Secondigliano

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Coordinate: 40°53′24.06″N 14°15′49.34″E / 40.890017°N 14.263705°E40.890017; 14.263705

Secondigliano
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Provincia Napoli Napoli
Città CoA Città di Napoli.svg Napoli
Circoscrizione Municipalità VII
Altri quartieri Miano
San Pietro a Patierno
Codice postale 80144
Superficie 2,94 km²
Abitanti 55 000 ab.
Densità 18 707,48 ab./km²
Nome abitanti Secondiglianesi
Patrono santi Cosma e Damiano, san Gaetano Errico (compatrono)
Giorno festivo 26 settembre, 29 ottobre
Mappa dei quartieri di

Secondigliano è un quartiere della periferia nord di Napoli, facente parte della VII municipalità di Napoli, insieme ai quartieri di Miano e San Pietro a Patierno.

Confina a nord-ovest con il quartiere di Scampìa, ad ovest con il quartiere di Miano; a sud con i quartieri San Carlo all'Arena e San Pietro a Patierno ed a est con i comuni di Arzano e Casavatore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Già casale di Napoli, è stato comune autonomo (comprendente anche Scampìa) per poi essere fuso con il comune di Napoli, di cui ha costituito la circoscrizione numero 15, durante il Fascismo nel 1926[1].

Il termine è la contrazione di secondo miglio, trovandosi ad una distanza di due miglia dal centro della città, segnalata dalla seconda pietra miliare della via Capuana o Atellana (anche se, secondo alcuni storici, il suo nome potrebbe derivare dalla famiglia romana dei Secondili, oppure dalla sua posizione geografica, in quanto a ridosso dei colli Secondili).[2]

Il quartiere ha una struttura urbana molto moderna con la maggior parte delle costruzioni realizzate nel periodo di espansione edilizia degli anni settanta e ottanta del XX secolo[3]. Tuttavia la prima urbanizzazione del quartiere è partita negli anni cinquanta. Nella progettazione del quartiere intervenne anche l'architetto organico Piero Maria Lugli.[4]

Problemi sociali[modifica | modifica wikitesto]

Come nel resto della periferia nord, il numero degli abitanti ufficiali andrebbe visto al rialzo per la presenza di numerosi abitanti non registrati. Il quartiere presenta forti segni di disagio sociale ed economico: bassa scolarizzazione, abbandono scolastico, elevata disoccupazione e soprattutto capillare presenza della criminalità. Il picco negativo si è raggiunto negli ultimi mesi del 2004 quando Secondigliano è diventata teatro della guerra di camorra che proprio nel quartiere ha diverse roccaforti. La zona è infatti dominata dai clan dell'Alleanza di Secondigliano e dal clan del boss Paolo Di Lauro, arrestato nel settembre 2005, in lotta con i cosiddetti "scissionisti", fuoriusciti dal clan. La presenza della malavita organizzata è testimoniata dal florido mercato degli stupefacenti, particolarmente attivo nella zona delle cosiddette Case Celesti, nel Rione 167 e nel Rione dei Fiori.

Per fronteggiare i problemi sociali vi sono sia strutture pubbliche che private. Il centro servizi sociali municipale, ad es., svolge funzioni di segretariato sociale, di selezione ed assegnazione alle strutture di accoglienza, di monitoraggio e analisi dei problemi. Sul territorio, inoltre, sono presenti numerose associazioni e cooperative che collaborano proficuamente per la promozione dei diritti di cittadinanza tramite una serie di iniziative quali, ad es., il progetto “Rete Anziani” che prevede corsi di ginnastica e riabilitazione per la terza età, il progetto “Nonno civico” per la sicurezza dei bambini fuori le scuole, il “Pony della solidarietà” per il trasporto di pacchi o spese a domicilio e il progetto “Tonino” per il carcere di Secondigliano[5].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Secondigliano è servita dall'omonima uscita della Tangenziale di Napoli. Asse principale del quartiere è il Corso Secondigliano che collega Piazza Giuseppe Di Vittorio con la provincia.

Tale arteria, fra il 1882 e il 1959, ospitava i binari della tranvia Napoli-Aversa/Giugliano, gestita a cura della Société Anonyme des Tramways Provinciaux (SATP). La località era inoltre servita, tra il 1907 e il 1960 da un apposito capolinea dellecosiddette tranvie di Capodimonte.

Il trasporto pubblico è fornito dall'ANM per i collegamenti urbani e dalla CTP per quelli suburbani e interurbani.

È in progeo la costruzione di tre stazioni facenti parte della Linea 1 della Metropolitana di Napoli all'interno e a ridosso del quartiere Secondigliano, le quali serviranno il Corso Secondigliano, Piazza Di Vittorio (meglio conosciuta come Piazza Capodichino) e l'Aeroporto Internazionale di Napoli.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Attività sportive[modifica | modifica wikitesto]

A Secondigliano ci sono diversi campi di calcio adibiti per partite dilettantistiche:

  • il campo e scuola calcio dell' "Oasi del bimbo", villa comunale del quartiere dal 1990, sita in corso Secondigliano con annesso parco giochi per bambini.
  • il campo "Gaetano Scirea" che si trova nei pressi del Corso Secondigliano;
  • il campo "FootBall Club" che si trova nei pressi del Corso Secondigliano;
  • il campo "Mariolina Stornaiuolo" che si trova sulla Circumvallazione Esterna, costruito nel 1969;
  • il campo "Ottorino Barassi" che si trova nel cuore di Secondigliano, in Via Cupa dell'Arco;
  • il campo "Mariano Keller" che si trova nei pressi di Calata Capodichino, campo in cui si allena l'omonima scuola calcio;
  • il campo "Nereo Rocco", uno dei più antichi, fondato nel 1978 da Bruno Marasco allenatore poi successivamente presidente della scuola calcio.

Inoltre nel quartiere ha un'ottima tradizione la pallacanestro. La squadra, il Centro Sportivo Secondigliano, si allena al Palacino in via Traversa Scippa, e gioca le partite casalinghe al Palastadera, sito in via Stadera. Il C.S.S. milita nel campionato regionale della serie D campana.

Personaggi noti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R.D.L. 3 giugno 1926, n. 1002
  2. ^ Storia di Secondigliano, a cura di Silvana Giusto. URL consultato il 16 marzo 2008.
  3. ^ Antonio Virgili (co-autore), Trasformazioni urbane e domanda di integrazione spaziale: il caso della 167 di Secondigliano, Napoli, LAN/FORMEZ, 1985.
  4. ^ Facoltà di Architettura di Valle Giulia - Scomparsa del professore emerito Piero Maria Lugli.. URL consultato il 4 ottobre 2011.
  5. ^ Pellecchia F. (2002) Viaggio nelle periferie: Secondigliano, “Volinforma: rivista bimestrale di cultura ed informazione per Napoli Città Sociale, Napoli, VI, pp. 12-22.
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