Casandrino

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Casandrino
comune
Casandrino – Stemma Casandrino – Bandiera
Municipio di Casandrino
Municipio di Casandrino
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Antimo Silvestre (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 40°56′00″N 14°15′00″E / 40.933333°N 14.25°E40.933333; 14.25 (Casandrino)Coordinate: 40°56′00″N 14°15′00″E / 40.933333°N 14.25°E40.933333; 14.25 (Casandrino)
Altitudine 59 m s.l.m.
Superficie 3 km²
Abitanti 13 179[1] (31-12-2010)
Densità 4 393 ab./km²
Comuni confinanti Arzano, Grumo Nevano, Melito di Napoli, Napoli, Sant'Antimo
Altre informazioni
Cod. postale 80025
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063020
Cod. catastale B925
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti casandrinesi
Patrono Madonna Assunta in cielo
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casandrino
Posizione del comune di Casandrino nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Casandrino nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Casandrino è un comune italiano di 13.234 abitanti della provincia di Napoli in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Posto ai confini dell'agro aversano fa parte dell'area frattese .

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Casandrino è di origine romana. Molti coloni, lasciata Roma, formarono la loro residenza nell'agro napoletano, favoriti ed incoraggiati dai saggi criteri dell'Urbe, la quale, conquistate le terre, le distribuiva ai coloni col canone di alcuni "nummi". Questi coloni, avendo a disposizione, come propria, una certa zona di terreno, pensarono subito di costruirvi le casae, modeste e povere abitazioni con davanti uno spiazzo per sé e la famiglia, la quale cresceva senza preoccupazioni, contentandosi del poco. Naturalmente, col volgere degli anni, le casae si ingrandirono con più ampi fabbricati e più vaste corti, fino a formare dei piccoli villaggi e delle borgate, le quali, prima di diventare in epoca molto posteriore dei veri e propri paesi e comuni autonomi (ciò che avvenne largamente durante il ducato di Napoli) furono denominati casali e presero il nome dalle ville dei patrizi o da quei coloni che per primi vi avevano preso stanze.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Durante il feudalesimo, Casandrino ebbe il nome di "Casale" per l'aumento delle case che si formavano nel territorio allo scopo di metterlo a coltura. Ma è la sua trasformazione in "Casandrino" che porta con sé alcuni dubbi. Alcuni studiosi del luogo suppongono che derivi da Casa Trina, territorio con tre case. Etimologia molto criticabile in quanto costituirebbe un ibridismo d'italiano e latino; si sarebbe detto senz'altro Trecase, e non Casatrina. Altri farebbero derivare Casandrino da Casa Andropon, dal greco ανθρωπος, che significa casa dell'uomo, ma sembra essere davvero troppo generico come nomen urbis.

Né può derivare da Androna che era il luogo pubblico dove gli uomini si radunavano per le discussioni, in quanto sembra improbabile che i pochi abitanti del tempo avessero bisogno di un "forum" dove riunirsi e discutere. Secondo la tradizione popolare, il nome di Casandrino deriverebbe da "casa di Sandrino " che doveva essere il primo o uno dei primi abitanti della zona, forse un contadino di nome Sandro che abitava e lavorava in quel luogo, o forse il proprietario di quella parte di terra situata appunto dove sorge oggi la città.

Ma, la più attendibile fra le possibili etimologie sostenute è che Casandrino derivi da Casa Andrena, cioè luogo sicuro circondato da mura: Andrena, locus operÌus undequaque condusus. Tale tesi viene autorevolmente sostenuta nel libro "Casandrino, nella sua storia di ieri e di oggi" del P. Lett. Cherubino Caiazzo, Provinciale Emerito degli Agostiniani di Napoli, il quale pone a fondamento della sua tesi etimologica alcuni atti della S. Visita fatta dai Vescovi di Aversa (Archivio Vescovile) che chiamano questo territorio Casandrenus (Casa-Andrena) e da una pergamena del periodo Normanno dove si legge che un certo Amerigo, figlio di Ugone della villa di Casandrena, dona all'abadessa del monastero di S. Biagio parte del suo territorio (anno 1122).

La leggenda della statua[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa di Maria Assunta

"Questo si pensa dal nostro popolo e si dice tramandato da padre in figlio per antichissima memoria e tradizione". Tratto dal Testo del Cherubino Caiazzo.

Un gruppo di cristiani, sfuggiti alla persecuzione di Oriente, approdarono sulle coste del Tirreno nelle vicinanze del Lago di Patria (Frazione di Giugliano in Campania NA), trasportando con sé l'immagine di una Madonna. Questi trovarono un tempietto pagano probabilmente consacrato ad Apollo, ove collocarono la Statua. Il Tempietto dovette essere demolito o forse interdetto al culto, e la bellissima statua abbandonata e/o sepolta. Lì giacque per innumerevoli anni, prima che qualcuno la riscoprisse. Difatti, racconta la leggenda, un avventuriero, che per guadagnarsi da vivere lavorava per conto di questo e di quel signore nei pressi del lago Patria dissodando il terreno, aveva con sé dei giovenchi che lui stesso non riusciva a domare per farli arare; egli allora legatoli presso un albero, continuò a mano il lavoro di dissodamento. Proprio a lui capitò di colpire la statua e di sentire il sordo gemito di un lamento. Chiamati gli abitanti d'intorno, e cavata dal terreno la statua si pensò di collocarla su di un carro trainato da questi buoi giovani così irrequieti, incamminandosi per luoghi nuovi, e dove i buoi stanchi si fossero fermati ivi si sarebbe edificata una Chiesa. I buoi vennero meno presso un largo dove vi era un muricciuolo nel quale era collocata un'immagine dell'Assunta. Si pensò di dare alla Statua il nome di Maria Assunta e dedicarle una chiesa che cominciò a costruirsi verso la fine del Seicento. Oggi in quel "largo" (Piazza Umberto I) si erge maestosa la Chiesa della parrocchia di Casandrino dedicata a Maria Assunta.

La statua[modifica | modifica wikitesto]

È una statua lignea alta 1,45 m, rappresentante una Madonna col Bambino. A Casandrino la chiamano la Madonna dell'Assunta, tuttora in grande venerazione. La Madonna è eretta nella persona con lieve movimento contro-bilanciato, il bambino nudo.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le dimensioni ridotte e l'apparenza di provincia tranquilla Casandrino porta con sé un triste primato. Nel 1991 Casandrino è il secondo paese in ordine di tempo a subire lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica. Nel 1998 la storia si ripete ed arriva il secondo scioglimento.

In questo scenario, operano numerose associazioni culturali, tra le quali il Centro Culturale Casandrino (sito web: http://www.centroculturalecasandrino.it), ideatore e promotore del mensile "Progetto Comune" ed il Centro Studi don Luigi Sturzo, ideatore e promotore del mensile "Zapping - Idee in azione", le quali negli anni hanno realizzato numerose manifestazioni mirate all'ampliamento degli orizzonti culturali della comunità casandrinese. La scena culturale vede il lavoro di Lorenzo Cammisa, talentuoso regista e autore cinematografico e teatrale, vincitore del XXX Round Film Festival di Rimini nel 2011 con il cortometraggio "Moon of Alabama" (http://www.altarimini.it/News36980-moon-of-alabama-vince-la-targa-paolo-scarponi-al-festival-round.php) e sceneggiatore del pluripremiato "108.1 FM Radio" diretto da Angelo e Giuseppe Capasso (http://www.apcproduction.com/home.html).

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale il Sporting Casandrino attualmente milita del campionato di calcio di Terza Categoria.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 561 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Bangladesh Bangladesh 169 1,28%

Pakistan Pakistan 167 1,27%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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