Mugnano di Napoli

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Mugnano di Napoli
comune
Mugnano di Napoli – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Commissario prefettizio Vice Prefetto Claudio Vaccaro dal 24/04/2014
Territorio
Coordinate 40°54′15″N 14°12′28″E / 40.904167°N 14.207778°E40.904167; 14.207778 (Mugnano di Napoli)Coordinate: 40°54′15″N 14°12′28″E / 40.904167°N 14.207778°E40.904167; 14.207778 (Mugnano di Napoli)
Altitudine 125 m s.l.m.
Superficie 5,27 km²
Abitanti 34 537[1] (31-01-2013)
Densità 6 553,51 ab./km²
Comuni confinanti Napoli (circoscrizioni Piscinola e Chiaiano) Marano di Napoli, Calvizzano, Villaricca, Giugliano in Campania, Melito di Napoli
Altre informazioni
Cod. postale 80018
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063048
Cod. catastale F799
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 174 GG[2]
Nome abitanti Mugnanesi
Patrono San Biagio di Sebaste

(III secolo - 316 circa)

Giorno festivo 3 febbraio. La solenne processione in onore del Santo Patrono si svolge la domenica successiva.
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mugnano di Napoli
Posizione del Comune di Mugnano di Napoli nella provincia di Napoli
Posizione del Comune di Mugnano di Napoli nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Mugnano di Napoli (Mugnano 'e Nàpule, in lingua napoletana) già Mugnano di Capodimonte[3], è un Comune italiano di 34.537 abitanti[4] appartenente alla provincia di Napoli in Campania e annoverato tra gli antichi Casali demaniali[5] del Regno di Napoli.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Mugnano di Napoli occupa il settore nord-occidentale della periferia napoletana denominato comprensorio giuglianese[6] incluso tra il versante meridionale della pianura campana e le falde settentrionali della collina dei Camaldoli ed è distante circa 10 Km dal capoluogo partenopeo.

La sua altitudine oscilla tra le quote 146 (Bivio di Mugnano) e 101 (Casa Comunale) sul livello del mare degradando progressivamente lungo la direttrice di falso piano sud-nord. In direzione est-ovest l'area è pressoché pianeggiante con dislivelli di pochi metri[7].

Alcuni documenti risalenti all'Alto Medioevo descrivono questi luoghi ancora immersi nell'estesa macchia mediterranea con selve, boschi, cedui, fratte e canneti misti a terreni agricoli e ai nuclei abitativi succedutisi nei secoli[8].

Geologia[modifica | modifica sorgente]

La successione geologica s'inquadra nello schema generale della cintura metropolitana con depositi vulcanici che hanno origine dai Campi Flegrei e, parzialmente, dal sistema Monte Somma-Vesuvio.

L'esame stratigrafico evidenzia materiali piroclasti quali pozzolana[9] humificata, tufo generalmente compatto, brecce, elementi lavici, xenolite di tipo lavico e cineriti relative alle eruzioni vesuviane e flegree degli Astroni[10]. Concludono la sequenza, livelli di cenere, pomice granulare policroma, lapillo e sabbia [11].

La posizione orografica risulta favorevole in quanto svolge la funzione di spartiacque dell'assetto idrografico camaldolese. Quest'ultimo appare caratterizzato da ripidi torrenti i cui ammassi di fango o lave s'immettevano nell'alveo di Camaldoli percorrendo a nord la pianura sino a confluire nel fiume Clanio[12].

Le millenarie erosioni dei banchi di tufo hanno generato le Cupe, vere e proprie strade-torrente, e i Cavoni, profondi valloni che solcano pareti a picco[13].

A Mugnano di Napoli l'antico letto dell'alveo, detto il Canalone, seguiva la direttrice Cupa dei Cani, via Ritiro, piazza Dante[14], via Chiesa, via Armando Diaz[15], Piazza Cioto e via San Giovanni a Carpignano[16].

A causa delle continue inondazioni che apportavano danni a campagne e casolari, con la dinastia reale dei Borbone venne realizzato nell'Ottocento un grande alveo artificiale, il Lagno, che attraversa il Comune ad ovest sfociando in mare tra Licola e Varcaturo[17]. Nonostante vari progetti di riqualificazione e recupero, è stato parzialmente coperto con interventi della Regione Campania[18].

Ad est, lungo la principale dorsale, ha origine l'alveo Spinelli-Torricelli[19].

Le origini del nome

Clima[modifica | modifica sorgente]

È presente il clima mediterraneo di tipo temperato caldo. Le estati sono lunghe e calde mentre gli inverni sono brevi, relativamente miti e con intense precipitazioni a causa dell'aria umida proveniente dal Mar Tirreno.

Le temperature medie invernali sono di solito inferiori ai 10° C. Le medie estive sono di 26 °C con valori massimi che possono raggiungere i 35 °C[20]. Tuttavia, nel corso della grande ondata di freddo e nevicata del febbraio 1956 e dell'ondata di freddo del gennaio 1985, sono state registrate temperature minime di -4.5/5° C. L'ondata di freddo del febbraio 2012 ha comportato fenomeni nevosi durati complessivamente dieci giorni.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Caratterizzata in passato da una produzione cereagricolo-vinicola[21] assieme a quelle più rinomate della canapa e del lino[22], vede oggigiorno colture prevalentemente frutticole tra le quali la melannurca campana e la ciliegia della pregiata varietà Arecca.

Il Comune tutela e promuove lo sviluppo dell'artigianato con particolare riguardo a quello tradizionale calzaturiero, rinomato soprattutto negli anni Settanta, e del commercio ittico[23].

Archeologia e storia[modifica | modifica sorgente]

L’origine protostorica di questo territorio è stata confermata nel 2008 dal rinvenimento in via Eugenio Montale presso contrada Senza Fegato [24], di ceramica dell'età del Bronzo Antico precedente la grande eruzione vesuviana delle pomici di Avellino verificatasi tra il 1880 e il 1680 a.C..

Tali resti archeologici si inquadrano nella facies culturale di Palma Campania con capanne a pianta rettangolare e recinti per animali domestici. Le fonti di sostentamento si basavano sull'agricoltura e sull'allevamento di ovini, bovini e suini[25].

In epoca classica (V secolo a.C.) la sua fertile pianura si collocava in posizione strategico-commerciale tra l'ambiente costiero e collinare, interessato dalla colonie della Magna Grecia, e l’entroterra campano occupato da autoctoni Italici ed Etruschi, gravitando intorno ai grandi centri urbani di Cuma, Liternum, Pozzuoli, Napoli e Atella.

La più antica scoperta archeologica è attestata nel 1829 presso Masseria Monaco, l’odierna Villa Vulpes-Chianese, che consiste in alcune sepolture ascrivibili agli Osco-Sanniti di inizi età ellenistica (IV-III secolo a.C.)[26].

Nel 498 d.C., a nord del Ducato di Napoli, nella fertile e verde distesa ai piedi della collina dei Camaldoli, si riscontra la presenza di un piccolo villaggio denominato Carpinianum cioè Carpignano. Costituito perlopiù da capanne poste nelle vicinanze della piccola cappella rurale dedicata al culto di San Giovanni Battista, In seguito alle scorrerie dei Vandali e degli Ostrogoti durante la sanguinosa guerra gotica (535-553) o guerra greco-gota, nel tentativo di conquistare Napoli (541-543), gli abitanti di Carpignano ritennero opportuno abbandonare il villaggio, trasferendosi nell'attuale Mugnano, oltre il canalone per meglio difendersi. Probabilmente gli argini del canalone erano abbastanza alti, così da permettere un riparo adeguato come se fossero state delle mura. La parola Munianum, infatti, deriva probabilmente dal latino Munire, cioè fortificare, anche se il reverendo Francesco Gargiulo, contrariamente a Giuseppe Capasso, nel suo 'Mugnano tra storia e tradizioni' ipotizza che nel comune mugnanese dovevano esserci diversi 'mulini'. Questa ipotesi tiene conto della traduzione del latino 'Ager Mugnanus', cioè 'campo dei mugnai'. A rafforzare, inoltre, questa teoria vi è l'effigie del vecchio stemma del comune, nel quale viene rappresentato un asinello ed un uomo i quali, insieme, fanno girare una macina da mulino; si aggiunge a questo la forte assonanza della parola stessa: “Munianum” con Mugnai.

Da un atto notarile (il più antico che riguarda la storia di Mugnano), redatto il 30 aprile del 955: dei proprietari terrieri cedono a un loro parente alcuni terreni presso una piscina in località Munianum[27]. Invece da un documento del 959: si viene a conoscenza dell’esatta posizione geografica di Mugnano, dell’esistenza della chiesa di Santa Maria e della località Canniti[28] In questa contrada, oltretutto, in seguito agli scavi per la costruzione del gasdotto effettuato negli anni settanta, venne alla luce una tomba, probabilmente degli Osci. Questi atti così importanti testimoniano che Mugnano è sorta sicuramente molto prima del 955.

Il casale in passato era mèta delle migliori famiglie nobili napoletane, alcune delle quali vi si stabilirono. Nel 1260 risultò feudatario di questa terra, sotto re Manfredi di Svevia, Pietro de Alexandro, mutuatore in Afragola, figlio di Riccardo, appartenenti al Casato d'Alessandro, con residenze in Terra di Lavoro e Napoli ("Vindex Neapolitanae nobilitatis Caroli Borrelli,Napoli 1653 p.172). Storia documentata è che a Mugnano nacquero molti rampolli della casata Capece Minutolo', tra questi anche il primo 'Principe di Canosa Fabrizio Capece Minutolo' (29 giugno 1684). Un figlio adottivo (come risulta da documenti del Tribunale di Napoli) di quest'ultimo, ovvero Fabrizio Riccardo Memola Capece Minutolo, fu Sindaco di Mugnano per ben due volte: dal 21 febbraio 1885 al 25 maggio 1888, poi dal 1º ottobre 1900 all'8 ottobre del 1909 e ciò risulta anche dall’elenco dei sindaci che hanno amministrato la città.

Su Mugnano hanno scritto: il rev. Francesco Gargiulo che nel 1982 diede alle stampe il suo 'Mugnano di Napoli fra storia e tradizioni' edito da Ferraro. Fu Parroco di San Biagio dal 1985 al 1992, anno della sua dipartita. Altro illustre cultore di memorie patrie è Giuseppe Capasso il quale nel 1990 regalò alla cittadinanza pagine memorabili con il suo Mugnano e Carpignano, la storia attraverso i documenti. Rosa Liccardo 'La fiaccola sul moggio', il cui lavoro ripercorre la vita e le opere della fondatrice dell'Istituto Sacro Cuore di Gesù di Mugnano. Di recente pubblicazione, invece, è il libro di Carmine Cecere "Il Ritiro del Carmine", nel quale è raccolto il manoscritto delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico risalente al 1956. Il lavoro è composto da appunti di vita quotidiana della vita del convento, correlato da diverse fotografie storiche. Dello stesso autore troviamo pure "Mugnano d'inizio secolo ventesimo", nel quale vi è la mastodontica raccolta delle delibere di Giunta e del Consiglio comunale di Mugnano di Napoli degli anni 1901 e 1902. Inoltre, "Il Brigante Barbù" racconto a sfondo storico, Roma 2010; "Storie della storia a nord di Napoli", Roma 2010; "Mugnano d'inizio secolo ventesimo", Roma 2010; "In memoria dei soldati mugnanesi caduti nella grande guerra", Roma 2010; "Istituzione dello Stato civile a Mugnano di Napoli", Roma 2011; "I matrimoni mugnanesi del XIX secolo", Roma 2012.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Mugnano di Napoli ha, come propri simboli distintivi, lo Stemma e il Gonfalone riconosciuti dal Decreto del Presidente della Repubblica del 11.11.1974, registrato dalla Corte dei Conti il 17.12.1974, registro n° 10 foglio n° 37, trascritto nel Registro Araldico dell'Archivio Centrale dello Stato il 22.01.1975 nonché nei Registri dell'Ufficio Araldico il 26.02.1975[29].

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo Stemma è estratto dall'Archivio di Stato di Napoli ed è conforme al sigillo del Comune di Mugnano esistente nel fondo "Voci di Vettovaglie" in Terra di Lavoro[30]:

« D'azzurro al tralcio di vite posto in banda abbassata sul fianco sinistro dello scudo, pampinoso di sei e fruttato di quattro, il tutto d'oro, sormontato da uno stiletto d'argento posto in palo manicato d'oro, ornamenti esteriori da Comune »

Gonfalone[modifica | modifica sorgente]

« Drappo troncato, di giallo e d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Mugnano di Napoli. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo Stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolori dai colori nazionali frangiati d'argento »

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

A dimostrazione della passione calcistica dei Mugnanesi, vi sono anche i numerosi esempi di calciatori, originari di Mugnano, impegnati nelle massime competizioni nazionali, tra cui ricordiamo il giocatore del Parma, Raffaele Palladino, nato e cresciuto nel rione "Zi Peppe"; nonché Giulio Migliaccio centrocampista dell'Atalanta. Il Neapolis attualmente milita in Serie D.

Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

Anche il Calcio a 5 è presente sul territorio con il Naples 1926 C5 che milita nel campionato regionale di Serie C1.

Pugilato[modifica | modifica sorgente]

Le cronache sportive degli anni 70-80, rimembrano i due campioni d'Italia di pugilato: Mimmo Di Iorio e Gennaro Mauriello[31] e Assunta Agliata, la prima donna pugile in Europa[32]

Tennistavolo[modifica | modifica sorgente]

Si registrano diversi campioni nel Tennistavolo come Rosaria Mauriello vincitrice di 19 titoli italiani e Ferdinando Coletta vincitore di 2 titoli italiani ed atleta della Società Sportiva A.S.D. Tennistavolo Galleria Auchan Mugnano fondata nell'anno 2000 dal compianto papà e presidente Giuseppe Coletta. Maurizio Massarelli in coppia con Alessandro Di Marino, vincono nel 2011 la medaglia d'oro a squadre ai campionati italiani juniores. nel 2013 Maurizio Massarelli vince la medaglia d'oro con l'Italia ai campionati Europei. Nel 2013, per la prima volta nella sua storia, Mugnano ha una squadra di Tennistavolo in serie A con lo Stet Mugnano. Gli incontri si svolgeranno nella bellissima palestra della scuola FILIPPO ILLUMINATO in via Cesare Pavese

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni anche le squadre di basket locali hanno ottenuto risultati soddisfacenti.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Festività[modifica | modifica sorgente]

  • 3 febbraio e domenica successiva: festa del Patrono San Biagio di Sebaste (III secolo - 316 circa), un cui busto è conservato nell'omonima e centrale chiesa parrocchiale.
  • Terza domenica di ottobre: festa del Sacro Cuore di Gesù che, pur non essendo di "rango patronale", gode di fortissima attenzione popolare. Centro di irradiazione è una statua a figura intera del Cristo conservata nell'omonimo santuario cittadino, a sua volta annesso ai locali dell'orfanotrofio cittadino.

Festa del Sacro Cuore di Gesù[modifica | modifica sorgente]

Tale kermesse conta almeno cento anni di vita e nasce inizialmente coll'intento di raccogliere fondi per l'orfanotrofio cittadino gestito dalle suore. Ben presto a tale iniziativa è però affiancata una serie di appuntamenti ludici collegati a Concerti Bandistici e Fuochi Pirotecnici Aerei che, nel corso del XX secolo, fanno di questa località una delle più affermate a livello nazionale in materia di Feste Patronali Esterne.

Fino a mezzo secolo or sono lo svolgimento di questa kermesse verteva essenzialmente su un triduo di preghiera precedente la terza domenica di ottobre, un lungo corteo processionale nel giorno principale della festa, Concerti Bandistici e Fuochi Pirotecnici Aerei rispettivamente di lunedì e martedì.

In seguito il Comitato organizzatore ha provveduto all'aggiuna di due ulteriori serate canore, colla conseguenza di protrarre la serie di appuntamenti ludici fino al giovedì.

Fra il 2005 e il 2009 si è poi sperimentata un'estensione della kermesse all'intera settimana successiva la terza domenica con, in particolare, lo spostamento dei Fuochi Pirotecnici dal martedì al sabato. Piogge e problemi logistici hanno poi fatto rientrare tale percorso di sperimentazione ripristinando lo sparo dei Fuochi Aerei al martedì e la conclusione degli appuntamenti esterni di nuovo al giovedì.

Ancora oggi le libere offerte popolari della domenica di processione sono destinate al succitato orfanotrofio gestito dalle suore.

Spettacoli pirotecnici in occasione della festa del Sacro Cuore di Gesù[modifica | modifica sorgente]

Viscerale è stato in passato il legame della comunità mugnanese colla Pirotecnica Aerea, sulla cui crescita ha poi iniciso pure l'istituzione della Festa del Cuore di Gesù. Tale legame si è espresso cogli anni in due direzioni.

In primis ha portato allo sviluppo di una vera e propria scuola di opifici pirotecnici retta da rinomate aziende a conduzione famigliare. Cicala, Vallefuoco, Liccardo, Schiattarella, Cimmino sono stati i cognomi a cui collegare quote occupazionali non irrilevanti e l'ampio risalto avuto dalla comunità mugnanese in giro per il mondo. Di difficile quantificazione è soprattutto l'ammontare dei riconoscimenti raccolti dappertutto da questi opifici durante l'intero secolo XX.

In secundis ha contribuito a dare ribalta nazionale alla festività patronale del Cuore di Gesù. In particolare il martedì successivo la III domenica di ottobre trasformava Mugnano nella capitale italiana dei Fuochi Pirotecnici Aerei (Notturni ma anche Diurni) data la capacità di far convogliare in questa singola località fino a 300.000 persone in una volta sola.
Ma dalla seconda metà degli anni Novanta, divenute oramai territorialmente insostenibili l'ascesa edilizia giudata da logiche speculative e la relativa importazione di forestieri dall'adiacente città di Napoli (con cui Mugnano confina direttamente a nord ovest), il Comitato della Festa Patronale è stato via via costretto a pesanti riduzioni per quantità e qualità dei rinomati spettacoli. Sparite del tutto e/o ridotte di moltissimo le estensioni delle tradizionali aree di collocazione mortai (non ultima quella presso la Via di Vittorio, ai confini col comune di Marano di Napoli), si è infine ricorsi all'ultimo spicchio territoriale realmente disponibile: la zona di Via Aldo Moro, in direzione del quartiere napoletano di Scampia.
Ciò nonostante nell'ottobre del 2011, il soffocamento edilizio, oramai aggravatosi anche qui, ha provocato l'ennesima e artisticamente devastante riduzione della qualità e quantità degli spettacoli attraverso l'eliminazione delle cosiddette granate di tiro e le pesantissime limitazioni alle misure dei mortai utilizzati nella batteria finale.

Emittenti radiotelevisive[modifica | modifica sorgente]

A Mugnano di Napoli sono presenti gli studi televisivi dell'emittente televisiva Morgan TV.

Nella cittadina sono presenti gli studi dell'emittente radiofonica Radio Azzurra Napoli Doc[33]. Gli studi si trovano nella struttura Morgan TV

Persone legate a Mugnano di Napoli[modifica | modifica sorgente]

Raccolta differenziata dei rifiuti urbani[modifica | modifica sorgente]

Dall'autunno 2010 è stata avviata la raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Attualmente (aprile 2011) ha superato il 67%.

==Evoluzione demografica Abitanti censiti[34]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Cfr. Rinascenza Salentina, A. 6, n. 4, n.s., 1938, XVI, Lecce, 1938, pag. 295.
  4. ^ Dato Istat al 31/01/2013
  5. ^ «Mugnano, Casale Regio di Napoli, da cui n’è distante miglia 4 incirca, situato in luogo piano, ove l’aria non è delle insalubri (...) In oggi è abitato da circa 4000 individui». Cfr. Giustiniani L., Dizionario Geografico Ragionato del Regno di Napoli: Mugnano, VI, Napoli, 1797-1816, Arnaldo Foni Editore, ristampa anastatica, Bologna, 1969-70. «Trentasei Casali circondavano il Distretto (di Napoli) in modo da servire negli antichi documenti a delimitarlo. Essi appartengono solo largamente alla Circoscrizione civile di Napoli, in quanto che avevano gli stessi privilegi della città, dei diritti sull'annona e sui dazi; ma si guidavano con Sindaci propri». Cfr. Capasso B., Monumenta ad Neapolitani Ducatus pertinentia, Tomo II, Napoli, 1881, pp. 38-41,91-103.
  6. ^ ...
  7. ^ ...
  8. ^ ....
  9. ^ Il litotipo più comune che risale al 2° e 3° Periodo Flegreo (da 35.000 a 500 anni fa).
  10. ^ Eruzioni denominate Astroni I e Astroni II, del terzo periodo flegreo
  11. ^ del terzo periodo flegreo
  12. ^ ...
  13. ^ Sia le Cupe che i Cavoni costituiscono una nota dominante dei Campi Flegrei e della Pianura Campana. Cfr.
  14. ^ ...
  15. ^ Comune di Mugnano di Napoli
  16. ^ ...
  17. ^ «Dietro le proteste e il danno continuo delle popolazioni proprio alle porte della Capitale (...) e dopo un primo tentativo compiuto nel 1817 per rettificarne il corso, regolare il bacino inferiore del Volturno, utilizzare le torbide durante le piogge, colmare alcuni stagni e paludi fra Licola e il lago di Patria (...) il 5 Ottobre 1857 fu presentato alla Discussione del Consiglio Ordinario dello Stato il progetto di regolamento pel buon regime delle terre in pendio nei raggi delle opere di bonificazioni che piacque al Re e, per volere di lui, doveva essere tenuto presente nella discussione sulla legge forestale». Cfr. Ciasca R., Storia delle bonifiche del regno di Napoli, Laterza, Bari, 1928, pp. 44, 108, 136, 167 e 226. A Mugnano, il torrente straripava nel tratto di Cupa dei Cani presso la zona del Ritiro del Carmine
  18. ^ Il killer Camaldoli, da: Il Mattino del 21.06.1988
  19. ^ ...
  20. ^ .
  21. ^ «Le produzioni del territorio consistono in grano, granone, vini, canapi, lini e gelsi; quindi i suoi naturali sono addetti tutti alla coltura senza niun'altra manifattura particolare». Cfr. Giustiniani L., op. cit.
  22. ^ Precedentemente al divieto di produrre la Cannabis, è stato uno dei maggiori centri italiani di tale produzione. Da una carta manoscritta risalente al XIX secolo, si evince come il 55% delle coltivazioni fosse costituito da grano e il restante 45% da canapa. Nel 1900 il dato complessivo nazionale di colture di canapa raggiunse gli 80.000 ettari e con la presenza di circa cinquecento telai
  23. ^ Comune di Mugnano di Napoli. Ufficio Tecnico Comunale
  24. ^ Cfr. Comune di Mugnano di Napoli. Ufficio Tecnico Comunale.
  25. ^ Sulla facies di Palma Campania vedasi: Albore Livadie C., L’eruzione vesuviana delle Pomici di Avellino e la facies di Palma Campania. Edipuglia, Bari, 1999.
  26. ^ Cfr. Ruggiero M., Degli Scavi di Antichità di Terraferma dell’antico Regno di Napoli dal 1743 al 1876: Casandrino e Mugnano di Capodimonte 1761-1829, V. Morano, Napoli, 1888, pp..
  27. ^ in atto
  28. ^ Le attuali contrade Cannito Grande e Cannito Piccolo. Comprendono le omonime strade vicinali ridenominate via Aldo Moro e via Giacomo Brodolini nel.
  29. ^ Comune di Mugnano di Napoli. Ufficio Tecnico Comunale
  30. ^ fascio 128, fascicolo 3, pag. 45
  31. ^ gennaro mauriello il campione - YouTube
  32. ^ SUL RING C'È UNA DONNA - la Repubblica.it
  33. ^ Sito Ufficiale di Radio Azzurra. URL consultato il 29 marzo 2012.
  34. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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