San Giuseppe Vesuviano

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San Giuseppe Vesuviano
comune
San Giuseppe Vesuviano – Stemma San Giuseppe Vesuviano – Bandiera
San Giuseppe Vesuviano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Catapano (FLI) dal 12 novembre 2012
Territorio
Coordinate 40°50′00″N 14°30′00″E / 40.833333°N 14.5°E40.833333; 14.5 (San Giuseppe Vesuviano)Coordinate: 40°50′00″N 14°30′00″E / 40.833333°N 14.5°E40.833333; 14.5 (San Giuseppe Vesuviano)
Altitudine 101 m s.l.m.
Superficie 14,09 km²
Abitanti 28 288[1] (30-09-2011)
Densità 2 007,67 ab./km²
Frazioni Casilli, Piano Del Principe, Santa Maria la Scala, San Leonardo
Comuni confinanti Ottaviano, Palma Campania, Poggiomarino, Striano, San Gennaro Vesuviano, Terzigno
Altre informazioni
Cod. postale 80047
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063068
Cod. catastale H931
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sangiuseppesi
Patrono san Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Giuseppe Vesuviano
Posizione del comune di San Giuseppe Vesuviano nella provincia di Napoli
Posizione del comune di San Giuseppe Vesuviano nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

San Giuseppe Vesuviano è un comune italiano di 28.288 abitanti della provincia di Napoli in Campania.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Situato a 28 km da Napoli è alle falde del Vesuvio, raggiungibile attraverso la strada statale 268 del Vesuvio e dalla Autostrada A30 Caserta-Salerno uscita di Palma Campania. È anche raggiungibile con la Circumvesuviana (Stazione di San Giuseppe) della linea Napoli – Ottaviano - Sarno. È stata invece abolita la stazione di San Giuseppe dopo la dismissione della linea F.S. Torre Annunziata-Cancello dove San Giuseppe Vesuviano aveva anche lo scalo F.S.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio dell'attuale S. Giuseppe era una zona agricola appartenente all'antico e grande feudo di Ottajano (ora Ottaviano). Verso la fine del Cinquecento alcuni cittadini dell'abitato di Ottaviano si trasferirono a valle in prossimità di un incrocio molto trafficato formato dalla strada che da Ottaviano portava a Striano e della strada che da Avellino-Nola portava ai porti di Torre Annunziata e Castellammare. Infatti, per il grande traffico di carri, quegli intraprendenti cittadini ottajanesi capirono che c'era la possibilità di guadagnare e incominciarono a costruire numerose taverne e locande per il ristoro dei viandanti e a commerciare. Quindi man mano si creò un piccolo centro che fu chiamato "alli Boccia", probabilmente dal nome di una famiglia che vi possedeva un latifondo. La sua popolazione si accrebbe dopo l'eruzione vesuviana del 1631 per lo spostamento di altri numerosissimi abitanti dal centro abitato di Ottaviano. Questo avvenne perché quella città fu gravemente danneggiata dalla suddetta eruzione vesuviana e i suoi abitanti cercarono scampo nelle campagne circostanti a valle del paese e quindi più lontani dal Vesuvio. Nel 1675, dopo la costituzione della parrocchia dedicata al Santo, il rione, ormai diventato molto popolato, prese il nome di "San Giuseppe".

Il primitivo rione con il passare degli anni aumentò ancora il numero di abitanti e sviluppò il commercio. Presentò quindi la richiesta di diventare comune autonomo staccandosi da Ottaviano. Questo avvenne il 19 febbraio 1893, quando, con decreto reale firmato da Umberto I, fu ufficializzata la nascita del nuovo comune di San Giuseppe di Ottajano. Il 23 dicembre 1894, con un ulteriore decreto reale, il comune cambiò denominazione e assunse l'attuale nome di San Giuseppe Vesuviano. Nel 1906 fu pressoché distrutto dall'eruzione del Vesuvio ed interamente ricostruito. Nel 1923 fu aggiunto allo stemma comunale il motto Ex Flammis Orior. Già dal 1970, l'area comunale di San Giuseppe Vesuviano è ormai conurbata urbanisticamente, commercialmente e industrialmente con l'antico capoluogo Ottaviano e con Terzigno (altra località che fece parte fino al 1913 di Ottaviano), formando, anche se con amministrazioni comunali separate, una città di circa 70.000 abitanti con condivisi interessi comuni. Dagli anni 60 fino agli anni 90 c'è stato un forte sviluppo del settore dell'industria tessile che ha portato il comune a diventare, insieme a Prato, il polo tessile più importante d'Italia. La città è stata meta, a partire dagli anni 2000, di una nuova e molto consistente ondata migratoria proveniente da paesi asiatici e, in particolare, dalla Cina.

Società[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Santuario di San Giuseppe[modifica | modifica sorgente]

Con atto del notaio Altomando di Ottajano del 4 settembre 1622 un cittadino del luogo, Scipione Boccia, devoto del santo, donò un appezzamento di terra all'Università di Ottajano per fondarvi una chiesetta da intitolarsi a San Giuseppe. Questa chiesetta, dopo la morte di Scipione Boccia, fu ampliata dalla sua vedova Vittoria D'Ambrosio e dal figlio Principio (che per ingrandire la chiesa donarono alla suddetta Università altro terreno). Questa Chiesa fui ancora ampliata agli inizi del XVIII secolo e ancora successivamente agli inizi del XX secolo, dopo la già citata eruzione del 1906. Infatti, a seguito di quell'eruzione, la chiesa subì gravi danni e il tetto della adiacente cappella dello Spirito Santo crollò a causa del peso delle ceneri eiettate, con conseguenze tragiche: su 200 persone riunite in chiesa per pregare 105 rimasero uccise. Grazie all'opera del fondatore, monsignor Giuseppe Ambrosio, la chiesa si presenta come un imponente santuario con alta cupola (1908), facciata monumentale (1926) ed artistico altare maggiore (1955).

Monumento alla memoria dei caduti sangiuseppesi nella prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Situato in Piazza Garibaldi fu inaugurato il 26 giugno 1938 con una cerimonia solenne, che vide l'intervento dell'allora Principe ereditario Umberto di Savoia, del Vescovo di Nola Monsignor Camerlengo, del Prefetto di Napoli e di altre personalità civili e militari. Realizzato dallo scultore Nagni ed eretto dalla impresa edile Vincenzo Nappo, esso si trova in piazza Garibaldi. Per fargli posto fu spostato nel cimitero consortile di Ottaviano il Monumento alle Vittime dell'eruzione del 1906, inaugurato il 31 agosto 1913.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Parrocchia San francesco d'Assisi ai Casilli[modifica | modifica sorgente]

Fondata nel 1870/1880 su ordine del vescovo di Nola venne costruita su un pezzo di terreno donato da un signore di cui si conosce solo il soprannome "Carlone".La Chiesa venne poi ampliata nel 1913, su ordine del cappellano don Gaetano Giordano.Dopo l'ufficializzazione della parrocchia nel 1924 fu nominato Rettore della Chiesa don Gaetano Ferraiolo.Alle spalle della Chiesa fu costruita la Casa Canonica e nel 1934 fu realizzato il campanile con due campane di bronzo, di cui una del peso di circa dieci quintali.

Parrocchia Santa Maria la Pietà[modifica | modifica sorgente]

Fondata nella seconda metà del Settecento,fu ufficializzata parrocchia da Monsignor Michele Raffaele Camerlengo, dopo le continue richieste del popolo di Santa Maria la Scala nel 1940.Il primo Parroco fu Don Guerino Bossone. All'interno della Chiesa è conservato un quadro che risale al 1793 del pittore e decoratore Angelo Mozzillo,raffigurante "La Pietà",con la Vergine assisa sotto la croce ed il Cristo deposto sul grembo.Sullo sfondo,ambedue i lati,due angeli: uno porta via una scala e un altro si asciuga il volto rigato di lacrime. Ai margini si intravedono il sole elato da un'eclisse e la luna antropomorfizzata. Il quadro è stato sottoposto ad un intervento di restauro conservativo-estetico nell'anno 2000.

Parrocchia San Leonardo di Noblac[modifica | modifica sorgente]

Fondata nel 1561 e affidata a Don Criscillo D’Ambrosio.Venne distrutta dopo l'eruzione del 1906 e ufficializzata parrocchia nel 1954.Venne ristrutturata nel 2006 ed oggi fa parte sia del comune di Ottaviano,sia del comune di San Giuseppe Vesuviano.

Chiesa Vergine Madre di Dio, rione Piano del Principe[modifica | modifica sorgente]

Fondata nella seconda metà del Settecento dal principe de' Medici di Ottaviano per volere dei contadini della zona e fu fatta abbellire circa un secolo dopo dalla Duchessa di Mirando.In un primo tempo fu officiata dai Sacerdoti di Poggiomarino, ma dal 1910 ne hanno avuto la cura i Sacerdoti di San Giuseppe Vesuviano.

Persone legate a San Giuseppe Vesuviano[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il 12 novembre 2012 viene eletto a Sindaco di San Giuseppe l'Avvocato Vincenzo Catapano.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Piedigrotta Sangiuseppese, festival della musica[modifica | modifica sorgente]

Festa popolare delle canzoni, delle musiche, dei carri folcloristici e dei cortei.

  • L'edizione del 1953 fu presentata come Piedigrotta Sangiuseppese della Stampa Democratica, in quanto si vollero unire alla festa della musica e della canzone anche i festeggiamenti per il “Mese Della Stampa” (settembre). A questa edizione collaborarono poeti e scrittori come Enzo Bonagura, Luigi Vinci, Giuseppe Casillo, Agostino Nappo, Enrico Buonafede, Felice Genta e Gaetano Lama.

Feste e fiere[modifica | modifica sorgente]

  • Festa di san Giuseppe: 19 marzo e 1º maggio
  • Sagra della zeppola di San Giuseppe
  • Sagra della pasta fresca.
  • LIFE - Festival Vesuviano del Libro e della Scrittura.
  • Festa della pizza: 18-20 settembre
  • "APRILIBRO" rassegna letteraria a cura dell'Associazione JAMM
  • ECOTRAIL DEL VESUVIO maggio a cura dell'ASD ATLETICA SAN GIUSEPPE
  • Notte Bianca.
  • maggio Ancora: Rassegna di Arte, Musica e Cultura promosso dal Collettivo Vocenueva
  • Sagra dei Funghi in località San Leonardo: primi giorni di novembre
  • novembre: Nel comune di San Giuseppe Vesuviano, sono ancora presenti testimonianze di una delle manifestazioni più note e discusse della tradizione musicale contadina vesuviana e di una vasta area che abbraccia il casertano, l'agro-nocerino, la costiera amalfitana: Il "canto e ballo del tamburo" (comunemente definito tammurriata) è una forma musicale caratterizzata dal: ritmo binario del tamburo (dal quale trae il nome); il canto (strutturato, per lo più, in versi endecasillabi) e dal ballo in coppia. Famiglie di suonatori sono presenti in località zabatta. Da alcuni anni un gruppo di giovani appassionati, residenti nei comuni di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano, sulla scia di alcune campagne di ricerca, effettuate tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta, ha avviato un'attività di ricerca e di raccolta sul campo di tali patrimoni immateriali. È dal 2007 infatti che in occasione dei festeggiamenti di San Leonardo, l'omonima parrocchia sita in questa frazione a cavallo tra i 2 comuni, organizza la "Grande Festa della Tammorra Vesuviana" nei primi 10 giorni di novembre alla quale partecipano appassionati di tammorra provenienti da tutta la regione e non solo (in tempi recenti sono arrivati anche appassionati dalla Spagna).

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Piano di Principe
  • Piano del Principe, di circa 70 abitanti, conserva i resti di un castello. L'economia si basa sulla produzione di nocciole.
  • Casilli
  • Santa Maria la Scala (anticamente chiamato Falangone).
  • San Leonardo (condivisa con la vicina Ottaviano).

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera ,legalmente residente, era di 2.104 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cina Cina 830 2,96%

Ucraina Ucraina 518 1,84%

La fine del Football Club Sangiuseppese e la nascita della Polisportiva San Giuseppe Vesuviano[modifica | modifica sorgente]

La Football Club Sangiuseppese era una società calcistica di San Giuseppe Vesuviano, esistita dal 1936 fino al 2008,quando un gruppo di imprenditori ne rilevò il titolo sportivo per la neo costituita società denominata Football Club Neapolis Mugnano con l'intenzione di spostarlo a Napoli. Dopo due anni la Lega Nazionale Dilettanti ha riconosciuto ufficialmente il nuovo cambio di denominazione e ha concesso alla società e alla squadra di giocare a Mugnano di Napoli. Da allora la squadra di San Giuseppe Vesuviano è scomparsa dalla scena calcistica. A partire dal 2011 nasce la Polisportiva San Giuseppe Vesuviano, anche detta Sangiuseppese la cui sezione calcio riparte dalla Prima Categoria e attualmente disputa il campionato di Prima Categoria 2012-2013 girone C.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]