San Gennaro Vesuviano

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San Gennaro Vesuviano
San Gennaro Vesuviano - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Campania
Provincia: stemma Napoli
Coordinate: 40°52′0″N 14°32′0″E / 40.86667, 14.53333Coordinate: 40°52′0″N 14°32′0″E / 40.86667, 14.53333
Altitudine: 56 m s.l.m.
Superficie: 6,97 km²
Abitanti:
10.100 2001
Densità: 1683 ab./km²
Frazioni: Aprile, Giugliani, Ruocco 
Comuni contigui: Nola, Ottaviano, Palma Campania, San Giuseppe Vesuviano
CAP: 80040
Pref. telefonico: 081
Codice ISTAT: 063066
Codice catasto: H860 
Nome abitanti: sangennaresi 
Santo patrono: San Gennaro 
Giorno festivo: 19 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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San Gennaro Vesuviano è un comune di 10.100 abitanti della provincia di Napoli.

Indice

[modifica] Geografia

È collocato nell'area dell'agro nolano, circa 25 km a est di Napoli e 9 km a sud di Nola.

[modifica] Territorio

[modifica] Clima

[modifica] Storia

[modifica] Dalla preistoria all'età moderna

I primi insediamenti nell'area sono antichissimi. Il Comune di San Gennaro Vesuviano occupa il sito della Pianura Campana (anticamente conosciuto col nome di Planum Palmae), oggi meglio noto come il Piano, delimitato dal Monte Vesuvio e dal Monte Sant'Angelo. Il Piano rappresenta quasi un naturale collegamento geologico tra l'agro nocerino sarnese e l'agro nolano. Recenti rinvenimenti archeologici hanno permesso di datare alcuni insediamenti nella piena Età del Bronzo, intorno al 2000 a.C., quando un'improvvisa eruzione del Vesuvio devastò le comunità presenti nell'area. Per vari secoli l'intera zona, ricoperta da una fitta vegetazione, è rimasta del tutto disabitata ed ha costitutio al più un'occasionale destinazione di caccia per gli abitanti dei primitivi centri limitrofi. Solo secoli dopo, nuove popolazioni cominciarono lentamente ad insediarsi nuovamente. Nel 1631, con rogito stilato dalla curia vescovile di Nola dal Notaio Galeota, Scipione Pignatelli, conte di San Valentino e marchese di Lauro, fa una ricca donazione al Vescovo di Nola, monsignor Fabrizio Gallo a favore dei Padri Minori Riformatori di San Francesco. Il marchese istituì anche la Fiera che ancora annualmente si tiene. La donazione ai Frati Francescani, consisteva tra l'altro, di appezzamento di terreno, nell'allora territorio di Palma Nolana, oggi Palma Campania, per la creazione di un convento e di una piccola comunità annessa. Il nucleo abitato intorno a Cavallerizza e Convento crebbe fino a diventare, prima quartiere di Palma Nolana, poi, dal 1841, autonomo comune per decreto di Ferdinando II di Borbone.

[modifica] L'occupazione tedesca e l'arrivo degli alleati

Durante l'occupazione tedesca non vengono ricordati episodi di rappresaglia da parte delle forze tedesche contro civili del posto; ci fu una sola esecuzione (al di fuori del Cimitero di Palma Campania) di un sangennarese, a seguito di denuncia della moglie per maltrattamento. Si ricordano, invece, diversi episodi di sequestro di bestiame da parte delle forze di occupazione, con conseguente soppressione (nei pressi dell'attuale area mercato di Cappella 'a Separa),[1] un bombardamento alleato in località Pozzo Pagnotti, che causò la morte di un'intera famiglia[2] e l'abbattimento da parte della controaerea di un caccia inglese (con conseguente morte del pilota) nelle campagne adiacenti all'attuale Via Musiello. I tedeschi avevano allestito il loro accampamento in un terreno situato nell'allora Via Cristoforo Colombo (ora Via Ten. Biagio Cozzolino). Il 9 settembre 1943 ci fu lo sbarco a Salerno delle truppe anglo-americane (Operazione Avalanche), grazie al quale arrivarono, dopo giorni di cruenti battaglie, le prime forze alleate a San Gennaro. Giunsero per prime le truppe inglesi, provenienti da Sarno. Un gruppo di uomini sangennaresi si organizzò e andò incontro alla colonna di soldati, per indicare loro dove i tedeschi avevano piazzato le mine prima della ritirata. Molto presumibilmente, la data di arrivo fu tra il 30 settembre e il primo ottobre 1943; gli uomini erano quelli della 46esima divisione (North Midlands) "Oak Tree", del X Corpo d'Armata Inglese, comandata dal generale Hawkesworth. Gli inglesi requisirono due stanze del palazzo dell'allora podestà del paese, in Piazza Regina Margherita, ove instaurarono il loro comando. Successivamente nel Bosco Pagliarone venne creato il campo di aviazione anglo-americano.

[modifica] Ricorrenze

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Luoghi di culto

  • Chiesa cattolica del Convento Francescano
  • Chiesa cattolica dei Santi Gioacchino e Anna
  • Cappella Giugliani ('a Separa)
  • Cappella Sommesi
  • Sala del Regno dei Testimoni di Geova

[modifica] Monumenti

  • Convento Francescano del 600
  • Statua dei Caduti di tutte le guerre
  • Statua di Padre Pio

[modifica] Luoghi Naturali

  • Montagna di San Gennaro, a sud-est del capoluogo, in territorio di Palma Campania

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Il comune è collegato con l'A30 Caserta-Salerno, attraverso lo svincolo di Palma Campania e direttamente con la SS268.

[modifica] Ferrovie e metropolitane

È presente la stazione ferroviaria di Palma-San Gennaro, telegestita da Trenitalia. Il centro è inoltre collegato con bus navetta alla stazione Circumvesuviana di Rione Trieste.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Aniello Giugliano (lista civica: "San Gennaro nel cuore") dal 08/06/2009
Centralino del comune: 081 8286911
Posta elettronica: sangennarovesuviano@virgilio.it

[modifica] Amministrazioni precedenti

Piazza Margherita negli anni cinquanta (quando era adibita a campo di calcio)

L'autonomia di San Gennaro Vesuviano risale al 1841, per decreto di Ferdinando II di Borbone; prima di allora, San Gennaro era un borgo di Palma Campania denominato appunto "borgo San Gennaro".

  • Filippo Casalini fu il primo sindaco, eletto alla carica di amministratore nei mesi successivi al conseguimento dell'autonomia amministrativa del piccolo centro. Prima di allora egli si era dedicato per oltre un ventennio alla professione medica, assistendo in condizioni pioneristiche una popolazione di poche migliaia di persone nella prima metà[[Categoria:]] del diciannovesimo secolo.
  • Antonio Nunziata, medico condotto del paese, che svolse il ruolo di potestà nel ventennio fascista.
  • Giovanni Nappi (PCI) che ha governato il piccolo centro per molti anni nella seconda meta' del secolo scorso (anni '60 e '70)
  • Nando Ferraro (PCI), metà degli anni '80, con il quale il paese conobbe un periodo di sviluppo e prosperità.
  • Francesco Giugliano (PSI), nel 1982 ucciso per mano della camorra.

Una sentenza del T.A.R. Campania del giugno 2007[3] (confermata nel novembre dello stesso anno dal Consiglio di Stato), dopo circa sette mesi di commissariamento prefettizio, ha reintegrato il sindaco Aniello Catapano, eletto, nel 2004, con circa il 67% dei voti.

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

Squadre militanti in campionati minori:

  • A.C. Sangennarese (I Categoria)
  • Sporting Club "Free Time (giovanile)
  • S.C. San Gennaro già S.C. Salgechi (giovanile)

[modifica] Basket

  • Vis Basket San Gennaro Vesuviano, militante nel Campionato Under 17 maschile

[modifica] Pallavolo

  • San Gennaro Vesuviano, militante nel campionato Under 16(NA) Femminile (Girone G) e Maschile (Girone B), e nel campionato Under 14 femminile 2008/09 e maschile.

[modifica] Judo

Judo Boy

[modifica] Ginnastica Artistica

Artistik Center

[modifica] Impianti sportivi

  • Stadio "Scipione Pignatelli".
  • Palestra comunale (basket e pallavolo).
  • "Salgechi" (campo di calcio)
  • "Free Time" (campo di calcio)
  • "Judo Boy" (Palestra del' ISC B.COZZOLINO)
  • "Artistik Center (Palestra del'ICS B.COZZOLINO)

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

[modifica] Personalità storiche e contemporanee

[modifica] Angelo Peluso

Nacque il 13 settembre 1801 a S. Gennaro Vesuviano, al tempo frazione di Palma Campania. Vestì l'abito ancora ragazzo, nel locale convento francescano dove prese i voti a diciotto anni. Nel 1820-1821 il frate era temporaneamente allocato presso il convento della Sanità a Nola nello stesso tempo in cui avvennero i moti rivoluzionari campani, guidati dagli ufficiali Morelli e Silvati e dall’abate Luigi Menichini. Erano alla porta degli anni difficili per i sangennaresi: il decennio successivo al fallimento dei moti carbonari, infatti, si caratterizzò per un generale aumento della pressione fiscale e per la necessità di spendere ingenti somme di danaro da destinare alla riparazione delle case gravemente danneggiate dalla nuova disastrosa eruzione del Vesuvio occorsa nel 1822 e dalle copiose alluvioni del 1823. Erano quelli anche gli anni in cui i continui soprusi dell'amministrazione di Palma Campania rivolti agli abitanti del borgo di San Gennaro Vesuviano, fecondavano di astio e disperazione gli animi degli abitanti del piccolo borgo sangennarese. Nell'anno 1832 tuttavia, nuovi fremiti insurrezionali si apprestavano a scuotere gli assetti Istituzionali napoletani e peninsulari. In quell'anno infatti il Frate ideò ed organizzò un nuovo moto portando così il piccolo centro vesuviano alla ribalta delle cronache nazionali. Tale moto conosciuto come “La congiura di Frate Angelo Peluso” o semplicemente come "La congiura del Monaco" fallì con buona probabilità a causa dell'impreparazione dei rivoluzionari al suo seguito, inadatti culturalmente e psicologicamente a supportare ad oltranza l'iniziativa del religioso rivoluzionario. A dar man forte al frate fino alla fine, vi furono il capitano del genio di origini calabresi Domenico Morici, il tenente Filippo Agresti, l'avvocato Francesco Vitale ed un tale possidente Luigi D'Ascoli. Stando ai verbali dei processi, delle migliaia di aspiranti rivoluzionari che nelle intenzioni del Frate e dei suoi alleati dovevano convergere sulle montagne di Lauro e Taurano si presentarono all'importante appuntamento soltanto in 27 dopo che un tale Pietro Russo da Taurano aveva già comunicato alle autorità gli intenti dei congiuranti. Frate Angelo, in fuga, si rifugiò nel convento della Sanità. Qui fu arrestato il 14 settembre, processato e condannato a morte. La pena tuttavia gli fu commutata nell'ergastolo per volere di Ferdinando II. Morì nel 1854 in una cella solitaria presso le Prigioni del Santo Uffizio, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Il Comune di San Gennaro Vesuviano eresse in data 4 novembre 1975 una lapide ora affissa sulla facciata del convento francescano.

[modifica] Giovanni Borrelli

Nacque a San Gennaro Vesuviano il 22 gennaio 1895. Fu per molti anni insegnante nelle scuole elementari, interessandosi con conferenze e scritti dei problemi educativi, di cui fu sempre appassionato cultore. Nel 1927 fondò con la dottoressa Vincenza Battistelli la rivista "Italia Magistrale" che si proponeva di illustrare i canoni della nuova didattica e di rendere noto il pensiero educativo dei maggiori pedagogisti italiani e stranieri. Diresse per circa cinquant'anni un Istituto Magistrale da lui stesso fondato, che, per il suo ordinamento didattico e per la serietà dei docenti, divenne uno dei più importanti d'Italia. Il suo saggio "Vita di Scuola" rappresenta la vita interiore di un educatore che, per circa mezzo secolo, ha dedicato tutte le sue energie per la elevazione spirituale dei giovani, ricordando, nel contempo, i primi educatori del suo paese.

[modifica] Biagio Cozzolino

Nacque a San Gennaro Vesuviano nel 1881. Dopo una brillante carriera scolastica, si laureò giovanissimo in giurisprudenza all'Università di Napoli. Esercitò la sua professione di avvocato conquistando ben presto le simpatie dei colleghi e degi magistrati, per il suo portamento signorile e per la sua preparazione giuridica. Era amante della musica e appassionato di fiori, di cui il suo studio era sempre adorno; gentile con tutti e pronto a sacrificarsi per il bene altrui. Partecipò giovanissimo alla vita pubblica e fu, per diversi anni, sindaco di San Gennaro Vesuviano, suscitando intorno alla sua persona, vive simpatie per la sua dirittura morale. Chiamato alle armi, quale ufficiale di complemento nella I guerra mondaile, si distinse, nel 30° Reggimento Fanteria, per il suo coraggio e per le sue eccellenti qualità di soldato. Durante un violento combattimento sul Monte San Michele, nel quale diede prova di grande eroismo, cadde alla testa del suo reparto il 15 luglio 1915. Le sue spoglie riposano nel sacrario di Redipuglia, ove i suoi commilitoni gli elevarono un monumento marmoreo. San Gennaro Vesuviano ha voluto rendere eterna la memoria di questo suo figlio intitolando al suo nome la strada ove nacque (già Via Cristoforo Colombo) e la locale Scuola Media Statale. Di lui scrisse il suo amico Giovanni Borrelli: "Noi che lo amammo e ne ammirammo le elette virtù di mente e di cuore, c'inchiniamo reverenti dinanzi alla sua Memoria e lo additiamo alle future generazioni come esempio luminoso di cittadino integgerimo, professionista insigne, combattente intrepido e valoroso"

[modifica] Michele D'Avino

Scrittore, filologo, studioso ed umanista, nacque a San Gennaro Vesuviano, nel 1914. Da giovane frequentò il Ginnasio ad Ottaviano ed il Liceo a Maddaloni, laureandosi in Lettere nel 1937, entrò lo stesso anno, nella Scuola; ne uscì nel 1979 ed ultima sua sede fu il Liceo di Palma Campania. Tra le sue molte opere si ricordano: Il tesoro di Boscoreale, La donna a Pompei, Le idee e le lampade, I Sindaci di Napoli, Pompei proibita, Campania Nobilissima ecc. (sono circa trenta). Nel 1976, allora sindaco di S. Gennaro Vesuviano, volle rinnovare un’antica tradizione di circa venti secoli fa: La Lampadromia Teclanense; era una corsa che impegnava gli atleti impugnanti una fiaccola di resina, a percorrere circa 26/30 chilometri, nell'area vesuviana, attraversando Palma Campania, S. Gennaro Vesuviano, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Poggiomarino, con partenza ed arrivo a Striano. Per la cronaca, la prima edizione fu vinta da Michele Nappi, in seguito affermato giocatore di calcio in Serie A. Michele D’Avino scomparve alla fine del 1987. Ci preme ricordarlo con le parole del filosofo Luigi Simonetti, suo conterraneo: "ora che la sua parola parla nella voce del silenzio, un silenzio che ha in sé tutta l’eloquenza del dolore, acquistano più senso e più valore i temi sociali, politici e morali, scolpiti nei suoi libri ed in tutti i suoi discorsi".

[modifica] Antonio Nunziata

Medico, nacque a San Gennaro Vesuviano il 13 aprile 1870 da modesti lavoratori e trascorse l'infanzia in un paese povero e privo di scuole. Faceva da maestro un vecchio caporale borbonico, che si recava per le case delle poche famigie benestanti e insegnava ai figli a leggere e a scrivere. Il giovane, dotato di buona intelligenza e tenace volontà, incoraggiato dalla madre decise di recarsi in città per continuare gli studi. Frequentò il ginnasio nel seminario di Nola e il liceo a Napoli, ove conseguì brillantemente la maturità classica e si laureò in Medicina, presso l'Università di Napoli, ove ebbe maestri insigni, iniziò la sua professione nel paese natale, suscitando intorno a sé vive simpatie per la sua signorilità e per la sua preparazione scientifica. Fu il primo medico del comune di San Gennaro Vesuviano ed esercitò la sua attività con dignità e amore; nessuno bussò invano alla sua porta: di giorno e di notte fu sempre a disposizione dei suoi malati. Il paese era molto povero, ma il dottore Nunziata non rifiutò mai la sua opera ai bisognosi, anzi li assisté sempre con affetto, fornendo loro anche le medicine occorrenti. Nella I guerra mondiale, il dottore Nunziata servì la Patria, compiendo, per circa quattro anni, il suo dovere di capitano medico. Congedatosi, riprese la sua attività professionale e tenne, per molti anni, la carica di giudice conciliatore del comune. Nominato podestà di San Gennaro Vesuviano, si dedicò al nuovo lavoro con quella esperienza, che gli consentiva di conoscere i bisogni dei suoi concittadini e del suo paese. Realizzò, superando molte difficoltà, la costruzione della casa comunale, adibita, ora, a succursale dell'Istituto d'Arte. Conservò sempre il culto per i Caduti, a ricordo dei quali fece murare, sulla facciata dell'edificio dell'attuale municipio, una lapide, e, ogni anno, in forma solenne, ne ricordava l'eroico sacrificio agli alunni e alla popolazione. Morì nel suo paese natale il 16 febbraio del 1961.

[modifica] Eventi

[modifica] Fiera dell'agricoltura e dell'Artigianato

Risale al diciassettesimo secolo l'istituzione della principale manifestazione culturale del nascente centro vesuviano non ancora autonomo, quando il Marchese Scipione Pignatelli volle creare la fiera quale momento di celebrazione popolare e di scambio economico nell'area, al tempo quasi del tutto priva di insediamenti abitativi ad eccezione del solo Convento dei Frati Francescani. Il lascito dei possedimenti a favore dei frati fu infatti condizionato all'impegno di quest'ultimi a rinnovare annualmente la manifestazione fieristica, la più antica del meridione. Essa si svolge nella seconda decade del mese di settembre. La Fiera comincio' ad attrarre un numero crescente di pellegrini visitatori attratti anche dal fatto che gli scambi fossere franchi cioe' liberi da gabella, ad indicarne la totale esenzione tributaria; altri benefici includevano il diritto di portare armi per difesa personale. Nel tempo fu istituita la figura del "Catapano" (anche detto "Mastro-giurato"), un notabile della zona investito annualmente del compito di partecipare alla inagurazione formale ed in particolare responsabile della vigilanza. Nel 2007 il Catapano è stato Luigi Chiarolanza (titolare dello storico Tabacchi di Piazza Margherita). La Fiera era un'occasione di scambio e baratto dove si scambiavano principalmente i prodotti dell'agricoltura e dell'artigianato locale. In particolare si vendevano cavalli ed altro bestiame, i vari prodotti della terra, vini e formaggi, utensili e masserizie largamente impiegati dalla locale economia contadina e terriera (scale, sedie e sgabelli, falci, roncole, zappe e badili, cesoie etc.). Gli scambi commerciali erano del tutto sospesi il giorno 19 per la celebrazione della messa in memoria del santo (San Gennaro) effettuata dal Padre superiore dall'alto del balcone del convento.

[modifica] Biblioteche

[modifica] Scuole

  • Scuola Elementare Statale "L.D'Avino" (con plessi: Capoluogo, Sommesi, Giugliani, Pagliarone).
  • Scuola Media Statale "Biagio Cozzolino" (Via Ferrovia).
  • Scuola Materna Statale (Via Ragni).
  • Istituto d'Istruzione superiore statale formato da:
    • Istituto Statale d'arte "San Gennaro" (Piazza Margherita).
    • Istituto Professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente (Via Poggiomarino).
    • Liceo Scientifico Statale.

[modifica] Media

[modifica] Radio

Adesivo di Radio San Gennaro (cortesia di Roberto Pavanello)

Nel comune, attualmente, non operano emittenti radio private.

[modifica] Radio San Gennaro

Tuttavia, va menzionata l'esperienza di "Radio San Gennaro", una radio (FM) nata sull'ondata del fenomeno delle radio libere, che caratterizzò l'Italia degli anni settanta e ottanta. Trasmetteva sulla frequenza di 100,90 MHz e fu operativa dalla metà degli anni settanta fino alla fine degli anni ottanta. Ideata e realizzata da un gruppo di amici (fra cui un radioamatore e un radiotecnico, P.P.) i suoi studi furono inizialmente ubicati in Via Tenente Cozzolino, per poi essere spostati definitivamente in Via Musiello. Presto divenne una delle radio più ascoltate, anche grazie a un potente ponte radio ubicato sul monte Castello di Palma Campania che consentiva una copertura anche oltre i confini regionali.

Ci sono da aggiungere alcune cose in merito a questo argomento relative a quegli anni:

  • non c'era l'Audiradio e l'unico sistema per poter saggiare il bacino d'utenza si basava sulle telefonate dei radioascoltatori, che arrivavano copiose da buona parte dell'Italia meridionale
  • l'etere non era affollato come lo è attualmente

Fra i programmi che sono rimasti nella storia dell'emittente, sicuramente occupa il primo posto "Cantanapoli", programma di musica napoletana trasmesso in diretta tutti i giorni verso le ore tredici condotto da un allora studente di medicina.

Con l'avvento della Legge Mammì, che sancì il definitivo strapotere dei grossi network nazionali e regionali a scapito delle piccole radio, che non vollero o non seppero potenziarsi, l'emittente fu destinata alla fine.

[modifica] Curiosità

[modifica] Cognomi più diffusi

Gli insediamenti abitativi nel piccolo centro vesuviano, se paragonati a quelli dei paesi limitrofi, sono decisamente meno risalenti ed in gran parte successivi alla realizzazione del convento francescano. Di fatto, tra i sangennaresi si segnalano pochissimi cognomi oriundi ed essi sono in gran parte ereditati dai paesi circostanti, quando nel diciottesimo secolo molte famiglie cominciarono a spostarsi nell'allora borgo di San Gennaro.

I cognomi più diffusi risultano essere:

[modifica] La torre senza un orologio

Torre dell'orologio nel 1986, senza il quadrante di levante.

Gli anni successivi all'autonomia dell'ex borgo di San Gennaro dal comune di Palma Campania furono caratterizzati da episodi e comportamenti derivanti da una rivalità che si creò fra questi due paesi (e che si protrasse fino agli anni settanta). Tale rivalità si manifestò soprattutto in violente dispute in occasione degli incontri di calcio fra le due squadre cittadine. Il campanile senza un orologio è sicuramente l'aneddoto più curioso di questa rivalità. Si racconta, infatti, che inizialmente il quadrante della torre che volgeva a levante (cioè verso Palma Campania) fu volutamente senza orologio, proprio perché i cittadini di Palma Campania...non dovessero leggere l'orario. Solo con i lavori di ristrutturazione di fine anni '80, fu aggiunto il quarto orologio.

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ Testimonianze tramandate da anziani del posto, all'epoca bambini
  2. ^ Testimonianze tramandate da anziani del posto, all'epoca bambini
  3. ^ Annullato il decreto di scioglimento del Consiglio Comunale di San Gennaro Vesuviano. iusna.net, 29.01.2008. URL consultato il 29.01.2008.
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