Barra (quartiere di Napoli)

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Barra
Stato Italia Italia
Regione Campania Campania
Provincia Napoli Napoli
Città CoA Città di Napoli.svg Napoli
Circoscrizione Municipalità VI
Altri quartieri Ponticelli
San Giovanni a Teduccio
Codice postale 80147
Superficie 7,819 km²
Abitanti 38 183 ab.
Densità 4 883,36 ab./km²
Nome abitanti Barresi
Patrono Sant'Anna
Giorno festivo 27 luglio
Mappa dei quartieri di Napoli
Mappa dei quartieri di Napoli

Coordinate: 40°50′35.86″N 14°19′28.97″E / 40.843294°N 14.324713°E40.843294; 14.324713

Barra è un quartiere di Napoli, situato nella zona orientale della città, sulle pendici occidentali del Vesuvio.

Dati territoriali[modifica | modifica sorgente]

Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante e si trova a 15 metri sul livello del mare, con un'altitudine media di mt 44 s/m. Confina a nord col quartiere Ponticelli, e con il comune di Cercola, ad est con i comuni di San Sebastiano al Vesuvio e San Giorgio a Cremano, a sud con il quartiere di San Giovanni a Teduccio e ad ovest con i quartieri di Poggioreale e Zona Industriale.

Fino al 2005, era la 19ª circoscrizione del comune di Napoli, poi con la riforma amministrativa della città (deliberazioni nº 13 del 10 febbraio 2005, nº 15 dell'11 febbraio, nº 21 del 16 febbraio, nº 29 del 1º marzo e nº 68, del consiglio comunale della città di Napoli), sono stati istituite le Municipalità di Napoli e Barra unitamente ai quartieri di Ponticelli e San Giovanni a Teduccio forma la Sesta Municipalità.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il casale di Barra è individuato già nelle carte di epoca angioina, dove viene denominata come Barra de Cozi, de li Cocze, de Coczi o de Coczis, ed era inserita nell'ambito di un territorio detto Trasano o Tresani. Tali denominazioni si ritrovano in un diploma di Carlo II d'Angiò del 1294, in un secondo della regina Giovanna I e in un terzo di Carlo II d'Angiò (24 dicembre 1301). Non si ha invece traccia dell'esistenza di Barra in epoca Sveva, dato che essa non è ricompresa nell'elenco dei 33 casali di Napoli assoggettati al pagamento delle collette sotto Federico II di Svevia. Al termine del XVIII secolo si trattava ancora di un luogo umido, episodicamente investito dai miasmi delle vicine paludi napoletane. Purtuttavia, vi si individuava già a quell'epoca la presenza di alcune ville nobiliari (come Villa Roomer e la dimora del principe di Sannicandro) appartenenti al Miglio d'Oro[1].

Sirena vesuviana[modifica | modifica sorgente]

Antico stemma del comune di Barra
Antico Stemma del comune di Barra

La sirena bicauda sormontata da una corona, era l'antico stemma del comune di Barra autonomo fino al 1925, quando poi verrà assimilato al Comune di Napoli.

« …nella totalità delle due università, col nome di Sirena e di SIRENA VESUVIANA… perché l'antico villaggetto della Sirena, l'embrione originario dell'attuale unico abitato, avrà in breve anche la sua acqua del Serino dai sifoni di cancello, se nol potette avere un tempo, quando quivi si distendevano ancora le delizie, ricordateci da Strabone, dall'acquedotto del Romano imperatore, e sarà diventata allora, senza confronti, la più affascinante e la più economica dimora estiva su i fianchi maestosi di Regina Partenope, pari ad una sua fedele e carissima damigella! »
(Pasquale Cozzolino, La Barra e sue origini, 1899)

Capoluogo di Circondario[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisione amministrativa del Regno delle Due Sicilie.
Lapide che menziona Barra capoluogo di circondario

Il comune di Barra è stato capoluogo di Circondario dal 1806 al 1860.

Il Circondario fu una delle suddivisioni amministrative del Regno delle Due Sicilie, subordinate al distretto, costituito con la legge 132 del 1806, varata l'8 agosto di quell'anno da Giuseppe Bonaparte. Con l'occupazione garibaldina e l'annessione al Regno di Sardegna del 1860, l'ente fu soppresso. I circondari era l'unità di base della struttura politico-amministrativa dello Stato moderno, ed erano costituiti da più comuni.

Il comune più importante era "capoluogo di circondario" ed era sede di sottoprefettura, tribunale e carcere. Il Circondario di Barra comprendeva i comuni di Ponticelli, di San Giovanni a Teduccio e San Giorgio a Cremano, ed era subordinato al distretto di Napoli.

Il Miglio d'oro[modifica | modifica sorgente]

Il Miglio d'oro è quella zona compresa tra i quartieri napoletani di Barra e San Giovanni a Teduccio, e i comuni di San Giorgio a Cremano, Portici ed Ercolano, fino a Torre del Greco; essa è attraversta per la parte bassa dalla SS18 Tirrena inferiore (un tempo strada regia delle Calabrie) ed è definita '«d'oro» per la ricchezza storica e paesaggistica e la presenza di splendide ville vesuviane costruite a partire dal Settecento.

Carlo di Borbone, salito sul trono del Regno di Napoli nel 1735, rimase incantato dalla bellezza del paesaggio e dalla mitezza del clima della riviera Vesuviana, e commissionò ad Antonio Canevari la costruzione della Reggia di Portici.

Il panorama del Golfo di Napoli con vista su Capri, Ischia, e Procida il prestigio della presenza della dimora reale, fece sì che molti altri nobili decisero di trasferirsi lungo il Miglio d'oro facendosi costruire ville e giardini rococò e neoclassici da architetti del calibro di Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga, Ferdinando Sanfelice, Domenico Antonio Vaccaro, Mario Gioffredo.

Le ville vesuviane censite e tutelate dall'Ente ville vesuviane del Miglio d'oro sono 122.

Villa Bisignano, affreschi di Aniello Falcone "Una grande battaglia e Storie di Mosè"

A Barra si trovano 11 ville vesuviane del Miglio d'oro tra cui:

  • Villa Mastellone o Palazzo Mastellone dei Duchi di Limatola
  • Villa De Cristoforo
  • Villa Finizio (dimora del grande archeologo Bernardo Quaranta)
  • Villa Diana

Invece di altre nobili dimore presenti a Barra, non restano che i nomi, perché andate distrutte da varie cause:

  • Villa Solimena (dimora del grande pittore e architetto Francesco Solimena)
  • Palazzo Capobianco
  • Villa della Duchessa di Casamassima (denominata "La Barra" con saloni affrescati da B. Corenzio.)
  • Villa Dei Caolini
  • Villa Dei Carraturo
  • Villa del principe di Marsicanovo
  • Villa Scioriniello dei Marchesi Amato

Il Sebeto[modifica | modifica sorgente]

Il Sebeto era il nome del fiume che bagnava l'antica Neapolis, attualmente con questo nome viene indicato un fiume, oggi quasi interamente coperto, che proveniente da Volla, passando dal vicino quartiere di Ponticelli, attraversa Barra nella zona delle raffinerie e sfocia a San Giovanni a Teduccio. Una breve tratto del Sebeto è visibile tra via Galileo Ferraris e via Francesco Sponsilli.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Logo Napoli Barrese

La Napoli Barrese calcio a Cinque è una squadra italiana di calcio a 5 fondata nel 2002 con il nome di Mini Soccer Barra, che milita nel campionato italiano di Seria A di calcio a cinque.

Iscrittasi alla Serie D campana, vincendo il proprio campionato con 58 punti su 22 partite. Nella stagione 2005/2006 la Barrese domina il proprio girone di Serie B accedendo per la prima volta nella sua brevissima storia alla Serie A2.

Nella stagione 2006/2007 la Napoli Barrese ha messo in bacheca il suo primo vero trofeo conquistando la Coppa Italia di Serie A2.

La successiva stagione è quella della maggiore soddisfazione nella storia del club: al termine della stagione regolare arriva la promozione alla massima serie, con 51 punti.

Nel quartiere è presente il Centro Ester, struttura polisportiva di alto livello, la cui squadra di Pallavolo femminile ha ottenuto numerosi successi in ambito nazionale ed europeo.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Le istituzioni scolastiche a Barra:

  • Liceo Scientifico e Istituto Professionale per il Commercio e il Turismo "Rosario Livatino" Via Atripaldi,
  • Scuola Media Statale Francesco Solimena Corso Bruno Buozzi,
  • Scuola Media Statale Giulio Rodinò (ex Raffaele Testa): Via Mastellone,
  • Asilo e Scuola Elementare 48º Circolo "Madre Claudia Russo" Via Repubbliche Marinare,
  • Asilo e Scuola Elementare 69°Circolo "Santa Maria del Pozzo" Via Giambattista Vela,
  • Scuola Elementare 69°Circolo "Mons.Barbato" Rione Bisignano,
  • Liceo Psicopedagogico "Don Milani" Viale 2 giugno

Trasporti e viabilità[modifica | modifica sorgente]

Autostrada A56 Italia.svg
Nel quartiere non esistono uscite dirette della Tangenziale di Napoli in quanto è presente il raccordo E45, che collega la suddetta tangenziale all'autostrada A3. Barra è raggiungibile dall'uscita San Giorgio a Cremano Nord dell'A3, oppure imboccare l'uscita della tangenziale di Corso Malta e prendere la diramazione della Strada statale 162 dir del Centro Direzionale
Sono presenti sul territorio
Gli assi viari principali sono: Corso Sirena, Viale della Villa Romana, Via delle Repubbliche Marinare, Corso Bruno Buozzi, Via Luigi Volpicella, Via Bartolo Longo, Via Argine, Corso IV Novembre.
Logobus.jpg
Il quartiere è servito dalle linee autobus ANM:

La festa dei gigli[modifica | modifica sorgente]

La "Festa dei gigli" a Barra si tiene ogni anno, durante l'ultima domenica di settembre.

Nel corso della settimana precedente la domenica, nei vari rioni, allestiti dai comitati partecipanti, si svolgono folkloristiche manifestazioni. La domenica si ha la "ballata" dei Gigli che percorrono: Corso Sirena (percorso storico fino al 1954), Via Serino, Corso Bruno Buozzi e Via Luigi Martucci (questo circuito rotatorio, dà la possibilità allo spettatore di rimanere fermo ad un posto e veder sfilare davanti a sé tutti i Gigli). La "ballata" inizia verso le ore 11, poi c'è la pausa per il pranzo e termina a notte inoltrata. Non di rado la festa prosegue anche fino alle prime luci dell'alba.

La gara è puramente simbolica[2]. In molti ritengono che la Festa dei Gigli di Barra tragga la sua origine dai riti di Cibele e Attis e dalle “Infrascate”, avvenimenti storici che in realtà a Barra non sono mai esistiti. Per l'esattezza la Festa dei Gigli di Barra fu importata da Nola; inoltre, il rito di Cibele e Attis si svolgeva nelle grosse comunità agrarie (Baiano (AV) insegna) e le “Infrascate” sono un rito che si svolgeva tra il Vomero (Antignano) e altre località limitrofe. Infine, non esiste alcuna documentazione riguardo allo svolgimento dei due riti suddetti a Barra, dunque tale ipotesi deve essere ritenuta non comprovata.

Solidarietà sociale[modifica | modifica sorgente]

Analogamente a tutte le periferie delle grandi città, il quartiere soffre della diffusa pratica dell'illegalità a causa della precarietà dei redditi familiari e della disoccupazione giovanile, quindi nel 1996 è sorto un coordinamento territoriale “Leonardo” formato da soggetti istituzionali (Scuole, Servizi sociali, UTB 52) e associazioni del terzo settore (Centro Ester, Coop Approdo, Istituto delle Stimmatine, etc.) con il compito di confrontarsi e di programmare una serie di attività di assistenza sociale.

L'esperienza del coordinamento ha messo in luce la necessità di affrontare le problematiche del territorio in maniera sussidiaria ai residenti e a coloro che lavorano in prima linea con i problemi del quartiere. Tra i progetti realizzati si segnalano “Si è e si va” che ha coinvolto circa 60 minorenni del Centro polifunzionale di p.zza Bisignano in un laboratorio ludico-ricreativo e “Chance” per la lotta alla dispersione scolastica che si basa sul recupero dei saperi disciplinari tramite l'assegnazione di un tutor per ciascun allievo[3].

Personaggi illustri[modifica | modifica sorgente]

Raffaele Testa

Lapide presso la casa natale di Raffaele Testa

Nato a Barra, Cappellano Militare, morì nel Montenegro a Javorak-Niksic durante l'occupazione italiana del Montenegro nella seconda guerra mondiale. Una lapide posta sulla facciata del palazzo dove ebbe i natali, in corso Sirena 370 lo ricorda. Il Comune in suo onore gli ha intitolato una Scuola Media e una strada nel quartiere.

Francesco Solimena

La lapide nella Chiesa di San Domenico a Barra che commemora il Solimena

Il grande pittore e architetto viveva nella sua villa di Barra, ove morì il 5 aprile 1747. I suoi resti sono conservati all'interno della chiesa di San Domenico a Barra. A lui è dedicata la Scuola Media Statale situata sul Corso Bruno Buozzi.

Bernardo Quaranta

La lapide che commemora la casa di Bernardo Quaranta

Bernardo Quaranta, noto archeologo ed epigrafista, morì a Barra il 21 settembre 1867, e fu sepolto nel cimitero della città di Napoli, nel recinto degli uomini illustri. Sette anni dopo la sua morte, ossia nel 1874, il Comune di Barra (all'epoca autonomo) intitolò a lui la strada in cui visse (già via del Casale), denominandola via Bernardo Quaranta, apponendovi anche un'epigrafe.

Maria Grazia Tarallo

Maria Grazia Tarallo, nacque a Barra il 23 settembre 1866. Nel 1891 entrò nel Monastero delle Suore Adoratrici dell'Eucaristia fondato dalla Serva di Dio Maria Pia Notari che testimoniò alla sua vita virtuosa e fama di Santità della Tarallo cui aveva dato il nome da religiosa Suor Maria della Passione.

Macedonio Melloni

Il famoso fisico e patriota italiano, dopo aver partecipato ai moti del 1848, morì di colera nella sua casa di Portici nel 1854 e fu sepolto a Napoli nel cimitero dei colerosi di Barra.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lorenzo Giustiniani (1797) Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, Volume 2, pag. 214-215. URL
  2. ^ PiedigrottaBarrese.it Sito sulla Festa de Gigli
  3. ^ Pellecchia F. (2003) Viaggio nelle periferie:Barra, “Volinforma: rivista bimestrale di cultura ed informazione per Napoli Città Sociale, Napoli, IX, pp. 16-21.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pasquale Cozzolino, La Barra e sue origini, Napoli 1889.
  • Nicola Lapegna, Origini e storia di Barra, Napoli 1929.
  • Vittorio Gleijeses, La storia di Napoli, Napoli 1977.
  • Cesare De Seta, I casali di Napoli, Bari 1984.
  • Pompeo Centanni, Il nobile casale della Barra, Napoli 1997.
  • Comune di Napoli - Assessorato all'Identità, cultura e promozione dell'immagine, Per una guida turistica di Barra, Napoli 1997/98.
  • Pompeo Centanni, Angelo Renzi, La Repubblica Napoletana del 1799 e il casale della Barra, Edizioni Magna Graecia, Napoli 1999.
  • Angelo Renzi, Barra (Ristampa e approfondimenti di due documenti sulla storia di Barra), Edizioni Magna Graecia, Napoli 1999.
  • Raffaele Ciaravolo, La storia di Barra, Napoli 2000.
  • Anna Ferrara, Le Chiese e le ville vesuviane di Barra, Edizioni Magna Graecia, Napoli 2000.
  • Tommaso Lomonaco, Barra: da Comune a Circoscrizione, Edizioni Magna Graecia, Napoli 2004.
  • Romano Marino, La sirena racconta, Napoli 2003.
  • Romano Marino, Tradizionale Festa dei Gigli di Barra 1800-2000 Vol.I 1800-1954, Napoli 2004.
  • Romano Marino, Le strade di Barra, Napoli 2004.
  • Romano Marino, Tradizionale Festa dei Gigli di Barra 1800-2000 Vol.II 1955-2000, Napoli 2005.
  • Raffaele Ciaravolo, Sirinum, Casabalera e Barra de' Coczis, Napoli 2006.
  • Romano Marino, Cari paesani, Napoli 2007.
  • Romano Marino, Barra da riscoprire e ...altre storie, Napoli 2008.
  • Romano Marino, Barra un Comune... dentro la città, Napoli 2010

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]