormi livelli di oggi.
La causa principale dell'esplosione dei traffici di droga fu dovuta alla decisione di aprire la nuova struttura ASL Napoli 1 proprio accanto alle Vele, e ancora, di ospitare un centro di somministrazione del metadone che richiamò frotte di tossicodipendenti da tutta la città, dalla Provincia, dalla Regione, ed oggi anche da tutta Italia. In questo modo diventarono enormi gli introiti della Camorra per il solo business dello spaccio degli stupefacenti, quantificabili in milioni di euro.
Con tali soldi inoltre era possibile per la criminalità organizzata comprare il silenzio delle autorità a qualsiasi livello, senza tuttavia intaccare il lavoro delle forze dell'ordine operanti sul territorio che, ogni anno, traggono in arresto un numero abnorme di persone per reati connessi alla droga ed altro. Oggi Scampia rappresenta di fatto una piazza in cui avviene lo spaccio di grossi quantitativi di droghe, al punto da essere definita paradiso della droga detenendo il primo posto in Europa in termini di quantità di droga venduta al dettaglio.
Il principale freno allo sviluppo del quartiere è la massiccia presenza della criminalità organizzata: la camorra è fortemente attiva nella zona, controllando una notevole mole di lavoro nero, che si manifesta soprattutto col racket ed il traffico di droga.
Scampia è nota anche per i suoi problemi urbanistici. Oltre alle cosiddette Vele, in tutto il quartiere sono comuni problemi quali strade senza illuminazione, caseggiati sprovvisti di servizi e scarsissimi collegamenti pubblici.
A fronte di queste notevoli difficoltà l'azione degli enti locali, diretta essenzialmente alla lotta alla criminalità e riqualificazione urbana (con l'abbattimento di alcune Vele), ad oggi (2008) non ha eradicato gli annosi problemi del comprensorio. Scampia è visto come il frutto delle scelte sbagliate degli amministratori dello Stato che i cittadini onesti continuano ancora a pagare.
Ogni anno si svolge qui il Premio Secondigliano (quartiere adiacente a Scampia) che premia tutte le persone nate in questi due quartieri e non, che si distinguono nei campi artistici come letteratura, teatro e canzone.
Scampia confina a sud con i quartieri Piscinola e Miano, a sud-est col quartiere Secondigliano; ad est col comune di Arzano; a nord coi comuni Casandrino e Melito di Napoli e ad ovest col comune Mugnano di Napoli.
All'interno del quartiere ci sono 2 campi Rom con 1500[6]-1600 abitanti[2]. La loro presenza ha creato spesso tensione con la popolazione locale, come è successo nel 1999[7] e nel 2008. A seguito delle tensioni il comune di Napoli decise di spostare i campi Rom su via circonvallazione esterna[8].
[modifica] Progetti futuri
Sfruttando dei fondi europei, nel 2008 sono stati presentati vari progetti per rilanciare la zona, in primis la costruzione di una sede distaccata della facoltà di medicina della Federico II che ospiterà probabilmente i corsi di laurea di scienze della nutrizione e dietetica.
[modifica] Note
- ^ Giorgio Bocca, Napoli siamo noi: il dramma di una città nell'indifferenza dell'Italia, Feltrinelli Editore [2006], p. 81. ISBN 8807171163 URL consultato il 12 settembre 2011.
- ^ a b Ospite a Scampia | Noi Donne .org
- ^ Fonte: Pagina 15 del Corriere della Sera - 18 giugno 1995 - Articolo intitolato: Grandi città: l'Italia marcia a due velocità. Tanti figli e meno case nel Meridione Bologna la città con più anziani A Napoli (61%) il record disoccupati
- ^ http://resources.regione.campania.it/slide/files/Assessori/DAmelio/Politiche%20sociali/minori/file_6832_GNR.pdf
- ^ Fonte: Pagina 15 del Corriere della Sera - 18 giugno 1995) - Articolo intitolato: Grandi città: l'Italia marcia a due velocità Tanti figli e meno case nel Meridione Bologna la città con più anziani A Napoli (61%) il record disoccupati
- ^ http://www.tesseramento.it/immigrazione/pagine52298/newsattach1064_Il%20manifesto%2021%20settembre%20c.pdf
- ^ Napoli, i nomadi lasciano i campi
- ^ osservAzione - I vespri napoletani di Ponticelli
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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