Soccavo

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Soccavo
Veduta di Soccavo dalla Collina dei Camaldoli
Veduta di Soccavo dalla Collina dei Camaldoli
Stato bandiera Italia
Regione Stemma Campania
Provincia stemma Napoli
Città CoA Città di Napoli.svg Napoli
Circoscrizione Municipalità 9 di Napoli
Altri quartieri Pianura
CAP 80126
Superficie 5,11 km²
Abitanti 47 937 ab.
Densità 9 381,02 ab./km²
Nome abitanti soccavesi
Patrono santi Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Mappa dei quartieri di Napoli
Mappa dei quartieri di Napoli

Coordinate: 40°50′51″N 14°11′28″E / 40.8475°N 14.19111°E / 40.8475; 14.19111

Soccavo è un quartiere di Napoli facente parte dei Campi Flegrei, vasta zona vulcanica che si estende dalla città fino alla vicina provincia. Confina a nord con l'Arenella, ad est con il Vomero, a sud con Fuorigrotta e ad ovest con Pianura. Insieme al quartiere Pianura, Soccavo è parte della Municipalità 9 di Napoli.

Indice

[modifica] Etimologia

"Soccavo", dal latino "sub cava" ("sotto la cava"). Il nome fu dato in epoca anteriore all'XI secolo, quando se ne ha la prima testimonianza documentale, e fa riferimento alle numerose cave di tufo e piperno costruite dai Romani.

[modifica] Storia

[modifica] Storia antica

Non si dispone di dati sufficienti per poter ricostruire approfonditamente le modalità di frequentazione umana nell'area di Soccavo in età antica. Ai tempi della colonizzazione greca dell'Italia meridionale (in particolare nel VI secolo a.C.), il territorio dove si estende l'odierna Soccavo copriva una zona decentrata rispetto alle colonie greche fondate nei Campi Flegrei, situato in una posizione intermedia tra le poleis greche di Dicearchia (Pozzuoli) e Neapolis (Napoli), risulta inoltre che la zona di Soccavo sia stata parte proprio della kora (il territorio rurale) di quest'ultima (che nel IV secolo a.C. si estendeva fino alla contigua conca di Agnano).

La nuova potenza emergente di Roma, intuendo le potenzialità di Neapolis e del suo porto, manifestò le sue mire espansionistiche per sottrarre la città all'influenza greca, cumana e sannita e nel IV secolo a.C. fu conquistata dai romani.

Soccavo ha fatto parte del territorio agricolo di pertinenza di Neapolis sia nella fase di occupazione greca che dopo la conquista romana.

Non è provato con certezza assoluta, ma è probabile che l'inizio dell'attività di estrazione del piperno nella zona di Soccavo dati all'età romana.

Ciò poté comportare una maggior frequentazione dell'area, testimoniata da alcune evidenze archeologiche che si riferiscono a edifici abitativi e case rustiche che sarebbero rimasti sepolti sotto profondi strati di terra in seguito alle ripetute inondazioni: non va dimenticato infatti che Soccavo si stende alle pendici della collina dei Camaldoli, sul fianco più franoso del rilievo.

A questo periodo risale il ceppo militare romano innalzato nella zona delle cave e oggi ospitato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

[modifica] Medioevo

In epoca incerta, probabilmente nella fase di decadenza del Tardo Antico o nel corso dell'Alto Medio Evo, la zona, così come le altre periferie occidentali neapolitane, passa dal punto di vista della cura di anime sotto l'influenza di Puteoli, l'attuale Pozzuoli. Ciò spiega anche perché Soccavo ancora oggi è parte della diocesi di Pozzuoli e non di quella di Napoli.

La sua ubicazione era ai margini della via collinare di collegamento tra le due città. Non abbiamo peraltro elementi per poter affermare con certezza che Soccavo sia in qualche epoca appartenuta a Pozzuoli anche sotto il profilo amministrativo, oltre che sotto quello religioso. I primi documenti di età medioevale (il più antico è del 1030) mostrano come in quel periodo il territorio agricolo soccavese fosse sotto il controllo delle classi eminenti e agiate napoletane e non di quelle puteolane.

Non ha nessun fondamento storico la diceria secondo cui una guarnigione franca sarebbe stata presente a Soccavo tra il 786 e il 787, durante la presenza di Carlo Magno nel sud Italia. Del tutto diversa è l'origine del toponimo della Torre dei Franchi che prende il nome dai Di Franco, una famiglia che, a partire dalla fine del '400, gestì la principale cava di piperno di Soccavo.

Altre torri vi sorgono nel corso del Basso Medio Evo, quali la Torre di San Domenico (ricostruita ex novo nel XVII secolo) e la Torre di Lopa (probabilmente edificata nel XV secolo).

[modifica] Epoca Moderna

Soccavo diviene un casale, una zona cioè nell'orbita di Napoli estranea alla sua diretta amministrazione ma legata ad essa dal pagamento di tributi. Durante la dominazione aragonese la cava di Soccavo fornisce i materiali per l'edificazione della cinta muraria di Napoli e la zona si sviluppa intorno ai due assi storici: quello di via Bottazzi-via IV Novembre-via Risorgimento e quello di Verdolino alle pendici della collina.

In queste aree si edificano le prime dimore a corte, molte delle quali ancora oggi esistenti nella loro pianta originaria. Secondo alcuni storici locali la popolazione sarebbe aumentata dopo la distruzione di Tripergole nel corso dell'eruzione che diede origine al Monte Nuovo (1538). A questo periodo risale l'edificazione - o forse la ristrutturazione - dell'antica chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

La peste del 1656 ridusse gli abitanti da più di un migliaio a soli 300. Nel 1753 il re Carlo di Borbone fece realizzare, con i proventi delle tasse di Soccavo, un pozzo nella zona all'incrocio tra via Scherillo e via Montevergine, fissando anche una targa in ricordo. Nel XIX secolo Soccavo si espande e ottiene il rango di Comune.

[modifica] Storia Contemporanea

L'edificio dell'amministrazione, ancora oggi esistente anche se abbandonato, è situato di fianco alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo, dove nel 1832 fu costruito il largo ancora presente e più tardi un secondo pozzo.

Giuseppe Bonaparte fece di Soccavo un Comune della provincia di Napoli, mentre nel 1926 il regime fascista aggrega Soccavo alla città di Napoli trasformandolo in un quartiere.

[modifica] Soccavo oggi

La costruzione della Ferrovia Circumflegrea permetterà un diretto collegamento al centro cittadino, ampliando il quartiere, e negli anni cinquanta l'edificazione del Rione Traiano, della Loggetta e del Complesso Soccavo-Canzanella, tra mille polemiche dovute alle speculazioni edilizie, porta a un'espansione del quartiere.

Nel 1977 viene costruito il Centro Sportivo Paradiso, sede degli allenamenti del SSC Napoli sino alla chiusura nel 2004.

[modifica] Dati amministrativi

La circoscrizione di Soccavo è oggi parte insieme a quella di Pianura della nona municipalità di Napoli, attualmente amministrata dal centro-destra.

Gli uffici amministrativi e i servizi al pubblico sono ubicati in Piazza Giovanni XXIII. Il quartiere si estende per 5,11 chilometri quadrati.

La popolazione, in base al censimento del 2001, è di 48.000 abitanti.

Il tasso di disoccupazione è del 35%. Il 2% dei lavoratori è impiegato nel settore primario (agricoltura), il 23% nel settore secondario (industria), il 75% nel settore terziario (servizi).

[modifica] Strutture e servizi

Nel quartiere di Soccavo sono presenti 5 scuole materne, 6 scuole elementari, 6 scuole medie, 4 istituti superiori.

Nell'area è presente una sede dell'ASL Napoli 1 ed una sede dei Carabinieri.

Dopo anni di costruzione, dovrebbe essere un fiore all'occhiello del quartiere il Centro Polifunzionale di Soccavo che dovrebbe ospitare palestre e campi sportivi e che in un prossimo futuro ospiterà una stazione della polizia, gallerie commerciali, una biblioteca (attualmente ubicata nel comune a Piazza Giovanni XIII), un cinema multisala, fast-food e ristoranti.

Al confine con Fuorigrotta, in via Cintia, è presente il Centro Commerciale "San Paolo", grande non quanto, però, il "Centro Commerciale Epomeo", che in realtà è l'unione di tutti gli esercizi commerciali di via dell'Epomeo, nuova direttrice chiave di Soccavo (la precedente era via Risorgimento, che seppur tutt'oggi fondamentale corso stradale del quartiere, in seguito alla costruzione della zona moderna è diventata una direttrice secondaria).

[modifica] Trasporti e viabilità

Soccavo dispone di tre stazioni della linea 5, ovvero Traiano, Soccavo e Piave (quest'ultima precede senza altre fermate, quella di Montesanto, pieno centro storico della città); in futuro questa stazione sarà collegata alla linea 7 della metropolitana di Napoli.

Numerose linee di autobus la mettono in collegamento con i quartieri Vomero, Mergellina, Arenella, Chiaia, Fuorigrotta e Pianura.

[modifica] La perimetrale di Soccavo

Soccavo è collegata con la Tangenziale di Napoli tramite un raccordo che viene ufficialmente chiamato Asse Perimetrale Pianura-Soccavo-Vomero, aperto nel giugno del 1997.

Questa vera e propria superstrada comincia dalla via provinciale Montagna Spaccata, nel quartiere di Pianura, lambisce Soccavo a nord e termina in via Caldieri, con un collegamento con lo svincolo del Vomero (uscita n°9).

Le entrate dal termine est sono in via Pigna e via Caldieri.

Il percorso è prevalentemente su viadotto e con tre gallerie: Epomeo (la più lunga, di 300 m), Paradiso (140 m) e Pigna (98 m) ed è lungo circa 4 km.

La strada è gestita direttamente dal Comune di Napoli sebbene abbia caratteristiche di una strada extraurbana a scorrimento veloce, cioè con svincoli, due corsie per senso di marcia e senza incroci a raso (anche se agli ingressi di questa strada non è raro incontrare cartelli che segnalano la fine del centro abitato).

In futuro la perimetrale di Soccavo sarà unita ad una strada urbana di grande comunicazione che fungerà da tangenziale nord-ovest della città, la strada Occidentale che proseguirà oltre il termine della perimetrale (sono visibili le entrate delle gallerie) verso nord, passando per la zona ospedaliera e la Toscanella (dove è già presente un raccordo dal 2001) e infine congiungersi con la perimetrale di Melito.

Il tracciato è il seguente:

Asse Perimetrale Pianura-Soccavo-Vomero
Tipo Indicazione km Quartiere
Italian traffic signs - strada extraurbana principale.svg via provinciale Montagna Spaccata
via vicinale Cupa Cinthia
0,0 Pianura
Italian traffic signs - galleria blu.svg Galleria Epomeo 0,850 Soccavo
AB-AS-blau.svg Soccavo
via dello Sport
1,7
Italian traffic signs - galleria blu.svg Galleria Paradiso 2,0
Italian traffic signs - galleria blu.svg Galleria Pigna 2,9
AB-AS-blau.svg via Giustiniano
via Piave
via Pigna
Rione Traiano
3,0
AB-AS-blau.svg Autostrada A56 Italia.svg svincolo Vomero 3,7 Arenella
Vomero
Italian traffic signs - città.svg via Caldieri 4,0

[modifica] Personalità legate a Soccavo

Sono nati nel quartiere:

[modifica] Siti d'interesse

[modifica] Note

  1. ^ Viveva nel rione "La Loggetta", che ricade in parte nel quartiere di Soccavo in parte di quello di Fuorigrotta; pertanto talvolta il calciatore è dato erroneamente come "nato e cresciuto nel quartiere Fuorigrotta"; le foto di un documento d'identità con timbro "circoscrizione di Soccavo", visibile nella biografia del calciatore di Damiani Editore (2005), attestano la sua origine di Soccavo.
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