Villaricca

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Villaricca
comune
Villaricca – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Sindaco Francesco Gaudieri (centrosinistra) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 40°55′00″N 14°12′00″E / 40.916667°N 14.2°E40.916667; 14.2 (Villaricca)Coordinate: 40°55′00″N 14°12′00″E / 40.916667°N 14.2°E40.916667; 14.2 (Villaricca)
Altitudine 105 m s.l.m.
Superficie 6,85 km²
Abitanti 31 005[1] (28-11-2011)
Densità 4 526,28 ab./km²
Comuni confinanti Calvizzano, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, Qualiano, Quarto
Altre informazioni
Cod. postale 80010
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063087
Cod. catastale G309
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti villaricchèsi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Villaricca
Posizione del comune di Villaricca nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Villaricca nella provincia di Napoli
Sito istituzionale

Villaricca (fino al 13 maggio 1871 denominata Panicocoli, Panecuocolë in napoletano[2]) è un comune italiano di 30.213 abitanti della provincia di Napoli in Campania.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi documenti dove Villaricca viene citato ufficialmente sono delle transazioni di terreni risalenti al 988 e al 1031, ma il suo territorio risulta già abitato in epoca remota: alcune tombe rinvenute nel 1955, con relativi corredi funerari, fanno supporre agli storici che il luogo fosse abitato già migliaia di anni prima dell'avvento di Cristo.
Le prime tracce di un villaggio vero e proprio sono riconducibili al periodo tra il IV e il V secolo d.C. La particolare struttura quadrangolare della antica area abitata della cittadina fa pensare che essa abbia ospitato accampamenti militari romani.

Nella metà dell'IX secolo, Panicocoli divenne presidio normanno sotto il comando di Danabaldo.
Nel 1134, Ruggero il Normanno pose un lungo assedio a Panicocoli: qui fu sconfitto dalle forze alleate di napoletani e mercenari pisani. Di nuovo nel 1135, Villaricca fu teatro di tentativi di conquista del Regno di Ruggiero il Normanno. Quando quest'ultimo salì al trono nel 1140, elevò l'abitato a capoluogo di distretto, governato da un conte.
Nel Medioevo, Panicocoli, come casale del Demanio regio, usufruì dei privilegi fiscali legate a questa particolare condizione. Di questo periodo si hanno poche testimonianze documentarie: pare che il luogo di aggregazione del villaggio fosse la Chiesa di San Simplicio, sulle cui rovine è nata successivamente, nel 1407, la Chiesa di Santa Maria dell'Arco.
Nel 1631 il viceré di Napoli, Manuel de Acevedo y Zúñiga conte di Monterey, perseguendo una politica fiscale, eliminò i privilegi di cui usufruivano i territori inclusi nel Demanio regio e cercò di vendere il casale di Panicocoli. Nel 1633 il casale fu acquistato da un certo Salvo Selano che governò per un solo anno: nel 1634 il feudo fu venduto al barone Giannantonio Parisio. Nel 1710 fu acquistato invece dal principe Carlo de Tassis, conte di Zellò e marchese di Paullo. Carlo de Tassis, per problemi economici, vendette nel 1728 Panicocoli a Nicola Petra, duca di Vastogirardi, la cui famiglia seppe governare con saggezza il feudo fino al 1806.

Nel 1816 venne eletto il primo sindaco, Filippo D'Alterio. Per tutto il resto del XIX secolo l'amministrazione cittadina si preoccupò di costruire strade di collegamento, scuole e un acquedotto, al quale furono interessati anche i comuni di Giugliano in Campania, Melito di Napoli e Qualiano. Risale invece al Novecento la costruzione della linea tranviaria che ha collegato Villaricca con Napoli.

Il nome della città[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo attuale è recente, risalente al 13 maggio del 1871, quando fu abbandonata l'antica denominazione Panicocoli. L'antico nome è spesso presente nell'uso dialettale, soprattutto tra la popolazione più anziana che si rifersisce al proprio paese come Panecuocole. L'antica denominazione rinvia al latino medievale panicoculus (formato da panis, pane, e dal tema di coquere, cuocere), ovvero fornaio (non a caso la cittadina è famosa anche per il buon pane). Le delibere per l'attuale denominazione risalgono alla fine del XIX secolo, più precisamente agli anni 1862 e 1865; all'inizio dello stesso secolo, per un breve periodo di tempo che si colloca tra il regno di Gioacchino Murat e il ritorno di Ferdinando IV, la città ha portato il nome di Gioacchinopoli (rettificare: Gioacchinopoli è il nome attribuito alla città di Torre Annunziata nel periodo indicato e non a Villaricca).

Società[modifica | modifica sorgente]

Villaricca, negli ultimi venti anni è stata al centro di uno forte sviluppo urbanistico (popolazione raddoppiata nel periodo 1981-2001), è situata a nove chilometri a nord di Napoli ed è parte integrante dell'agglomerato urbano del capoluogo partenopeo. Costituisce un unico grande abitato con la confinante Giugliano. Fa parte del comprensorio giuglianese con i comuni di Qualiano, Calvizzano, Marano di Napoli, Mugnano di Napoli.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

I luoghi di maggiore interesse presenti a Villaricca sono quelli a carattere storico, tra i quali figurano diverse chiese e alcuni palazzi.

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Nella cittadina di Villaricca vi sono diverse Chiese, ma gli edifici di maggior rilevanza storica sono la Chiesa di San Mattia Apostolo, la Chiesa di Santa Maria dell'Arco e la Chiesa del Purgatorio.

Chiesa di San Mattia Apostolo[modifica | modifica sorgente]

Fu costruita alcuni decenni dopo quella di Santa Sofia, diventata insufficiente ad accogliere i fedeli. Le prime notizie risalgono alla visita pastorale del 1598. La chiesa ha subìto nel corso dei secoli alcune modifiche. Inizialmente aveva l'ingresso dal lato occidentale, con annesso campanile sul lato destro. L'attuale ingresso fu aperto nel 1870, in seguito alla collocazione, sull'altarino frontale, dell'affresco della Madonna delle Grazie, estratto dall'omonima chiesa (già Cappella di Santa Sofia). In essa vi si insediò nel 1625 la Congrega laica di Santa Maria della Purificazione e la Confraternita della Dottrina Cristiana aggregata a quella dei catecumeni di Napoli.

Nel 1715 i Governatori fecero costruire il lavabo e nel 1723 l'ipogeo per le sepolture, come si legge sulla lapide situata al centro del pavimento. Il 2 luglio 1910 crollò il soffitto; il comune, a lavori ultimati, nel 1912 contribuì alla spesa erogando lire 250 a favore degli amministratori della Congrega della Purificazione. La chiesa ancora oggi continua ad essere aperta al culto e a mantenersi con le offerte dei fedeli.

Chiesa di Santa Maria dell'Arco[modifica | modifica sorgente]

Probabilmente il primo nucleo abitato si sviluppò intorno alla piccola Chiesa di San Simplicio, di cui si hanno notizie già in un documento di transazione di terreni del 1031. Sulle rovine dell'antico edificio di culto sorge la Chiesa di Santa Maria dell'Arco che, costruita nel 1407, fu successivamente ristrutturata nel 1740. Divenuta parrocchiale nel XIV secolo[divenne parrocchiale ancor prima di esser costruita?], la chiesa fu dedicata alla Madonna dell'Arco, in osservanza alla tradizione che si collega al culto mariano di Sant'Anastasia.
Dell'antico tempio sono rimaste alcune tracce architettoniche. Il campanile è poco discosto dal corpo della chiesa. All'interno in corrispondenza del primitivo portale, è posto in fondo un altarino del XVI secolo, di epoca anteriore agli altri presenti nel tempio e che probabilmente era l'altare principale della primitiva chiesetta di San Simplicio. La facciata della Parrocchia è ricca di decorazioni in stucco. La chiesa è divisa in tre navate. Lateralmente si apre una successione di altarini. La navata centrale termina nell'arco trionfale che immette nell'abside. Un affresco quattrocentesco, situato in una nicchia, raffigura una Madonna con il Bambino incoronata da due angioletti. Anche il fonte battesimale risale al XV secolo. Sopra l'ingresso è posto l'organo settecentesco.

Chiesa del Purgatorio[modifica | modifica sorgente]

La Chiesa delle Anime del Purgatorio risale al 1682. Fu edificata su un terreno di proprietà del barone Giacinto Casinmiro Parisio. La nuova chiesa fu costruita su disegno del Regio ingegnere e tavolario Stendardi che ne diresse anche i lavori. Il risultato fu una chiesa molto semplice: una sola navata, con pianta rettangolare lunga palmi 90 (m. 22,50), larga 40 (m. 10) e alta 50 (m. 12,50); soffitto retto da 14 travi di legno, coperti da controsoffitta in tela, al centro della quale fu collocato il pregevole quadro con l'effigie della SS. Vergine dell'Aiuto delle Anime del Purgatorio, titolare della chiesa; sul lato destro della facciata vi fu annesso il campanile di forma quadrata fino all'altezza della chiesa. Il culto per le Anime del Purgatorio fu introdotto nel paese e nella provincia nella seconda metà del XVII secolo, per volere del papa Clemente X che concesse le indulgenze plenarie a favore delle Anime del Purgatorio e del papa Benedetto XIII che rese applicabili al suffragio molte devozioni particolari.
Il 29 gennaio 1691, alle ore 21.00, avvenne la consacrazione della chiesa con messa solenne celebrata dal rev. Alessio d'Alessio, inviato del cardinale Antonio Pignatelli a cui presero parte il rettore del seminario di Napoli, il rev. Giuseppe Crispino, il neo sacerdote Tommaso Taglialatela e il clero locale.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

A Villaricca vi sono diversi palazzi di rilevanza storica. Degno di nota è soprattutto il Palazzo Baronale.

La dimora dei Baroni[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzo Baronale è situato in Piazza Majone e risale probabilmente al secolo al XV secolo.
Il barone Giovanni Antonio Parisio fece costruire le carceri e la casa Pretoria nel 1653. Altri ampliamenti, sempre sul lato destro, oggi palazzo Majone no. 48, furono apportati dal barone Carlo de Taxis verso il 1710. Costui, tra l'altro, fece anche sostituire le baracche in legno dell'antistante piazza-mercato con quelle attuali in muratura con porticato spagnoleggiante. Il castello normanno fu incorporato da altre costruzioni dai baroni Petra (1728 - 1811) che vi costruirono sul lato sinistro fino al numero civico 22 di corso Vittorio Emanuele, dove fecero erigere anche una cappella di famiglia intorno al 1750.
Le segrete, situate a trenta metri di profondità, raggiungibili con scalini in pietra di tufo, sono state esplorate dal gruppo archeologico G. Chianese e trovate in buono stato di conservazione ad eccezione degli scalini incerti in alcuni punti.
Sul retro del palazzo baronale vi era un ampio giardino che subì una prima decurtazione a fine Ottocento in seguito al prolungamento di via Micillo da mettere in comunicazione con via Orologio. Il rimanente giardino da qualche decennio è diventato Villa Comunale.
Il palazzo baronale, attualmente in ristrutturazione, è stato di recente acquistato dal Comune per collocarvi la biblioteca, un centro culturale e la villa della Musica.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La "Festa Religiosa in onore della Madonna dell'Arco, di san Rocco di Montpellier e di san Gennaro vescovo e martire" si celebra ogni anno nella seconda settimana di settembre. Nei due giorni successivi ha inoltre luogo la Ballata del Giglio, costruzione lignea alta circa venti metri, svolta per le strade del centro storico colla collaborazione delle paranze di Brusciano, Nola e Casavatore. La festa dei Gigli di Villaricca trae origini dalla tradizione nolana.

Dal 2008 si tiene a Villaricca l'AWOP, acronimo di A World Of Peace Festival (http://www.aworldofpeace.net), rassegna di tutte le arti contro le mafie, il razzismo, l'omofobia, la xenofobia, le guerre. Migliaia di artisti provenienti da ogni parte d'Italia e spesso anche dall'estero si esibiscono nel centro storico. L'evento, elogiato dalla Presidenza della Repubblica, è stato premiato dalla Rete dei Festival del MEI come secondo miglior festival italiano del 2009.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Un tempo centro agricolo, Villaricca si trova oggi a fare i conti con gli effetti di una spaventosa politica di speculazione edilizia (popolazione raddoppiata nel periodo 1981-2001) che, vedendo l'importazione massiccia di nuclei familiari dal capoluogo partenopeo e dai centri vicini, ha ridotto di moltissimo il numero delle aree ancora disponibili per la continuazione di attività realmente produttive, come lo è sicuramente quella legata al settore primario dell'economia.

Una delle conseguenze di simile dissesto territoriale è l'insediamento nella periferia cittadina e lungo la Circumvallazione Esterna di Napoli di attività commerciali (depositi spedizionieri fino a locali per il tempo libero), incapaci di slegarsi da una logica di supporto dell'abnorme sviluppo urbanistico e di raggiungere propri livelli di autonomia e di interazione cogli altri sostrati economici locali.

Ciò nonostante sopravvive, anche dopo la massiccia urbanizzazione, la coltivazione dei famosi fagioli tondini di Villaricca.

Conosciuta è anche la lavorazione del pane, cotto in vecchi forni a legna e che diede il vecchio nome alla città: Panicocoli.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Le caratteristiche dello stemma di Villaricca, che possiamo osservare in cima alla tabella a lato, sono:

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

Regio Decreto 14 ottobre 1937 concessione stemma e gonfalone.

Descrizione araldica[modifica | modifica sorgente]

Fondo azzurro, lupo al naturale su di una pianura di verde, sormontato da tre spighe di grano al naturale, circondato da due rami di quercia e di alloro annodati da un nastro dai colori nazionali, il tutto sormontato da una corona con nove torri.

Personaggi famosi nati a Villaricca[modifica | modifica sorgente]

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Villaricca è collegata con Napoli grazie a molteplici linee autobus, le quali pur non partendo dalla cittadina passano per essa. Una di queste appartiene all'ANM, la linea 162, che collega la Stazione di Giugliano della Linea Arcobaleno con la stazione della Linea 1 della Metropolitana, sita a Chiaiano. Le altre linee appartengono alla CTP e sono le seguenti: M45R, M1R (con capolinea posto a Napoli, alla Stazione di Piscinola Scampia), M10 (capolinea posto alla stazione della Linea 1 della Metropolitana a Chiaiano) ed M6 (capolinea posto alla stazione di Licola della Ferrovia Circumflegrea).

Villaricca è inoltre collegata ai comuni limitrofi e al capoluogo regionale attraverso la strada denominata "Circumvallazione Esterna di Napoli". È anche vicinissima ad altri tre supporti viari: l'Asse Mediano di Napoli, l'uscita Napoli nord dell'Autostrada A1 Milano-Napoli, e la Tangenziale di Napoli.
Inoltre dista appena dieci chilometri dall'aeroporto internazionale di Napoli-Capodichino.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 708.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]