Scavi archeologici di Boscoreale

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Scavi archeologici di Boscoreale
Affresco della villa di Publio Fannio Sinistore
Affresco della villa di Publio Fannio Sinistore
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Boscoreale
Scavi
Data scoperta XVIII secolo
Date scavi XVIII e XIX secolo
Amministrazione
Ente Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia
Responsabile Anna Maria Sodo
sito web

Gli scavi archeologici di Boscoreale hanno riportato alla luce una serie di ville romane, per lo più rustiche, concentrate in quella zona che secondo alcuni ricondurrebbe alla Pagus Augustus Felix Suburbanus, ossia un sobborgo pompeiano, compreso oggi nel territorio comunale di Boscoreale e limitatamente in quello di Boscotrecase e Terzigno: in questi luoghi si concentravano attività legate alla pastorizia e alle coltivazioni, soprattutto di viti e cereali[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Brocche

Le prime frammentarie opere di scavo che si tennero a Boscoreale risalgono alla metà del 1700, come testimoniato da una relazione di Karl Jakob Weber, che parlava di un'esplorazione nella zona, dopo alcuni ritrovamenti di oggetti e mura romane durante la costruzione di una strada per Torre Annunziata[2]: questo primo scavo va avanti per poco più di un mese, per poi essere abbandonato a causa della mancanza di reperti ritrovati. Un secondo scavo viene eseguito il 29 dicembre 1760 a seguito della scoperta di alcune stanze e monete d'oro e d'argento; altra indagine archeologica venne fatta dal 14 maggio 1774, quando durante dei lavori per la raccolta di lapilli fu rinvenuta una statua in bronzo e delle iscrizioni: questo scavo durò diversi mesi, precisamente fino al 2 luglio 1774, durante i quali furono rinvenuti una grossa quantità di reperti[2].

Villa Regina

Dopo questo primo periodo, per oltre un secolo Boscoreale non fu interessata da importanti ritrovamenti archeologici, fino al 1876 quando iniziò una seconda fase di scavi che portò alla luce una trentina di ville rustiche, costruzioni di piccole dimensioni con zone dedicate alle attività agricole e alcuni vani per la residenza del proprietario che invece erano finemente decorati: si trattava per lo più di esplorazioni atte a recuperate suppellettili e decorazioni sia parietali che pavimentali per essere poi trasporti o in musei come il Louvre, il Metropolitan o l'Archeologico Nazionale di Napoli[3], oppure per essere oggetti di collezioni private. Il 9 novembre 1876, durante lo scavo per le fondamenta di una di casa, riaffiorarono alcune mura della zona rustica di una villa, poi battezzata di Cecilio Giocondo: i lavori di scavo furono però immediatamente sospesi, per essere ripresi solamente il 10 settembre 1894[2]; da questa villa proviene il famoso Tesoro di Boscoreale. Altre piccole ville vennero esplorate e spogliate delle loro decorazioni e suppellettili fino al 1928 quando la zona di Boscoreale cadde nuovamente nel dimenticatoio: tutte le costruzione furono nuovamente seppellite[3]. Nel corso del XX secolo sono rinvenute diverse ville, sempre per motivi casuali, ma dopo una prima, approssimativa, indagine furono nuovamente coperte.

Oggi l'unica villa visitabile è Villa Regina, che risulta essere anche completamente ricostruita e restaurata, anche a seguito della costruzione, nel 1991, dell'Antiquarium di Boscoreale, posto a suo ridosso e di cui è parte integrante nel percorso di visita; proprio l'antiquarium accoglie ciò che rimane dei pochi reperti rimasti, rinvenuti nella zona della Pagus Augustus Felix Suburbanus[4].

Ville[modifica | modifica sorgente]

Villa della Pisanella[modifica | modifica sorgente]

Skyphos del tesoro di Boscoreale

La Villa della Pisanella fu scavata ed esplorata tra il 1894 ed il 1899 ed in seguito nuovamente sepolta[5]: la villa fu in principio scoperta nel 1868 durante dei lavori per lo scavo di fondamenta di un muro, portando alla luce alcune strutture murarie di epoca romana: dopo una breve esplorazione mediante cunicoli sotterranei i lavori furono interrotti poiché la villa continuava nel fondo di un altro proprietario[6]. L'esplorazione riprese nel 1894 e la struttura fu portata alla luce nella sua interezza[6]: si trattava di una villa rustica, completamente circondata da un muro per evitare la fuga degli schiavi[6], risalente al I secolo a.C., con una parte riservata al proprietario, secondo alcuni il banchiere pompeiano Lucius Caecilius Iucundus[5], e che presentava quindi maggiori opere decorative, come gli affreschi in terzo stile nel quartiere termale ed una zona dedicata alle attività produttive con un panificio, una stalla, un frantoio, una pressa per il vino, una cella vinaria con 84 dolia[6] e diversi ambienti adibiti a dormitori per la servitù[5]; erano inoltre presente un secondo piano, crollato in seguito all'eruzione, costituito da cubicola, deposti e un solarium. Intorno alla villa dovevano estendersi terreni coltivati per un'ampiezza di circa 24 ettari[5]. Il reperto più importante ritrovato fu sicuramente il cosiddetto Tesoro di Boscoreale, in parte conservato oggi al Louvre: si tratta di pezzi di argenteria, tra cui le due coppe chiamate Trionfo di Tiberio e Augusto in trono, ma anche bicchieri, brocche e phialai tutti finemente decorati, oltre a 1037 monete d'oro[5].

Villa di Publio Fannio Sinistore[modifica | modifica sorgente]

Affresco dalla Villa di Publio Fannio Sinistore

La Villa di Publio Fannio Sinistore fu esplorata nel 1894-1895 e venne così chiamata per la presenza di questo nome su un vaso, anche se con molta probabilità era di proprietà di Lucius Herius Florus[5], come testimoniato dal ritrovamento di un sigillo: si tratta di una piccola struttura con un ambiente rustico di modeste dimensioni ed una zona residenziale. Gli affreschi presenti, tutti risalti al 40-30 a.C.[5] ed oggi conservati in diversi musei come il Metropolitan Museum di New York, al Museo archeologico nazionale di Napoli, al Louvre di Parigi e al Musée Royal de Mariemont a Morlanwelz, in Belgio, erano tutti in secondo stile pompeiano: tra quelli più rappresentativi una veduta di una città, presente in un cubiculo, una Venere con Eros con alla destra Dioniso ed Arianna e sulla sinistra le Tre Grazie, raffigurati invece sulla parete di un oecus ed ancora nello stesso ambiente sovrani macedoni e ellenistici oltre a figure alate: le opere di maggiori importanza sono rappresentate però da diverse megalografie, ossia affreschi a grandezza naturale[5].

Villa Regina[modifica | modifica sorgente]

Dolia di villa Regina

La Villa Regina è l'unica di Boscoreale ad essere visitabile e completamente ricostruita e restaurata: si tratta di una villa rustica, su due livelli, risalente al I secolo a.C. ma che successivamente ha subito diversi ampliamenti sia in età augustea che in quella giulio-claudia[7]. La costruzione, di modeste dimensioni, si sviluppa intorno ad cortile, che ospitava anche una cella vinaria con 18 dolia, delimitato da un portico nel quale, durante lo scavo, fu ritrovato un plaustrum, ossia un carro da trasporto. Intorno al cortile si aprono diversi ambienti: un torcularium che ospitava il torchio di cui oggi ne rimane il calco, una stanza utilizzata sia come deposito che come cucina, una vasca per la premitura dell'uva e un contenitore dove raccogliere il mosto, un granaio, una cisterna per l'acqua e un'aia scoperta delimitata da un bordo in pietra[7]; l'unica stanza di maggior rilievo è il triclinio con decorazioni in III e IV stile pompeiano. Intorno alla villa sorgeva la zona agricola, soprattutto viti, come testimoniato dai calchi delle radici delle piante[7].

Altre ville[modifica | modifica sorgente]

Parete della Villa di Publio Fannio Sinistore al Metropolitan Art Museum di New York

Altre ville di piccole dimensioni sono state scoperte ed esplorate negli anni: una villa nel fondo di Vito Antonio Cirillo, scavata nel 1897-1898, nella quale venne rinvenuto un torchio da vino e un larario con affreschi oggi conservati nel Field Museum di Chicago, una villa rustica sempre in località Pisanella, scavata tra il 1906 e il 1908, con affreschi di terzo stile pompeiano, la villa di Numerio Popidio Floro scavata negli stessi anni e di cui è tuttora visibile la sezione relativa all'impianto termale: furono ritrovati affreschi di secondo e quarto stile pompeiano, oggi conservati presso l'Antiquarium di Boscoreale e presso il Getty Museum di Malibu[2]. Ed ancora la villa di Marco Livio Marcello, rinvenuta nel 1928 nel centro di Boscoreale, la villa rustica in via Casone Grotta, rinvenuta nel 1986, di cui sono stati riportati in luce ambienti su due piani pertinenti a diverse fasi costruttive, la villa in località Cangiani, rinvenuta nel corso di lavori di drenaggio di un canale nel 1993 ed una caupona nel fondo Acunzo, parzialmente scavata agli inizi del XX secolo le cui statuette in bronzo, rinvenute nel larario, sono oggi conservate presso la Walters Art Museum di Baltimora[2].

Ville di Boscotrecase e Terzigno[modifica | modifica sorgente]

Altre ville, facenti sempre parte della Pagus Augustus Felix Suburbanus, ma che oggi si trovano nel territorio comunale di Boscotrecase sono: la villa di Lucio Arellio Successo, scavata nel biennio 1898-1899 con affreschi in primo stile pompeiano e ambienti rustici e la villa di Agrippa Postumo, parzialmente scavata nel 1903 e 1905 di cui si era rinvenuto un peristilio e ambienti decorati con affreschi in terzo stile, poi staccati e conservati al Museo archeologico nazionale di Napoli e al Metropolitan Museum di New York; gli scavi di questa villa vennero nuovamente ricoperti dalla lava nel 1906[2]. Nella località Boccia al Mauro di Terzigno furono rinvenuti nel 1981 i resti di diverse ville, solo parzialmente scavate per la loro parte rustica[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Info su Boscoreale. URL consultato il 04-03-2011.
  2. ^ a b c d e f g Storia delle esplorazioni di Boscoreale. URL consultato il 04-03-2011.
  3. ^ a b Storia degli scavi di Boscoreale. URL consultato il 04-03-2011.
  4. ^ L'Antiquarium di Boscoreale. URL consultato il 04-03-2011.
  5. ^ a b c d e f g h Le ville di Boscoreale. URL consultato il 04-03-2011.
  6. ^ a b c d Villa della Pisanella. URL consultato il 04-03-2011.
  7. ^ a b c Villa Regina. URL consultato il 04-03-2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paola Poli Capri, Pompei, i tesori di Boscoreale, Van der Poel, 2001. (ISBN non esistente)
  • Antonio Cirillo, Angelandrea Casale, Il Tesoro di Boscoreale, Pompei, Associazione Amici di Pompei, 2004. (ISBN non esistente)
  • Chiara Dezzi Bardeschi, Archeologia e conservazione, Santarcangelo di Romagna, Maggioli Editore, 2008. ISBN 88-387-4108-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]